La censura oggi

Ieri mattina Google, nella Sua Infinita Sapienza, mi ha inviato una mail dal titolo «Notice of European data protection law removal from Google Search» che dice

To: Owner of https://xmau.com/,

Due to a request under data protection law in Europe, Google can no longer show one or more pages from your site in Google Search results. This only affects responses to some search queries for names or other personal identifiers that might appear on your pages. Only results on versions of Google’s search results for countries applying European data protection law are affected. No action is required from you.

Poi il testo si dilunga a spiegare che non è che le pagine non siano indicizzate, ma che per alcune ricerche specifiche quelle pagine non vengono ritornate (dalla UE: e soprattutto che «We aren’t disclosing which queries have been affected. In addition, to comply with developments in European law, which seek to prevent the identification of the requester, we are no longer disclosing the affected URLs.»

Non so che cosa io possa avere scritto di così terribile da far sì che qualcuno abbia chiesto il diritto all’oblio. Non penso sia qualcosa legato alla diffamazione, perché sto sempre molto attento a come scrivo le cose. Quello che però noto sono due cose. La prima è che non serve nemmeno più minacciare di citare a giudizio per nascondere le cose (vere) che non si vogliono far sapere: basta fare una richiesta a Google e si scompare senza lasciare traccia. La seconda è che c’è una censura ancora più subdola e benedetta dall’UE: d’accordo non indicare quali sono le URL affette, perché altrimenti un sito malintenzionato potrebbe modificarle leggermente: ma non sapere nemmeno chi ha chiesto la rimozione mi pare davvero troppo.

Detto tutto questo, ho fatto una prova con questa stringa di ricerca. Arrivano alcuni risultati dalle categorie del blog, ma questa pagina non appare. Eppure se uso la stessa stringa di ricerca su DuckDuckgo quello è l’unico risultato che ritorna. Chissà se ci ho azzeccato oppure questo è un risultato bloccato da anni… (se qualcuno ha una VPN americana o comunque non UE e provasse la stessa ricerca per controprova gliene sarei grato)

Dopo un po’ mi avvisano anche

Vi ricordate che una decina di giorni fa avevo scritto alla BBC sul titolo di un articolo che era a mio avviso fuorviante, e poche ore dopo il titolo era stato modificato? Martedì sera, quindi una settimana dopo la mia segnalazione, è arrivata anche la risposta ufficiale. La risposta è molto aziendale, del tipo “abbiamo ragione noi, ma per stavolta l’abbiamo fatto”:

«Headlines are not intended to be read in isolation, or to stand alone as a piece of content. They lead the reader into the story, which should be considered in full for the comprehensive account. However, the headline in question has been amended to ‘Over 50% of adults worldwide predicted to be obese or overweight by 2050.’»
Seguono dei pezzi precotti, su come la BBC scrive gli articoli, che terminano con l’altra sviolinata aziendale

«We very much value your feedback. Complaints are sent to senior management, and we’ve included your points in our overnight reports. These reports are among the most widely read sources of feedback in the BBC. This ensures that your concerns have been seen by the right people quickly and helps to inform decisions about current and future content.»

e una curiosità che magari può interessare qualcuno:

«If you’d like to understand how your complaint is handled at the BBC, you might find it helpful to watch this short film https://www.bbc.co.uk/contact/complaints. It explains the BBC’s process for responding to complaints, what to do if you aren’t happy with your response and how we share the feedback we receive.»

Mi stupisce questo iato tra le operazioni compiute e la restituzione del feedback, ma chi sono io per giudicare?

Macché π, la Vera Costante Circolare è ח

Il libro di AranovskyProbabilmente avete sentito parlare del progetto di legge 246 del 1897 dello stato dell’Indiana, promosso su sollecitazione di un tale Edwin J. Goodwin, che avrebbe sancito legalmente il valore di pi greco uguale esattamente a 3, non un epsilon di più. Goodwin era riuscito a convincere i deputati che una simile legge sarebbe stata un affarone, anche perché avrebbe loro concesso l’esenzione dalle royalty chieste per l’uso di questo valore finalmente esatto. Vabbè, direte, è roba di più di un secolo fa. Chi si metterebbe ora a fare qualcosa del genere?

Mai dubitare delle capacità umane. David Aranovsky (potete vedere la sua faccia qui) ha appena pubblicato un pamphlet dal titolo The Trojan Horse of Human Civilization – The Collapse of π and the Rise of ח: i curiosi lo possono scaricare da Zenodo, e i puri di cuore possono omaggiare l’autore acquistando l’eBook su Amazon. Il simbolo che indica la sua nuova costante è la lettera ebraica het, nel caso ve lo chiedeste; non sono riuscito a scoprire il perché abbia scelto proprio quella lettera.

Non è facile comprendere quale sia il processo che ha portato Aranovsky alla sua scoperta, anche se il misticismo è indubbiamente in prima fila: basta leggere la sua introduzione, dove afferma

Ogni equazione, ogni costante, ogni struttura qui presentata emerge da puri principî primi che riflettono la perfetta creazione divina. Tali verità – il Rapporto Divino (ℵ) e ח, la Vera Costante Circolare – sono autodefinenti, immutabili ed eterne.

