Corsera, navigazione anonima e video

Stavo guardando un articolo del Corsera in navigazione anonima, quando sono arrivato al punto in cui ci sono due video. Solo che al posto del video c’era una finestrella nera con la scritta (in bianco)

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Ora, a me dei video non è mai importato nulla, anzi mi arrabbio se mi capita di cliccare per sbaglio su un link che ne fa partire uno automaticamente. Quello che mi chiedo però è perché in via Solferino hanno deciso che i testi si possono guardare in anomino ma i video no. Qualcuno ha idea del motivo?

La gogna dello strimi

Ieri alla Camera c’è stata un’audizione informale dei vertici TIM da parte delle commissioni Lavoro, Attività Produttive e Telecomunicazioni. L’audizione è stata «sulle prospettive industriali, sulla tutela dei lavoratori del gruppo e delle aziende dell’indotto.» Come si poteva facilmente immaginare, l’audizione non è servita assolutamente a nulla: potete leggere una nota dei deputati PD della commissione Lavoro per sincerarvene. (Se avete note di altri gruppi parlamentari, segnalatemele nei commenti e le aggiungerò al post).

Ma prima dell’audizione Roberta Lombardi ha scritto questo post su Facebook. Se non state seguendo la vertenza TIM, non potete sapere che la Cittadina Portavoce sta cavalcando la protesta, tanto che si è presentata anche alla manifestazione del primo febbraio. Però evidentemente quel post non poteva essere sul contenuto dell’audizione (nei commenti ha poi aggiunto “Domani pubblichiamo video e post di resoconto dell’audizione”, ma al momento non c’è ancora nulla). E in effetti almeno a me pare che – oltre che a lamentarsi perché l’AD Cattaneo non è voluto andare e «al suo posto manda il presidente che non ha poteri esecutivi e il direttore delle risorse umane.» – il punto fondamentale sia che «La più grande società di telecomunicazioni in Italia ha fatto altro: ha negato la diretta streaming della seduta» e così «negare che i cittadini possano sentire domande dirette e chiare poste dal Movimento Cinque Stelle.».

Ora, si dà il caso che i resoconti stenografici delle audizioni siano pubblici, e potranno essere letti tra qualche giorno sul sito della Camera; e sono ragionevolmente certo che dopo quattro anni di Parlamento la Cittadina Lombardi sia venuta a conoscenza della cosa. Se non lo saranno, sarò il primo a mettermi al suo fianco per denunciare l’ignobile silenzio. Tenuto conto che la vertenza va avanti da mesi e mesi, non sono certo i pochi giorni di ritardo a cambiare le cose. Dunque, a che sarebbe servita la diretta streaming? A sperare che Recchi e Micheli venissero impietosamente inquadrati con un filo di bava alla bocca come Arnaldo Forlani vent’anni fa? Figuriamoci se sarebbe loro capitato. Per vedere la Portavoce mettere all’angolo il duo con un fuoco di fila di domande incalzanti? Onestamente, non credo che sia successo qualcosa del genere. Molto più prosaicamente, sono convinto che le dirette streaming siano solo un’arma di distrazione di massa, che sposta l’attenzione dai temi alle facce ed espressioni della gente; e in questa situazione mi pare proprio che siano molto più importanti i temi delle facce. Per altri evidementemente non è così.

Fibra ottica e percentuali

Mi è capitato di dare un’occhiata a a questo articolo di Repubblica che riprende i risultati di un osservatorio di SOS Tariffe (che non ho trovato, quindi vi beccate la fonte secondaria), e che racconta di come “Al sud ci sia più fibra ottica che al nord”.

Può darsi. Sicuramente da come sono presentati i dati non lo si può capire. Quello che vediamo è infatti la percentuale del numero di comuni nella regione che sono raggiunti dalla fibra ottica, un dato doppiamente viziato. Innanzitutto cosa significa “comune raggiunto dalla fibra”? Quanta parte del comune ha effettivamente un accesso in fibra, non dico FTTH (direttamente in casa) ma almeno FTTC (quindi a un paio di centinaia di metri dall’edificio, e per il resto si usa ancora il caro vecchio doppino). Consideriamo poi un esempio volutamente estremo, e immaginiamo che nel Lazio il solo comune di Roma sia del tutto cablato, mentre il resto della regione non abbia nulla. Secondo quella tabella ci sarebbe meno dello 0,3% di comuni cablati, ma la popolazione con accesso alla fibra sarebbe quasi il 50% del totale. Una certa qual differenza, non trovate?

bah

Probabilmente scioperare l’otto marzo è meglio che andare tutte insieme a cena con spogliarello maschile incorporato. Ma la cosa continua a lasciarmi molto scettico.

