Scommesse

Mario Adinolfi agli arresti domiciliari per la “scommessa collettiva”. Da sedicente buon cristiano avrebbe dovuto limitarsi a seguire Blaise Pascal

9 commenti su “Scommesse”

    1. Famiglia Cristiana è il periodico più progressista in ambito cattolico tra quelli con vendite maggiori.

      Non meraviglia affatto si scagli contro Adinolfi, che ambisce a rappresentare un cattolicesimo da principii non negoziabili (quelli su cui glissa ormai da decenni Famiglia Cristiana).

      E comunque Adinolfi al momento è indagato, non imputato per truffa ed evasione fiscale. Cosa che neppure Famiglia Cristiana ricorda: se il GIP dovesse archiviare il danno di immagine enorme resterà. E come mai sappiamo tutti i dettagli della contestazione del PM (presunto acquisto di imbarcazioni, lingotti d’oro, orologi di lusso e altre amenità che sanno tanto di shitstorm… Non so se avete mai visto come gira vestito Mario, anche quando deve intervenire in dibattiti pubblici)? Questa fuga di notizie, rispetto al segreto istruttorio, è stata perpetrata da chi? Pagherà mai per ciò?

      “giocatore di poker (che diavolo c’entra l’azzardo col cristianesimo?)”

      Andrebbe chiesto a Francesco Anfossi che diavolo c’entri l’azzardo con il poker sportivo. Pensa forse che il bridge sia azzardo?

      “un reduce di mille candidature con molti zero virgola”

      0,7% al Senato non è mica tanto diverso da quanto prendono i Radicali in diverse tornate elettorali. Con tutto che sono pubblicizzati praticamente da chiunque. Ma questo Anfossi si guarda bene dal ricordarlo.

      “La sua parabola politica sembra scritta da uno sceneggiatore con il gusto del paradosso: democristiano, poi popolare, poi nel centrosinistra, poi nel Pd, poi fuori dal Pd, poi ultraconservatore cattolico, poi simpatizzante trumpiano”.

      Come mai Anfossi questi rilievi non li ha fatti mai ai tanti politici di sinistra sedicenti cattolici che gli piacciono tanto e che hanno avuto parabole molto simili, senza il finale “ultraconservatore cattolico”?
      Finché il cambio di vedute è dalla DC al PD (partito profondamente anticristiano) tutto bene, giusto?

      “Dalla sinistra cattolica al populismo identitario, dal linguaggio dei diritti sociali alla retorica muscolare contro tutto ciò che non rientrava nel suo catechismo personale”.

      Catechismo personale? Anfossi è in grado di dire quale posizione pubblica personale di Mario sia in contrasto con il Magistero?
      Anfossi conosce il Magistero ecclesiale?

      “E in mezzo, sempre lei: la famiglia. Invocata, difesa, issata come uno stendardo. La famiglia detta, proclamata, brandita. Un po’ meno, forse, custodita nel pudore che meriterebbe ogni cosa sacra”.

      Che intende Anfossi per “custodire”? Continuare a restare nel silenzio mentre si legifera di unioni incivili e mentre si cerca di sdoganare anche l’utero in affitto, come ha fatto lui da sempre su Famiglia Cristiana?

      “Perché la famiglia, prima di diventare un manifesto, dovrebbe essere una pratica quotidiana. È pazienza, fedeltà, perdono, fragilità accolta”.

      E lo dice a un padre che ha fatto le notti accanto al letto di ospedale della figlia anoressica? Non si vergogna neppure un po’ di dire ciò Anfossi?

      “Non è un randello con cui picchiare chi vive, ama o sbaglia in modo diverso dal nostro”.

      Anfossi è in grado di distinguere tra peccato e peccatore?

      “Per anni, il suo cattolicesimo pubblico è parso spesso più simile a una militanza da stadio, da trasmissioni tipo La Zanzara che da testimonianza evangelica. Troppa foga, troppe scomuniche, troppi bersagli”

      Le scomuniche di Anfossi ad Adinolfi, definito “militante da stadio” sono misericordiose?

      “A volte dice nella cagnara cose sensate come quando boccia senza appello la fecondazione eterologa, o difende il diritto alla vita, o condanna dell’aborto”

      Tutte cose su cui Anfossi non mi risulta abbia mai speso una parola accorata.

      “a volte no. I gay, le unioni civili, i transessuali, il cosiddetto gender, gli immigrati, i progressisti, i tiepidi, i moderati, i non allineati”.

      E meno male che il cristianesimo fai da te sarebbe di Adinolfi.
      Anfossi conosce la posizione ecclesiale su persone omosessuali, scimmiottamenti di matrimoni, gender, immigrazione clandestina, tiepidezza di fede?

