L’uso dei sottopancia

Del minuto di anticipo nel festeggiare il Capodanno interessa a pochi. Della bestemmia apparsa nel sottopancia dove la gggente faceva gli auguri di buon anno al modico prezzo di cinquantun centesimi per SMS invece si interessano in molti, a quanto pare. Probabilmente il software che faceva uno screening preliminare dei messaggi è stato fregato dalla grafia “Diooooo”, e l’essere umano preposto al secondo controllo – e adesso a quanto pare sotto inchiesta interna Rai – ha visto che il messaggio cominciava con “Buon anno a tutti” e non ha letto il resto.

Quello che io mi chiedo però è – come capita spesso – un’altra cosa. Stiamo parlando di Raiuno, non di Teleroccacannuccia. Che bisogno c’era di fare un sottopancia che mostrasse gli auguri della gggente? A quale dirigente Rai è venuta questa bellissima idea? (Tra l’altro ho oziosamente guardato un po’ di questi auguri controllando quando indicavano la città di spedizione. Prima di trovare l’iconica casalinga di Voghera – occhei, non so se fosse davvero una casalinga – è passata una quindicina di messaggi da città meridionali. Il mio test non è certo statisticamente valido ma sicuramente interessante…)

_Math Geek_ (libro)

9781440583810Io posso definirmi senza falsa modestia un esperto nel raccontare notiziole di tema matematico. Per ovvie ragioni guardo sempre cosa fa la concorrenza: spesso trovo delle perle, ma in questo caso (Raphael Rosen, Math Geek : From Klein Bottles to Chaos Theory, a Guide to the Nerdiest Math Facts, Theorems, and Equations, Adams Media 2015, pag. 255, $15.99, ISBN 9781440583810) sono rimasto piuttosto deluso. Quello che non mi è piaciuto è la stringatezza con cui i cento temi sono trattati: in una paginetta viene esposto il concetto ma non si dà nessuna spiegazione di cosa sta dietro il concetto stesso: un po’ come mostrare tanti bei quadri senza un minimo di contesto. Dal punto di vista di un divulgatore della matematica questo è Male, perché non fa venire voglia di capire, almeno come storia se non come spiegazione tecnica, le cose presentate. Le curiosità vanno bene nei piccoli riquadri, che affiancano ogni capitoletto, ma non nel corpo del libro. Probabilmente il libro può essere utile per chi proprio la matematica non la sopporta, ma non per gli amanti della materia.

Il minuto rubato da Raiuno

Qui non ho con me orologi radiocontrollati, e non essendo certerrimo della sincronizzazione del mio orologio abbiamo pensato di accendere la TV per brindare a mezzanotte. (Non mi sono messo a fare il pippone ad Anna spiegandole che gli algoritmi di compressione dati per il segnale del digitale terrestre introducono da due a quattro secondi di ritardo :-) )
A mezzanotte meno sei minuti tutto ok: il mio orologio era sballato di un paio di secondi. Poi vedo in sovraimpressione “-2:58”, guardo il mio orologio e vedo che segna le 23:56 e qualche secondo. A Matera si erano mangiati un minuto. Dopo mezzanotte (o erano le 23.59?) posto un commento dubitativo su Facebook e vedo che il mio amico Stefano Costa aveva scritto la stessa cosa – lui aveva quantificato l’anticipo in 45 secondi. Poi nei commenti un mio ex collega conferma anche l’avanzamento dell’orologio di Raiuno.
L’unica ipotesi che mi viene in mente è che alla RAI abbiano voluto fregare sul tempo :-) Canale5, un po’ come nella scena dei film di Peppone e don Camillo. Certo che in ogni caso siamo messi molto male…

La maledizione delle tastiere virtuali

Come iniziare il 2016 di questo blog, se non con un pippone?
In questi giorni sto usando un tablet (da 10 pollici, quindi senza problemi di “ditoni”) per scrivere le notiziole in diretta: le recensioni sono precotte. I miei ventun lettori sanno bene che io non sono un logorroico: i miei post sono di solito relativamente brevi e scritti di getto, anche se ci ho pensato su parecchio prima di scriverli. Mentre però quando sono alla tastiera di un PC li posso buttare giù in cinque-dieci minuti, qui mi ci vuole il doppio se non il triplo del tempo. Motivo? La tastiera virtuale. Secondo me è un’invenzione del demonio. Passi per scrivere una decina di parole al massimo: al più l’autocompletamento ti fa uscire qualcosa di assurdo (mi capita spesso sui socialcosi). Ma su un testo appena più lungo scrivere è per me una sofferenza continua. Le dita sulla tastiera riescono più o meno a star dietro ai miei pensieri, anche perché non guardo la tastiera; qua invece la mia già non eccellente attenzione è divisa tra scrittura, rilettura e idee e il risultato finale è che perdo il filo del discorso. Inutile dire che non tento neppure di scrivere qualcosa di più complicato per il Post o su Medium.
Ho provato a usare una tastiera Bluetooth, ma è comunque troppo lenta oltre che scomoda. Del riconoscimento vocale non mi fido :) Insomma dovrò continuare a mugugnare…

La colpa dell’inquinamento

Nei commenti alla copia su Facebook di questo mio post sul blocco delle auto a Milano mi è stato contestato che il (relativo) calo dei valori di PM10 milanesi lunedì scorso non era dovuto al blocco ma al fatto che molti se ne erano andati fuori città e quindi c’erano meno impianti di riscaldamento accesi. Visto l’imprevisto picco di martedì, presumo che ora affermeranno che sono tutti rientrati a casa (prima delle 10 o dopo le 16), per riandarsene subito via, almeno a quanto affermano i dati preliminari di ieri (mentre scrivo, sono disponibili solo quelli di una centralina su tre); o più probabilmente risponderebbero che questa è la prova che le auto non contano nulla.