(Ah, se le donne vogliono andare tutte insieme a cena con spogliarello maschile incorporato in uno qualunque degli altri 364 giorni dell’anno non ci sono problemi per me)

Carta sbiancata

Come sicuramente non sapete se vi limitate a ottenere le informazioni dai media italiani, noi lavoratori TIM siamo in agitazione da mesi. L’ultima grande trovata dell’azienda è quella di spostare qualche centinaio di dipendenti dello staff (no, io non c’entro) da Milano e Torino a Roma; questo perché, come ha ineffabilmente affermato il presidente Recchi, gli spostamenti «sono delle ottimizzazioni del nostro parco di real estate. Abbiamo 7 milioni di metri quadri in giro per il paese; quindi è un’operazione di efficientamento degli spazi». Presumo che tutte le altre sedi torinesi e milanesi fossero tanto piene da non poter accettare neppure un ulteriore spillo, e quindi chiudendo via Negri a Milano e via Meucci a Torino non restasse che mandare tutti a Roma.

Bene. Ieri sera sembrava che le cose potessero miracolosamente cambiare. Come vedete dallo screenshot in alto, la trasmissione #cartabianca aveva in programma per stasera una puntata “Speciale TIM”, dove magari si sarebbe potuto sentire qualche timida voce oltre a quella dell’azienda. Ma i miracoli, come si sa, non accadono quasi mai. E infatti oggi un po’ prima delle 13, a domanda specifica alla redazione se lo speciale era confermato, la risposta è stata “lo speciale è stato fatto, ma la scaletta non è ancora chiusa”. Non ci vuole molto a immaginare come la cosa è andata a finire. Stasera si parlerà di attualità politica con Dibba e Delrio, di giustizia con Davigo e Orlando, e si terminerà ripercorrendo la lunga carriera artistica di Milly Carlucci. È ovvio che i temi di stasera sono arrivati tra capo e collo alla redazione, ed erano troppo importanti per essere rimandati. Bisogna capirli.

(Ah. A differenza di tanti miei colleghi, sono relativamente certo che la settimana prossima lo speciale sarà trasmesso. Non credo che sarà esattamente identico a quello che ieri era pronto: una settimana è un tempo piuttosto lungo ed è possibile fare in modo che altri punti di vista vengano inseriti e il resto contestualizzato)

Aggiornamento: (8 marzo) Alla fine ci sono stati 60 secondi di “speciale condensato” (che non ho visto)

Spese di spedizione di libri dagli USA

Stavo cercando un libro di racconti di Alex Kasman, Reality Conditions, in versione usata. Abebooks lo trova anche, ma i venditori mi fanno pagare dagli 11 ai 13 euro di spedizione in Italia. Io ricordo che ancora qualche anno fa (i gemelli erano già nati, quindi non può essere così tanto tempo fa) le spese di spedizione dagli USA erano sui 3-4 euro. Stiamo parlando di “shipping” vero e proprio, cioè via nave, non di corriere o cosa del genere.
Anche usando Bookfinder non è che le cose cambino tantissimo. Cosa è successo?

VistaPrint

Qualche settimana fa non sapevo cosa fare e ho deciso di farmi stampare un po’ di biglietti da visita dai soliti tizi di VistaPrint. Il biglietto lo potete vedere qui a fianco, ma non è di questo che vi voglio parlare bensì della tecnica di vendita del sito.
Io sono partito con un codice che dava il 50% di sconto sul prezzo di listino (molto teorico) dei biglietti; ma tanto per dire quando oggi sono rientrato nel sito per salvarmi il png del biglietto ho scoperto che mi era stato automaticamente applicato (prima che accedessi con il mio username…) un codice promozionale tipo 0803 che dava uno sconto… del 50%. Bravi, avete indovinato.

Vabbè, è ovvio che il prezzo di listino è solo teorico. Mentre costruivo il mio biglietto a ogni passo mi venivano offerti add-on vari, ovviamente a pagamento; e anche questo è abbastanza usuale. Quello che è più divertente è che in ciascun caso io vedevo non solo il prezzo che avrei dovuto pagare (escluse le spese di spedizione…) ma anche quanto stavo risparmiando rispetto al prezzo di listino. La parte più divertente è stata però quando ho scelto la modalità di spedizione. Non avendo nessuna fretta, ho scelto l’opzione meno costosa, che mi avrebbe fatto arrivare i biglietti entro due settimane. Mi è arrivato il messaggio “sicuro di non volere l’opzione standard? con solo un euro in più potrai avere i tuoi biglietti una settimana prima!”, cosa che ho serenamente declinato.

Ah, i biglietti mi sono comunque arrivati dopo una settimana :-) (Secondo me gli costa di più tenerseli in magazzino che spedirli quando sono pronti)

Quizzino della domenica: da McDonald’s™

Siete a un McDonald’s™ e avete voglia di McNuggets™. Li potete prendere in confezioni da 6, 9 oppure 20. Qual è il massimo numero di nuggets che non potete ordinare? Per esempio, è impossibile ordinarne 10. (No, non vale prendere due confezioni da sei nuggets e buttarne via due)

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p238.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Miodrag S. Petković, Famous Puzzles of Great Mathematicians; figura di gnokii, da OpenClipArt)