Facebook, Messenger, Android

Io ho tolto da un pezzo l’app di Facebook dal mio furbofono, guadagnandone molto in termini di durata della batteria. Questo significa che se sono in giro accedo a Facebook usando il browser: c’è qualche problema con i BOFH del proxy aziendale (hanno deciso che l’acceleratore h.facebook.com è compromesso e me l’hanno anche ripetuto per iscritto, quindi ogni poco il sito è irraggiungibile) ma con qualche trucchetto sfango anche quello (basta partire dalla pagina delle notifiche che non viene accelerata).

Ora però le cose cambieranno: come già del resto succede nell’app, anche da web mobile Zuckerberg disabiliterà l’accesso ai messaggi personali, intimandoti di usare l’apposita app, cioè Messenger. Messenger che si direbbe spinta più di Google+, il che è tutto detto.

Cambieranno? Beh, sì. Io mi rifiuto di installare Messenger. Pertanto non leggerò i messaggi privati su Facebook finché non sarò davanti a un desktop. Avrò insomma un’estate più tranquilla.

Il voto nei nove municipi milanesi

Anche a Milano, come già da un po’ a Roma, le circoscrizioni subcomunali da quest’anno si chiamano municipi. Sono sempre nove, dovrebbero avere qualche problema in più, e hanno un premio di maggioranza stile Italicum: se la coalizione vincente supera il 40% si becca il premio.
La sostanziale parità tra Parisi e Sala si mostra anche nei municipi: a quanto parrebbe, sette potrebbero andare al centro-sinistra (tra cui quello di Milano centro, storicamente più a destra…) mentre il Municipio 2 e il 7 andranno al centro-destra. Uso il condizionale, perché per esempio nel municipio 4 Sala ha preso ben trenta voti più di Parisi (25.623 contro 25.493) e nel mio Municipio 9 (che storicamente era quello comunista…) il vantaggio è di 71 voti (27.257 contro 27.181). In realtà guardando il voto locale i distacchi sono maggiori, ma il punto resta sostanzialmente lo stesso. Chi l’avrebbe mai detto anche solo una settimana fa?

Aggiornamento: (h16) a quanto pare i dati indicati ora sono completamente diversi e il centrodestra avrebbe vinto anche quei due municipi oltre che nel 5.

Italia alla rovescia?

Stavo guardando l’affluenza alle amministrative alle 19. Quello che mi stupisce è che nelle città del nord la percentuale sia bassa persino a Bologna, col 46%: a Milano si è al 42%, a Torino il 41%. In compenso al centro-sud, dove un tempo le percentuali erano più basse, troviamo Cosenza e Crotone al 54% e Latina al 53%. Chissà cosa è cambiato.

Quizzino della domenica: lontano dal 6

Come sapete, tutti i numeri primi tranne 2 e 3 sono a distanza 1 da un multiplo di 6: sono cioè della forma 6n±1. (Ho sempre sognato di poter usare ± in un testo…) Ma il viceversa non vale: 35 è uguale a 6×6−1, ma non è primo essendo il risultato di 5×7.
Qual è il più piccolo multiplo di 6 tale per cui entrambi i suoi vicini non sono primi? La risposta non è 36, perché 35 è un numero composto ma 37 è primo. Lo si può calcolare a mente, o almeno io ci sono riuscito.
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p203.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Tim Ricchuiti, da Twitter).

_Infinitamente piccoli_ (libro)

9788875785444Dal titolo di questo libro, sia in italiano che nell’originale inglese (Amir Alexander, Infinitamente piccoli : La teoria matematica alla base del mondo moderno [Infinitesimals], Codice Edizioni 2015 [2014], pag. 376, € 26,90, ISBN 9788875785444, trad. Laura Servidei), avevo l’idea che il testo trattasse della storia della matematica, o per la precisione della storia dell’introduzione degli infinitesimi in matematica. Macché. I matofobi non si preoccupano: non si parla di matematica, ma di visioni diverse del mondo. Le due parti di cui si compone il libro mostrano la lotta da una parte dei gesuiti contro Cavalieri e dall’altra di Thomas Hobbes contro John Wallis; gli infinitesimi erano un colpo duro alla teologia (per i gesuiti) e alla filosofia (per Hobbes), visto che costoro ritenevano la geometria, con la sua certezza ineluttabile, la base su cui si può costruire qualcosa. Leggendo il libro ho capito perché cent’anni dopo Girolamo Saccheri cercò di dimostrare il quinto postulato di Euclide: per lui era davvero una macchia in questo modello. Cavalieri e Wallis invece preferivano sperimentare per avere nuove soluzioni, anche se provvisorie: per Wallis questo era anzi un vantaggio, perché la Royal Society era nata proprio per essere relativista, e la matematica “dogmatica” non poteva certo farne parte. Purtroppo Alexander avrebbe dovuto fare un editing pesante del testo, che è molto ripetitivo e spesso ritorna sui suoi passi: poteva togliere ottanta pagine e non si sarebbe perso nulla. Laura Servidei si barcamena nella resa di queste ripetizioni.