La risposta più corretta è probabilmente “it’s complicated”. C’è un’estrema variabilità giornaliera, dovuta immagino alle microcondizioni meteo, e ci sono molti effetti concomitanti. Boris Limpopo ha segnalato questo interessante post che dai (pochi) dati a disposizione mostra come l’inquinamento causato dalle auto è in costante calo, ma sta crescendo quello dovuto alle attività umane tra cui il riscaldamento. Il killer non è però il gasolio, il cui contributo è in calo, quanto le biomasse: legna e pellet. In città il contributo è simile a quello dovuto al traffico; fuori città i vantaggi di avere poche auto sono vanificati dall’aumento dell’uso di quei combustibili.

In pratica insomma tutto fa brodo: un (vero) blocco in città non è una panacea ma aiuta, bisogna però prendere anche provvedimenti (non ho idea quali) per ridurre i fumi prodotti dalle biomasse. Poi, essendo la pianura padana quel che l’è, si può sempre pensare a spianare il Turchino.

_Bambini campioni del mondo_ (libro)

9788862563475 Questo volume (Roald Dahl, Bambini campioni del mondo, Salani 2010 [1988, 1982, 1964, 1983], pag. 829, € 18, ISBN 978-88-6256-347-5, trad. Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi / Donatella Ziliotto / Riccardo Duranti) raccoglie quattro libri di Roald Dahl che hanno come protagonisti dei bambini. Molti conoscono Charlie, quello della fabbrica di cioccolato; meno conosciuti – almeno per quanto mi riguarda – Sofia del GGG e Matilde. Come si può anche leggere su Wikipedia, Dahl tende a disegnare come assenti o negative le figure dei genitori: il padre di Matilde è un furfante e la madre assolutamente assente, Sofia è orfana, i genitori di Charlie, pur amandolo, non hanno la possibilità di dargli il necessario per vivere, e quelli del protagonista di Le Streghe se li vede morire all’inizio del libro. Ma Dahl è uno scrittore dark, magari la vera causa è quella…
Per quanto riguarda le traduzioni, in quelle di Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi (Matilde e Le streghe) si sente dalla scelta delle parole – tipo certe forme del passato remoto – il tempo che è trascorso dalla loro creazione. Su Donatella Ziliotto col GGG ho perso un po’ prima di capire che “il ratto” non era un topastro ma un rapimento, però ho molto apprezzato il tour de force nel rendere la buffa lingua dei giganti. La fabbrica di cioccolato è infine venuta molto bene anche grazie alla traduzione di Riccardo Duranti: me ne sono accorto leggendola e drammatizzandola ai miei bimbi.

Fare i conti con i morti

Qualche giorno fa è stato reso noto che il numero di morti in Italia nei primi otto mesi del 2015 era cresciuto dell’11% rispetto all’anno scorso. Ci avevo anche fatto una delle mie battute che non fanno ridere. I politici delle opposizioni hanno subito attaccato il governo, spiegandoci che l’inquinamento di queste ultime settimane ha avuto effetti così perversi che sono addirittura tornati indietro nel tempo: ma date le loro tipiche conoscenze scientifiche, non c’è poi molto da stupirsi.

Per fortuna che c’è chi, come il direttore di Le Scienze Marco Cattaneo, invece che fare proclami cerca ulteriori dati. Il Direttore ha recuperato i dati di mortalità degli ultimi quattro anni divisi per mese e ha segnalato, con l’aiuto di altri lettori ragionanti (ciao, Peppe!) alcune possibilità che vengono alla mente e che dovrebbero venire investigate: l’ondata di caldo del luglio 2015, peggiore di quella del 2012 ma meno pubblicizzata dai media; il calo delle vaccinazioni antinfluenzali nell’inverno scorso; la nuova normativa sulla notifica dei decessi; infine le fluttuazioni statistiche che nel 2013 e 2014 avevano fatto ridurre il numero di decessi. (Per favore, leggete l’articolo e i commenti, sono entrambi istruttivi ciascuno a modo suo)

Quali insegnamenti si possono trarre da questa storia? Parecchi. Innanzitutto, se si hanno troppo pochi dati (il numero totale di morti in un anno) non si può ricavare molto: i dati mensili hanno permesso di fare nuove ipotesi. (Ma attenzione a non esagerare: i Big Data sono tutta un’altra cosa e necessitano di un approccio completamente diverso!) Inoltre bisogna tenere a mente che – a differenza dei problemi che vengono dati da risolvere a scuola – nella vita reale la risposta è raramente unica: sono molte le cause, non necessariamente correlate, che concorrono a formare il risultato. Poi le fluttuazioni statistiche che sono sempre neglette hanno invece la loro importanza, anche se sempre come concausa. Infine, è questa è la cosa più importante, fare ipotesi è facile ma poi, come del resto Cattaneo sottolinea, bisogna anche verificarle.

Serenella Fucksia

E così Serenella Fucksia è stata espulsa in direttissima dal M5S che ha votato on line nonostante le feste natalizie. Motivo ufficiale: mancata presentazione nei tempi previsti dei giustificativi di spesa a Palazzo Madama. Anche Al Capone fu incriminato per evasione fiscale. Motivo reale: il suo continuo andare contro il Verbo Ufficiale pentastellato. L’ultimo caso è stata la sua difesa della ministra Boschi, ma già quest’estate mi era capitato di parlare di lei.

D’altra parte un cittadino M5S al Parlamento deve fare solo da portavoce e rispettare il voto popolare. Quindi che c’è di male?