Nella sua infinita saggezza, Google stanotte mi ha mandato un messaggio di cui vedete qua la parte principale. In pratica, «Google Foto stima la tua posizione in base a informazioni quali i punti di riferimento rilevati nella foto e le posizioni nelle altre tue foto.» Insomma, qualcuno si è accorto che – anche dopo che Google Location è stato disaccoppiato da Google Foto – la Grande G indicava comunque nelle foto dove ti trovavi.
Io sono abbastanza certo di lasciare le opzioni di geolocalizzazione sul telefono, e quindi le mie foto dovrebbero avere comunque i dati; ma quella è ovviamente una scelta mia. Altra cosa ovvia è che se si prende una foto con un qualche punto di riferimento e la si dà in pasto a un sistema automatico quello riesce a capire dove ti trovi. Devo dire però che non mi piace il principio che a Mountain View usino anche le posizioni delle altre foto. Il fatto che nella sua infinita bontà Google segnali che le vecchie immagini vedranno – almeno ufficialmente – cancellate quelle informazioni secondo me significa solamente che c’è stata qualche sentenza dell’Unione Europea che li ha costretti a fare così: altrimenti non si capirebbe perché nelle opzioni la geolocalizzazione di quel tipo è stata lasciata in ON… Vabbè, sapevàtelo!

![[L'orto]](https://i0.wp.com/xmau.com/wp/notiziole/wp-content/uploads/sites/6/2023/02/q631a.png?resize=302%2C302&ssl=1)
Questo libro nasce esplicitamente per raccontare la base della teoria dei giochi a chi non arriva da un background di matematica pura. Questo non vuol dire che non ci sia matematica, mi affretto ad aggiungere: i molti esercizi alla fine di ogni capitolo lo stanno a testimoniare. Alla fine, però, è più adatto per avere un’infarinatura di cosa può essere la teoria dei giochi, arrivando al più all’equilibrio di Nash per matrici 2×n, e non per studiarla con un minimo di approfondimento. D’altra parte il lettore è stato avvertito…
