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Il Premio Internazionale della Cultura

Immagino abbiate letto in tanti del Premio Internazionale della Cultura vinto da Vanna Marchi con la figlia Stefania Nobile, per i libri Vendere… cara la pelle, firmato da Stefania Nobile, e La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore. Il premio è stato loro consegnato nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, e la notizia è subito circolata nei social. Come al solito, però, nessuno si era messo a fare qualche ricerchina, così martedì scorso ho perso un po’ di tempo alla caccia di notizie.

Per riuscire a trovare qualche fonte sono dovuto andare all’ottava pagina dei risultati di Google, che sono ovviamente inquinati dalle notizie sulle due signore. Ad ogni modo, qui trovate un articolo sulla prima edizione del premio, che si è tenuta l’anno scorso. Questo importantissimo premio è indetto dall’Associazione Edizione: il sito corrispondente è indicizzato da Google, ma almeno martedì non era raggiungibile. Se si va su Amazon, però, si trova qualcosa al riguardo: L’Associazione ha pubblicato quattro libri, tra cui uno sulla storia dell’associazione stessa, uno sul Premio stesso (vedete la copertina qui a fianco), ma soprattutto l’imperdibile Pierino per sempre: La vita, i film e il mito di Alvaro Vitali. Ma sempre su Amazon si trova la pagina del presidente Alessandro Gian Maria Ferri, da cui copio la biografia:

Sono Alessandro Gian Maria Ferri. Sono un imprenditore, nel 2019 ho dato vita alla società &100 s.r.l., con i relativi marchi Edicole &100 ed Edizioni &100.

Sto rivoluzionando il mondo delle edicole, un settore fino ad oggi inconsiderato, attraverso una realtà molto importante che prevede la riqualificazione dei punti vendita su tutto il territorio nazionale ed internazionale: Edicole &100.

Sono l’editore di Edizioni &100, la casa editrice che dà lustro alle storie personali e lavorative di imprenditori e professionisti che, attraverso lo strumento di marketing più efficace in assoluto, ovvero il proprio libro, potranno affermare la propria immagine professionale e alimentare positivamente i successi del proprio business.

Direi che a questo punto dovrebbe essere chiaro perché Vanna&figlia hanno vinto il premio: in fin dei conti i loro libri sono in print on demand, ma guardando la quarta di copertina si vede che sono pubblicati da Edizioni &100… Quello che almeno a me è un po’ meno chiaro è come riescano ad avere a disposizione una sala in Campidoglio. (Ok, pagando, visto che pecunia non olet).

PS: cito anche le frasi finali di un articolo sul premio, perché sono molto significative:

La serata si è conclusa con un momento conviviale sulla terrazza, tra vino e ciambelline preparate dallo chef Antonio Andreozzi. Gli otto Ambasciatori hanno inoltre ricevuto libri da donare liberamente, trasformando il riconoscimento in un ulteriore gesto di divulgazione.

PPS: dopo che ho preparato il post in bozza è uscito anche questo articolo di AffarItaliani. Non mi stupisce che scrivano libri con ChatGPT, e mi stupisce poco che non paghino la gente…

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Ma quanto vale un catalogo di un grande autore?

Mi sa che ci siamo persi in tanti la notizia del passaggio del catalogo di Pier Paolo Pasolini da Garzanti a Feltrinelli. Quello che succederà è che dall’anno prossimo ci saranno nuove edizioni dei suoi libri che saranno appunto edite da Feltrinelli (ma le edizioni Garzanti esistenti continueranno a esserci, non potranno solo farne di nuove), e che i diritti delle traduzioni saranno gestiti da Feltrinelli. Quello che mi chiedo (oziosamente) è quanti soldi si siano presi gli eredi Pasolini: Repubblica dice che il valore del nome è di un milione e mezzo, ma secondo me è solo gossip. Tenete conto che tra vent’anni, salvo qualche nuova alzata d’ingegno dei politicanti di tutto il mondo, le sue opere entreranno nel pubblico dominio: un milione di euro spalmati su vent’anni sono 50000 euro l’anno, che non sono moltissimi ma nemmeno pochi per un autore di cui non si ha nemmeno l’esclusiva. Vedremo cosa si inventeranno per far sfruttare l’acquisto!

