| primo settembre | [io] |
A dirla tutta, qui in ufficio ieri è già stata una giornataccia. Però il Vero Inizio dell'anno, come si sa, è il primo settembre, cioè oggi.
Occhei, potrei dire che quest'anno per me c'è un motivo in più, visto che stamattina i giovini iniziano l'inserimento al nido; ma è indubbio che stamattina mi sia trovato molto più traffico di quello di ieri, il che significa che non sono l'unico a considerare il primo settembre come un vero spartiacque.
Ma a questo punto non si potrebbe fare una mozione per rendere lavorativo capodanno e festivo il primo settembre? :-)
| paralleli | [minimalia] |
Non riesco a vedere questo parallelo tra Gheddafi e Berlusconi di cui parlano tutti.
All'estero mica lo trattano così bene, il Silvio!
| le circonferenze degli ombrelloni | [italica_stampa] |
La notizia è vecchiotta, anche se Sleepers me l'aveva spedita immediatamente; ma le vacanze sono vacanze, e non avevo voglia di mettere su l'armamentario per postare sul blog.
Tanto per cambiare abbiamo il solito pool di ricercatori (stavolta dell'università di Valencia, chissà se la ricerca l'hanno fatta a Ibiza) che ha studiato l'utilità degli ombrelloni per proteggersi non tanto dal sole quanto dai raggi ultravioletti. Si scopre così che gli ombrelloni usati per il test sono bianchi e blu, ma soprattutto «alti un metro e mezzo e con una circonferenza di 80 centimetri». Ottanta centimetri di circonferenza significa circa venticinque centimetri di diametro; non dico che siano ombrellini da aperitivo, ma nemmeno un ombrello tascabile da pioggia è così piccolo. In effetti Sleepers ha anche recuperato l'abstract dell'articolo originale, dove si scopre che gli 80 centimetri sono il raggio dell'ombrellone - e la cosa torna - e anche che l'altezza non è 150 cm ma un metro, il che in compenso dà qualche perplessità sull'altezza del turista vacanziero spagnolo. Resta il fatto che a volte non è nemmeno facile copiare i numeri, mi sa!
| Il sistema informatico Auchan | [informatica] |
Ieri Anna e io siamo andati all'Auchan di Cinisello Balsamo per fare la spesa. Per amor di precisione c'erano anche i bimbi e le casse Auchan sono strette, quindi io sono uscito e passato dall'altro lato mentre lei metteva la roba sul nastro. Alla fine porgo bancomat e carta fedeltà (la Nectar) e mi sento dire "mi spiace, ma doveva darla prima che io battessi il totale, adesso il conto è bloccato". Al punto assistenza hanno confermato che non è possibile fare nulla, perché "i punti vengono caricati man mano che si passano i prodotti"; cosa che immagino sia totalmente falsa, a meno che il sistema informatico sia ancora più stupido di quanto uno possa immaginare.
Già non ha un gran senso che il sistema si blocchi nel momento in cui il cassiere pigi il tasto "totale"; nelle casse Esselunga, tanto per fare un esempio, la chiusura della transazione si ha solo dopo che l'utente ha pagato. Fateci caso: voi consegnate contanti e/o plastica, digitate eventualmente il pin, e solo allora lo scontrino appare. Nemmeno ha senso che il cassiere, che si immagina sappia di questa cosa, non chieda fin dall'inizio se uno ha la carta fedeltà; ma su questo sorvolo. Quello che però per me è proprio incredibile è che nessuno abbia pensato a un sistema di backup: lo scontrino ha un numero identificativo, basterebbe inserirlo e caricare i punti sulla carta. Il fatto che nessuno abbia pensato a una cosa simile la dice lunga su come si studino le interfacce oggidì.
Copincollo, senza nemmeno tradurre, dalla descrizione di Music in Motion: «This is not your standard music based game. It is an experimental game to test how music and platformers can mix. You do not have to play to the rhythm, but rather the rhythm plays with you.»
Se ho capito bene, scopo del gioco è far correre l'omino saltando gli ostacoli... che nascono a seconda della musica che viene contemporaneamente suonata. Io sono uscito pazzo dopo trenta secondi, non so voi.
