curiosità 2026

Le curiosità del 2026

curiosità 2026, curiosita'

Il falso Eco

Non leggendo Facebook, mi ero perso questo post di Ciro Ascione (potete leggerlo con più facilità qui) e ho scoperto solo in seguito che la Bustina di Minerva citata con tanto di foto era un falso creato da Ascione per far credere che Umberto Eco avesse previsto le attuali intelligenze artificiali già nel 2010. A posteriori ci sono state le analisi di Open per mezzo dell’IA (sì che vado a vedere che nell’immagine della pagina dell’Espresso c’era un artefatto, e non mi stupirebbe che una rivista abbia la domenica come data ufficiale di pubblicazione) e le interviste di Repubblica allo stesso Ascione e a un docente bolognese di semiotica.

Che avrei detto io se avessi visto quel testo prima di scoprire che era un falso? Non lo so. La parte sull’inesistente filosofo bizantino Teofrasto di Melitene è puro Eco e mi avrebbe fatto propendere per l’autenticità, anche se introduzione e conclusione sono di livello parecchio inferiore. La cosa che trovo però più divertente è che anch’io sarei caduto in un confirmation bias, ma di tipo opposto. Eco è sempre stato interessato da ciò che i computer potevano fare, ma in quel campo faceva errori da principiante, come il programma BASIC per generare gli anagrammi di IHVH: il programma, anche se non certo ottimizzato, genera le ventiquattro permutazioni ma non si accorge che essendoci due lettere uguali bisogna eliminane la metà. Ecco: quello che avrebbe potuto mettermi in guardia sono le frasi (grassetti miei) «Sospetto invece che la macchina veramente interessante non sarà quella che vorrà ucciderci, bensì quella che saprà continuare una frase.» e «avrebbe però incontrato tante volte parole come Tommaso, Aristotele, essere, essenza, Dio e Domenicani da poter produrre successioni di frasi estremamente plausibili.» Nel 2010 il meccanismo di attention era ancora di là da venire, e il buon Umberto – ma anche tutti noi – avremmo probabilmente scritto qualcosa tipo “quella che saprà assemblare un discorso“. La generazione insomma non tanto come processo markoviano quanto come generazione combinatoria. Anzi, probabilmente Eco avrebbe infilato nel suo discorso qualcosa tipo “Questa macchina avrebbe così in pratica il sogno che Ramon Llull aveva già intravisto quasi otto secoli orsono nella sua Ars generalis: le parole delle sue risposte sarebbero mirabilmente emesse, partendo dai principi primi che troverebbe nei milioni di opere a cui ebbe accesso, pur non avendo affatto contezza né dei principi né del suo risultato”. Ma confesso che almeno a una prima lettura non penso mi sarei accorto dell’incongruenza di quelle due frasi, come non mi sarei accorto che il testo tutto gioca sul “falso che sembra vero”: tema sicuramente echiano, ma che ovviamente non poteva essere opera di Eco stesso. (Il fatto che le macchine cominciano a macinarsi testo scritto da altre macchine invece è un’ovvia conseguenza dell’iperproduzione di risposte, quindi non avrei potuto trovare nulla di strano in quest

Morale di tutto questo? La scrive Ascione/Eco stesso in quel brano: «il problema non sarà stabilire se pensino davvero, bensì capire che cosa accadrà quando ci saremo abituati a trattare come pensiero tutto ciò che possiede la forma esteriore del pensiero». Cosa che appunto stiamo già facendo da mo’.

, ,
curiosità 2026, curiosita'

E che sarebbe il Premio Campidoglio?

