singing in the dead of night

Non penserete mica che l’italica stampa sia l’unica ad avere “notizie” WTF, vero? Diciamo che la differenza con l’estero è che tipicamente da noi si vedono più centimetri quadrati di pelle e che siamo sempre pronti a riciclare, traducendole più o meno accuratamente, tutte le grandi scoperte scientifiche dei ricercatori dell’università di Vattelapesk (mai capito perché siano quasi sempre britanniche: però magari è semplicemente un effetto ottico dato dalla mancanza di gente che sappia leggere francese, tedesco o cinese).
Ad ogni buon conto, sappiate che nientepopodimeno che la BBC stamattina ha pubblicato un articolo che spiega come i ricercatori – stranamente non britannici ma del tedesco Max-Planck-Institut für Ornithologie – hanno scoperto come i merli in un ambiente urbano pieno di luce artificiale raggiungano la maturità sessuale un mese prima dei loro omologhi in campagna. Copio verbatim la frase che ho letto nel feed RSS:

A study has found that nocturnal artificial light in urban areas makes European blackbirds develop reproductive systems up to a month earlier than birds living in woodlands.

Non riuscirò più a mettere il White Album e ascoltare Blackbird allo stesso modo.
P.S.: Elmar Burchia, Enrico Franceschini, lo so che anche voi leggete il feed della BBC e siete già sul pezzo. Avete notato che il portavoce del progetto è milanese? Avete la possibilità di un’intervista esclusiva in italiano!

Metro lilla

Ieri pomeriggio per tornare a casa devo aver battuto ogni record: ho preso tutte e quattro le linee di metropolitana di Milano. Prenderne tre è in realtà il modo più veloce, visto che il concetto di linee tangenziali non è molto gettonato: però, visto che domenica avevano aperto la linea 5, ho provato a farci due fermate.
Così ad occhio mi pare leggermente più larga di quella di Torino, e quindi un po’ meno claustrofobica: il treno non era vuoto ma nemmeno pieno come un uovo, e le due fermate che ho fatto mi sono sembrate tranquille. È probabilmente vero che i corridoi sono in stile centro commerciale, e quindi assolutamente spogli: ma non è detto che sia un male.
Insomma, per il momento – a parte l’inutilità intrinseca – perlomeno l’usabilità c’è.

Scegliere la data giusta

Una cosa che mi ha stupito dei millemila commenti sulle dimissioni di papa Benedetto XVI (dimissioni e non abdicazione: mica ha nominato il proprio successore!) è che praticamente nessuno ha notato la data in cui ha comunicato la sua scelta: l’11 febbraio è dedicato alla Madonna di Lourdes, ma soprattutto è la Giornata del Malato, e come ho già scritto la voce di Ratzinger, che mai è stata vibrante, era ancora più debole del solito. L’unico opinionista che ha citato la secondo me non-coincidenza è stato Vittorio Messori sul Corriere: Messori che probabilmente ha ragione a dire che la presenza di cardinali durante la cerimonia di canonizzazione di tre martiri è sembrato a Ratzinger il miglior consesso per esternare la sua decisione, e che quasi sicuramente non ha capito per nulla il perché della scelta di esprimersi in latino (con qualche errore di concordanza, notava piccato Luciano Canfora sempre sul Corsera). Il latino è la lingua ufficiale della Chiesa Cattolica Romana: perché avrebbe dovuto parlare in italiano?

Facebook e passatite

Ieri sera una mia amica ha postato su Facebook una foto di gruppo di più di venticinque anni fa, con un po’ di amici (quorum ego) a Napoli in occasione dell’ordinazione sacerdotale di un salesiano che mentre studiava a Torino faceva l’animatore nella mia parrocchia.
Nella foto ero taggato anch’io. Nulla di male: io non sopporto che mi tagghino in una foto dove non ci sono solo perché io la guardi, ma mi pare logico taggarmi quando effettivamente ci sono. Al limite posso dire di essere molto più bello adesso. Quello che mi stupisce è però che tra i like (non tra i commenti) ce ne siano alcuni di persone che ho conosciuto ben dopo quella data. Di nuovo nulla di male, ma mi chiedo la logica dietro. Piaceva loro la mia faccia di ventiquattrenne? Volevano semplicemente segnalare che avevano visto il post? O c’è qualcos’altro nelle dinamiche di interazione via rete che mi sfugge (non è il mio campo specifico, anche se lo faccio da quasi trent’anni)?

Quizzino della domenica: Quadrati ordinati

I numeri che vedete nella successione qui sotto sono tutti quadrati perfetti. Riuscite a scoprire in che specifico ordine sono stati scelti, e dire qual è il successivo?
1 – 9 – 16 – 4 – 36 – 25 – 121 – 196 – 64 – 169 – ?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p083.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)

_How to Draw Funny_ (libro)

[copertina] Che io non sia capace a disegnare è una cosa nota a chiunque. Che io ogni tanto tenti disperatamente di fare qualcosa al riguardo è pure abbastanza noto. Ho riprovato con un libro della Klutz (David Sheldon, How to Draw Funny, Klutz Press 2009, pag. 49, Lst 9,99, ISBN 9781591746492), stavolta comprato nuovo e non usato. La cosa ha senso, perché il libro non è fotocopiabile (i disegni di base su cui lavorare sono stampati in celeste, mica scemi gli amici: però è un po’ una palla) e quindi la copia è al momento intonsa: inoltre con il libro vengono fornite matita, pennarelli e gomma oltre al normografo per i fumetti, insomma tutti gli ammenicoli vari.
Bisogna dire che i libri della Klutz sono sempre scritti in maniera divertente: quello di cui io mi lamento è che in un certo senso questo è un volume 2 e io non ho un volume 1 di partenza. David Sheldon spiega come modificare le espressioni facciali per ottenere un effetto piuttosto che un altro, e direi che lo fa anche piuttosto bene: però 49 pagine sono davvero pochine, e avrebbero potuto mettere un po’ di cose in più per l’educazione del futuro fumettista.
Vi farò sapere se mi sarà servito a qualcosa :-)