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Me lo aggiungo nel curriculum!

Immagino che molti dei miei ventun lettori siano abbastanza “diversamente giovani” da ricordarsi il meme dei punti esclamativi con inframmezzati degli 1 (!!!!11!!), nato ai primi tempi del Movimento 5 Stelle. C’è però sicuramente qualcuno che non lo aveva visto oppure non se lo ricordava, e così quando in un thread nel mio socialino di nicchia qualcuno aveva chiesto del significato della variante “!!undici!”. Essendo noi frequentatori di quel socialino delle brave persone, un altro utente ha fatto una ricerca con Google per fornire un link adatto, scoprendo che AI Overview… citava  un mio post. Come ho scritto nel titolo, direi che posso metterlo nel mio curriculum, no?

La cosa strana è che quel post non si trova qui nel mio blog principale ma in uno di quelli secondari: è la copia di quello che avevo scritto in un altro blog ancora – non si butta mai via niente di quello che si scrive, al limite come in questo caso si lascia il refuso – e il link indicato è quello che appare da giugno, mentre prima l’URL era diverso: quello però è forse più logico, perché immagino la ricerca sia stata fatta sul momento. Resta comunque lo stupore.

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E chi sarebbero questi?

Queste telefonate sono state fatte domenica e adesso al numero del mio tablet. Sono chiaramente automatiche, basta vedere che hanno solo due archi di numerazione. Una a quanto pare è già stata segnata come spam da qualcuno, mentre le altre sono poco usate.

C’è solo un piccolo particolare: io non so nemmeno quale sia il numero del mio tablet. Mi spiego: io ho il servizio OneNumber, che permette di avere due sim fisiche che apparentemente rispondono allo stesso numero. Però non è in realtà possibile avere due sim con lo stesso numero, quindi alla seconda è assegnato un numero fittizio a me sconosciuto e ci pensa il software a smistare chiamate e SMS al secondo numero. Ma come avrete capito è possibile in linea di principio fare una chiamata all’altro numero, perché comunque è riconosciuto in rete.

È ovvio che questi spammatori fanno numeri a caso, sperando che qualcuno risponda. Quello che non mi torna è che li facciano a distanza così breve. Se un numero suona a vuoto può essere un M2M, e quindi non risponderà mai nessuno, oppure il numero di qualcuno che non sta sempre attaccato al telefono, e allora non ha senso chiamare a un minuto di distanza ma conviene aspettare almeno una mezz’oretta. Misteri.

Ultimo aggiornamento: 2026-09-16 15:09

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Telecomandi troppo complicati

I telecomandi dei nostri Velux hanno una quindicina abbondante d’anni, e lo si sente soprattutto per il fatto che le pile non stanno ferme nel loro alloggiamento e quindi se non li si prende in mano con molta, molta attenzione si resettano. A questo punto, sfruttando il fatto che tanto dovevo chiamare l’assistenza, ne ho comprato uno nuovo. Il tecnico mi ha detto che il modello di allora non c’è più, cosa che mi aspettavo anche, e che ora c’è un modello più nuovo ma comunque compatibile.

Il modello in effetti è molto bello a vedersi, funziona a e-ink e ha un suo senso. Però può fare una frazione delle cose che faceva (e fa ancora, se lo si tratta bene) il vecchio telecomando. Chiedendo al tecnico il motivo di questa riduzione di possibilità, lui ha bofonchiato che c’erano dei problemi con il software che con troppe opzioni a volte si incasinava. Mah. Io temo invece che il vero motivo è che era troppo complicato per l’utente medio contemporaneo, e quindi abbiano scelto di togliere caratteristiche e passare alle icone, “per venire incontro alle vostre capacità mentali” come diceva Daniele Luttazzi…

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Cosa succede se lanciate un aeroplanino di carta dall’ISS?