La scorsa settimana, mentre cercavo informazioni sul Premio Internazionale della Cultura, mi è capitato di vedere la pagina del Premio Campidoglio – prima edizione: definizione, “Celebriamo le esperienze che ispirano il mondo”. Siamo a fine 2026, ma non ho trovato nessuna traccia di questo specifico premio Campidogio, al più ho letto di vecchi premi e di gare ippiche. Aggiungo che la sezione “press” è sconsolatamente vuota, che l’organizzatore sarebbe una “associazione culturale Agape Onlus” che non mi sembra nessuna di quelle che si possono trovare tra il cinque per mille, che il titolare del trattamento dati è una società “ACADEMY EDUCATIONAL SERVICE ltd, Company Number 14952491, Head Office: 85 GREAT PORTLAND STREET FIRST FLOOR LONDON ENGLAND W1W 7LT” la quale potrebbe essere questa ma che nasceva come “operante nel settore minerario”, che la sede in via dei Bresciani 2 a Roma guardata con Google Maps non mostra nulla e al più ha la direzione generale del Centro Volontari della Sofferenza – Silenziosi Operai della Croce, e che tra i patrocini avrebbe queello di Roma Capitale, di Ita Airways e del Reial Cercle Artistic de Barcelona (a questi ultimi ho scritto per chiedere lumi, ma mi sa che avendo usato l’inglese e non il catalano abbiano deciso di non rispondermi).

Qualcuno riesce a trovare altre info? A questo punto sono davvero curioso.

curiosità 2026, curiosita'

Effetti collaterali

Nella mia bolla twitter dicono che dopo che i droni ucraini hanno colpito i server di Yandex è improvvisamente calato il numero di post in favore di AfD, quelli che affermano che i vaccini sono pericolosi e persino quelli di Trump su Truth.

(no, non c’è nulla di verificato, e almeno per i post di Trump non penso siano in molti a crederlo. Però è buffo)

Ultimo aggiornamento: 2026-10-12 10:50

curiosità 2026, curiosita'

L’U.S. International Ampere

L’ampere è l’unità base dell’intensità di una corrente elettrica; nel Sistema Internazionale è una delle unità fondamentale e quindi le altre misure elettriche si calcolano rispetto ad essa. La definizione del 1946, resa ufficiale nel 1948, lo definiva come «l’intensità di corrente elettrica costante che, se mantenuta in due conduttori lineari paralleli, di lunghezza infinita e sezione trasversale trascurabile, posti a un metro di distanza l’uno dall’altro nel vuoto, produce tra questi una forza pari a 2×10−7 newton per ogni metro di lunghezza»; dal 2018 la definizione è diventata «la corrente elettrica che corrisponde al passaggio di 1/(1,602176634×10−19) cariche elementari per secondo.» (il che significa che ora il coulomb sarebbe più elementare dell’ampere… ma facciamo finta di niente).

Ma naturalmente si parlava di ampere anche prima del 1946: la prima definizione ufficiale è del 1893, nel Congresso Elettrico Internazionale di Chicago, e fu definitivamente approvata alla Conferenza Internazionale di Londra del 1908. La definizione era più pratica: un ampere corrispondeva alla quantità di corrente elettrica che deposita 1,118 milligrami di argento al secondo partendo da una soluzione di nitrato d’argento; l’unità era chiamata “ampere internazionale” proprio perché frutto di un accordo internazionale. Questo aiutava parecchio, perché era possibile avere un campione fisico, un po’ come per il metro e il chilogrammo; però questi campioni avevano una precisione relativamente ridotta, così nel 1948 si calcolò che un ampere internazionale corrispondeva a circa 0,99985 ampere del SI. Ma non è finita qui! Anche i vari campioni sparsi per il mondo avevano delle piccole differenze tra di loro. Gli americani, sempre pronti a non farsi mancare nulla, definirono così l’U.S. International Ampere che corrisponde a 0,999835 ampere del SI. (fonte: E. Richard Cohen, Kenneth M. Crowe, Jesse W. M. Dumond, The Fundamental Constants of Physics.)

Devo dire che mi sfugge l’utilità di definire un’unità di misura che si sapeva sarebbe stata eliminata dopo meno di due anni, ma gli americani sono americani: devono per forza avere misure tutte loro.

curiosità 2026, curiosita'

Promesse di donazioni scese di più del 100%?

