curiosità 2026

Le curiosità del 2026

curiosità 2026, curiosita'

Algoritmi retrodatati

Un paio d’anni fa avevo scritto un post sulla radice quadrata inversa veloce, dicendo che era stata implementata per la prima volta in Quake III. A quanto pare non è così, tanto che ho appena corretto Wikipedia in lingua italiana: Fabian Giesen ha scritto sull’istanza Mastodon sul gamedev che già tre anni prima quell’algoritmo era stato descritto, anche se con una costante di partenza leggermente diversa. Ricordo che quella costante serve per partire da un punto “buono’ della retta numerica, per ridurre il numero di iterazioni necessarie per la convergenza a un valore sufficientemente preciso.
Diciamolo: è sempre stato difficile inventare qualcosa in informatica, e gli algoritmi matematici non fanno eccezione.

curiosità 2026, curiosita'

Elementi poco radioattivi

Come sapete, gli elementi chimici pesanti tendono a essere radioattivi. Poi può capitare, come nel caso dell’uranio-238 che ha una vita media di 4 miliardi e mezzo d’anni, che li troviamo comunque perché non hanno fatto in tempo a decadere in altri elementi: in questo caso per esempio possiamo dire che abbiamo ancora circa metà dell’uranio inizialmente presente sul pianeta, perché 238U è l’isotopo di gran lunga più frequente. Quello che almeno io non sapevo è che ci sono elementi che si credevano stabili, cioè se lasciati in pace non decadessero, ma non lo sono. Prendiamo per esempio il bismuto, l’elemento atomico 83 che si trova subito dopo il piombo nella tavola periodica degli elementi. Tutti credevano fosse stabile; ma nel 2003 si è scoperto che è soggetto a decadimento alfa. Qual è la sua emivita? 2 × 1019 anni, cioè venti quintilioni di anni (nella scala corta americana) o venti trilioni di anni (nella scala lunga italiana, quella che usa anche i miliardi e i biliardi). All’atto pratico la carne umana è più radioattiva, per non parlare del potassio nelle banane, quindi non c’è da preoccuparsi se ci capita di stare vicino a del bismuto.
Ma questo non è nemmeno il record di quasi-stabilità: uno degli isotopi del tellurio, 128Te, ha una emivita di 7,7×1024 anni. Mi chiedo solo come abbiano fatto ad accorgersene.

curiosità 2026, curiosita'

Figure retoriche: la tapinosi

Sfido chiunque ad aver sentito in precedenza questo termine. Nemmeno io lo conoscevo prima di leggere questo post di Fausto Raso. Posso solo assicurarvi che non se l’è inventata lui come pesce di maggio: nel testo di Giovanni Fabrini “Sopra il Primo Libro dell’Eneide di Virgilio“, pubblicato nel 1654 nel libro L’opere di Virgilio mantoano, a pagina 17, parlando del verso “apparent rari nantes in gurgite vasto”, dice che si tratta di «una figura che si chiama tapinosi, cioè una humile esposizione di una cosa grande.»

Come spiega Raso, anche se non ne sappiamo il nome quella è una figura retorica che usa apposta termini diminutivi o inadeguati per definire qualcosa che di per sé richiederebbe un registro elevato: il tutto per dare un valore negativo satireggiando. È in un certo senso l’opposto dell’iperbole, che gonfia qualcosa di irrilevante. Pensate a quando qualcuno arriva sfoggiando la sua nuovissima automobile e gli amici commentano “mamma mia, che macinìno!” L’etimologia è semplice. Arriva dal greco ταπείνωση, “abbassamento, umiliazione”, da cui arriva anche l’italiano “tapino”; in latino abbiamo tăpīnōsis, “registro linguistico basso”. il Dizionario di retorica di Stefano Arduini e Matteo Damiani la assimila alla litote, ma non è proprio così. La litote infatti afferma con forza una cosa negandone il contrario; qui invece il contrario viene usato al posto del termine, e ci avviciniamo più alla meiosis, lo sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra. Si ha tapinosi nelle introduzioni ai libri dedicati ai potenti, che spiegano come l’autore abbia preparato un’opera minuscola, che spera sia comunque accettata.

Decidete ora voi se quando parlo delle mie Notiziole sto usando la tapinosi…

curiosità 2026, curiosita'

Non più i Volt, ma i Volta!

A quanto pare, una delle grandi battaglie del governo Meloni in quest’ultimo anno di legislatura sarà convincere il Bureau International des Poids et Mesures a cambiare il nome dell’unità di misura per la tensione elettrica: non più volt ma volta, evitando di troncare il nome di Alessandro. A parte il mio tono scherzoso, devo dire che ha ragione: non si capisce perché il volt sia l’unica unità di misura che prende il nome di una persona ma arbitrariamente accorciato. Al limite posso dire che mandare Alessio Butti è tutto fuorché una garanzia di successo.

