No, non lo sapevo

Stamattina al GR ho saputo che Tiziana Cantone si è impiccata. Ho poi saputo che circolava da non so quanto tempo un video hard con lei come protagonista, che aveva avuto un’enorme diffusione e che le aveva distrutto la vita.

Poi ho purtroppo letto i post – su queste cose ho smesso da un bel pezzo di guardare i commenti, se non ogni tanto per ricordarmi il Paese Reale – al riguardo. Scopro che tale Francesco Guarino, che ammetto essermi del tutto ignoto, scrive «Una frase, un volto, un pompino. Quel video lo abbiamo visto tutti e tutti ci abbiamo riso su. E non solo. Lo abbiamo scandagliato in lungo e in largo, ridotto a meme, innalzato al rango di tormentone.» e poi ci rende noto che «Perché se salta fuori un mio video mentre scopo una tipa sul cofano di un parcheggio, io sono un “chiavatore” e quella che sta sotto di me è una “troia”. Perché Vaticano e Fertility Day ci hanno ̶i̶n̶s̶e̶g̶n̶a̶t̶o̶ indottrinato che il sesso è roba da uomini, e le donne sono le madri dei nostri figli. Oppure il fodero dove infilarci a piacimento.» Linus – a quanto pare parte dell’audio di quel video era diventato un tormentone a Radio Deejay – si difende scrivendo «Ma “non dite che non lo sapevate” vale per tutti. Non dite che chi gestisce la nostra vita attraverso i social non sapeva (non sa) che di storie come queste ce ne sono e ce ne saranno a migliaia, finché non si pone un limite.»

No. Non solo io non ho mai condiviso di questa roba,e ci mancherebbe altro; ma non sapevo nemmeno che quel video esistesse, e così immagino che sia per la maggior parte della gente. (Per favore non commentate che non l’avete visto nemmeno voi, non è questo il punto). Immagino che di questi video ne girino a migliaia, ed è possibile che qualcuno sia passato nelle mie timeline; non lo so, perché non mi verrebbe mai in mente di aprire e guardarlo. Chi dice “lo hanno guardato tutti” sta solo cercando di discolparsi con la più classica delle scuse: tutti colpevoli, nessun colpevole. Che così insultino implicitamente me non è importante: potete bene immaginare la stima che io possa avere per simili persone. Però stanno insultando quella povera persona. Essersi ammazzata evidentemente non è sufficiente per espiare la sua presunta colpa: colpa che per costoro evidentemente sotto sotto c’è stata.

7 comments

  1. Migliaia no, altrimenti video di questo tipo non avrebbero un seguito così ampio, se non altro per l’effetto “già visto”. Proprio perché relativamente pochi sono molto ricercati.

    I più anziani ricorderanno l’antesignano italiano di tutti i video di questo tipo, “Forza Chiara”, che ebbe un successo almeno pari a questo. Lì circolarono falsi rumour sul suicidio della protagonista, fortunatamente falsi.
    Era solo una questione di tempo però.

    Rimane il fatto che la generazione selfie dovrebbe sapere da mò che la condivisione è incontrollabile…

    • Video porno amatoriali di italiani ce ne saranno pochi, video porno amatoriali in genere immagino ce ne siano molti di più. Solo che non è che i media italiani ti ci facciano gli articoli su.

  2. Non sono d’accordo, credo esistono settori del “mondo social” nei quali veramente il video è stato visto da tutti. E c’è in effetti un bel pezzo di mondo social che mi è totalmente sconosciuto e sono convinto mi creerà enormi problemi quando i miei figli saranno grandi abbastanza da voler andare online.

    Spero inoltre che questa vicenda davvero orribile aiuti tutti ad aprire gli occhi sulle possibili nefaste conseguenze delle proprie azioni. Leggo su Repubblica che la povera ragazza: “Si era fatta riprendere mentre faceva sesso in sei diversi video. Poi li aveva spediti a cinque persone che conosceva.”. Credo che oramai qualsiasi adulto (e non solo) debba aver presente che i video finiscono su Internet con enorme facilità. Meglio evitare di filmarsi mentre si fa sesso o, se proprio si vuole, controllare con attenzione maniacale la distribuzione dei video!

  3. dare a ‘sti commentatori una bella accusa tipo “affiliazione all’Isis”. per mentalità sono sicuramente come degli attentatori dell’isis.

  4. quelli che ci guadagnavano sopra con la pubblicità, al “delfino nero”, il famoso carceere duro russo (con un accordo con Mosca). Rimangono gli “amici ” (sigh) indiscreti che hanno mandato in giro i video. Questi mi sa che vanno condannati moralmente soprattutto. Non so, finire in un’omelia del Papa come i peggiori esempi di amicizia “dannati” in eterno.