Stavolta il telecomando del cancello che non funzionava più è stato quello di Anna. Provo inutilmente a riprogrammarlo, e alla fine mi decido a comprarne uno nuovo, che però non è più il GOL4 della Ditec ma il Why Evo che è assicurato essere compatibile. Cerco il manuale in rete, mi stampo la pagina relativa, e parto con il tentativo di copia, chiedendo in prestito al vicino il suo GOL4 perché la procedura “rolling complex” richiede di usare il tasto nascosto e il mio telecomando è una versione a metà nella quale non ero certo del da farsi. Provo una, due, tre volte: niente da fare. La cosa peggiore è che pareva che mancasse un passo nella procedura, che appare quella del “rolling simple”; ma anche seguendo l’altra procedura il telecomando continuava ad essere tristemente inerte.
Mi ero praticamente dato per vinto, ma ho tentato il tutto per tutto e ho fatto una cosa che aborro: guardare un video. E così ho scoperto che il manuale ufficiale segnala la parte finale della procedura più o meno come i produttori di pasta indicano il tempo di cottura, cioè in un modo per nulla visibile a meno che tu non lo cerchi molto bene. Il video invece segnalava perfettamente la procedura; a questo punto sono sceso per l’ennesima volta, ho completato l’ultimo passo di sincronizzazione con la ricevente e finalmente ho (anzi, Anna ha) un telecomando funzionante. Chissà se la prossima volta mi ricorderò il da farsi…

Ho letto decine di libri di quizzini matematici (e ne ho scritto anche qualcuno…). Ciascuno di essi ha uno stile diverso, sia per la scelta dei problemi che per la loro esposizione e per come si passa alle soluzioni. Non mi era ancora capitato di vedere pero l’approccio usato da Niederman. In pratica i problemi – non ce ne sono tantissimi, anche se qualcuno mi era comunque nuovo – sono solo la ciliegina sulla torta di un discorso molto più generale, che parla dei problemi matematici come un modo di vedere il mondo. E il bello è che il discorso fila anche senza cercare di risolvere i problemi! In pratica è possibile divertirsi nella lettura senza impazzire nel risolvere questi problemi. Dite niente…
Da qualche tempo ho la possibilità di downvotare (come si può dire in una sola parola in italiano? disvotare?) i commenti ai post di Twitter. Non che lo faccia, anche perché non ne vedo il valore aggiunto. Ho scoperto però che ci sono le statistiche twitter… O almeno ci sono se pago per vedere i dati. Nulla di nuovo sotto il sole.