Io ho un ciclocomputer (wired, l’unica volta che ho provato un wireless mi dava dati casuali; inoltre non ho voglia di usare il telefono anche per questo). Alcuni mesi fa il magnetino che si attacca a un raggio della ruota e che permette al sensore di calcolare la distanza percorsa tirò gli ultimi, e così ne comprai uno da Decathlon. A inizio agosto, l’ultimo giorno di ufficio, dovetti uscire a metà pomeriggio per andare dal medico: mentre pedalavo mi accorsi che il contachilometri non funzionava. Vabbè, si sarà sfasato il sensore, ho pensato: arrivato dal medico mi sono però accorto che il magnetino mancava proprio, mentre ero certo che al mattino c’era ancora.
È possibile che il magnetino sia caduto, ma la cosa mi pare molto improbabile: sarebbe stato molto più probabile trovarlo sceso in basso perché si era svitato un pochino. Insomma, se dovessi scommettere immagino che qualcuno me l’abbia tolto mentre avevo la bici parcheggiata in ufficio. Belle cose, vero?
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
![[cinque palline]](https://i0.wp.com/xmau.com/wp/notiziole/wp-content/uploads/sites/6/2022/08/q607.png?resize=530%2C101&ssl=1)
Vabbè, se sapete chi è Max Cavezzali vi potreste immaginare quale sia il tipo di battute che troverete in un libro come questo. Se decidete di comprarlo è perché quel tipo di battute vi piace. Beh, mi spiace doverlo dire, ma qui il nostro ha fatto un lavoro con la mano sinistra (e da quanto ne so non è mancino). Ok, scrivere la storia dei Beatles sotto forma di una serie di strisce con battuta conclusiva non è direi facile. Ma molte delle battute, come quelle sugli anelli di Ringo, sono davvero trite; e quel che è peggio mi è parso che ci fosse un obbligo più o meno scritto di averne una su ciascuna delle copertine degli album. Inoltre scrivere cose tipo “visto che questo è l’ultimo nostro pezzo in cui suono l’armonica con i Beatles” potrà anche mostrare una buona conoscenza della biografia del quartetto, ma non molto di più.