La vendetta del Giudicato (ebook)

Salvatore Mulliri è sardo. Ed è fiero di essere sardo. Nulla di strano quindi che in questa sua ucronia (Salvatore Mulliri, La vendetta del Giudicato, CreateSpace 2020, pag. 114, € 1,99 (cartaceo € 7.27), ISBN 9798651051342) ci si trovi in un mondo in cui la Sardegna è sempre restata fieramente indipendente, e inopinatamente si schiera nella Prima Guerra Mondiale a fianco di un nemico storico anche se mai ufficialmente entrato in guerra: il regno d’Italia. Leggiamo così di un contingente simbolico sardo che affianca gli italiani nel fronte giuliano, e soprattutto gli “arkeris”, guidati dal “mannu” Gunale de Lacon. Il tenente vicentino dio cavalleria Ottavio Martini viene distaccato presso l’alleato, e farà amicizia con il cadetto Antoni Marcias. Il romanzo breve è fondamentalmente una storia di guerra, ma anche di diversità non sempre facili da mettere insieme – il mondo della Sardegna rimane a lungo un mistero per gli italiani – e soprattutto di un tempo che stava per finire. Certo, gli arcieri sono anacronistici anche se in guerra sono devastanti; ma lo stesso vale per i cavalieri. Una lettura che scorre davvero in fretta; la nota finale fa sperare in un seguito della storia.

Quanto traffico su Marte!

In undici giorni entreranno in orbita intorno a Marte tre navicelle: Hope, degli Emirati Arabi Uniti; Tianwen-1, cinese, e Perseverance, statunitense. Per la cronaca, l’ESA avrebbe dovuto lanciare ExoMars20, ma l’anno scorso i test non erano terminati e così la missione è stata posticipata di due anni.

Sicuramente gare di questo tipo sono meno pericolose per il pianeta delle prove muscolari che rischiano sempre di terminare con una guerra; mi chiedo però se esiste un certo qual coordinamento sugli scopi delle missioni…

EDIT: Come mi fa notare Gianluigi Filippelli, la missione americana è Mars2020, mentre Perseverance è il rover che sarà depositato sulla superficie marziana.

Le mille insidie del copyright

Conoscete la rivista La difesa della razza? È stata pubblicata tra il 1938 e il 1943, e come potete capire dal nome nasceva come braccio militante della campagna fascista contro gli ebrei (e le altre razze inferiori, dai negri agli zingari). Gli articoli della rivista erano spesso scritti da giovani letterati che poi hanno fatto carriera: Giorgio Almirante dovreste ricordarvelo in tanti, ma per esempio ho trovato un articolo di Vincenzo Buonassisi che almeno quelli della mia età conoscevano come critico gastronomico televisivo.

Secondo la legge sul diritto d’autore, la rivista è nel pubblico dominio, essendo passati 70 anni dalla sua pubblicazione. E in effetti potete scaricarla in vari posti, dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea a Wikimedia Commons. Fin qua sembrerebbe tutto chiaro. Però volevamo prendere la rivista e trascriverla su Wikisource: almeno per quanto mi riguarda è un documento molto importante e sarebbe utile averlo in un formato che permetta di copincollare il testo. Bene, la cosa non si può fare.

Come mai? Semplice (si fa per dire). Una rivista è definita come “opera collettiva”, il che significa che gli autori mantengono i loro diritti sui loro articoli, e questi diritti restano fino a settant’anni dopo la loro morte. Pertanto la rivsta come un tutto è disponibile, ma i singoli articoli no. Ma per come è fatta Wikisource, le singole pagine della rivista corrispondono a un file separato, e quindi si entra nel campo delle opere singole. Favoloso, vero?

Clubhouse

Evidentemente sto invecchiando. Però quando ho sentito parlare di Clubhouse non mi è venuta proprio nessuna voglia di cercare un invito (eh sì: a quanto pare la piattaforma è su invito). Ma forse la ragione è anche un’altra. Io sono un tipo da parola scritta, e sicuramente da interazioni asincrone. Ho provato a fare qualche video su Instagram e ho smesso quasi subito. Per quanto riguarda gli audio, a parte tendere a non ascoltare nemmeno i vocali di Whatsapp, mi bastano e avanzano tutte le audiocall che mi tocca fare per lavoro. Insomma, secondo voi quanto possono interessarmi chat vocali sincrone di gruppo, dove tra l’altro le “persone interessanti” parlano e gli altri per lo più stanno ad ascoltare?

Ma naturalmente proprio le ragioni per cui io me ne sto ben lontano da Clubhouse potrebbero portare alla sua fortuna almeno per un certo qual periodo…

Quizzino della domenica: Divisibilità a cascata

Qual è il numero di dieci cifre tutte diverse abcdefghij tale che sia divisibile per 10, abcdefghi sia divisibile per 9, abcdefgh per 8 e così via fino ad a divisibile per 1?


[abcdefghij]
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p500.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema pubblicizzato da John Conway, vedi per esempio la rubrica di Alex Bellos.)


Le chat à six pattes et autres casse-tête (libro)

copertina A parte quella italiana, io generalmente ho frequentato solo la matematica ricreativa in lingua inglese, per ovvie ragioni linguistiche. Non so se sia una grande idea, leggendo questo libretto. (Louis Thépault, Le chat à six pattes et autres casse-tête, Dunod 2008, pag. 221, € 20,90, ISBN 9782100514052). Thépault ha un approccio molto diverso ai problemini numerici, e soprattutto la prima sezione del libro per me è stata una scoperta continua. L’unico piccolo problema è che il testo è ovviamente in francese, ma per fortuna sono comunque riuscito a leggerlo senza troppi problemi…

statistiche del sito per gennaio 2021

Gennaio non cambia molto rispetto a dicembre. I visitatori unici sono stati 18751 per 35119 visite; le pagine accedute sono state solo 71704, con 224049 hit. Capodanno e il 30 gennaio hanno visto meno di 1000 visite. La top 5 vede due post del mese, ma con numeri risibili:

  1. Eupnoico: 1517 visite
  2. Economia: 808 visite
  3. Centro operativo postale: 450 visite
  4. Abissine, copy e shitstorm: 290 visite
  5. Il pregiudizio dell’orticello: 259 visite

Gli evergreen sopra i 500 accessi sono il solito romanaccio (1675) e la pagina con gli accordi (631), oltre a quella dei miei libri (671).

clickbait analogico

Stamattina ho ritirato la posta (di ieri) e ho trovato una busta con titolo una frase tipo “Perché Riccardo Fogli sta cantando in una vasca da bagno? Apri la busta per scoprirlo!”. Ho dunque fatto una deviazione e sono andato nel locale spazzatura a buttare la busta nell’apposito bidone.

Non so voi, ma io sto diventando sempre più intollerante nei confronti del clickbait.