l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio

giornale-1606117 Questa (grazie a Giuseppe Greco, da cui ho preso la foto) è la prima pagina del Giornale di oggi.
Il problema non è il titolo del Giornale, che tanto come quotidiano è irricuperabile da mo’. Non è nemmeno il senatore della Repubblica Italiana Bartolomeo Pepe che twitta “Colpirne uno per educarne cento”. In fin dei conti la voce di Wikipedia elenca unicamente i suoi tanti passaggi di gruppo parlamentare, dimenticandosi di raccontare delle sue proposte di legge, come l’ultima sul vietare la vendita degli occhiali da presbite nei supermercati.
Il punto è che siamo stati in tanti a pensare che l’omicidio di Jo Cox darà una svolta alla campagna Brexit. Certo, spero che per la maggior parte dei miei ventun lettori questo sia stato il pensiero di un attimo: ma il fatto stesso che ci sia stato mi ha fatto pensare quanto siamo scesi in basso. Non abbiamo futuro.

Basta saperlo (e lo sapevo)

medium Qui a fianco ho salvato una schermata con le statistiche di Medium della scorsa settimana. Medium dovrebbe essere il futuro dell’informazione “dal basso” e “meditata” (leggi: pipponi lunghi). Quel post è stato ripreso da più parti, eppure non ha raggiunto le 4000 visualizzazioni. Tanto per dire, anche se è mischiare mele con pere visto il modo diverso con cui i numeri vengono calcolati: sul mio blog, il post che a giugno ha avuto più visualizzazioni (il pippone sulle nuove regole di Trenitalia per i biglietti sui treni regionali) è arrivato a 5753 visualizzazioni. (Poi intendiamoci: i miei post sul blog tipicamente fanno dalle 150 alle 300 visualizzazioni dirette salvo casi eccezionali).

Io non guadagno nulla da quello che scrivo sui blog. (Occhei, per fare i puntacazzisti se cliccate sulla pagina Amazon dei libri che recensisco e poi comprate qualcosa mi arrivano le commissioni). Non ho nemmeno bisogno di cercare visibilità: i pochi che possono essere interessati a quello che faccio mi conoscono già. Infine, queste cose le sapevo già tutte da mo’. Però magari c’è ancora qualcuno che passa per sbaglio di qua ed è convinto che con Internet la gente potrà finalmente imparare e scoprire cose nuove di cui prima non si poteva sapere nulla: ecco, mi dispiace togliere loro l’illusione, ma non è così.

Schizofrenia aziendale

A Milano – non so se anche in altre parti d’Italia – c’è una catena di negozi di elettrodomestici ed elettronica di consumo che si chiama Euronics. La caratteristica peculiare della catena è che – sempre almeno a Milano – ci sono in realtà due Euronics diversi: Castoldi e Galimberti. Questa non è una cosa così strana: a volte succede che piccole catene si mettano insieme con lo stesso nome per avere una maggior forza contrattuale. E in effetti, guardando la voce di Wikipedia, si nota che sotto il marchio Euronics in Italia ci sono ben dodici aziende distinte.

Quello che è stato un po’ più strano è che mercoledì sera mi sono trovato nella buca delle lettere il volantino dell’Euronics versione Castoldi e il volantino dell’Euronics versione Galimberti. E le offerte erano diverse. Garantisco che è la prima volta che mi capita: in genere i volantini erano congiunti…

epiteti

Ah. Sappiate che stamattina sono stato definito “prepotente” perché non volevo far passare uno che con lo scooter si stava facendo un sottopassaggio pedonale.
Quello che non ho capito è perché non ha voluto aspettare mentre stavo chiamando i vigili.

La cura editoriale

Sto leggendo la prima traduzione italiana (anno 1973) di un classico della divulgazione matematica, o forse dovrei dire di un testo di invito alla matematica. (Per la cronaca: il libro non è italiano. Giusto Lucio Lombardo Radice scriveva qualcosa di simile, ai tempi). Il testo presenta alcuni refusi: per esempio a un certo punto si trova scritto

Tutti sanno che la metà di 4, 6, 10 può essere scritta 4/2, 2/6, 2/10 rispettivamente

Un classico refuso, che però dimostra come non è che quarant’anni fa i redattori – almeno per quanto riguarda i libri di matematica – fossero così attenti. Amen, sbagliamo tutti, io in primis. Essendo però io un noto cacacazz curiosone, e sapendo che questo libro è stato riedito da un altro editore nel 2010, sono andato a controllare cosa c’era scritto nell’ebook, preparato nel 2013. Provate a indovinare…

La cosa più divertente è che quelle frazioni sono state rese con un’immagine, perché non era evidentemente fattibile comporle online. Quindi qualcuno le deve aver viste per forza. Eppure…