Ci sono alcune domande per le quali vale l’aforisma di David Hilbert: «Wir müssen wissen, wir werden wissen!» È ovvio che dobbiamo sapere cosa succederebbe a un aeroplanino di carta lanciato nello spazio; e quindi è solo naturale che qualcuno abbia studiato il suo comportamento teorico.

In questo articolo si racconta dell’articolo di Maximilien Berthet e Kojiro Suzuki, pubblicato su Acta Astronautica, in cui viene simulato il lancio dall’ISS di un aeroplanino ottenuto piegando opportunamente un foglio di carta A4. A quanto pare continuerebbe a orbitare per 80 ore, fino a che sarebbe sceso all’altezza di 120 km dai 400 km di partenza; lì l’atmosfera, per quanto tenue, è sufficiente per farlo improvvisamente cascare in picchiata sulla superficie del nostro pianeta, proprio come ha sempre fatto il 90% degli aeroplanini che ho lanciato da terra. Visto che però il modello numerico non permette di calcolare questa seconda parte del suo viaggio, gli autori hanno costruito un modellino in scala e l’hanno messo in una galleria del vento. Risultato? L’aeroplanino è sopravvissuto a una velocità di Mach 7 e a una temperatura di 380 gradi, altro che Fahrenheit 451. In effetti le ali si sono un po’ bruciacchiate e la punta si è piegata all’insù, ma il risultato è comunque strabiliante.

(h/t: Colin Beveridge)

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Le forbici sono pericolose

L’altro giorno ero al Lidl e ho visto in offerta a 1,99 euro un set di forbici. Quella che abbiamo in cucina da tanti anni (sempre Lidl…) sta cominciando a perdere il filo, così ho pensato di prenderlo. Vado alla cassa automatica, passo gli acquisti, clicco su “Pagamento” e mi arriva una schermata “Verifica controllo età”. Evidentemente c’è una qualche legge che equipara come pericolosità le forbici all’alcol e ne vieta l’acquisto ai minorenni: evidentemente non ho mai preso nulla di così pericoloso senza passare da una cassa fisica. Misteri.

Aggiornamento: (24 settembre) ho poi scoperto l’arcano. Il Decreto Sicurezza 2026 aggiunge alla legge 18 aprile 1975, n. 110 il seguente articolo:

Art. 4-quater (Divieto di vendita ai minori di strumenti atti ad offendere). — 1. È vietato vendere o in qualsiasi altro modo cedere a minori di anni diciotto strumenti da punta o da taglio atti ad offendere.
2. Ai fini dell’osservanza del divieto, chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, vende gli strumenti di cui al primo comma, ha l’obbligo di chiedere all’acquirente, all’atto dell’acquisto, l’esibizione di un documento di identità, tranne i casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta.
[…]

La mia maggiore età era evidentemente manifesta :-)

Ultimo aggiornamento: 2026-09-24 11:59

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Su Massimiliano Cencelli

Non ho scritto un obituary su Massimiliano Cencelli, morto a 90 anni qualche giorno fa, perché non ne sapevo nulla se non che aveva scritto l’eponimo manuale. Del resto, giorno e mese di nascita sono stati aggiunti su Wikipedia solo da poco, e non giurerei nemmeno siano corretti. Poi ho letto questo post scritto da Luca Telese (che poi è la prefazione alla riedizione del libro di Renato Venditti Il manuale Cencelli) e ho pensato di poter aggiungere due righe mie.

Dal racconto di Telese esce fuori il solito Cossiga che si divertiva a prendere in giro l’interlocutore, ma soprattutto – appunto – Cencelli. Una carriera tutta al di fuori dei posti pubblici di potere (nel 1970 fu eletto sindaco del paesino marchigiano di Caldarola, per dimettersi l’anno dopo), ma con un potere comunque incredibile: non per il manuale, che poi non era altro che un modo per mettere nero su bianco quello che si fa da sempre nelle coalizioni, quanto come collaboratore di fiducia di politici come per esempio Nicola Mancino. E per trovarsi in quella posizione vuol dire che loro si fidavano delle sue capacità. Ecco, penso che una politica meno gridata sarebbe davvero utile oggi.

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