| giudici (ir)responsabili | [pipponi] |
L'emendamento passato ieri alla Camera (proponente il leghista Gianluca Pini, alla Lega sì che sanno fare le cose) sarebbe chiamato dalle mie parti un tipico atteggiamento mafioso. Giusto per spiegarsi: attualmente la legge Vassalli afferma che se un magistrato inquirente agisce per dolo o per colpa grave, allora chi poi è stato ingiustamente accusato ed è stato poi riconosciuto innocente può ricorrere contro lo Stato per un risarcimento. Possiamo discutere se sia lo Stato o il giudice stesso che debba pagare: però ritengo che il principio per cui se qualcuno fa un danno non in buona fede costui debba pagarne poi le conseguenze.
Peccato che l'emendamento Pini reciti (grassetto mio) «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento» di un magistrato «in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia», può rivalersi facendo causa sia allo Stato che al magistrato per ottenere un risarcimento. Che vuol dire "in violazione manifesta del diritto"? tutto e niente. Se non vuol dire niente, cioè è una ripetizione di "dolo o colpa grave", però, non aveva alcun senso aggiungerlo; quindi mi sa che voglia dire "tutto". Ordunque: chi glielo fa fare un magistrato a indagare non dico un poveretto come me ma chessò John Elkann, sapendo che quello lì può fargli poi un mazzo tanto? Deve forse sperare nella solidarietà di casta?
| La monotonia del posto fisso | [pipponi] |
Il PresConsMin ci ha tenuto a informare, con la sua voce monocorde, che «il posto fisso è una monotonia».
Vediamo: io ho il posto fisso da un quarto di secolo abbondante (e Telecom non mi ha neppure invitato al Seniores Day, una vergogna). Dal 1986 al 1991 ho fatto riconoscimento del parlato. Dal 1991 al 1994 software engineering (uno dei periodi peggiori della mia vita). Dal 1994 al 2001 mi sono messo a fare internet in tutte le salse. Dal 2001 al 2008 sono passato a supporto di backoffice per i sistemi SMSC, e adesso cerco di convincere i miei colleghi a scrivere una qualsivoglia documentazione dei prodotti del nostro gruppo e rendere il tutto quasi decente. Non mi sembra poi tutta quella monotonia...
| No, non è la BBC | [politica] |
Essendo questa la Rai, quello di cui si parla è la politica: sia nella versione "anti" di Adriano "750000 euro, ma in beneficenza" Celentano che in quella del consiglio di amministrazione in quota Cencelli e con le votazioni più prevedibili che gli aumenti di sigarette e benzina. Così avrete sentito tutti che il neopensionato Alberto Maccari, il cui interim alla direzione del TG1 scadeva ieri causa appunto pensionamento, è stato prorogato fino a fine anno. Voti a favore: i cinque consiglieri nominati dalla ex-maggioranza. Voti contro: i quattro consiglieri nominati dalla ex-opposizione. Per sicurezza, il consigliere Antonio Verro ha rinunciato al posto al Parlamento che si era appena procacciato: sapendo come vanno le cose non è detto che la rinuncia sia così definitiva, ma sicuramente rende ben chiaro come il CdA Rai sia assolutamente apolitico, apartitico e atarassico.
In tutto questo, anche a causa del mio non guardare la tv, mi sfugge una cosa: mentre di Minzolini si sapeva di tutto e di più, io non so assolutamente come sia il TG1 targato Maccari. Perché è vero che la politica rompe e bla e bla e bla: però io sarei dell'opinione che prima si verifichino in pratica le capacità di un direttore e poi ci si chieda della sua affiliazione politica...
Aggiornamento: (13:30) Leggo dal Post che Maccari è già in pensione dal 4 gennaio.
| adulti a sette anni | [pipponi] |
Una delle proposte di tagli alla spesa pubblica all'esame del governo Monti è togliere ai pediatri l'assistenza dei bambini sopra i sei anni. Beh, forse il motivo non è proprio quello, visto che si legge che «l’assistenza della Pediatria di libera scelta non è garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale» e posso garantire di prima persona che è così: trovare un pediatra almeno a Milano non è una cosa facile. Però, visto che il documento dove è apparsa questa proposta si intitola «bozza di Riordino delle Cure Primarie» con tutte le maiuscole al posto giusto, mi sa che sotto sotto la ragione sia appunto quella.
