D’accordo, ho barato un po’. Quattro o cinque post hanno cambiato data di pubblicazione, e due o tre sono stati creati a posteriori. Ma oggi sono 1096 giorni di fila in cui questo blog ha (almeno) un post.
Scrivere qualcosa ogni giorno non è facile. Rispetto alle rubrichette che ormai tutti i principali quotidiani hanno in prima pagina io ho due grandi vantaggi: non mi legge quasi nessuno e soprattutto non sono costretto a rincorrere la cronaca; per esempio il sabato e la domenica sono ormai sempre dedicati alle recensioni dei libri che ho letto e al quizzino della domenica, anche se a volte mi capita di aggiungere qualche altro post al volo. Il mio scegliere di aspettare un giorno o due prima di commentare mi dà poi un ulteriore vantaggio, perché ho più tempo per pensarci su e per trovare voci discordanti che mi possono costringere a rivedere alcuni miei pre-giudizi. Insomma, la probabilità che io scriva qualcosa di sensato aumenta :-)
Però vi garantisco che non è affatto facile trovare sempre qualcosa da dire e quindi mi verrebbe quasi da compatire quei giornalisti, considerando che quandoque bonus dormitat Homerus. Diciamo che però da chi è pagato profumatamente mi aspetterei almeno un po’ più di mestiere…

Una cosa è certa. Leggendo i libri di Munroe, a parte guardare i disegnini, uno si chiede di che cosa si faccia. Anche in questo caso (Randall Munroe,
Gabriele Lolli non è un matematico. È un logico. Se non sapete la differenza, ve ne accorgerete leggendo questo libro (Gabriele Lolli,
Qualche tempo fa la mia amica Silvia ha scritto su Facebook riguardo a un’interessante iniziativa di un quotidiano locale austriaco: le