Su Massimiliano Cencelli
Non ho scritto un obituary su Massimiliano Cencelli, morto a 90 anni qualche giorno fa, perché non ne sapevo nulla se non che aveva scritto l’eponimo manuale. Del resto, giorno e mese di nascita sono stati aggiunti su Wikipedia solo da poco, e non giurerei nemmeno siano corretti. Poi ho letto questo post scritto da Luca Telese (che poi è la prefazione alla riedizione del libro di Renato Venditti Il manuale Cencelli) e ho pensato di poter aggiungere due righe mie.
Dal racconto di Telese esce fuori il solito Cossiga che si divertiva a prendere in giro l’interlocutore, ma soprattutto – appunto – Cencelli. Una carriera tutta al di fuori dei posti pubblici di potere (nel 1970 fu eletto sindaco del paesino marchigiano di Caldarola, per dimettersi l’anno dopo), ma con un potere comunque incredibile: non per il manuale, che poi non era altro che un modo per mettere nero su bianco quello che si fa da sempre nelle coalizioni, quanto come collaboratore di fiducia di politici come per esempio Nicola Mancino. E per trovarsi in quella posizione vuol dire che loro si fidavano delle sue capacità. Ecco, penso che una politica meno gridata sarebbe davvero utile oggi.




Come vedete qui a destra, la lettera non è stata semplicemente imbucata da uno che è arrivato davanti al condominio con un pacchetto di copie: è stata regolarmente spedita, il che significa che gli agenti immobiliari in questione hanno fatto una visura di tutti i proprietari di immobili in quel condominio. Eppure a quanto pare non importa nulla a nessuno di queste spudorate violazioni della privacy. Quanti decenni ci vorranno prima di eliminare questo malvezzo?