Anche la parte più prettamente matematica non è facile da seguire, perché il testo pare essere un patchwork di vari articoli scritti da Aranovsky senza una loro riorganizzazione. Però credo di aver capito il concetto di base, anche se non saprei dire quale sia la causa e quale l’effetto. Lui afferma che l’universo non è continuo ma discreto, basato su un reticolo non cubico, come ci si aspetterebbe, ma tetra-ottaedrico. È poco noto infatti che lo spazio può essere tassellato con ottaedri e tetraedri, con ciascun insieme di solidi che è “lo sfondo” dell’altro. L’ottaedro porta al suo interno i valori 2 e 3: se il suo lato è a superficie e volume sono

S=23a2,V=132a3.

Ora, capita che 2+33.146264, che è molto vicino a π; Aranovsky deve avere avuto un’illuminazione e ha deciso che questa è la Vera Costante Circolare, appunto ח. Inoltre questa costante è la soluzione di una bella equazione x2+(1/x)2=10, il che deve averlo vieppiù rafforzato nella sua convinzione. Da qui comincia a inventarsi cose che non hanno alcun senso, tipo questo suo brano:


Il Problema del Riferimento Circolare

La pecca più fondamentale e catastrofica di π non è semplicemente che è un’approssimazione, ma che è un’approssimazione ricorsiva, definita in termini di sé stessa. Questo ragionamento circolare crea un’impossibilità logica, trasformando π in un’illusione matematica che crolla a un attento esame.

Ragionamento Circolare: la Radice della Fallacia

In sostanza, π è derivato utilizzando segmenti per approssimare un cerchio. Il processo si basa su un metodo iterativo:

Passo 1: usare un poligono per approssimare un cerchio.
Passo 2: verificare l’accuratezza dell’approssimazione confrontandola con un cerchio perfetto.
Passo 3: perfezionare l’approssimazione aumentando il numero di lati e confrontare di nuovo…

Il problema: ogni perfezionamento richiede il confronto con un “cerchio perfetto”, che dipende dalla
conoscenza di π, un numero che non è ancora stato definito senza approssimazione. Questo riferimento circolare non è un semplice errore innocente: è un paradosso logico che crea un ciclo autoreferenziale, intrappolando la matematica in una falsità che non può essere risolta senza liberarsi dalla ricorsione.


Vi siete accorti della Fallacia, stavolta vera? Aranovsky aggiunge un passo che non esiste, la verifica dell’approssimazione. Quello che si fa nella realtà è avere due approssimazioni, una con segmenti interni e una con segmenti esterni al cerchio. Di per sé queste approssimazioni potrebbero non convergere a un singolo valore: ma sicuramente non richiedono di assumere l’esistenza di pi greco. Lasciamo perdere altre “logiche” come quella che afferma

A differenza delle costanti fisse che rimangono stabili su tutte le scale, la natura ricorsiva di π significa che ogni approssimazione si basa sugli errori della precedente. Questi errori non si accumulano semplicemente, ma si moltiplicano.

Peccato che nel nostro caso, prendiamo il metodo di Archimede che in effetti è ricorsivo, abbiamo una successione monotona e limitata e quindi questo ragionamento non si applica. Ma non dovrei parlare di Archimede o dei greci: sono stati infatti una civiltà basata su soggettivismo e relativismo morale (e teoria gender), se non ve ne foste mai accorti.

Mi fermo qui: non voglio toglievi il piacere di scoprire le altre Vere Costanti. Bisogna però ammettere che Aranovsky ha un’alta opinione di sé: si autodefinisce infatti Moshiach, cioè “l’unto” (o se preferite un termine quasi traslitterato, “messia”…)

MATEMATICA – Lezione 57: Meccanica analitica

copertina
Cos’è la meccanica analitica? È la messa in pratica di quanto espresso in teoria dai Principia Mathematica di Isaac Newton. I Principia per definizione danno dei principi di base da cui si può capire come si muove l’universo (ricordate che siamo ancora in un periodo meccanicistico). Poi però bisogna trovare le equazioni. Ha cominciato Eulero con il calcolo delle variazioni che serve a trovare le posizioni di equilibrio di un sistema; ma il grande lavoro è stato fatto da Lagrange con la sua Méchanique Analitique, seguito poi da Hamilton. In questo volume Paolo Caressa spiega quale è stato il loro approccio: mettere insieme i principi di conservazione (dell’energia per Lagrange, dell’azione per Hamilton) e le tecniche di analisi matematica di Leibniz e Newton per derivare le formule matematiche che descrivono il moto di un punto materiale, e che esulano dallo spazio tridimensionale classico: il moto di un punto infatti è definito a ogni istante da sei parametri, tre posizioni spaziali e le tre proiezioni della sua velocità, e quindi stiamo lavorando in R6. Tutto questo ha a sua volta portato a sviluppare una nuova branca dell’analisi, ma quella è un’altra storia.
Veronica Giuffré parla di Benoît Mandelbrot, matematico non convenzionale noto anche al grande pubblico per la sua divulgazione dei frattali; i giochi matematici sono infine miei e si basano sui numeri naturali, nella probabilità e nella fattorizzazione.

