13.03.10
Tempismo milanese   [pipponi]

Ieri ci sono arrivate due lettere, una per "i genitori di Cecilia" e l'altra per "i genitori di Jacopo". In ciascuna di esse l'assessore Mariolina Moioli (quella che taglia le classi ai licei serali, per intenderci) ci racconta che possiamo già preiscrivere il/la giovine ai nidi comunali e ci dà persino un'utenza con password per fare tutto on line. Per la cronaca, l'utenza in entrambi i casi è a nome di Anna, giusto per la discriminazione. Ma la parte più interessante è sapere che ci sono gli Open Day! tre pomeriggi in cui dalle 16:30 alle 18:30 si possono visitare i nidi. Bellissimo, vero? Gli Open Day saranno mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 marzo.

Proprio così: una lettera spedita con Postel da Milano a Milano (e che quindi dovrebbe arrivare in massimo due giorni a farla lunga) è arrivata una settimana dopo la fine dell'evento. Poi ci si chiede come mai il PdL possa non portare le liste in tempo...

Ieri Anna e io abbiamo portato i giovini alla loro prima manifestazione. Avremmo preferito un corteo, così avremmo potuto muoverci un po'; così ci siamo fermati un quarto d'ora in piazza Cairoli mentre c'era il collegamento con Vendola da Roma - oh, ma persino lui adesso dice "amici e compagni, amiche e compagne"? E poi dite che il PD non ha portato novità, se addirittura la loro formula di saluto è finita ai comunisti-senza-il-nome-comunista? - e poi siamo tornati indietro. Dei trentamila presenti annunciati dal palco ne ho visti al più la metà, a dire il vero: però nessuno ha attentato ai nostri pargoli, e tra l'altro c'era anche gente molto più giovane delle altre manifestazioni a cui abbiamo partecipato in passato.

Il grande Fred (libro)   [recensioni]

[copertina] Sono giusto passati cinquant'anni dalla morte di Ferdinando Buscaglione, in arte Fred. Ma cos'è rimasto come immagine del "duro di Porta Pila"? Questo breve saggio del 1999 ripubblicato in questi mesi (Maurizio Ternavasio, Il grande Fred, Lindau "Le comete" 1999, pag. 158, € 10.33, ISBN 978-88-7180-226-8) racconta la vita di Buscaglione, dalla lunghissima gavetta iniziale fino ai pochi, frenetici anni del suo successo. Buscaglione ne esce fuori con un'immagine completamente diversa dal maledetto che sembrava essere l'originale da cui venivano tratti i personaggi delle sue canzoni; lui era invece quasi timido, e sicuramente interessato solamente alla musica, suo amore corrisposto fin da ragazzo; strumentista polivalente, jazzista in grado di fare jam session nientemeno che con Louis Armstrong, arrangiatore maestrale oltre che naturalmente compositore sopraffino, in coppia con il suo amico e vicino di casa Leo Chiosso. Ma ne esce fuori anche un ritratto della Torino prima e dopo la seconda guerra mondiale, con luoghi che ancorché cambiati sono comunque riconoscibilissimi a un bogia nen emigrato quale io sono. L'unico appunto che posso fare è che il libro qua e là soffre di ripetitività, il che è un peccato; a me sarebbe poi piaciuto vedere qualche analisi musicale, ma capisco che era forse chiedere troppo.

12.03.10
Quello che i titoli non dicono   [povera_matematica]

Guardate il titolo di questo articolo: «Sondaggi sulle Regionali: Formigoni come nel 2005, Penati al 36%». Notato nulla di strano?

Se leggete il resto dell'articolo, vedrete che le informazioni sono assolutamente corrette; la percentuale di Roberto (uno di noi) è scesa dello 0,06%, mentre l'ex presidente della Provincia di Milano ha anzi un decimo di punto percentuale in più - scartamenti che comunque si possono tranquillamente trascurare.

Peccato che dal titolo vengano nascoste due informazioni molto importanti. La prima è che Formigoni ha più di 17 punti percentuali di vantaggio su Penati; la seconda è che il consenso a Formigoni è rimasto invariato nonostante dalla sua maggioranza si sia staccata l'UDC con Pezzotta che ha un 6% di consensi, quindi in pratica c'è più consenso per lui (mentre pur sommando la quota di Agnoletto a sinistra si perdono quattro punti e mezzo).
Insomma il titolo di quella notizia, consciamente o no, dà un'impressione opposta alla realtà. Eppure è assolutamente corretto. Visto che potenza, la matematica?

Impar condicio   [pipponi]

Posso immaginare mille ragioni per cui Silvio Berlusconi appaia in un servizio di Studio Sport, come effettivamente è successo oggi all'ora di pranzo. Non ne riesco a trovare molte per cui ci fosse una sequenza con lui seduto alla scrivania e dietro i simboloni del PdL e della lista pro Renata Polverini.

La scorsa settimana mia mamma mi ha spedito due golfini per i gemelli, visto che non sapeva quando sarebbe tornata a Milano. Andata all'ufficio postale Ha fatto una Raccomandata1, che sarebbe dovuta arrivare in un giorno. Il primo tentativo è andato a vuoto, per l'ottima ragione che aveva sbagliato numero civico: nove euro sprecati, ma in quattro giorni il pacchetto le è ritornato indietro. Nulla da eccepire, insomma.

Sabato scorso ci ha ritentato: lunedi sera arrivo a casa e trovo in buca un foglietto di carta velina (non quello giallo classico) che spiegava comefossero passati a mezzogiorno e non avessero trovato nessuno in casa. Falso, visto che c'erano i miei suoceri; ma probabilmente il postino non ha avuto voglia di scorrere i nomi del citofono elettronico per trovare il nostro. Ad ogni modo c'era un numero di telefono al quale, sempre secondo il foglietto stesso, avrei potuto telefonare nei tre giorni successivi per avere un secondo tentativo di invio. Chiamo nel pomeriggio di martedì: il pacchetto non si trova, e l'impiegato mi suggerisce di chiamare il matino dopo perché è più facile trovare qualcuno che abbia informazioni. Intanto martedì sera trovo l'usuale foglietto giallo, dove c'è scritto che il giorno prima non ci avevano trovato. (Per la cronaca: il foglietto giallo lo mettono sempre il giorno dopo, non è strano). Mercoledì mattina chiamo di nuovo, mi dicono che il pacchetto è li ma me lo devo venire a prendere io, nell'ufficio postale che tra l'altro era comodo per la casa vecchia ma non per la nuova.

Ora capisco che PosteItaliane abbia bisogno di fare i soldi. Però potrebbero almeno evitare di prenderci per i fondelli e lasciare solo il foglietto giallo, no?

11.03.10

Ieri (vedi Corsera - Repubblica - Il Sole-24 Ore è stato siglato un accordo tra il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi e Google, per la digitalizzazione di tutti i libri in pubblico dominio conservati nelle Biblioteche Nazionali di Firenze e Roma: quasi un milione di testi.

Lascio volutamente da parte l'enfasi sui "posti di lavoro" (quanti pensate ne servano?) e vado molto più sul concreto, vale a dire su quanto "libera" sarà la libera disponibilità di tali opere. Frieda, la capa di Wikipedia, c'è andata giù molto pesante: nelle condizioni d'uso di Google per i libri da loro scansionati c'è infatti scritto (a) che non si può fare un uso commerciale di questi file (e quindi ad esempio non potrebbero essere importati su Wikipedia, che anche se non è commerciale di suo permette un riuso commerciale) e (b) che chi se ne prende una copia deve conservare la filigrana di Google (il watermark, se vi piace parlare inglese), in modo da permettere la tracciatura del testo. Tutto questo non è evidentemente quello che si definisce pubblico dominio, dove uno può fare quel che vuole del materiale.

La cosa è però a mio parere un po' più complicata. Un conto è infatti l'opera che viene scansionata, che è nel pubblico dominio; altro conto è la scansione del testo, che indubbiamente è un'opera derivata e quindi può finire sotto copyright; altro conto ancora è il testo ricavato dalla scansione. A me ad esempio interessa più che altro quest'ultimo; nessuno però sa al momento quale sia la possibilità pratica di ottenerlo legalmente a partire dalla scansione. Nel caso si faccia un OCR indipendente è improbabile che si possa dimostrare che un testo è stato preso da una certa fonte, ma le regole sono regole e bisogna rispettarle. D'altra parte il libero utilizzo è sì utile, ma molto più limitante, e contribuisce a creare un oligopolio di fatto (no, non un monopolio: ma ai fini pratici cambia poco)

Come finirà il tutto? Boh. Vedremo (e speriamo!)

Aggiornamento: (15:00) Il comunicato stampa (in inglese) lo si trova qui; quando metteranno in rete la versione italiana magari posto anche quel link.

Io sono tendenzialmente favorevole al principio del legittimo impedimento. Paradossalmente lo ritengo addirittura più logico nel caso di procedimenti penali non direttamente collegati agli atti legislativi di un qualche ministro. Ritengo anche che la norma sia incostituzionale, però: nessuna contraddizione, ma la semplice constatazione che ponendo in essere una disuguaglianza tra cittadini dovrebbe essere votata come legge costituzionale.
Detto questo, non riesco a capire il vantaggio del PresConsMin. Col legittimo impedimento i tempi di prescrizione si congelano, e quindi non si possono fare le solite manfrine di giustifiche dell'ultimo momento. La posizione dell'imputato viene stralciata, e quindi è più facile arrivare a una sentenza per gli altri imputati: se la sentenza è di assoluzione tanto meglio per tutti, ma altrimenti resta una spada di Damocle. L'unico risultato pratico sembra insomma nascondere sotto il tappeto i problemi e spostarli di qualche tempo; anche il salvacondotto Alfano bis che dovrebbe arrivare come legge costituzionale non può fare altro che spostare i tempi, ma non annullerà nulla. L'unica cosa che mi può venire in mente è che il PresConsMin pensi di restare vita natural durante al governo, morire durante una riunione del Consiglio dei Ministri e quindi non aver più da preoccuparsi della giustizia terrena: però non riesco a crederci. Insomma, cosa c'è sotto secondo voi?

Fibonacci e l'induzione   [matematica_light]

Leggendo quanto ho scritto sull'induzione, Gnugnu mi ha scritto, suggerendomi un teorema che si può dimostrare con l'induzione forte: ogni intero può essere scritto in un unico modo come somma di numeri di Fibonacci distinti e non consecutivi. Per chi non se lo ricordasse, i numeri di Fibonacci sono definiti così: F1 = F2 = 1, e poi Fn+1 = Fn + Fn-1. In questo caso, però, i primi due numeri di Fibonacci non sono 1 e 1 ma 1 e 2, in modo che tutti i numeri siano distinti. Se volete provare a dimostrare il teorema, smettete di leggere ora! Se invece della dimostrazione non ve ne può importare nulla, saltate i due paragrafi seguenti che sono sì semplici, ma anche piuttosto noiosi.

Per dimostrare che una cosa si può fare in un solo modo, in genere si inizia a domostrare che la si può fare, e poi si fa vedere che se la si fa in due modi questi sono in realtà lo stesso. Vediamo allora innanzitutto che ogni numero può essere scritto come somma di numeri di Fibonacci distinti e non consecutivi. I casi 1, 2 e 3 sono banali: la "somma" è il singolo numero stesso. Andiamo avanti, e prendiamo un n qualunque. Sia Fk=f il più grande numero di Fibonacci minore o uguale a n. Se f=n siamo a posto; altrimenti sia d=n-f. Sicuramente d<f, visto che tranne nel caso di 1 e 2 ciascun numero di Fibonacci è minore del doppio del precedente; cerchiamo ora il più grande numero di Fibonacci minore o uguale a d. Tale numero non può essere Fk-1, perché altrimenti se n ≥ Fk+Fk-1 allora è maggiore o uguale a Fk+1, contro la nostra ipotesi. Ma d è esprimibile come somma di numeri di Fibonacci distinti e non consecutivi per ipotesi induttiva, quindi siamo a posto per quanto riguarda la prima parte.

E per la seconda? Beh, prendiamo il più piccolo numero n esprimibile in due modi diversi come somma di numeri di Fibonacci distinti e non consecutivi. Il più grande Fk nello sviluppo dei due numeri deve essere per forza diverso: altrimenti anche n-Fk sarebbe esprimibile in due modi diversi, e quindi n non sarebbe il più piccolo. A questo punto ci occorre un lemma che mostri come – per quanto grande possa essere un numero come da ipotesi il cui sviluppo abbia come termine maggiore Fk – sarà sempre strettamente minore di Fk+1. Di nuovo, possiamo usare l'induzione. 1, 2, 3 non danno problemi perché il loro sviluppo contiene un solo numero. Per un k generico, un numero m il cui sviluppo abbia come termine maggiore Fk avrà al più come secondo termine Fk-2; quindi per ipotesi induttiva m - Fk < Fk-1 da cui m < Fk + Fk-1 = Fk+1, come volevasi dimostrare.
Dal lemma otteniamo così che non è nemmeno possibile che i due modi diversi per esprimere n abbiano come maggior numero di Fibonacci nel loro sviluppo due numeri diversi, e quindi la nostra tesi è ottenuta.

Detto tutto questo, e dando il bentornato a chi non ha avuto voglia di infilarsi in quei conti che sembravano essere infiniti, aggiungo che se io dovessi presentare una dimostrazione di questo teorema la farei in maniera completamente diversa e, almeno a mio parere, molto più intuitiva. Però prima di farla mi tocca fare qualche altro post...

