Sappiamo che Cartesio concepì la geometria analitica come una banale applicazione del Metodo, la sua teoria filosofica. Di sistemi filosofici ne abbiamo avuti a bizzeffe dopo Cartesio, ma la geometria analitica resta ancora adesso fondamentale. Un filosofo commenterebbe che questa è la prova che la matematica è in fin dei conti una disciplina semplice, dove si arriva presto a una conclusione :-)
Filippo Favale e Alessandro Cattaneo in questo volume ci mostrano le basi della geometria analitica, facendoci vedere come il connubio tra analisi e geometria ci porti a dover fare tanti conti, ma in compenso ci semplifica e unifica la visione delle curve. Il personaggio di Sara Zucchini è Cauchy, un bigotto reazionario che però ha avuto il grande merito di fondare finalmente l’analisi matematica su basi solide; i miei giochi ci insegnano a fare ordine nelle possibilità, quando non troviamo subito la soluzione.
Filippo Favale e Alessandro Cattaneo, La geometria analitica, allegato a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, €6.99 più il prezzo del giornale.




Sono contento che Codice abbia deciso di tradurre questo saggio di Paul Lockart (e sono contento che l’abbia fatto tradurre a Daniele Gewurz, di cui mi fido ad occhi chiusi). Il libro parla davvero dell’aritmetica di base, nulla di più. Però Lockhart è uno di quei rari insegnanti a cui non importa nulla che gli studenti imparino a memoria le tabelline e magari facciano le gare di rapidità: sa benissimo che toglie tutto il divertimento, a meno che non ci sia qualcuno di fissato (e secondo me lui un po’ fissato lo è anche: ragione di più per apprezzare che non lo chieda agli altri). A lui interessa più vedere cosa succede giocando con l’aritmetica: il testo è ogni tanto interrotto da domande che dovrebbero aiutare il lettore a capire cosa sta facendo.