_Il logico e l’ingegnere_ (libro)

9788875785451Il titolo del libro (Paul Nahin, Il logico e l’ingegnere : L’alba dell’era digitale [The Logician and the Engineer], Codice Edizioni 2015 [2012], pag. 270, € 17,90, ISBN 9788875785451, trad. Ciro Castiello) sembrava promettente, anche se non riuscivo esattamente a capire cosa avessero in comune George Boole e Claude Shannon oltre che essere stati scienziati. All’atto pratico, però, la parte più strettamente biografica è davvero ridotta, e Nahin si mette a scrivere di elettronica di base, da ingegnere qual è, non perdendo occasione di ricordare che la matematica è una scienza arida… citando James Gleick che è sì un giornalista ma scientifico, e quindi direi non certo prevenuto. A un certo punto mi è sembrato di leggere un libro di testo, anche per le note del traduttore Ciro Castiello che ha spesso aggiunto i passaggi logici che venivano dati per scontati. Devo però riconoscere che nella parte finale del testo la spiegazione dell’entanglement quantistico è la più chiara che abbia mai visto: ma che ci azzecca con i due (almeno in teoria…) protagonisti? In definitiva, un libro per ingegneri ;)

Qualche numero su Salvatore Aranzulla

«Nel corso degli anni, i miei lettori hanno provato a creare una pagina su Wikipedia che parlasse di me – racconta Aranzulla riferendosi alla enciclopedia online più famosa del mondo – , hanno riportato le mie pubblicazioni, le partecipazioni a programmi radiofonici, le interviste. E le performance del mio sito. Puntualmente, però, la pagina veniva rimossa.»

Così Salvatore Aranzulla dice su sé stesso nell’articolo di Virginia Della Sala, che occupa tutta pagina 19 dell’edizione odierna di Il Fatto Quotidiano e ha un lancio in prima pagina. Bene: qui potete vedere quando è stata cancellata la voce “Salvatore Aranzulla” prima di adesso. Nove volte tra il 7 e l’8 maggio 2006, un’ulteriore volta il 17 maggio 2006, una il 30 gennaio 2016. E tra l’8 maggio 2006 e il 30 gennaio 2016 non ho trovato nessuna istanza nel log delle versioni cancellate. Evidentemente Aranzulla e io abbiamo idee diverse su cosa significa “negli anni”; ed evidentemente – anche se la cosa è del tutto indipendente dalla sua rilevanza, che la cosa sia ben chiara – io consiglierei di non fidarsi delle sue affermazioni se non sono certificate da una fonte indipendente. (Nota: dopo aver chiesto a chi ne sa molto più di me di Wikipedia, mi è stato spiegato che in quei dieci anni nessuno avrebbe potuto scrivere una voce su Aranzulla: non sarebbe potuta essere rimossa per questa ragione. È anche vero che non ho mai sentito nessuno lamentarsi della cosa: però non posso affermare che nessuno ci abbia mai tentato)

aranzulla7 aranzulla6Che Aranzulla abbia una “potenza di fuoco” enorme è indubbio: qui a sinistra potete vedere il numero di accessi alla voce di Wikipedia in occasione della procedura di cancellazione della voce. Trovate il grafico salvato anche su web.archive.org (i dati di traffico misurati dalla Wikimedia Foundation sono eliminati dopo tre mesi, ma al momento potete guardarli anche voi direttamente). A destra in compenso trovate per confronto quanti accessi c’erano stati da quando la voce era stata creata il 7 maggio scorso, sempre con una copia salvata su web.archive.org. Aggiungo subito che io non ho accesso ai log, quindi non so da dove arrivino gli accessi. Di nuovo, tutto questo non ha nulla a che fare con la rilevanza o meno della voce. Però avere un po’ di dati a disposizione aiuta sempre a farsi un’idea delle cose, no?

Quizzino della domenica: caccia al colpevole

In una delle isole dell’arcipelago di Smullyandia ci sono quattro categorie di persone: i Sinceri Assoluti, che dicono sempre la verità; i Quasi Sinceri, che dicono la verità con l’unica eccezione che non affermeranno mai di essere colpevoli; i Mentitori Patologici, che dicono sempre il falso, e i Mentitori Responsabili, che dicono sempre il falso ma se sono colpevoli lo ammettono.
In un appartamento è stato rubato un prezioso quadro. Si è appurato che il colpevole ha agito da solo, ed è uno tra Alice e Bob. Interrogati, i due hanno fornito le seguenti risposte:

Alice: Sono colpevole. Bob è un Sincero.
Bob: Sono colpevole. Alice ha rubato il quadro. Alice è della mia stessa categoria.

Chi ha rubato il quadro, e a che categoria appartengono Alice e Bob?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p204.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Tanya Khovanova).