A fine mese scade l’accordo per il lavoro agile. La mia ancora per poco grande azienda tace. (Con ogni probabilità ci diranno all’ultimo momento che prolungano unilateralmente per qualche mese le modalità, finché l’azienda non verrà spezzata in due; l’accordo che avevamo firmato lo prevede)
Ieri, nel social network aziendale interno, un po’ di persone si sono lamentate perché (cito testualmente)
(provenienza territorio , precisamente sede di Bologna) “ieri le RSU territoriali hanno fatto delle riunioni illustrando ai colleghi le evoluzioni del LA in TIM per i prossimi 6 mesi. […] E’ stato reso noto che i sindacati hanno rifiutato la proposta dell’azienda di un modello mensile 4 in sede, resto dei gg in Agile pianificabili con poche regole che consentivano un riempimento controllato delle sedi. Le motivazioni sono legate alla penalizzazione dell’indotto e dal fatto che questo modello poteva nascondere un piano di riduzione di orario come modello futuro. A domanda precisa è stato detto che il sindacato non ha presentato proposte di modelli evolutivi del LA e che per loro il modello attuale è quello che coniuga meglio le esigenze aziendali e private”.
Anche immaginando che la mia azienda fosse stata così pazza da proporre un accordo del genere – per dire, l’ultimo accordo apparentemente aveva aumentato i giorni di lavoro agile ma in pratica aumentava invece i giorni di lavoro in sede – ovviamente non c’è stato nulla di tutto questo, per la banale ragione che non c’è stato nessun incontro nazionale azienda-sindacato sul tema. Del resto, un banale reality check avrebbe dovuto far pensare che non è che una notizia del genere arrivi da una riunione sindacale (di che sindacato, poi?) territoriale, mentre nelle altre regioni non si sa nulla. Quello che è successo è che una qualche sigla ha pensato di sfruttare il nervosismo dei lavoratori per buttare merda, ben sapendo che le smentite lasciano il tempo che trovano. Non so, mi pare di essere uno dei polli di Renzo.
(immagine da FreeSVG)
Capisco che a Repubblica vogliono far vedere che sanno che in Italia siamo quasi 60 milioni. Ma non capisco come sia possibile partire da 53.833.736 identificazioni fatte nel 2023 e
La matematica ha scippato la logica alla filosofia: tutta la teoria faticosamente costruita da Aristotele e raffinata nel medioevo dalla Scolastica è stata assorbita da un insieme di formule matematiche che fanno paura a chi ci si avvicina per la prima volta. Ma le cose non stanno proprio così: anzi la matematica ha permesso di recuperare la dialettica degli stoici che era stata obnubilata nei secoli dal corpus dello Stagirita fino a che Augustus De Morgan e George Boole la reinventarono praticamente da zero. Non contiamo poi il fatto che alla fine i logici matematici guardano dall’alto in basso i matematici volgari, dicendo di essere molto migliori tanto che la matematica ormai si fonda sulla logica. (Parliamone…)
Ieri mattina ho cantato al culto luterano alla 
Sono pochi i testi che possono definirsi seminali. Sicuramente quello di Shannon sulla teoria dell’informazione (o “della comunicazione”, come la chiama lui) è uno di questi: la teoria nasce praticamente completa, e lascia solo (si fa per dire…) da cercare di metterla in pratica. La parte sui segnali continui rimane più datata, forse anche perché ormai usiamo quasi sempre canali digitali; in compenso quella sui segnali discreti si può direttamente usare ancora oggi. In questo libro viene lasciata come introduzione il testo che Weaver scrisse per mostrare al grande pubblico l’importanza della teoria. Un’utile complemento, insomma. 