Terms and Conditions (gioco)

Chiunque cerchi di accedere a un sito si trova spesso più o meno obbligato ad accettare termini e condizioni piuttosto vessatorie. Tecnicamente si potrebbe evitare di farlo, ma il testo di solito è scritto in modo tale da non farti capire cosa bisognerebbe fare.

Terms and Conditions parte da questo assunto. Evil Corp tenterà in 29 modi diversi di farti accettare le loro condizioni: riuscirete a uscirne indenni? Io ce l’ho fatta, ma garantisco che non è stato banale.

(h/t: Marco d’Itri)

Una cosa inutile

Ogniqualvolta muore una persona che ha un grande seguito popolare, (lo staff di) Matteo Salvini pubblica un affettuoso ricordo su Twitter. E immediatamente c’è chi va a scavare su Twitter e tira fuori un suo tweet precedente dove spandeva merda sulla persona in questione. È successo adesso con Carla Fracci e l’altra settimana era capitato con Franco Battiato.

Io non capisco l’utilità di tutto questo. Da un lato, dovrebbe essere chiaro da anni a tutti che (lo staff di) Salvini twitta solo e comunque per fare massa. Ma soprattutto a chi è fan di Salvini – ma è lo stesso per altri politici, solo che sono meno twittatori compulsivi – non importa nulla che qualcuno gli faccia notare il passato. Quello che per loro conta è solo il presente. Insomma, post come quelli sono assolutamente inutili.

Quizzino della domenica: Confezione di lattine

Prendete quattro lattine identiche e metteteci intorno un elastico. Ci sono fondamentalmente due possibili modi per farlo, mostrati nella figura qui sotto. In quale dei due casi l’elastico è teso di più, cioè la lunghezza del perimetro esterno della figura è maggiore?


[le due figure]
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p521.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema da A.S. Posamentier e I. Lehmann, Pi: A Biography of the World’s Most Mysterious Number)

L’aiutanta

Oggi ho fatto una di quelle cose che odio con tutto me stesso: montare uno di quei mobiletti di plastica da mettere nei terrazzi. Inutile dire quale dei gemelli mi ha aiutato.

Il professor Z e l’infinito (libro)

Se la matematica è un mistero, soprattutto per un ragazzino, perché non metterla sotto forma di giallo? Questa è l’idea che Tommaso Castellani ha preso come base per questo libro (Tommaso Castellani, Il professor Z e l’infinito : Un giallo matematico , Dedalo 2017, pag. 136, € 15, ISBN 9788822041807). Troviamo così il protagonista Giulio che frequenta la terza media e con il suo amico Ivano cerca di risolvere il mistero della scomparsa improvvisa di un loro compagno di classe. Tutti i suoi compagni danno più o meno aiuto, fino a che il mistero si svela più o meno da solo. Nel frattempo, Giulio scopre che la matematica può essere misteriosa, ma può comunque essere affrontata, partendo dal teorema di Pitagora per arrivare agli infiniti. Temo che molti compagni di Giulio si saranno persi nelle spiegazioni del professor Z, ma oggettivamente tutta la matematica che trovate nel libro è alla portata di un ragazzo alla fine delle medie ed è diversa da quello che viene fatto a scuola. Mi pare un ottimo modo per riuscire a fare apprezzare un po’ di più la matematica!

Altri segni di ritorno alla normalità

Ieri mi è arrivato un messaggio che comunicava la scadenza della mia password aziendale.
In teoria dovremmo cambiarla ogni 90 giorni (una palla, fossero 95 si poteva farlo il primo giorno di ogni stagione…) ma era tutto stato bloccato causa pandemia e impossibilità di cambiarla in sede. Adesso a quanto pare è possibile farlo anche da remoto… solo che la password che avevo scelto veniva rifiutata… tutto perché non avevo seguito le direttive in caso ci fosse un pezzo con una parola da dizionario: la password doveva infatti avere

lunghezza pari ad almeno ulteriori 5 caratteri, posizionati liberamente prima o dopo il termine del dizionario;
nessun carattere uguale consecutivo;
almeno 2 caratteri speciali diversi;
almeno 1 carattere numerico;
almeno 1 carattere alfabetico con lettera maiuscola;
almeno 1 carattere alfabetico con lettera minuscola;