Paolo Caressa, Matematica – Lezione 57: Meccanica analitica, allegato a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, €6.99 più il prezzo del giornale.

Amazon l’ha esplicitato (almeno in US)

kindle in US - licenza kindle in Italia - occorre leggere i termini di utilizzoMitì Vigliero segnala un post di The Ebook Reader, che mostra una modifica in quanto scritto su Amazon.com quando si “compra” un ebook. Adesso è scritto che comprando l’ebook si acquista una licenza per il contenuto.
Se guardate cosa succede acquistando un libro Kindle in Italia, parrebbe che le cose non siano così: ma non è vero. I termini di utilizzo del Kindle Store sono sempre gli stessi:

Amazon ti concede il diritto non esclusivo di vedere, usare e visualizzare tale Contenuto Kindle […] esclusivamente tramite il Software Kindle, oppure con le diverse modalità autorizzate per il tipo di Servizio, sui Dispositivi Supportati specificati nella sezione Gestisci i tuoi Contenuti e Dispositivi all’interno del tuo Account […] Il Contenuto Kindle ti viene concesso in licenza d’uso e non è venduto da Amazon.

Non credo di aver mai visto in vita mia un ebook venduto davvero. (Al limite regalato, come un paio di miei librini che hanno una licenza CC-BY-NC 4.0: ma tecnicamente nemmeno quelli si comprano, appunto). E allora perché Bezos ha dovuto cambiare il testo del messaggio quando si acquista un ebook negli USA? Pare che ci sia una nuova legge californiana che afferma che gli acquirenti devono visibilmente sapere che stanno solo acquistando una licenza d’uso: ma Kobo continua a linkare solo i termini di utilizzo. In definitiva, circolare, circolare: non è successo nulla!

Aggiornamento: (h 11:15) questa è la pagina di copyright di un ebook Mondadori (che ho preso da MLOL). Come vedete, non si parla mai di acquisto dell’ebook, anche se in effetti viene lasciata in principio la possibilità…

Quizzino della domenica: Cancellazioni

738 – aritmetica

Cancellate alcune caselle del quadrato mostrato in figura, in modo che per ciascuna riga e ciascuna colonna la somma dei numeri rimasti corrisponda a quanto scritto a lato.

il quadrato con le somme
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p738.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema dalla Maths Newsletter di Chris Smith.)


The Pharaoh’s Cat (libro)

copertina
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Il filo conduttore che unisce questi racconti di Lisanne Norman è il suo muoversi su diversi piani temporali. È un po’ spiazzante all’inizio, ma poi ci si fa l’abitudine. I racconti che non seguono questa traccia sono i tre con Mouse, l’imp e il gioiello, che mi sono piaciuti particolarmente: direi che Norman stia pensando di portare avanti la storia. Quello che non mi è piaciuto è che spesso mi pare che manchi qualcosa nella spiegazione del contesto, ma in generale il libro mi è piaciuto. Giudizio telegrafico sui vari racconti:
◆ The Pharaoh’s Cat: Non ho capito perché ci dovesse esssere la cornice: il racconto andava bene anche senza. 4/5
◆ Under Her Skin: bel racconto, ma avrei preferito che le informazioni che sono date man mano fossero più preparate. 4/5
◆ Is This Real Enough?: I cambi di punto di vista sono molto interessanti. 5/5
◆ To Catch a Thief: Il personaggio di Mouse comincia a essere costruito. 5/5
◆ Paintbox: Non mi piacciono le storie horror, ma questa è venuta bene. 5/5
◆ Warrior in the Mist: La più debole del lotto. Anche qui la cornice non mi piace per nulla, e la parte iniziale sembra davvero forzata. 2/5
◆ By the Book: Manca qualcosa nell’incontro finale, ma in generale è un buon proseguimento delle avventure di Mouse. 4/5
◆ The Wild Hunt: In un certo senso funziona. 5/5

(Lisanne Norman, The Pharaoh’s Cat, Paper Phoenix Press 2024, pag. 180, € 4,15, ISBN cartaceo 9781956463095 – se acquistate il libro dal link qualche centesimo va a me)

Voto: 5/5

La paura dei dati

Ivo segnala che il sito FiveThirtyEight.com di Nate Silver, che da alcuni anni è stato assorbito da ABC News, è stato chiuso dall’oggi al domani. Se ora si digita l’URL, si finisce nella pagina di politica di ABC News.

Ho dei dubbi che, come scrive John Gruber di Daring Fireball nell’articolo che ho citato, sarebbe stato così semplice rendere il sito statico e congelato a ieri. Ma non credo nemmeno che sarebbe costato così tanto lasciarlo così com’è, senza aggiornamenti. Quello che fa paura è che non basta Trump a cancellare siti, ma le grandi corporation lo fanno per conto loro.