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curiosità 2026, curiosita'

Su Massimiliano Cencelli

Non ho scritto un obituary su Massimiliano Cencelli, morto a 90 anni qualche giorno fa, perché non ne sapevo nulla se non che aveva scritto l’eponimo manuale. Del resto, giorno e mese di nascita sono stati aggiunti su Wikipedia solo da poco, e non giurerei nemmeno siano corretti. Poi ho letto questo post scritto da Luca Telese (che poi è la prefazione alla riedizione del libro di Renato Venditti Il manuale Cencelli) e ho pensato di poter aggiungere due righe mie.

Dal racconto di Telese esce fuori il solito Cossiga che si divertiva a prendere in giro l’interlocutore, ma soprattutto – appunto – Cencelli. Una carriera tutta al di fuori dei posti pubblici di potere (nel 1970 fu eletto sindaco del paesino marchigiano di Caldarola, per dimettersi l’anno dopo), ma con un potere comunque incredibile: non per il manuale, che poi non era altro che un modo per mettere nero su bianco quello che si fa da sempre nelle coalizioni, quanto come collaboratore di fiducia di politici come per esempio Nicola Mancino. E per trovarsi in quella posizione vuol dire che loro si fidavano delle sue capacità. Ecco, penso che una politica meno gridata sarebbe davvero utile oggi.

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italianità

Ho preso all’Esselunga la loro torta fresca alla ricotta (dove si trova anche una o due particelle di sodio… pardon, di uvette). Nella confezione c’è scritto “CON GRANO ITALIANO”. Io sono anzyano, e diciture come queste mi rizzano l’antenna “presa per i fondelli”. Giro quindi la confezione per vedere gli ingredienti, ma stavolta sono rimasto fregato: in effetti c’è scritto “farina di frumento italiano 25%”, e quindi tutto il grano usato è orgogliosamente italiano. (Conoscendo i pubblicitari, mi sarei aspettato che visto che non c’era scritto “con solo grano italiano” potesse anche essercene di altre nazioni)

Continuo però a chiedermi quanto la gente sia fiera di scegliere un prodotto solo perché “è italiano”…

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Nigel Farace contro Count Binface

il manifesto elettorale di Count BinfaceNigel Farage, accusato di ricevere finanziamenti diciamo “dubbi”, ha fatto la sua mossa populista: dimettersi e ricandidarsi alle elezioni suppletive nello stesso collegio elettorale, in modo che la gggente gli dia ragione. Ma a quanto pare c’è un piccolo problema: gli altri principali partiti hanno affermato che non si presenteranno alle elezioni, per non legittimarlo. Potremmo allora avere un risultato interessante: Count Binface, un noto candidato a questo tipo di elezioni che appare in pubblico con un bidone sulla testa (qui lo vedete con Andy Burnham e il candidato di Howling Laud Hope alle ultime suppletive) potrebbe essere più votato di Farage. La cosa è improbabile, però sarebbe davvero divertente…

(Qui a destra il manifesto elettorale di Binface. Alcuni punti, come obbligare i ciclisti indisciplinati ad andare in uniciclo e costruire almeno una casa a prezzo calmierato, sono interessanti)

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Alla faccia della privacy


immobiliare
Quella che vedete qui a fianco (con dati personali pecettati) è una lettera spedita a Chiavari a casa di Anna, e che abbiamo trovato l’altro giorno passando di là. E che c’è di strano, direte voi? Non è quello che fanno tutte le immobiliari, che si scannano pur di recuperare le ricche percentuali nelle transazioni immobiliari. Beh, non proprio.

busta con indirizzoCome vedete qui a destra, la lettera non è stata semplicemente imbucata da uno che è arrivato davanti al condominio con un pacchetto di copie: è stata regolarmente spedita, il che significa che gli agenti immobiliari in questione hanno fatto una visura di tutti i proprietari di immobili in quel condominio. Eppure a quanto pare non importa nulla a nessuno di queste spudorate violazioni della privacy. Quanti decenni ci vorranno prima di eliminare questo malvezzo?

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Il Metaculus Democracy Threat Index

Se guardate i social network, trovate tanta gente che dice che la nazione X sta scivolando verso un regime autoritario. Spesso per X si intendono gli USA. Ma vi siete mai chiesti se c’è un modo per stimare esattamente quanto scivolamento ci sia? Scott Alexander (ma anche Claude…) è piuttosto scettico al riguardo. Però ha trovato un sito che al momento sembra avere un approccio interessante: il Metaculus Democracy Threat Index, appunto. Metaculus, come Alexander spiega, è un sito di previsioni: l’idea è insomma simile a quella delle società di scommesse, che calcolano le percentuali di vittoria rispetto a cosa la gente scommette. In questo caso ci sono però due differenze: innanzitutto non si giocano soldi, ma soprattutto le domande (al momento 153, un bel numero biblico) sono fatte in modo da non richiedere una risposta binaria sì/no, ma dare una percentuale di previsione. Questo permette di avere una grana più fine nel misurare il rischio.