Peccato che io non riesca a capire quale differenza di costi ci sia se una persona va a farsi visitare da un pediatra oppure da un medico ASL; senza contare che i medici di base sono abituati a pazienti ben diversi dai bambini, e quindi ci saranno dei costi di formazione che dovranno pur essere sostenuti. A questo punto, non sarebbe più semplice vedere come formare nuovi pediatri tra i medici di base?
| Oscar Luigi Scalfaro | [obituary] |
Di Scalfaro ("Oscar Maria", come lo chiamavo io) ne hanno parlato tutti: ieri pomeriggio sono morbosamente andato a vedere le home page del Giornale e di Libero, trovando più o meno quello che mi aspettavo. Però mi pare che tra i vari ricordi ci siano due cose che sono passate nel dimenticatoio, o meglio che sono state sì rievocate ma senza i retroscena che dal mio punto di vista sono più interessanti.
La prima è la circostanza in cui è stato eletto Presidente della Repubblica. Il problema non era tanto lo scoppio di Tangentopoli; o meglio Tangentopoli stava bloccando le votazioni, per i veti incrociati anche all'interno della maggioranza. Tutti hanno ricordato che la situazione si sbloccò a causa della strage di Capaci che portò alla decisione di scegliere una "figura istituzionale" (Scalfaro era appena stato nominato presidente della Camera), ma pochi mi pare abbiano aggiunto che lo sponsor principale di Scalfaro fu niente meno che Marco Pannella, la persona a prima vista meno indicata ad apprezzare un baciapile come l'Oscar Luigi. Secondo me, Pannella lo preferì a Spadolini perché lo sentiva una testa dura come lui: resta il punto che quello fu il punto ascendente della parabola del Giacinto, che tentò inutilmente di ripetere il giochetto con la scelta del Pres.Cons.Min ma non ci riuscì, e poi finì man mano a far votare i suoi sodali per chi gli prometteva un minimo di visibilità.
La seconda cosa che mi pare posta in seconda fila è il suo comportamento durante il primo governo Berlusconi. Sappiamo tutti perfettamente che Scalfaro odiava Silvio, e che con ogni probabilità il suo ruolo è stato ben al di là di quanto la prassi assegna al Presidente della Repubblica: Ciampi e Napolitano in confronto sono stati dei notai. Ma soprattutto da destra sono tutti a ricordare il ribaltone, cosa che invece è stata assolutamente corretta... a meno che non si dimostri che Scalfaro ha intimato a Bossi di rompere la coalizione di governo. Quello che viene dimenticato è il ruolo avuto da Scalfaro nel non firmare la lista originale dei ministri con Cesare Previti alla Giustizia (l'equivalente di mettere una volpe di guardia al pollaio...) con il suo spostamento al volo alla Difesa. Questo sì che è stato un atto contro la Costituzione, visto che il Presidente della Repubblica non ha tecnicamente potere sulla scelta dei ministri (mentre ce l'ha sulla scelta del PresConsMin)! Oh, per quanto mi riguarda ha fatto bene, e mi sa che sotto sotto ne siano convinti anche quelli di destra visto appunto che hanno glissato sulla cosa preferendo appunto tuonare sul ribaltone; però la cosa è appunto passata in second'ordine, mentre sono convinto che questo sia invece il modo migliore per ricordarlo. (Sì, ci sarebbe anche la sua difesa della Costituzione con i comizi a novant'anni suonati, ma io ho le mie preferenze)
| bici (e non solo) a colori | [milano] |
Da quanto leggo sul Corsera, al posto dei morattiani "raggi verdi" la giunta Pisapia propone «i Raggi Rossi, gli Anelli Blu e le Linee Gialle». Sarà, ma non è che questo profluvio di colori mi ispiri più di tanto.
Ma sempre parlando di colori, che ne pensate di questo ragionamento, sempre dal dorso milanese del Corriere?
«La sosta risulta complessivamente deficitaria - riconosce l'Amat - costringendo nelle ore notturne all'occupazione anche di buona parte degli stalli a pagamento». Ecco perché il Comune sta pensando di comprimere le strisce blu e ampliare la quota di posteggi liberi per i milanesi del centro. L'operazione è delicata, ma tecnicamente possibile: il crollo del traffico nei Bastioni (un terzo in meno con il ticket a 5 euro) ha «svuotato» una parte degli spazi a tariffa per le auto dei pendolari.
