Se proprio pensi di spammare il tuo blog mettendo qua commenti con un semplice testo come ‘Grazie di cuore’ e un referrer a un tuo post, sappi che puoi fregare Akismet, ma anche se io non fossi una Brutta Persona™ malfidata il solo vedere come indirizzo email Schamberger74808@gmail.com mi fa immediatamente etichettare il post come spam… e a questo punto Akismet si rimette a fare il tuo lavoro.
Anche academia.edu ci è cascata
È possibile che ci sia qualche mio articolo (immagino sul riconoscimento della voce, vi lascio immaginare quanto vecchi possano essere) su academia.edu. Bene, mi è appena arrivato un messaggio dal titolo Someone just searched for you on Google… e testo
Hi Maurizio,
Someone just searched for you on Google and found your page on Academia.edu.
To see what city they came from and what paper they viewed, follow the link below:
(link ad academia.edu)
Thanks, The Academia.edu Team
P.S. A recent study found that papers uploaded to Academia.edu receive an 69% boost in citations over 5 years. See the study and data here (link ad academia.edu).
Ma questi click-baiting funzionano davvero?
“traduzioni”
Sabato ho accompagnato i gemelli a uno spettacolo teatrale che si teneva presso una biblioteca di zona, qui a Milano. Visto che i genitori non erano ammessi allo spettacolo, avevo un’ora di buco: essendo in una biblioteca, sono andato a vedere cosa avevano di bello nelle sezioni Dewey 50x e 51x. Ho visto l’edizione rilegata di un libro, pubblicato tre anni da da un grande editore italiano, che mi ero sempre ripromesso di leggere prima o poi: l’ho preso dallo scaffale, mi sono seduto e ho iniziato a leggerlo.
Ora, se a pagina 42 leggo «il filosofo Daniel C. Dennett dell’Università Tufts» posso immaginare che il traduttore voglia italianizzare l’italianizzabile, e pensi all’Università Bocconi. È una scelta stilistica che non mi piace – io avrei scritto “della Tutfs University” – ma è appunto una scelta stilistica. Se a pagina 52 leggo «Stupisce anche che Karl Popper, l’illustre epistemologo,» inizio a pensare che forse il traduttore da ragazzo ha dovuto fare troppe traduzioni dal latino e non si è accorto che in italiano corrente si dice “stupisce anche che l’illustre epistemologo Karl Popper”, senza usare il costrutto inglese. Ma se a pagina 24 leggo che Piccard, sceso col suo batiscafo in fondo alla fossa delle Marianne, vide una specie sconosciuta di piccoli gamberi, che non sembravano affatto preoccupati della pressione di «oltre una tonnellata per centimetro quadrato provocata dal sommergibile»; e se nella pagina successiva leggo, a proposito di «quanti tipi di esseri viventi abitano la Terra», che le stime vanno tra i 5 e i 100 milioni di specie, «anche se è più plausibile optare tra i cinque e i dieci milioni di esseri viventi», posso solo pensare a una cosa. Parafrasando Petrolini, non ce l’ho con il traduttore, ma con chi l’ha lasciato tradurre (e non ha evidentemente revisionato il testo per accorgersi di siffatte cantonate).
Per la cronaca: mi sono preso l’edizione originale inglese del libro, che scrive rispettivamente sui gamberi «that did not seem to be bothered by the ambient pressure of some 17,000 pounds per square inch.» e sul numero di specie «Generally, estimates range from 5 million to about 100 million different species, although a figure of 5 to 10 million is considered probable.»; e nell’edizione in paperback della versione italiana del libro qualche anima pia ha corretto la prima frase dicendo che i gamberi «non sembravano affatto preoccupati della pressione idrostatica di oltre una tonnellata per centimetro quadrato».
Umberto Eco
Per quelli della mia generazione Umberto Eco era un po’ come – absit iniuria verbis – Mike Bongiorno: una presenza continua in sottofondo, tanto che ritenevamo impossibile riuscire anche solo a pensare un mondo senza di loro.