A proposito di unità di misura, la sapete la storia del litro? In generale, se il nome dell’unità deriva da una persona (Coulomb, Hertz, Bequerel…) l’unità comincia con la maiuscola, mentre in caso contrario (metro, grammo, secondo…) si usa la minuscola. Solo che c’è un problema con il litro: la l minuscola si confonde troppo facilmente con un 1 o una I maiuscola, e la cosa infastidiva molti. Il chimico canadese Kenneth Woolley decise così di fare un estremo tentativo, e nel numero di aprile 1978 della rivista CHEM 13 News pubblicò un articolo in cui affermava che in realtà il litro prendeva il nome da un certo Claude Émile Jean-Baptiste Litre, figlio di un produttore di bottiglie di vino, che inventò un’unità di misura per i volumi che poi fu incorporato nel sistema internazionale di misure. La bufala finì persino nella rivista IUPAC Chemistry International, prima di venire ritrattata. Comunque adesso è “temporaneamente” possibile usare sia l che L per indicare il litro, in vista di una decisione ufficiale che chissà se arriverà mai.

curiosità 2026, curiosita'

“sottile”

"Il problema è diverso, e più sottile" Ho preso questo frammento dalla newsletter Artificiale, che Alberto Puliafito pubblica su Internazionale. Sarà, ma la frase “Il problema è diverso, e più sottile” mi ricorda tanto lo stile di scrittura di Claude. Alcuni esempi da una mia sessione: «Questa è una domanda più sottile di quanto sembri,»; «Il fatto che l’appendice esista cambia qualcosa anche per chi non la legge, per una ragione sottile:»; «La differenza è sottile ma decisiva:». Nulla di male a usare un’IA per migliorare un testo scritto, ma secondo me bisogna esplicitarlo…

Ah: ho poi chiesto a Claude (ok, è inception) cosa ne pensasse. Per la singola frase mi ha dato il 10% di probabilità, con il capoverso di contesto è salito al 60-75%, indicando anche l’autore ha terminato con “70-80% AI-assisted”.

curiosità 2026, curiosita'

Stiamo usando il valore sbagliato per la costante di gravitazione universale?

Le Scienze riporta un articolo della rivista madre Scientific American sul risultato trovato dal fisico Stephan Schlamminger. Noi di solito pensiamo alla costante di gravità \( g \), quella che vale circa 9,81 m/s2, che è l’accelerazione di un corpo attratto dalla Terra. Ma la formula di Newton, che vale per l’attrazione reciproca di due corpi, usa un’altra costante. La formula è

$$ F = G \frac{m_1 m_2}{r^2} $$

dove \(m_1 \) e \(m_2 \) sono le masse dei due corpi, \(r \) la loro distanza e \( G \) è appunto la costante di gravitazione universale. Il problema è che questa costante è molto piccola – il valore ufficialmente stabilito è \( G = (6{,}67430\pm 0{,}00015) \times 10^{-11}\ \text{m}^3 / (\text{kg s}^2) \) – ed è molto difficile da calcolare misurare. Non per nulla abbiamo solo quattro cifre significative sicure, contro le 9-10 delle altre costanti. Bene: Schlamminger ci ha messo dieci anni, ha migliorato lo strumento usato (una bilancia a torsione) ed è arrivato al risultato \( G = (6{,}67387\pm 0{,}00038) \times 10^{-11}\ \text{m}^3 / (\text{kg s}^2) \). L’errore possibile è più del doppio di quello della stima finora usata, ma quello che è strano è che la stima è più bassa di quanto ci si aspettasse. Occhei, il valore massimo della forchetta per la stima di Schlamminger corrisponde a quello minimo ufficiale, ma in genere le cose non funzionano così.

Che succederà ora? O si troverà un errore sistematico nelle misure di Schlamminger, un po’ come capitò con i neutrini superluminari che tanto piacquero a Mariastella Gelmini, oppure aspetteremo altri dieci anni per concepire un nuovo esperimento che dia un risultato accettato. Chissà chi vincerà! I curiosi possono leggere l’articolo di Schlamminger qui.

curiosità 2026, curiosita'

Vi serve un PDF con le cifre di un googolplex?

una pagina di un volume con il googolplexCome sapete, un googol è il numero 10^100, cioè 1 seguito da 100 zeri. Un numero miliardi di miliardi più grande del numero di particelle dell’universo, che sono stimate essere 10^80. Ma Edward Kasner, nel suo libro Matematica e immaginazione, definì un numero ancora più grande: il googolplex, che è 10 elevato alla googol.
Bene: nel 2013 Wolfgang H. Nitsche (senza “e” e “z”) ha preparato i pdf di 10000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000 di volumi, ciascuno contenente un milione di cifre di un googolplex (cioè tutti zeri, tranne che nel primo volume dove c’è un 1), e li ha “pubblicati” nel sito https://www.googolplexwrittenout.com. Metto le virgolette perché immagino che il sito crei on demand il pdf di un volume. Ma visto che le cose bisogna farle per bene, si è anche fatto assegnare l’ISBN per la versione completa paperback (9780990007210) oltre che la PDF (9780990007203), come potete per esempio vedere su Goodreads.

curiosità 2026, curiosita'

Halupedia

Che cosa si può fare di sostanzialmente inutile con l’IA? Finché c’era Sora si facevano i video idioti. Ma limitandoci al testo ci sono delle grandi possibilità. Prendiamo Halupedia. Funziona come Wikipedia, con l’unica minima differenza che le voci vengono create al momento in cui ci clicchi su: a quel punto un LLM fa finta che siano sempre esistite e le scrive per te, con il tono impassibile tipico di una casa editrice accademica del XIX secolo. Trovate qualche spiegazione (e il sorgente, se volete farvi una versione personale) su Github.

In realtà non siete costretti a cercare un link da cliccare: io per esempio ho creato una voce su Bartolomeo Pestalozzi di Pinerolo e sul sarchiapone. La fregatura è che c’è sempre gente che ha rovinato la pagina dell’indice. (Ho proposto un fix, chissà se lo implementano). Inutile, le genti non sanno divertirsi.

Torna in alto