Visto che di giorno c'è meno gente, insomma, i residenti che tornano la sera a casa loro in centro hanno diritto a più posti riservati la notte, quando comunque entra anche chi non vuole sganciare i cinque euro. Io avrei immaginato che sarebbe stato più semplice lasciare la possibilità ai residenti di parcheggiare la notte nelle strisce blu, ma magari mi sbaglio...
Per la cronaca, questo problema l'ho trovato su un libro inglese. Come probabilmente sapete, la temperatura può essere vista come la misura di come le molecole di un liquido si muovono. Tenuto conto di questo, secondo voi affonda più velocemente un sasso buttato nell'acqua a 40 gradi Fahrenheit oppure a 30?
(un aiutino lo trovate qui; la risposta verrà postata mercoledì, a partire da quel link)
| _Strano ma vero_ (libro) | [recensioni] |
Avete presente la rubrica "Forse non tutti sanno che..." della Settimana Enigmistica? Ecco. L'idea alla base di questo libro (Bill Sones e Rich Sones, Strano ma vero [Can a Guy Get Pregnant?], Vallardi 2009 [2006], pag. 185, € 12,50, ISBN 978-88-7887-201-1, trad. Lisa Scarpa) e della trasmissione da cui esso è tratto è esattamente quella: domande piuttosto improbabili a cui viene data risposta chiedendo informazioni a vari esperti interpellati al riguardo o compulsando testi, tutti citati nell'ampia bibliografia. Sulla qualità delle domande non mi pronuncio: su quella delle risposte posso dire che è molto variabile, variando dall'interessante al francamente ridicolo. Ma in fin dei conti non è sempre detto che le domande siano ben poste, e probabilmente bisogna tenere conto che non si parla di un testo scientifico ma di un programma di intrattenimento. Insomma cogliete fior da fiore, e accontentatevi. Per le qualità collaterali dell'edizione italiana, faccio un plauso ai disegni di Niccolò Barbiero che secondo me sono molto azzeccati e impreziosiscono il libro. Più dubbiosa è la traduzione, non tanto per il lessico spesso colloquiale usato - non avendo sottomano il testo originale non posso verificare qual era lo stile di scrittura originario - quanto per la struttura delle frasi che è spesso ancora troppo anglocentrica.
[NOTA: questo post contiene termini non adatti ai minorenni]
Stasera mi è arrivato un "invito" da LinkedIn con questo testo:
maurizio,Oddio sembri uno zombie|, telecozz dipendente ergum morto vivente ...
-Fabio D.E.
(per la cronaca, questo è il suo profilo; otto giorni fa ha anche cambiato numero di telefono, stranamente indicandone uno italiano)
Io ho parecchi fan, e la cosa non avrebbe certo meritato che io perdessi tempo a segnalarvela... se non fosse che il 7 gennaio mi aveva spedito - sempre via LinkedIn - un'altra "richiesta di amicizia" del seguente tenore:
Sei "quadro" ? ..ergo.. appeso al muro con chiodi a mani e piedi, proprio come un cristo in croce, magari con tanto di cornice. Hai scritto "quadro" in telecozz, per scriverlo in prima parola lo reputi addirittura importante, al resto del MONDO VERO cosa CAZZO puo' interessare, idiota?Fabio D.E.
Bisogna dire che in queste tre settimane il tono si è sicuramente addolcito, e andando avanti così verso aprile-maggio verrà a baciarmi sulla bocca: certo però che se non ti chiami Wowbagger the Infinitely Prolonged forse dovresti tenerti una lista di chi hai già insultato, per evitare spiacevoli doppioni...
| maglione missing | [giovyni] |
In questi giorni sto portando io i bimbi al nido. Stamattina arriviamo, e inizio a spogliare Jacopo visto che ormai Cecilia vuole fare tutto da sola. Finisco, tolgo le scarpe a entrambi, e mi accorgo che Cecilia è senza il maglione. Peccato che nel loro armadietto non ci sia: lei ci aveva messo il cappello, io avevo aggiunto cappotto e sciarpa, poi c'era la roba di Jacopo e basta.