Le promesse di donazione sono calate di più del 100%Sappiamo che il John F. Kennedy Center for the Performing Arts non se la passa bene, e sicuramente ha contribuito al suo insuccesso la decisione di Donaldo di aggiungere il suo nome all’intitolazione del centro, con la successiva battaglia legale: se non sbaglio, in questo momento dovrebbe esserci solo il nome di Kennedy, ma non si sa mai. Sappiamo anche che la mossa del presidente USA non è stata presa molto bene dai finanziatori che erano comunque rimasti in passato.

Quello che non sapevo è che le promesse di donazione sono scese di più del 100% tra gennaio e aprile 2026. I miei ventun lettori sono sicuramente balzati sulla sedia: sappiamo che Donaldo ha detto di avere tagliato il prezzo delle medicine fino al 700% in meno, ma la matematica alternativa non è ancora materia di studio scolastico, e avere più del 100% in meno è impossibile. Ma a quanto pare questo potrebbe non essere il caso! L’articolo della CNN che ho linkato scrive esplicitamente «A tax expert told CNN that a decline of that size is possible if earlier pledges were withdrawn.» In pratica, quello che può essere successo è che i conti fatti a gennaio avevano delle promesse che poi non si sono realizzate, e quindi effettivamente il risultato finale è andato in negativo come valore assoluto, oltrepassando le colonne d’Ercole del 100%.

E ripensandoci su, anche a me capitò una cosa del genere con il resoconto delle vendite di Matematica in pausa pranzo. Ci fu un anno in cui il numero di copie vendute è stato negativo: quello che è successo è che alcune librerie avevano preso il libro in conto vendita, e formalmente l’editore segna quei libri come venduti; ma poi nessuno li comprò, e quindi dopo qualche mese li restituirono, e l’editore deve togliere quelle vendite. Il libro era uscito in autunno, le copie sono state rese in inverno, e nel mezzo è cambiato l’anno; poiché i conteggi si fanno il 31 dicembre, il secondo anno il numero di copie vendute è stato negativo.

Morale della storia: si può scendere sotto il 100% in meno, ma le condizioni devono essere particolari.

curiosità 2026, curiosita'

Il Premio Internazionale della Cultura

Immagino abbiate letto in tanti del Premio Internazionale della Cultura vinto da Vanna Marchi con la figlia Stefania Nobile, per i libri Vendere… cara la pelle, firmato da Stefania Nobile, e La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore. Il premio è stato loro consegnato nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, e la notizia è subito circolata nei social. Come al solito, però, nessuno si era messo a fare qualche ricerchina, così martedì scorso ho perso un po’ di tempo alla caccia di notizie.

Per riuscire a trovare qualche fonte sono dovuto andare all’ottava pagina dei risultati di Google, che sono ovviamente inquinati dalle notizie sulle due signore. Ad ogni modo, qui trovate un articolo sulla prima edizione del premio, che si è tenuta l’anno scorso. Questo importantissimo premio è indetto dall’Associazione Edizione: il sito corrispondente è indicizzato da Google, ma almeno martedì non era raggiungibile. Se si va su Amazon, però, si trova qualcosa al riguardo: L’Associazione ha pubblicato quattro libri, tra cui uno sulla storia dell’associazione stessa, uno sul Premio stesso (vedete la copertina qui a fianco), ma soprattutto l’imperdibile Pierino per sempre: La vita, i film e il mito di Alvaro Vitali. Ma sempre su Amazon si trova la pagina del presidente Alessandro Gian Maria Ferri, da cui copio la biografia:

Sono Alessandro Gian Maria Ferri. Sono un imprenditore, nel 2019 ho dato vita alla società &100 s.r.l., con i relativi marchi Edicole &100 ed Edizioni &100.

