Ho deciso di creare una nuova categoria di post, dove parlerò bene di qualcuno o qualcosa. In passato mi è capitato di farlo, ma forse è meglio rendere più visibili questi testi. Inauguro la categoria parlando del servizio clienti ibs.it.
Ho dei lontani ricordi di un servizio non dei migliori, e in effetti avevo quasi smesso di comprare online da loro, ricominciando dall’anno scorso. Tanto per essere chiari, il problema non era sui tempi di consegna: è raro che un libro mi serva immediatamente. Con il libro della scorsa settimana – alla fine sono anche riuscito a capire con il corriere cosa è successo, e la copia originaria è alla fine tornata indietro al mittente – ho avuto uno scambio di mail rapidissimo e sempre al punto, con più persone diverse. L’attenzione al cliente (io) è stata davvero favolosa, direi anche migliore di quella Amazon che ultimamente è un po’ declinata: insomma è possibile fare le cose bene anche da noi.


D’accordo, questo è un problema mio: ma per me è stato davvero difficile leggere un libro che parla di un mondo post-apocalisse, con l’apocalisse in questione nata da una pandemia influenzale. Forse non è nemmeno la pandemia di per sé che mi ha angosciato, quanto il vedere come tutta la civiltà che do per scontata si sia sbriciolata in pochi giorni, forse anche molto più di quanto ci si possa aspettare: mi pare impossibile che al ventesimo anno dopo la fine del mondo nessuno abbia ancora cominciato a produrre elettricità anche se in piccolo, e nessuno sia andato a saccheggiare le biblioteche per cercare informazioni su come fare alcune cose di base. Eppure i protagonisti dicono che ormai la vita è molto più tranquilla che dieci anni prima… insomma non siamo più alla pura sopravvivenza.