Sono sicuro che stamattina le ho messo il maglione. È vero che per esempio avevo messo le scarpe a Jacopo rovesce (e dopo avergliele tolte gliele stavo rimettendo di nuovo rovesce), ma è anche vero che ricordo perfettamente che Cecilia non ha voluto che mia mamma le infilasse il maglione, e poi si è anche arrabbiata perché non le avevo abbottonato il bottone più in alto. Ho guardato in giro, anche in un paio d'altri armadietti: nulla. Naturalmente aveva il cappotto sopra, quindi non può esserselo tolta mentre era nel passeggino: la quarta dimensione è da escludere, almeno spero; insomma, dove diavolo sarà quel maglione?
| Wikipedia e il metodo scientifico | [wikipedia] |
È buffo vedere un articolo postato tre giorni fa che cita esplicitamente come suo "innesco" un articolo del New Yorker di cinque anni e mezzo fa. Ma uno può anche scrivere a partire dalla Divina Commedia, a ben pensarci: quindi non è che la cosa sia davvero così strana. Poi è utile rileggere quell'articolo, ricordarsi del caso Essjay e scoprire che il budget di Wikipedia è passato in cinque anni da 750.000 a 20 milioni di dollari, il che non mi stupisce ricordandomi della lentezza tragica dell'accesso all'enciclopedia libera a quei tempi: server e banda costano. Ma torniamo all'articolo di Appunti Digitali, articolo immagino innescato proprio dalla storia di Essjay.
Alessio Di Domizio mette subito in chiaro che vuole discutere «sul modo in cui, indirettamente e non certo dichiaratamente, Wikipedia stia insinuando un metodo di approccio alla conoscenza in qualche modo alternativo a quello scientifico». Le sue argomentazioni si possono riassumere cosi: dire che tutti possono correggere gli errori per ottenere un'enciclopedia più obiettiva, indipendentemente dai titoli e dalle conoscenze, è pericoloso perché non porta affatto a una conoscenza obiettiva. Questo va contro il metodo scientifico, che a dire di Di Domizio «richiede il consenso attorno ad un concetto fondamentale: la “verità” circa un determinato oggetto è storicamente determinata, nel senso che è legata a condizioni specifiche e comunque ad un preciso stadio dell’avanzamento della conoscenza come codificata. È perciò sempre e comunque relativa.» Infine, «Proprio nel difendere l’anonimato Wikipedia getta le basi per un metodo che si propone come alternativo a quello scientifico. Assume anzi una posizione politica chiara e riconoscibile quando antepone l’intelligenza della massa alla competenza della comunità scientifica.»
Leggendo il testo, la prima cosa che posso dire è che c'è un'incomprensione di base di cosa sia Wikipedia. Wikipedia è un'enciclopedia, non un trattato scientifico. Forse l'Encyclopédie di Diderot aveva velleità di essere "scientifica" nel significato di Di Domizio - significato su cui avrei comunque da ridire: la scienza non parla di "verità", ma di "modello più adatto" legato alle condizioni specifiche bla bla bla. Ma d'altra parte la definizione settecentesca di scienza era diversa da quella odierna, e non credo proprio che Diderot, D'Alembert e soci pensassero al metodo scientifico. Quello che Wikipedia vuole essere è un compendio di informazioni, una fonte secondaria tanto che le "ricerche originali" sono bandite: anzi, l'edizione in lingua inglese comincia persino a storcere il naso rispetto alle fonti secondarie, vale a dire il riportare direttamente quanto scritto da qualcuno, e tende a prediligere le fonti terziarie, cioè qualcosa che è già un compendio di suo. Intendiamoci: non sempre funziona così, e anche se l'ostracismo sulle fonti primarie è generalmente osservato può sempre capitare che qualcosa sfugga. Ma sicuramente tacciare Wikipedia di andare da un'altra parte rispetto al metodo scientifico è come tacciare una barca perché va da un'altra parte rispetto alle autostrade.
Sempre le linee guida di Wikipedia spiegano che il NPOV (Neutral Point Of View, punto di vista neutrale) non consiste nel dare uguale importanza a tutte le teorie, ma piuttosto nel dar loro uno spazio proporzionale all'accettazione da parte della comunità (non quella wikipediana, ma del mondo in generale). Quindi nel caso della comunità scientifica è ovvio che non si parla affatto di "intelligenza della massa": quello che può capitare è che la massa non sia capace a spiegare correttamente una teoria, il che è una cosa diversa dal creare una teoria. Non vedo quale sia la "posizione politica" se io prendo un testo di storia dell'arte, materia di cui notoriamente non so una cippa, ci trovo una teoria che leggo supportata dai maggiori critici e la aggiungo a una voce: né vedrei una posizione politica diversa se facessi tutto ciò da anonimo. Altro conto sarebbe se uno modificasse senza dire qual è la sua fonte: ma già oggi una modifica senza spiegazioni e fonti viene (quasi) immediatamente eliminata, per non sapere né leggere né scrivere.