Eco aveva una cultura incredibile, e io ho sempre considerato il suo inventarsi come romanziere come un divertissement: di strepitoso successo, ma comunque un modo per far vedere come era bravo. Da questo punto di vista, forse i Diari Minimi e le Bustine di Minerva lo dimostrano ancora di più. Come scrive il Post,
Eco voleva specializzarsi in tutte le discipline del sapere o almeno nel maggior numero possibile, non avendo paura di esprimersi sulla cultura in ogni sua forma, dalla televisione, al fumetto, dalla filosofia medievale alla letteratura contemporanea, dalle canzoni alla semiotica alla politica.
Io non ho letto chissà quanta roba di Eco, almeno per quanto riguarda la narrativa: a Il nome della rosa ci sono arrivato anni dopo la pubblicazione, poi ho saltato quasi tutto il resto della sua produzione di narrativa con un’unica eccezione. Mi è piaciuto davvero tanto La misteriosa fiamma della regina Loana, un’opera probabilmente minore e volutamente minore, visto che i veri protagonisti sono i fumetti tra le due guerre mondiali. E dite nulla.
Ma c’è un ma. Non è vero che Eco si volesse specializzare nel maggior numero di discipline possibili, e questo dovrebbe essere chiaro a tutti. No, non sto pensando alle sue invettive contro Internet, anche perché ne ho già parlato a iosa l’anno scorso. Diciamo che per quanto mi riguarda la sua analisi era ottima, ma le conclusioni no. (Ah, a proposito: lo sapevate che l’avevamo intervistato per Wikinews?) Il suo era il punto di vista dell’intellettuale che comprende perfettamente che la legge di Sturgeon è ottimista, ma non ha nessun interesse a fare in modo che le cose cambino – a meno naturalmente che non si considerino tutte le enciclopedie multimediali da lui firmate.
Il fatto è che Eco ha sempre snobbato tutta la parte della cultura scientifica. Non sto parlando della téchne: come accennavo sopra, quella per lui era un semplice strumento che usava tranquillamente, seppur con le sue idee. È proprio il resto che per lui non esisteva: in questo senso Eco è stato davvero l’ultimo crociano, con l’aggravante che proprio per la sua sterminata cultura umanistica in senso lato è stato la persona che da solo ha fatto più male di tutti all’idea che esista un’unica cultura. (No, chi parla delle due culture lo fa di solito per metterle in un ordine gerarchico. Non lasciatevi abbindolare). Ecco, questo non glielo potrò mai perdonare.
(p.s.: e se questo necrologio non vi piace, potete sempre andare da Leonardo che come ovvio prende le cose da un lato completamente diverso)
_Cargo_ (ebook)
“Cargo è un’onesta truffa affabulatoria”. Questo è uno dei giudizi riportati nel risvolto di copertina di questo libro (Matteo Galiazzo, Cargo, Laurana 2013 [1999], pag. 233, € 4,99, ISBN 9788896999875) riedito ora in ebook con l’aggiunta di un’introduzione (che non ho letto, essendomi preso in biblioteca il testo originale) e la recensione di Maria Corti pubblicata al tempo su Repubblica. Diciamolo subito: è un libro che non lascia indifferenti. O lo si considera una schifezza o lo si apprezza alla follia. Io faccio parte della seconda categoria, ma ho il vantaggio di essere abituato a leggere a spizzichi e bocconi e quindi non mi sono perso più di tanto nel caleidoscopio di storie diverse con rimandi dall’una all’altra, forse ma non necessariamente con un capo e una coda, divise non in capitoli quanto in “frattali”; con le note finali che sono gli appunti per il libro stesso, alcuni effettivamente presenti e altri no; con incisi fantascientifici e matematici stranerrimi (no, non è un refuso). Il motivo del titolo lo si capisce forse nelle ultime pagine: “forse” perché temo di aver dovuto leggere una recensione prima di averlo davvero capito. Però credo che il concetto di “cargo cult” si attagli perfettamente all’opera. Non lo consiglio a nessuno, ma solo perché non mi fido di come possa essere preso dagli altri :)
Il mistero delle astronavi per i Rollinz
In queste settimane Esselunga sta facendo una promozione legata a Star Wars: con la spesa vengono dati dei “Rollinz” (figurine 3D tipo calciatori del Subbuteo, che con molta fantasia dovrebbero ricordare i personaggi della trilogia originale). Con soli 1 euro e novantanove centesimi, poi, si può acquistare l’astronave dove allocare i 20 personaggi. (C’è anche un’app per iOS e Android che richiede credo un centinaio di mega di spazio, ma non è di quello che vorrei parlare)
Peccato che queste astronavi siano introvabili. Ogni tanto ne arriva qualcuna che sparisce immediatamente: inoltre non è possibile prenotarle. Considerando che è già passato un mese dall’inizio della promozione, non sarebbe dovuto essere così difficile far ripartire la produzione. Inoltre l’astronave non fa parte del “concorso””: anche se la sua esistenza è accennata nel regolamento, essendo un prodotto da acquistare non è soggetto ad alcun controllo.
