Io non seguo il calcio. Fino a febbraio mi informavo il lunedì mattina dei risultati della domenica, per sapere chi dei colleghi sbertucciare alla macchinetta del caffè; ormai non ho più nemmeno quella soddisfazione. Ma i riflessi pavloviani di Vittorio Bertola non appena capiti qualcosa in favore della Juventus mi hanno fatto sapere che la partita di ieri contro il Napoli non è stata giocata, perché l’ASL napoletana ha vietato la trasferta alla squadra partenopea, che aveva un certo numero di giocatori positivi al coronavirus.
Quello che ho capito dalla storia è che i tifosi sono pronti a tirare fuori le ipotesi più complottistiche possibili – uno ha scritto che il Napoli ha chiesto apposta all’ASL di bloccare loro la trasferta, perché altrimenti avrebbe dovuto giocare senza due giocatori chiave. Ho anche capito che la Juventus dovrebbe cambiare il social media manager, perché scrivere sabato “Juventus Football Club comunica che la Prima Squadra scenderà in campo per la gara Juventus – Napoli domani alle 20.45, come previsto dal calendario della Lega di Serie A.” significa gettare benzina sul fuoco, dato che si sarebbe potuto tranquillamente dire “ci atterremo alle deliberazioni della Lega Calcio” (oppure della FGCI, non chiedetemi queste minuzie).
Quello che invece non ho capito è perché il calcio segua regole tutte sue per quanto riguarda il comportamento durante una pandemia. Non può essere semplicemente per i soldi che girano. Mi scoccia fare il complottista, ma vedo una puzza di panem et circenses…
![[dieci cerchi che si toccano]](https://i0.wp.com/xmau.com/wp/notiziole/wp-content/uploads/sites/6/2020/10/q477a.png?resize=307%2C369&ssl=1)
Le gare matematiche a squadre sono piuttosto strane per chi non è abituato al genere: proprio perché nascono come collaborative, tendono ad avere una struttura particolare nella formulazione dei problemi. In questo caso (Sandro Campigotto,
Cosa può fare uno mentre è in carcere a causa delle sue idee pacifiste? Per Bertrand Russell la risposta è stata ovvia: scrivere un libro “divulgativo” per spiegare quanto aveva formalizzato nei Principia Mathematica. Attenzione: stiamo parlando di un testo pubblicato più di un secolo fa. Nonostante il titolo (Bertrand Russell,