In definitiva, Wikipedia è costretta a basarsi sul metodo scientifico per ottenere il materiale da inserire al suo interno: se qualcuno pensa che "faccia scienza", forse è meglio chiedersi se abbiamo la stessa definizione di "metodo scientifico" e in caso affermativo se l'ha applicato al proprio ragionamento... cosa certo non obbligatoria :-)
| italici spammatori: www.italia730.it | [spam_phishing] |
Premessa: per quanto mi riguarda lo spam è UBE + UCE, dove E sta per email, U per unsolicited (cioè spedita senza che io ti abbia chiesto nulla), C per commercial e B per bulk, cioè inviata a molta gente e non solo a me. Che sia commerciale o no, quindi, non è importante. Ho deciso che se qualcuno pensa sia lecito mandarmi messaggi di questo tipo allora non ha il diritto di lamentarsi se io ne parlo: deciderà il lettore chi dei due ha ragione.
Il messaggio di oggi arriva da tal "giuliocesare carminati
| sentire i terremoti | [io] |
Non ho sentito il terremoto di stamattina: stavo pedalando verso l'ufficio e i miei pensieri si concentravano sul non essere investito da nessuno. Non ho nemmeno sentito il terremoto di stanotte, che però aveva epicentro nel veronese... e infatti Anna che è lì per lavoro mi ha detto che lei invece l'aveva sentito bene. Quello che posso dire è che io stanotte mi sono svegliato intorno all'una perché Cecilia si lamentava: mi sono alzato, le ho dato un po' di camomilla, lei ha continuato a lamentarsi e io ho mentalmente commentato "lamentati pure, che io intanto torno a letto!".
Mi piacerebbe dire che Cecilia si è svegliata per il terremoto, ma la scossa è stata alle 0:54 e io mi sono alzato all'1:15. Quindi o ci sono voluti venti minuti perché io mi accorgessi di qualcosa - non impossibile, intendiamoci, ma poco probabile - oppure le due cose sono scorrelate.
Ah: gatte non pervenute. Avranno pensato che è comunque meglio un terremoto che i due duenni.
| Il perché dei no ai referendum contro il Porcellum | [sfrucugliate] |
Ieri sono state depositate le motivazioni della Consulta per la decisione di non ammettere i due referendum contro l'attuale legge elettorale. Siamo in Italia, e così a quest'ora la notizia non è già più nella homepage del Corriere, e galleggia a stento in quella di Repubblica. Si sa, la notizia era "referendum sì, referendum no": il perché è pleonastico.
Come promesso, invece, due parole su queste motivazioni io le scrivo. Purtroppo non posso darvi il link alla sentenza 13/2012 se non dicendovi di cliccare qui e mettere 2012 nell'anno e 13 nel numero, perché il sito della Corte Costituzionale si aggiudica di gran lunga il titolo di meno internet friendly di tutta Italia: per dire, anche con la ricerca interna l'URL che ottengo è http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do che ovviamente non dice molto. Vabbè: vediamo.
- La Suprema corte inizia a dire "noi in questa sede non possiamo decidere se la legge attuale è costituzionale o no", e su questo siamo tutti d'accordo, almeno spero.
- Le due proposte, anche se non lo dicono esplicitamente, tendono entrambe ad abrogare del tutto la legge attuale, la prima direttamente la seconda togliendole il toglibile: e anche qua siamo d'accordo. D'altronde non si vede dove dovrebbe essere scritto esplicitamente, no?
