IO app e cashback: la solita presa in giro?

Ieri mattina ho provato a vedere come funzionava la storia del cashback per i pagamenti elettronici. Sì, lo so che non è ancora partito ufficialmente. Ma lo pubblicizzano già e così tanto valeva provare. Come prima cosa ho dunque installato l’app IO. In realtà io l’avevo già installata per la beta privata: ma quando hanno chiuso la beta l’hanno eliminata, e ho dovuto riprenderla da capo.

Rientrato, ho provato ad aggiungere un metodo di pagamento, scoprendo che l’app ne conosce tanti – perfino Satispay – ma ne permette uno solo: la carta di credito. Questo non è nemmeno così strano, visto che IO nasce come modo per pagare tasse e imposte con PagoPA e c’è un bell’avviso che spiega con dovizia di termini che lo Stato non può accettare di pagare una commissione per farsi dare i soldi; ecco dunque che la carta di credito, dove le commissioni le paghi tu, diventa il sistema obbligato.

Ma tanto non funziona nemmeno quello: aggiungendo i dati della mia carta di credito mi arriva il messaggio di errore mostrato qui a destra. Scrivo diligentemente all’assistenza, e mi arriva questa risposta:

Ciao, grazie per averci contattato, in questo momento stiamo riscontrando problemi alla sezione portafoglio dell’app IO per cui non è possibile aggiungere metodi di pagamento o effettuare pagamenti pagoPA.

Se il tuo problema è uno di quelli indicati sopra non rispondere a questo messaggio, ti invieremo noi una notifica per aggiornarti della sua risoluzione.

Considerando il burosauro quadratico medio, posso immaginare che per mettere una risposta del genere devono essere almeno dei giorni che non funziona nulla. Insomma, non solo abbiamo un’app che non è pronta per quello che dovrebbe fare a partire dalla settimana prossima, ma non fa neppure quello per cui era nata. Una metafora perfetta dell’Italia, insomma.

(Vabbè, c’è poi la lotteria dello scontrino. Quel sito in effetti funziona, ma in compenso pare che solo un registratore di cassa su tre permette di farlo. Eppure l’anno scorso tutti i negozianti hanno dovuto cambiare registratore di cassa. Possibile che non fosse già predisposto?)

Backblaze B2 Cloud Storage

Ho scoperto l’esistenza di Backblaze, un servizio di cloud storage simile ad Amazon S3, Microsoft Azure o Google Cloud. Per provarlo vengono dati 10 GB gratuiti; è anche possibile acquistare un sistema automatico di backup a 60 dollari l’anno, che parrebbe un prezzo concorrenziale ma non così stracciato da far dubitare della qualità dei loro sistemi. Sapevàtelo!

La querelle Boldrini-Feltri, o di come tutti hanno torto

Il 25 novembre è stata la giornata di contrasto alla violenza sulle donne. Laura Boldrini aveva scritto un post per il blog che tiene sull’Huffington Post, ma il direttore Mattia Feltri ha bloccato la pubblicazione. Da qui è nato un battibecco tutto a mezzo stampa: Boldrini ha poi visto pubblicato il suo post dal manifesto, Feltri ha replicato adducendo le sue ragioni e tirando in ballo il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che subito ha ribattuto piccato. In tutto questo è anche apparso un comunicato del CdR dell’HuffPost, che però possiamo tranquillamente trascurare.

Secondo Boldrini, la censura di Feltri jr è legata a una frase dove lei se la prendeva con Vittorio Feltri, il padre di Mattia; la frase in questione è «Cosa dire del resto dell’intervento di Feltri su Libero, in cui si attribuiva la responsabilità dello stupro non all’imprenditore Genovese ma alla ragazza diciottenne vittima?». Ovviamente Feltri sr è furbo, e non ha scritto quella cosa ma l’ha semplicemente insinuata, almeno a quanto ho letto dalle trascrizioni in giro (di nuovo, “stranamente” sul sito di Libero non si trova il testo dell’editoriale. Ripeto: mai sottovalutare certa gente).

Secondo Feltri jr non è così. Devo dire che non ho esattamente capito quale sia il suo punto: comincia dicendo «Non ne parlo [di suo padre] e non voglio che se ne parli sul giornale che dirigo» ma continua con «Di sicuro non deleghiamo la pratica a un blogger, cioè a un ospite: se nel blog di Laura Boldrini il bersaglio fosse stato Luciano Fontana o Maurizio Belpietro, avrei fatto una telefonata molto simile», chiedendo di togliere il riferimento. Dal mio umile punto di vista è lapalissiano che un direttore ha pieno diritto di non pubblicare il post di un blogger. Se il peraltro direttore del Post volesse cassare qualcosa che ho scritto sul blog che tengo là, non batterei ciglio; mi limiterei a ripostarlo qui nel mio blog personale, dove sono il padrone di casa. Probabilmente comincerei a pensare di chiudere il blog sul Post, ma sicuramente non mi lamenterei di una censura che per me sarebbe una mera scelta editoriale. (Poi vabbè, parlando di matematica non so cosa potrei scrivere di così offensivo… anche se effettivamente su Gallera e la sua spiegazione dell’indice Rt ho sparato a zero). La mia sensazione è che Boldrini abbia voluto mettere apposta il riferimento a Feltri sr – sarebbe bastato non mettere il nome e parlare di un direttore di quotidiano, e il post avrebbe funzionato allo stesso modo; e anche lei non è certo stupida – e che Feltri jr abbia perso la lucidità; altrimenti avrebbe scritto un commento lungo un terzo, limitandosi appunto a scrivere che non poteva né voleva permettere che un blogger sparlasse di un qualsivoglia collega.