Sto rivoluzionando il mondo delle edicole, un settore fino ad oggi inconsiderato, attraverso una realtà molto importante che prevede la riqualificazione dei punti vendita su tutto il territorio nazionale ed internazionale: Edicole &100.

Sono l’editore di Edizioni &100, la casa editrice che dà lustro alle storie personali e lavorative di imprenditori e professionisti che, attraverso lo strumento di marketing più efficace in assoluto, ovvero il proprio libro, potranno affermare la propria immagine professionale e alimentare positivamente i successi del proprio business.

Direi che a questo punto dovrebbe essere chiaro perché Vanna&figlia hanno vinto il premio: in fin dei conti i loro libri sono in print on demand, ma guardando la quarta di copertina si vede che sono pubblicati da Edizioni &100… Quello che almeno a me è un po’ meno chiaro è come riescano ad avere a disposizione una sala in Campidoglio. (Ok, pagando, visto che pecunia non olet).

PS: cito anche le frasi finali di un articolo sul premio, perché sono molto significative:

La serata si è conclusa con un momento conviviale sulla terrazza, tra vino e ciambelline preparate dallo chef Antonio Andreozzi. Gli otto Ambasciatori hanno inoltre ricevuto libri da donare liberamente, trasformando il riconoscimento in un ulteriore gesto di divulgazione.

PPS: dopo che ho preparato il post in bozza è uscito anche questo articolo di AffarItaliani. Non mi stupisce che scrivano libri con ChatGPT, e mi stupisce poco che non paghino la gente…

curiosità 2026, curiosita'

Ma quanto vale un catalogo di un grande autore?

Mi sa che ci siamo persi in tanti la notizia del passaggio del catalogo di Pier Paolo Pasolini da Garzanti a Feltrinelli. Quello che succederà è che dall’anno prossimo ci saranno nuove edizioni dei suoi libri che saranno appunto edite da Feltrinelli (ma le edizioni Garzanti esistenti continueranno a esserci, non potranno solo farne di nuove), e che i diritti delle traduzioni saranno gestiti da Feltrinelli. Quello che mi chiedo (oziosamente) è quanti soldi si siano presi gli eredi Pasolini: Repubblica dice che il valore del nome è di un milione e mezzo, ma secondo me è solo gossip. Tenete conto che tra vent’anni, salvo qualche nuova alzata d’ingegno dei politicanti di tutto il mondo, le sue opere entreranno nel pubblico dominio: un milione di euro spalmati su vent’anni sono 50000 euro l’anno, che non sono moltissimi ma nemmeno pochi per un autore di cui non si ha nemmeno l’esclusiva. Vedremo cosa si inventeranno per far sfruttare l’acquisto!

, ,
curiosità 2026, curiosita'

Me lo aggiungo nel curriculum!

Immagino che molti dei miei ventun lettori siano abbastanza “diversamente giovani” da ricordarsi il meme dei punti esclamativi con inframmezzati degli 1 (!!!!11!!), nato ai primi tempi del Movimento 5 Stelle. C’è però sicuramente qualcuno che non lo aveva visto oppure non se lo ricordava, e così quando in un thread nel mio socialino di nicchia qualcuno aveva chiesto del significato della variante “!!undici!”. Essendo noi frequentatori di quel socialino delle brave persone, un altro utente ha fatto una ricerca con Google per fornire un link adatto, scoprendo che AI Overview… citava  un mio post. Come ho scritto nel titolo, direi che posso metterlo nel mio curriculum, no?

La cosa strana è che quel post non si trova qui nel mio blog principale ma in uno di quelli secondari: è la copia di quello che avevo scritto in un altro blog ancora – non si butta mai via niente di quello che si scrive, al limite come in questo caso si lascia il refuso – e il link indicato è quello che appare da giugno, mentre prima l’URL era diverso: quello però è forse più logico, perché immagino la ricerca sia stata fatta sul momento. Resta comunque lo stupore.

Torna in alto