- Occorre che «risulti una coerente normativa residua, immediatamente applicabile, in guisa da garantire, pur nell’eventualità di inerzia legislativa, la costante operatività dell’organo», e quello lo si spera bene (anche se paradossalmente vengono citate a supporto due sentenze di ammissibilità di referendum, quelli a cui poi non ha votato nessuno)
- Ora però iniziano i miei dubbi. Per il primo referendum, il punto 5.2 afferma che «La tesi della reviviscenza di disposizioni a séguito di abrogazione referendaria non può essere accolta, perché si fonda su una visione "stratificata" dell’ordine giuridico, in cui le norme di ciascuno strato, pur quando abrogate, sarebbero da considerarsi quiescenti e sempre pronte a ridiventare vigenti.». A me (e a molti costituzionalisti che sicuramente ne sanno più di me) la cosa continua a parere strana: sarebbe forse concepibile nel caso di referendum per abrogare una legge che affermi nel suo ultimo articolo "ogni disposizione di legge in contrasto con il testo di questa legge è implicitamente abrogata", ma in questo caso il Porcellum modificava solo parti del Mattarellum. Insomma, io non vedo quali potrebbero essere le «conseguenze imprevedibili per lo stesso legislatore, rappresentativo o referendario, e per le autorità chiamate a interpretare e applicare tali norme, con ricadute negative in termini di certezza del diritto». Né il riferimento alla sentenza 28/2011 parrebbe lecito: lì infatti si scrive che il decreto legislativo oggetto della richiesta di referendum «ha espressamente abrogato alcune preesistenti norme concernenti la disciplina in esame» . Nella legge Calderoli c'è un unico comma abrogato, il sesto dell'articolo 58 del D.Pr. 361/1957, che però non c'era già....
- Diciamo insomma che il punto 5.4, «La volontà di far "rivivere" norme precedentemente abrogate, d’altra parte, non può essere attribuita, nemmeno in via presuntiva, al referendum, che ha carattere esclusivamente abrogativo, quale "atto libero e sovrano di legiferazione popolare negativa" (sentenza n. 29 del 1987), e non può "direttamente costruire" una (nuova o vecchia) normativa (sentenze nn. 34 e 33 del 2000)», mi sembra molto tirata per i capelli.
- Paradossalmente, rispetto almeno alla mia idea di due settimane fa, sono pienamente d'accordo con il motivo del rifiuto del secondo referendum. In pratica, cancellando solo i 71 « alinea– cioè le frasi iniziali di ognuno dei commi oggetto della richiesta, che dispongono l’abrogazione o la sostituzione delle norme elettorali prima in vigore», si rischiava di avere delle doppie norme soggette poi a interpretazione. Insomma, non era un triciclo con le ruote sghembe ma un triciclo con due insiemi di ruote che si muovevano in direzioni diverse.
Commento finale? Continuo a pensare che la decisione sia stata molto politica, ma tanto non ci si può fare nulla.
| Chi genera i dati? | [informatica] |
Neanche a farlo apposta, dopo il mio pippone di ieri ho scoperto che Goodreads sta per eliminare con un preavviso minimo (una settimana...) un'enorme quantità di dati presi da Amazon, perché le condizioni d'uso sono diventate nel tempo sempre più restrittive e ora sembrano impossibili da gestire. Quelli di Goodreads stanno così chiedendo ai librarian di "salvare" i libri: c'è proprio un pulsante "rescue me" che permette di riscrivere i metadati del libro, indicando se la fonte è un sito (non una libreria online...) o la propria copia del libro. Il lavoro è massacrante: tanto per fare un esempio, io avrei 243 libri da rimettere in sesto.
Alcune considerazioni sparse:
- Mi domando quali siano i diritti che Amazon accampa sui "suoi" dati, che in pratica sono quelli che gli arrivano dagli editori qualche mese prima dell'effettiva pubblicazione dei libri.
- Come corollario, i libri che verranno salvati avranno dati migliori di quelli che ci sono stati fino ad ora. Garantisco che il numero di pagine, e a volte persino il titolo nel caso di editori minori, sono spesso errati e non vengono corretti se non dopo parecchio tempo: nulla di strano, perché tanto per dire il mio libro è stato aggiunto a fine novembre 2010 quando non avevo nemmeno terminato di correggere le prime bozze!
- È vero che i contenuti generati dagli utenti (user generated content) sono generalmente di buona qualità, soprattutto in casi come questo in cui chi opererà ha un interesse personale, ma sarebbe molto più logico che Goodreads si accordasse con gli editori. Tra l'altro già adesso c'è il campo "official URL", che punta al sito dell'editore: una collaborazione di questo tipo è win-win, ancora più oggidì con i siti degli editori che fanno e-commerce.
Insomma, perché dover sempre sfruttare il volontariato senza mai pensare alla possibilità di accordarsi per generare dati semantici?