Anche il testo di Carlo Verna non è così lineare come auspicabile; inoltre pare dimenticarsi che la sua “semplice critica” non era così semplice, visto che non è un “semplice giornalista”; e che la sua definizione di blog è abbastanza ambivalente, oltre ad avere un concetto di libertà di stampa che assomiglia più alla libertà del singolo giornalista. Insomma, a me pare tanto che tutti abbiano torto, nelle migliori tradizioni di queste liti. Certo però che l’Huffington avrà avuto un balzo del numero di lettori :-)

Quizzino della domenica: crittosomma latina

Avete presente le crittosomme, quelle operazioni per cui a lettera uguale corrisponde un numero uguale? Eccovene una, ma con una complicazione ulteriore. Le “lettere” sono i numeri latini corrispondenti alle cifre, quindi da I a IX, e non sono stati messi gli spazi per separarli. Riuscite comunque a risolvere il problema?


[IVIIIIIVIII + IIVIIIII = VIIXIVI]

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p485.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Louis Thépault, Le chat à six pattes et autres casse-tête.)


La matematica è politica (ebook)

[copertina] Le recensioni di questo breve saggio (Chiara Valerio, La matematica è politica , Einaudi 2020, pag. 112, € 4,99 (cartaceo € 12), ISBN 9789788858434512) che ho letto in giro si sono concentrate soprattutto sulla politica, e su come l’autrice è riuscita a dimostrare che la politica può essere in fin dei conti letta con le categorie della matematica. Credo però che non sia questa la migliore chiave di lettura. Valerio, come le capita spesso, parte dal suo vissuto personale, e quindi dalla matematica. Tanto per dire, lo studio della prospettiva le è servito per capire che non c’è un solo punto di vista possibile, e quindi arrivare nel tempo ad accettare il relativismo: il che non significa che tutti i punti di vista siano uguali o peggio ancora veri, ma che dobbiamo ricordarci che il nostro punto di vista non è l’unico. Chiaramente questo si riverbera (ma Valerio non lo dice lì…) sull’approccio che dovremmo avere nella politica. Ma è ancora più importante ricordarsi che in matematica non funziona il principio di autorità, e che soprattutto “un matematico non risponde mai al chi ma sempre al cosa“; anzi nemmeno alle cose ma alle relazioni tra le cose. Ma la matematica è anche un processo sempre in corso, che evolve e si interpreta; proprio come dovrebbe essere la democrazia e come sicuramente non è la dittatura, che può cambiare colore ma funziona sempre allo stesso modo. Il libro è stato completato durante il primo lockdown, dove abbiamo avuto forti limitazioni della nostra libertà personale: ma abbiamo accettato (e non subìto) le limitazioni solo perché ne abbiamo capito il senso. (In effetti, aggiungo io, la controprova è con il secondo lockdown). Insomma, non so se la matematica sia davvero politica, ma concordo con Valerio; anche se a prima vista non lo si crederebbe, ci dà gli strumenti per fare davvero politica. Non con le categorie della matematica, ma con la forma mentis che essa crea in noi.

Le offerte ebook a prezzi stracciati

Oggi è il Black Friday – anche se parrebbe che lo sia stato da un paio di settimane… – e anche il gruppo GeMS ha messo un gran numero di ebook in offerta. Io ne ho approfittato per comprarmi la Garzantina di filosofia, che costava 2,99€ anziché 12,99.
Qualcuno potrebbe dire che ho in un certo senso rubato dei soldi, visto che tre euro sono davvero nulla. Ma io non sono d’accordo. La cosa è molto semplice: non avrei mai comprato quell’ebook, perché in fin dei conti io non è che abbia chissà quale interesse, e comunque se devo cercare qualcosa lo posso fare in rete senza troppi problemi. Però tre euro sono così pochi che potevo permettermi lo sfizio, e quindi dal punto di vista di GeMS c’è stato comunque un guadagno di un euro o poco più – non so quale sia la loro quota sul prezzo finale. Semplice, no?

(Ah, per amor di cronaca ho anche la versione cartacea di quella Garzantina, quindi i soldi li avevo cacciati a suo tempo!)

La precisione di amazon.de

5 stops Lunedì ho fatto un ordine su amazon.de: prodotti Sebamed che mi costavano di meno del prezzo a cui li avrei trovati in Italia nonostante le spese di spedizione. Tutto bene, giovedì mattina mi è arrivato il pacco. Ma la cosa incredibile è che una mezz’oretta prima dell’arrivo avevo provato a vedere la tracciatura del pacco, e mi è apparsa una cartina che mi mostrava dov’era il camioncino e quante consegne doveva ancora fare prima di arrivare da me. Alla faccia della geolocalizzazione :-)

vigili urbani

Stamattina alle 8 c’è stato un incidente all’incrocio tra viale Marche e via Murat. Non è la prima volta e non sarà l’ultima, visto come gli scooter guidano incuranti di tutto quello che c’è intorno a loro. Ad ogni modo, un’ambulanza era piazzata di traverso all’inizio di via Murat, immagino perché il ferito aveva comunque bloccato la strada. Questo non sarebbe un grandissimo problema, perché in quel punto la strada è così larga che si può andare contromano per quel tratto lasciando una corsia per le auto in direzione centro, che tanto in teoria non possono poi girare a sinistra e devono incanalarsi per forza.

A dire il vero, oltre all’ambulanza c’era anche un’auto dei vigili urbani, parcheggiata sulla ciclabile di viale Marche che in effetti doveva comunque essere bloccata per permettere il soccorso. Fuori dalla macchina c’erano due vigili sul marciapiede. Cosa facessero quei due vigili non mi è stato per nulla chiaro, ma sicuramente doveva essere qualcosa di molto importante.