La domanda è dunque: qual è il losco piano di Bernardo Caprotti? Vuole fare arrivare tutti i giorni i poveri genitori nei suoi negozi a cercare l’introvabile manufatto, sì che già che ci sono facciano spesa? È un oscuro complotto dei rettiliani in collaborazione con Bilderberg? Il mondo vuole sapere!
Aggiornamento: (24 settembre) Dopo essere arrivato a livelli parossistici (per dire, ieri sono passato alle Esselunga di Piave, Porta Nuova, Zara e Jenner) oggi pomeriggio dopo aver lasciato i bimbi in palestra ho provato ad andare all’Esselunga di viale Zara e miracolo! c’erano ancora astronavi. Ora il duo non deve più lamentarsi :-)
dimezzamenti fasulli
Damiano mi segnala questo post del Corsera (apritelo a vostro rischio, considerando il paywall sul sito) dove si parla del calo del numero di adozioni internazionali: dalle 1410 del 2010 gli arrivi “si sono quasi dimezzati”, arrivando a 850 nel primo semestre 2015. Ma come Damiano fa notare, se in sei mesi ci sono state 850 adozioni si può in prima approssimazione immaginare che in tutto il 2015 ce ne sarà un numero intorno a 1700. Il dimezzamento è al più quello del numero di neuroni di Margherita De Bac dedicati alle operazioni aritmetiche.
canguri et similia
Per tutta questa manfrina sul DDL Cirinnà per una volta non ce l’ho con Angelino Alfano. Lui ha un’idea (giusta o sbagliata che sia) su cosa debba esserci e non esserci in quella legge, e fa di tutto per portare la maggioranza dei parlamentari verso la sua idea. Ce l’ho come sempre con la Lega, la cui idea di opposizione parlamentare è presentare una quantità non meglio determinata di emendamenti fotocopia. Ce l’ho con M5S, che è riuscito a dire “vogliamo che il DDL Cirinnà sia approvato senza essere snaturato, quindi non votiamo il supercanguro che serve a far si che il DDL non sia snaturato”. Il tutto indipendentemente dal contenuto della legge, ma solo e unicamente per mettere il PD in difficoltà. Direi che hanno capito tutto dalla vita.
Non sono ancora riuscito a capire se ce l’ho o no con Renzi. È chiaro che questo DDL non avrebbe mai potuto essere di iniziativa governativa (vedi sopra alla voce Alfano). Non sono riuscito a capire se il non chiedere la fiducia sui DDL parlamentari sia solo prassi oppure no: ho letto che è stato fatto per l’Italicum (che però è anche costituzionale, quindi ancora diverso come tipo) ma non ne so abbastanza. Però Renzi mi ha dato l’idea di aver fatto il tutto per prendersi comunque il merito di avere finalmente fatto approvare una “legge di sinistra” (che poi quelli di destra dovrebbero lamentarsi di questa definizione), e quindi la bilancia pende verso l’incazzatura. Insomma, è mai possibile, o porco di un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane?