Volete proprio dare ragione a Marattin?

Ricordate il mio post di ieri sulla proposta di Marattin di obbligare a fornire un documento di identità per connettersi ai social? Bene: a quanto pare Marattin ha promosso una raccolta di firme al riguardo. Peccato che ci si possa iscrivere con nomi fasulli… Oltre a quelli indicati lì, ho sentito “Napo Orso Capo” e “Fabius Planciadis Fulgentius”. Ah: pare anche che questa raccolta di firme non rispetti le leggi attuali, nella fattispecie il GDPR.

Il punto che però mi pare sia sfuggito ai commentatori e soprattutto ai postatori di indirizzi fasulli è che così si sta solo facendo il gioco di Marattin, mostrando che la Rete ha davvero bisogno di un Controllo Attento perché possa essere un Luogo Positivo. Non mi sembra un grande risultato: probabilmente dovevo tacere anch’io ieri, per evitare di amplificare certe idee.

Le tazze magiche Esselunga

A settembre c’è stata una promozione Esselunga. Raccoglievi i bollini, pagavi due euro e ti davano una “tazza magica” a tema Harry Potter, a scelta tra sei motivi. Tre delle tazze sono fosforescenti, tre si colorano versandoci liquidi bollenti. Mi servivano alcune tazze, due euro erano un buon prezzo (i bollini arrivavano comunque con la spesa) e ne ho prese due prima e due dopo. Me ne mancavano due: controllato che casualmente avevo il numero esatto di bollini e che era possibile acquistarle fino a domenica scorsa, l’altra settimana ho girato tre punti vendita senza trovare quelle due tazze (c’erano gli altri quattro modelli). Non era una di quelle cose per cui stracciarsi le vesti, ma comunque domenica ho scritto una letterina al servizio clienti Esselunga; servizio clienti che mi ha risposto mercoledì dicendo che se andavo in un negozio entro sabato potevo prenotare le tazze. Vabbè, ieri in pausa pranzo sono andato, ho consegnato le schede, mi hanno dato una ricevuta e mi hanno detto che arriveranno… intorno a febbraio.

Non avendo fretta e non avendo pagato, il mio unico problema è “come diavolo mi ricorderò di tenere la ricevuta? Ma soprattutto, come mi ricorderò di passare?”. L’unica speranza è che tutta la procedura sia finita dentro i millanta dati della mia Fidaty, e che mi spediscano una mail per ricordarmelo. Vediamo se il privato funziona meglio del pubblico…

phishing (preso da Virgilio)

Ieri mattina mi è arrivata una classica mail di phishing, apparentemente da parte di un mio ex collega; il titolo era “Molto importante! (Cognome Nome)” e il testo

Salve,

Stai bene?
Devo chiederti un favore.

A presto,
(Nome Cognome)

Ovviamente Cognome e Nome erano quelli dell’amico, che non posto per ovvie ragioni.

Mi ha stupito solamente il fatto che l’email, a parte arrivare da un dominio chiaramente farlocco-ma-che-sembra-importante (pec-cec-legal.it. “Farlocco” nel senso che è registrato a tale Biagio Zarbano ma non mi pare ci sia nulla; per la cronaca la mail è stata spedita attraverso infomaniak.ch che dovrebbe essere un provider svizzero), aveva come nome utente quello del mio ex collega, che è piuttosto peculiare e quindi non può essere frutto di un caso.

In effetti una rapida guglata mi ha fatto scoprire che a fine aprile erano stati sottratti più di un milione di contatti da Libero e Virgilio; quest’ultimo è in effetti il provider del mio amico. Non ho ben capito a cosa serviva l’antennona del tipo, a dire il vero: quello che mi preoccupa è che un po’ di gente potrà cascarci facilmente :-(

La dura vita dello scrittore autoprodotto

Come sapete, quasi ogni settimana posto un Quizzino della domenica: un problemino da risolvere magari usando l’aiutino che fornisco (se mi ricordo di metterlo sul sito) o sbirciando la risposta dopo qualche giorno.

Come probabilmente non sapete, perché mi sono dimenticato di dirvelo, questa settimana Hachette ha pubblicato nella sua collana da edicola “Sfide e giochi matematici” la raccolta dei primi 100 problemi, che ho approntato in tutta fretta questa primavera apposta per la collana (e che non ho ancora visto, tra l’altro…) Se correte in edicola magari la potete ancora prenotare.

Come sicuramente non sapete, perché non l’avevo detto a nessuno, ho pensato che in fin dei conti potevo anche autoprodurmi il libro, tanto il contratto con Hachette è solo per la versione kiosk. Preparerò anche la versione epub dei problemi da 51 a 100 (e rimetterò in sesto quella dei problemi da 1 a 50), ma visto che la struttura è molto diversa ho cominciato con quello che avevo. La scorsa settimana ho riformattato tutto, corretto i soliti refusi, e inviato il libro a Kindle Direct Publishing che ha preso il posto del vecchio CreateSpace anche per i libri cartacei.

Stamattina mi trovo una email di KDP che mi dice (in inglese, ma questo dipende forse dal fatto che io uso sempre l’interfaccia inglese)

We’re contacting you regarding the following book(s):
Quizzini della domenica: Enigmi seri e poco seri by Maurizio Codogno (AUTHOR) (ID: PRI-0P5XPM0GK89)
While reviewing your book(s), we found content inside that’s freely available on the web.