Naturalmente ci sono molti modi in cui il sistema può essere manipolato, e Alexander ne elenca un paio: un gruppo motivato di persone può dare apposta risposte di un certo tipo, e le domande stesse, pur essendo pubbliche, possono non essere davvero neutre. L’esperimento però è interessante: sarebbe bello vedere qualcosa del genere anche da noi in Italia.

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Algoritmi retrodatati

Un paio d’anni fa avevo scritto un post sulla radice quadrata inversa veloce, dicendo che era stata implementata per la prima volta in Quake III. A quanto pare non è così, tanto che ho appena corretto Wikipedia in lingua italiana: Fabian Giesen ha scritto sull’istanza Mastodon sul gamedev che già tre anni prima quell’algoritmo era stato descritto, anche se con una costante di partenza leggermente diversa. Ricordo che quella costante serve per partire da un punto “buono’ della retta numerica, per ridurre il numero di iterazioni necessarie per la convergenza a un valore sufficientemente preciso.
Diciamolo: è sempre stato difficile inventare qualcosa in informatica, e gli algoritmi matematici non fanno eccezione.

Ultimo aggiornamento: 2026-06-10 13:06

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Elementi poco radioattivi

Come sapete, gli elementi chimici pesanti tendono a essere radioattivi. Poi può capitare, come nel caso dell’uranio-238 che ha una vita media di 4 miliardi e mezzo d’anni, che li troviamo comunque perché non hanno fatto in tempo a decadere in altri elementi: in questo caso per esempio possiamo dire che abbiamo ancora circa metà dell’uranio inizialmente presente sul pianeta, perché 238U è l’isotopo di gran lunga più frequente. Quello che almeno io non sapevo è che ci sono elementi che si credevano stabili, cioè se lasciati in pace non decadessero, ma non lo sono. Prendiamo per esempio il bismuto, l’elemento atomico 83 che si trova subito dopo il piombo nella tavola periodica degli elementi. Tutti credevano fosse stabile; ma nel 2003 si è scoperto che è soggetto a decadimento alfa. Qual è la sua emivita? 2 × 1019 anni, cioè venti quintilioni di anni (nella scala corta americana) o venti trilioni di anni (nella scala lunga italiana, quella che usa anche i miliardi e i biliardi). All’atto pratico la carne umana è più radioattiva, per non parlare del potassio nelle banane, quindi non c’è da preoccuparsi se ci capita di stare vicino a del bismuto.
Ma questo non è nemmeno il record di quasi-stabilità: uno degli isotopi del tellurio, 128Te, ha una emivita di 7,7×1024 anni. Mi chiedo solo come abbiano fatto ad accorgersene.

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Figure retoriche: la tapinosi

Sfido chiunque ad aver sentito in precedenza questo termine. Nemmeno io lo conoscevo prima di leggere questo post di Fausto Raso. Posso solo assicurarvi che non se l’è inventata lui come pesce di maggio: nel testo di Giovanni Fabrini “Sopra il Primo Libro dell’Eneide di Virgilio“, pubblicato nel 1654 nel libro L’opere di Virgilio mantoano, a pagina 17, parlando del verso “apparent rari nantes in gurgite vasto”, dice che si tratta di «una figura che si chiama tapinosi, cioè una humile esposizione di una cosa grande.»

Come spiega Raso, anche se non ne sappiamo il nome quella è una figura retorica che usa apposta termini diminutivi o inadeguati per definire qualcosa che di per sé richiederebbe un registro elevato: il tutto per dare un valore negativo satireggiando. È in un certo senso l’opposto dell’iperbole, che gonfia qualcosa di irrilevante. Pensate a quando qualcuno arriva sfoggiando la sua nuovissima automobile e gli amici commentano “mamma mia, che macinìno!” L’etimologia è semplice. Arriva dal greco ταπείνωση, “abbassamento, umiliazione”, da cui arriva anche l’italiano “tapino”; in latino abbiamo tăpīnōsis, “registro linguistico basso”. il Dizionario di retorica di Stefano Arduini e Matteo Damiani la assimila alla litote, ma non è proprio così. La litote infatti afferma con forza una cosa negandone il contrario; qui invece il contrario viene usato al posto del termine, e ci avviciniamo più alla meiosis, lo sminuire una cosa al fine di esaltarne un’altra. Si ha tapinosi nelle introduzioni ai libri dedicati ai potenti, che spiegano come l’autore abbia preparato un’opera minuscola, che spera sia comunque accettata.

Decidete ora voi se quando parlo delle mie Notiziole sto usando la tapinosi…

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