(via Passion for Puzzles)
| Legends - volume 2 (libro) | [recensioni] |
A leggere questo libro (AA.VV., Legends - volume 2 [Legends], Sperling&Kupfer 2002 [1998], pag. 435, € 19, ISBN 978-88-200-3389-7, trad. Marina Deppisch e Francesco Di Foggia) ho scoperto una cosa: la fantasy (vera e propria, Harry Potter non c'entra) è una palla. Mettere insieme i racconti di vari grandi del settore mi ha fatto vedere come con tutte le variazioni possibili ci sia sempre la stessa storia dietro, e che quindi io debba prendere questa roba con le molle. Faccio eccezione per Terry Pratchett, il cui racconto apre il libro; ma Pterry notoriamente non scrive fantasy, anche se ne usa i personaggi. Granny Weatherwax e Nanny Ogg, le protagoniste del racconto, sono due streghe; ma la storia è a dire il vero un racconto di psicologia sociale.
Traduzione buona, tranne proprio nel racconto pratchettiano dove mi è rimasta la sensazione che la traduttrice abbia sbagliato registro linguistico; ma forse è perché sono abituato a leggerlo in inglese.
Quando ero un bimbo, mia mamma per farmi addormentare mi cantava una ninna nanna che i miei neuroni hanno registrato così:
Stella stellina, la notte si avvicina,
la fiamma traballa, la mucca è nella stalla;
la mucca il vitello, la pecora l'agnello,
la chioccia il pulcino, ognuno ha il suo bambino;
e ognuno fa la nanna insieme alla sua mamma!
(ripete ad libitum)
Ora che tocca a me cercare di fare addormentare i pupi, mi è sovvenuto di non essere la loro mamma; ho riciclato così il tutto.
Stella stellina, la notte si avvicina,
la fiamma traballa, il toro è nella stalla;
il toro il vitello, l'ariete l'agnello,
il gallo il pulcino, ognuno ha il suo piccino;
e ognun la nanna fa insieme al suo papà!
(ripete ad libitum)
Per la cronaca, la sostituzione "bambino → piccino" mi è stata chiesta da Anna che non ritiene corretto parlare di bambini nel caso di animali.
| La quarta rivoluzione (libro) | [recensioni] |
La "quarta rivoluzione" che dà il titolo a questo libro (Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione, Laterza - i Robinson 2010, pag. 287, € 19, ISBN 978-88-420-9299-5) segue quelle che dall'oralità ha portato alla scrittura, dal rotolo (il volumen) al libro (il codex), e dal manoscritto alla stampa. E cosa ci riserverà il futuro del libro, ciò di cui se ne parla nelle sei "lezioni" di quest'opera? Ma del libro elettronico, l'e-book insomma. L'analisi di Roncaglia è molto acuta e spazia su tutti i temi legati anche indirettamente al libro elettronico, dalla differenza di fruizione ("lean forward", delle opere da consultare; "lean back", per le letture piu leggere, mobilità) all'evoluzione degli ebook reader ai progetti di digitalizzazione di Google. L'unico appunto che posso fare al testo è che spesso ripete un po' troppo lo stesso concetto, un metodo più da lezione universitaria che da testo scritto. Il libro è comunque assolutamente consigliato per chiunque voglia capire cosa sta succedendo con i libri elettronici; poi possiamo chiederci se le previsioni di Roncaglia della nascita di un nuovo oggetto, dalla fruizione diversa da quella di un libro e legata a una tecnologia ancora diversa da quelle attuali, si avvererà.
| l'estate sta finendo | [io] |
Giovedì scorso, dopo un paio di mesi di pausa estiva, ho trovato nella buca delle lettere il volantino della pizza al domicilio di La Montagnetta tris :-)
| Le trovate dell'Eterno Vicesindaco | [milano] |
Ieri il dorso milanese di Repubblica ha raccontato di una "Maxirissa tra stranieri in zona Padova" (insomma, dove sta il mio ufficio). Phone center bengalese rapinato intorno alle 20 da nordafricani, bengalesi che arrivano a fermare i ladri, nordafricani che arrivano a liberarli, dopo un po' giunge la polizia che non riesce a prendere nessuno. Cronache ordinarie.