Nel primo tentativo non avevo due caratteri speciali diversi; nel secondo li avevo ma avevo terminato la password con !! e quindi c’erano caratteri diversi. Ma la cosa più divertente è che la “parola da dizionario” era “ova”. Sfido chiunque non sia fiorentino a usarla in una frase…

Sì, però

Non so se avete seguito la vicenda dell’Università di Bari che riduce le tasse universitarie – e in certi casi le azzera – per le donne che si iscrivono a corsi che tipicamente vedono una stragrande maggioranza di maschi tra le matricole.

È ovvio che colui che ha scritto «I maschi è naturale che siano appassionati a discipline tecniche, mentre le femmine hanno maggiore propensione alle materie legate all’accudimento» l’ha scritto perché sa che in questo modo può sfruttare l’indignazione di chi non è d’accordo con lui, e quindi paradossalmente raccogliere altre persone che la pensano come lui e fanno gruppo. (Ed è per questo che non lo linko: tanto l’unica cosa che gli si dovrebbe rispondere è “giustissimo, quindi il taglio delle tasse universitarie non le convincerà certo a iscriversi. Quindi dov’è il problema?”)

Ma mi permettete di dire che parallelamente anche l’idea dell’Università di Bari serve solo più che altro a farsi pubblicità?

Siamo matti? – parte 2

Dopo il post di stamattina la situazione è evoluta. In peggio.

Mi riorganizzo la mattinata e arrivo a scuola alle 11:55. Nel frattempo alle 11:45 arriva un’altra mail con me in Bcc:, quindi probabilmente inviata a tutti i genitori) di testo «Gentilissimi, come da comunicazione telefonica si conferma, in data odierna, l’uscita della classe 1B alle ore 12:00. Cordiali saluti – La Segreteria». Arrivo, ci sono anche tre o quattro altri genitori. Suona la campanella delle 12. Niente. Alle 12:10 mi scoccio, e suono in portineria. Arriva un’ATA, le chiedo perché non è ancora scesa la classe di Jacopo, e lei casca dal pero. Comincia a telefonare in segreteria (il plesso dove studiano i miei figli non è quello principale). Arriva un altro ATA, ricomincia il giro delle telefonate, compresa quella alla rappresentante di plesso. Alla fine si scopre che no, non era la 1B a dovere uscire a mezzogiorno, ma la 3F. Visto però che noi eravamo lì, e comunque nell’ultima ora non ci sarebbe stata la professoressa di italiano, alle 12:30 hanno fatto uscire la classe (che poi se ne è andata tutta insieme a mangiare una piadina, iniziativa di cui non sapevo nulla… ma qui la colpa è di Jacopo, non certo della scuola). Alla fine mi sono perso mezza mattinata per l’incapacità gestionale. Non solo hanno sbagliato classe, ma a nessuno è venuto in mente di avvisare il personale del plesso – che pure stamattina ha ricevuto tre diversi ordini di servizio sulla gestione. Ma tanto per dirne un’altra: Cecilia sarebbe dovuta entrare alle 9, nessuno ha avvisato e quindi la classe è arrivata regolarmente alle 8 ed è stata smistata… in un’altra classe dove il professore non c’era.

Considerando che si sapeva perfettamente che ci potevano essere problemi con il richiamo dei vaccini, si poteva immaginare che la scuola avesse contattato dei supplenti. E invece no. Ma d’altra parte se ci hanno chiesto un contributo “volontario” di settanta euro senza dire che serviva a tappare il buco del bilancio scolastico potete capire perché non hanno speso soldi… Mi sono lamentato all’infinito della dirigenza della scuola elementare che hanno frequentato i gemelli, ma qui siamo messi ancora peggio.