Trenitalia e i biglietti regionali

È già un bel po’ che Trenitalia ha smesso di produrre i biglietti chilometrici, che erano comodissimi per chi usava ogni tanto i treni regionali e poteva acquistarli prima. Adesso sta completando la sua iniziativa per rompere le palle a chi non prende spesso il treno.

Dal primo agosto, come potete vedere in mezzo ai disegnini da libro delle elementari, il biglietto acquistato non avrà più una validità di 60 giorni entro il quale dovrà essere usato, ma dovrà indicare il giorno di partenza, anche se poi ovviamente deve essere convalidato. Che “le modifiche non riguardano al momento i biglietti acquistati on line o tramite app Trenitalia” immagino sia l’idea di barzelletta dell’ufficio relazioni esterne di Trenitalia, visto che è una vita che i biglietti online valgono per il giorno in cui sono stati chiesti. Aggiungiamo poi che puoi sì cambiare gratuitamente la data di viaggio fino al giorno prima (ma lo puoi fare una sola volta, come detto nel file senza disegnini), ma devi comunque andare in stazione… oppure vai in tabaccheria e paghi il pizzo.

Perché tutto questo? La mia impressione è che visto che i controllori passano sempre meno spesso stavano iniziando ad aumentare i furbetti del biglietto, che in questo modo verranno penalizzati (o saliranno direttamente senza biglietto). Io sono un po’ stupido ma non riesco a vedere altri motivi logici. Voi avete qualche idea?

_Storia del Saggiatore 1958-2015_ (libro)

9788842820468 Questo libretto fuori commercio (Alberto Cadioli e Damiano Scaramella, Storia del Saggiatore 1958-2015, Il Saggiatore 2015, pag. 101, s.i.p., ISBN 9788842820468) nasce per raccontare i quasi sessant’anni della casa editrice, fondata da Alberto Mondadori (il figlio di Arnoldo) e ora guidata da Luca Formenton (nipote di Arnoldo). Secondo me, il testo soffre del voler fare due cose insieme: una storia aneddotica e un catalogo. La parte aneddotica è interessante, ma per me un po’ troppo ridotta; è bella la parte che mostra come Alberto Mondadori cercasse disperatamente, anche se senza troppi risultati pratici, di dstinguersi dal padre, ma la parte di De Benedetti e Formenton è davvero schematica. Sul catalogo, ho trovato tanti nomi che mi sono dimenticato subito: sarebbe forse stato meglio avere una struttura a tabella per vedere meglio come la produzione si sia diversificata, lasciando perdere la parte descrittiva. Alla fine comunque ho avuto un’idea più chiara del DNA dell’editore, e questa è una bella cosa.

Claudio Morgillo, uno da non votare

Come i più affezionati tra i miei ventun lettori forse hanno notato, quest’anno non ho parlato dei candidati alle elezioni. (Occhei, ho scritto di Gianluca Comazzi, ma quella è in un certo senso una running gag). È stata una scelta voluta, perché negli anni mi sono stufato di perdere tempo a vedere i volantini e a trovarci sempre le stesse cose. Però mi tocca fare un’eccezione.

Nella casella email dell’ufficio stampa di Wikipedia mi è appena arrivato arrivato un messaggio di Claudio Morgillo – Milano Sicura (info@claudiomorgillo.it) dal titolone Prossima Fermata: Milano Sicura! e con il testo che inizia così: (chi legge questo post da Facebook o da RSS mi sa che per una volta dovrà finire sul sito per non perdersi la bellezza)

Milano non è più un posto sicuro

per noi, per i nostri figli e le nostre famiglie

Visita la pagina di Claudio Morgillo

Scopri tutte le soluzioni che intende adottare da subito
per fare della nostra città un posto più sicuro.

eccetera eccetera, con tutto il suo programma che termina con

Perché tornare a casa ogni giorno, in sicurezza, è un nostro diritto.

e con il messaggio in piccolo che se non riuscissi a vedere bene la mail, immagino perché i caratteri sono troppo grandi, posso cliccare a “http://#” (sic).

Bene, Claudio Morgillo – Milano Sicura: il mio diritto è quello di non ricevere messaggi non sollecitati a un indirizzo che non invia messaggi (quando scrivo per Wikimedia Italia ne uso un altro) e che non è per l’appunto personale. Una persona che pensa di avere fatto una cosa intelligente in questo modo non la vorrei nemmeno come consigliere condominiale, figuriamoci comunale. Sicurezza è anche sapere di non essere prevaricati.