Bene, qual è il comunicato dell'Eterno Vicesindaco (e parlamentare) Riccardo De Corato? "La rissa in via Crespi a pochi metri da via Padova è la dimostrazione che la stretta oraria per alcuni esercizi decisa dal Comune con le ordinanze si rivela più che sensata e ha determinato un maggiore controllo del territorio". Chissà cosa gli hanno detto.
| gioco della domenica: Rock Garden | [giochi] |
Rock Garden è un classico gioco alla Sokoban, nel senso che il giocatore può decidere in quale direzione spostare i pezzi ma a questo punto loro si muovono finché non trovano un ostacolo. Nei vari livelli occorre fare in modo da mettere in fila cinque pietre dello stesso colore; i primi tre schemi sono di preparazione, poi si inizia a giocare sul serio. È possibile scaricare il gioco per metterlo sul proprio sito, ma confesso di non averci provato :-)
(via Passion for Puzzles)
| Franz Kafka: Tutti i racconti (libro) | [recensioni] |
Uno dei guai di essere un compratore compulsivo di libri e non avere tempo per leggerli è che finisce che me ne può capitare uno tra le mani dopo quindici anni. I cinque euro attuali (Franz Kafka, Tutti i racconti, Newton Compton 2005, pag. 368, € 5, ISBN 9788854103795, trad. L. Coppè e G. Raio) erano 3900 lire... A parte queste considerazioni secondarie, devo dire che Kafka non fa per me. Non so se il problema è esacerbato dalla traduzione, vecchiotta e quindi un po' pesante; ma è proprio la struttura del racconto kafkiano, che oscilla tra la disperazione e l'inconclusione, che mi mette a disagio. Prendiamo "Nella colonia penale", per esempio. C'è questa ineluttabilità delle esecuzioni, che si fanno senza che nessuno sappia esattamente la ragione; e anche il visitatore, che pure sembrerebbe uno dei protagonisti, è come se non esistesse davvero. Tra i molti racconti postumi inseriti nella raccolta, spicca "Il maestro di scuola del villaggio", dove l'incomunicabilità così cara a Kafka arriva a un livello persino comico; "Blumfeld, un vecchio scapolo" inizia benissimo con le due palle che seguono il protagonista, ma poi la trama si perde. Inutile: in generale non riesco ad appassionarmi a questo tipo di racconti.
| tanti auguri a loro! | [io] |
Oggi (quasi a mezzanotte) Cecilia e Jacopo compiranno un anno. Mettiamola così: la mia gestione del tempo continua ad essere pessima, ma adesso lo si vede facilmente da quello che (non) riesco più a fare.
| Un marziano a Roma (libro) | [recensioni] |
Flaiano sarà stato bravissimo come sceneggiatore, ma l'opera teatrale che dà il titolo a questo libro (Ennio Flaiano, Un marziano a Roma, Rizzoli 1985 [1960], pag. 261) non mi dice proprio nulla. L'unico momento divertente di una trama alquanto sconclusionata è quando il marziano si lamenta che dal bagno il panorama di Roma non è quello cui è abituato, e gli viene risposto "sì, è migliore da quest'altro lato; lì c'è il panorama di servizio. Probabilmente il racconto omonimo è più interessante di questa trasposizione teatrale. Molto più divertenti le farse seguenti. "La guerra spiegata ai poveri", pur essendo del 1946 e quindi risentendo del fascismo appena terminato, resta ancora attualissima, se solo le guerre si facessero ancora qui in Italia. "La donna nell'armadio" è una classica farsa dell'assurdo, mentre "Il caso Papaleo", a parte qualcosa sulla commedia degli equivoci, ha forse un fondo più serio. Nemmeno l'ultima opera, "La conversazione continuamente interrotta", mi dice molto. Ha forse qualcosa degli Angry Young Men britannici, ma è il concetto di opera inconclusa per scelta che non mi piace.
| Ora ci resta solo il divo Giulio | [minimalia] |
Finalmente Francesco Cossiga (requiescat in pace) ha una buona ragione per non rispondere alle domande che gli si sono fatte in questi decenni.