10.03.10
Sirietto   [trasporti]

Oggi ho preso un 7, il cosiddetto tram "Sirietto" che dall'anno scorso ha iniziato a percorrere le strade milanesi. Nel tram ci sono tre timbratrici: una per i biglietti cartacei e due per quelli magnetici e per le tessere. Peccato che entrambe le timbratrici fossero bloccate e non accettassero biglietti. In effetti era solo indicata l'ora e non la scritta "Milano centro". D'altra parte leggere sul display che la "fermata attuale" era quella di Corso Semplone angolo via Arona quando mi trovavo in Fulvio Testi mi ha fatto capire molte cose...

Per la cronaca, ho visto altre persone cercare di timbrare il biglietto su entrambe le macchinette, giusto per dire che non ci sono solo portoghesi.

(Dal mio punto di vista la cosa è cambiata poco, avendo timbrato un biglietto giornaliero. Mi dispiace.)

Una volta, con una lieve nevicata che non si attacca nemmeno per le strade e sapendo che avrei dovuto anche fare dei giri qua e la per Milano, non avrei avuto dubbi e avrei preso la bicicletta.
Stamattina l'ho lasciata a casa e sono andato a prendere i mezzi.

[copertina] Questo libro (a cura di Rita Marchiori, Le più belle fiabe dell'Europa, Edicart 2003, pag. 52, ISBN 978-88-8328-111-2) fa parte di una collana di fiabe da varie parti del mondo; essendo presumibilmente destinate alla lettura dei bambini insieme ai genitori il volume è di grandi dimensioni, con caratteri grandi e parecchie figure - non delle più riuscite, a mio parere; ma tanto i miei figli sono troppo piccoli, mi limito a leggere loro le storie perché sentano la mia voce. La cosa più interessante di questo volume è che i nove racconti contenuti non fanno parte del corpus standard, e quindi risultano interessanti anche per un adulto. Strana tra l'altro una storia come "Tom Tit Tot", che non segue affatto la trama usuale delle favole; la protagonista non è bella e brava, non ha voglia di far nulla però ha tanta fortuna e quindi le va bene tutto. Chissà cosa avrebbe detto Propp al riguardo!

09.03.10
Sondaggio: crepuscolo   [itagliano]

Orsù, lettori! Fatemi vedere se sono l'unico a non sapere l'italiano oppure no. (Non vale cercare sul dizionario, quello l'ho già fatto io. È solo per avere una sensazione di come viene usata la parola da quelli tra i miei ventun lettori che hanno voglia di rispondere)


Forma e sostanza   [politica]

Vi sarete accorti che per tutta la scorsa settimana Formigoni ostentava sicurezza dicendo che, anche ammesso che per le loro firme la forma non fosse corretta, la sostanza lo era. Insomma, la sostanza è più importante della forma.

Non vi sarete però probabilmente accorti che la sentenza del Tar che ha riammesso il listino Formigoni non ha affatto guardato alla sostanza ma solamente alla forma; come avevo parafrasato l'altro giorno, la ragione della riammissione è stata "La Corte d'Appello aveva già ammesso la lista; quindi il ricorso altrui non poteva essere considerato valido per rifiutarla successivamente". Non ve ne siete accorti perché Roberto, pur avendolo fatto dire ai suoi avvocati, si è guardato bene dal declamarlo in conferenza stampa. Si vede che ha ancora un minimo di pudore.

A fine agosto avevo raccontato di come Lidl stava dismettendo la sua Lidl Card. La notizia era piuttosto esagerata; quello che è successo in realtà è che il gigante tedesco ha cambiato finanziaria di appoggio per la carta di credito, e quindi ha dovuto bloccare per qualche tempo l'emissione di nuove carte. Adesso è tutto tornato normale, con le offerte speciali (di sabato... non ho capito la logica, ma si vede che hanno un flusso dei clienti di tipo diverso che negli altri supermercati) e via discorrendo.

Mentre l'altro giorno ero in coda alla cassa, non avendo molto da fare mi sono messo a guardare il volantino pubblicitario, comprese le scritte in piccolo, e mi sono trovato la frase "L'azione può essere soggetta a periodi limitati", che sono certo risulterà sibillina alla maggior parte degli italiani... a meno che non abbiano bazzicato il Canton Ticino. In effetti, "azione" è un germanismo, traslitterazione del tedesco Aktion che significa "offerta". Mi chiedo chi abbiano assoldato in Lidl per la localizzazione del testo :-)

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  (grazie a marco b rossi per la descrizione pigreca)

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