      “Un cristianesimo ridotto a identità, e l’identità ridotta a rissa”.

      Potremmo dire che quello di Famiglia Cristiana è cristianesimo ridotto a friccicore ar core e l’identità a fazione (se hai la visione distorta di cristianesimo di Famiglia Cristiana allora lo sei, altrimenti sei da tacciare come rissoso).

      “Come se il Vangelo fosse nato per dividere il mondo in curve contrapposte, anziché per inquietare anzitutto chi lo cita”.

      Eppure è nostro Signore stesso a ricordarci che la sua Parola separa, divide: o la accogli o la respingi con forza, con buona pace di Anfossi.

      “Non nell’avere cambiato idea, perché cambiare idea può essere segno di intelligenza”.

      Speriamo cambi idea anche Anfossi allora.

      “Ma nell’avere trasformato la fede in un megafono e poi essersi lasciati sedurre da una politica che del cristianesimo conserva forse qualche simbolo, ma raramente lo stile”.

      Non oso pensare cosa scriverebbe Anfossi di Ruini se avesse carta bianca in quel periodico, pur imbarazzante da troppi anni ormai.

      “Adinolfi, al di là dei suoi guai giudiziari dai quali gli auguriamo di uscire, è diventato il simbolo di una tentazione più larga: quella dei cattolici che parlano molto di principi e poco di stile. C’è infatti uno stile del cristiano. Sobrio, discreto, esigente prima con sé che con il mondo”.

      Chissà se Anfossi ha mai letto gli auguri scomodi di Mons. Tonino Bello. Chissà se si rende conto che la sobrietà, la discrezione, l’esigenza verso di sé prima che con gli altri non sono un assoluto, ma vanno declinati a contesti e soggettività.

      “Lo descriveva già la Lettera a Diogneto: i cristiani non abitano città speciali, non parlano una lingua separata, non ostentano una vita strana; stanno nel mondo, ma non appartengono alla sua vanità. Non devono apparire più forti, più puri, più rumorosi. Devono essere sale, non sirena.”

      Che è il motivo per cui Mario non si alza arrivato il momento della comunione. Al contrario di tanti cattolici progressisti che non riconoscono neppure più il loro peccato e si pensano perdonati pur nell’errore.

      “Il vitalismo di Adinolfi — quella voglia continua di esserci, urlare, vincere, provocare, occupare la scena — appartiene più alla società dello spettacolo che alla compagnia dei credenti. E forse la lezione, amara ma utile, è questa: la famiglia non si sbandiera. Si pratica. E il cristiano, prima di salire sul pulpito delle Tv, dovrebbe ricordarsi che il pulpito più difficile resta sempre la propria vita”.

      L’augurio è che Anfossi inizi a pensare alla sua di vita, visto ciò che scrive, che è spesso in profondo contrasto con il Vangelo.

  1. Non mi pare si dica buon cristiano. Sono anni che ricorda di essere un concubino e di andare regolarmente a Messa senza comunicarsi per ciò.

    Semmai gli si può contestare che dica apertamente di ritenere nullo il suo primo matrimonio, contratto quando era giovanissimo e del tutto inconsapevole (a suo dire!), ma di non aver mai chiesto al Tribunale Ecclesiastico Regionale di acclararne la nullità. Lui dice che lo fa per scontare qui il suo Purgatorio (questa cosa sì che è poco cristiana, perché finché non è acclarato ciò si resta a tutti gli effetti concubini e quindi in stato di peccato mortale, se si hanno rapporti sessuali con la compagna attuale).

        1. Forse sono troppo giovane ma non mi pare che De Gasperi, Andreotti, Moro, La Pira… abbiano ma sventolato rosari per cercare il voto.

          E non mi pare neppure che abbiano usato il crocefisso per evidenziare una presunta superiorità.

          1. un cattolico

            Crocifisso.

            Mi limito a La Pira, perché è il caso più eclatante.

            Ti pare mai possibile che un politico che viveva da laico in un convento domenicano non facesse continuamente riferimento alla sua profonda fede nei suoi comizi?

  2. un cattolico

    La situazione si complica (se è vero quanto raccontato dalle Iene) per Adinolfi: ieri sarebbe stata resa pubblica una sentenza del Tribunale civile a favore di uno degli accusatori anonimi di Mario nel servizio iniziale delle Iene, per cui oltre ai 62k affidati a Mario la presunta parte offesa avrebbe diritto a 10k di risarcimento.

    Le Iene mostrano di sfuggita con carrellata iperingrandita poche righe della sentenza, quindi impossibile farsi una idea compiuta.

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