Bella forza, penso io. Non è certo un caso che non ho preparato la versione Kindle ma solo la cartacea. Ma nema problema! La mail prosegue dicendo

A. If you hold the publishing rights for this book, simply resubmit your book. That’s it! No need to respond any further.
To resubmit your book:
1. Go to Your Bookshelf: https://kdp.amazon.com/bookshelf
2. Click the ellipsis button (“…”) under the Book Actions menu next to the book.
3. Select “Edit book details.”
4. Review the metadata and content.
5. Click Save and Continue, then click the button to publish at the bottom of the page.

Vado subito a resettare: peccato che il pulsante per quel libro non sia cliccabile :-( Ora vediamo dopo quanto tempo arriverà un essere umano a rispondermi :-(

Il problema con l’autopubblicane non è il fatto che non ti si fila nessuno: questi libri qui non se li filerebbe nessuno comunque, e li preparo semplicemente per vanità. Il vero problema è che a parte tutto il lavoro prettamente editoriale che ovviamente ti devi smazzare tu c’è anche una parte burocratica incredibile :-(

Scienziati e politici

fiato alle trombe, Turchetti Non ho problemi a dire che io avrei paura di un governo scientocratico (scusate l’ircocervo), nel quale fossero gli scienziati a decidere cosa bisogna fare. Se per quello, io sono anche contro il concetto di “ministro tecnico”: i tecnici devono sì esserci, ma all’interno dei ministeri. I ministri, però, devono essere politici, perché la politica è una cosa seria e non una roba da dopolavoro. Che la scienza sia neutrale o no è irrilevante, perché chi la mette in pratica sono gli scienziati, che sono tutto tranne che neutrali – come chiunque di noi, del resto – e soprattutto non hanno in genere le capacità di vedere più in là del qui-ed-ora e di mediazione che sarebbero richieste ai politici.

Il punto è che naturalmente il discorso di Barillari dell’altro giorno non è stato questo. Quando scrive

Se vogliamo fare un passo in avanti, allora politica e scienza devono eliminare tutti i conflitti di interesse per ricostruire un sano dialogo.
Oggi il politico fa lo scienziato e lo scienziato fa il politico. Non funziona.

non si rende conto che non ci sono conflitti di interesse, perché scienza e politica si occupano di cose diverse, e non ci può essere “dialogo”. Non è che il politico dica allo scienziato “mi fai uno studio su questa cosa qua, che mi interessa tanto?”, né lo scienziato può dire al politico “questa è la legge da fare, copia e promulga”. Quello che dovrebbe succedere è che lo scienziato presenta evidenze e il politico decide cosa fare avendo compreso il significato di quelle evidenze e allo stesso tempo comprendendo le conseguenze di una scelta oppure dell’altra. Da questo punto di vista è molto più coerente la ministra Grillo che dice «bisogna accettare le morti da morbillo». (No, io ritengo che non si debbano accettare, e d’altra parte la ministra stessa ha affermato che lei vaccinerà il figlio. Però la scelta di dire “meglio qualche morte da morbillo” è indubbiamente una scelta politica).

L’unica cosa che posso aggiungere, e che è anche il motivo per cui non solo non ho scritto subito ma non mi passa certo per la testa di rispondere a Barillari o chi per lui, è che non perdo tempo con chi aizza volontariamente la gente, né perdo tempo con i pecoroni pronti a copincollare insulti. È possibile che tra chi legge quei post ci siano anche persone genuinamente interessate a sapere: ma io non sono capace di rivolgermi a loro in quel contesto, mi spiace.

ancora sugli orologi tarati sulla rete elettrica

Vi ricordate il mio post di inizio mese sugli orologi che avevano perso sei minuti perché si basavano sulla frequenza della corrente elettrica che si era abbassata e quindi si erano persi quasi sei minuti? (Per la cronaca, ho controllato adesso: il ritardo è sceso a 143 secondi, quindi se i vostri orologi stanno andando avanti sapete il perché)

Bene: Ugo Allisiardi mi ha mandato questo link ad Hackaday dove un qualche ingegnere si è messo a controllare fisicamente come funzionano gli orologi di alcuni elettrodomestici e sveglie, scoprendo che spesso anche se i quarzi ci sono essi non sono affatto ben tarati e servono solo per backup in modo che per esempio se la corrente viene staccata non si perda l’ora.
Cose da non credere, vero?

Codice bianco all’Ikea

Dopo che l’anno scorso ho scoperto il significato del codice 1000 all’Ikea (e ho guadagnato qualche centinaio di visite…) sabato scorso ho sentito a Carugate che si avvisava tutto il personale di un codice bianco all’Isola 6. Visto che qualche istante dopo è stato anche chiesto se ci fosse un medico tra i clienti e nel caso se poteva andare all’Isola 6, il significato dovrebbe essere chiaro.

E se non lo fosse, un’ora dopo c’è stato un altro codice bianco, stavolta all’ingresso :-)

Mi hanno fregato l’idea!

O meglio l’hanno fregata ad Anna, che mi aveva detto ieri “perché non scrivi della matematica di Paperopoli?”
Ho scoperto da Maddmaths! che l’anno scorso è partito un progetto di divulgazione scientifica su Topolino, che era partito con fisica, chimica e scienza dei materiali; mercoledì prossimo su Topolino 3232 ci sarà invece una storia matematica, Paperino e i ponti di Quackenberg, la quale a quanto pare avrà persino la dimostrazione di un teorema matematico da parte di Eulero De Paperis :-)