Certificazione verde

Mi è appena arrivato un SMS da Min Salute:

Certificazione verde Covid-19 di MA*C disponibile. Usa AUTHCODE [redacted] e Tessera Sanitaria su www.dgc.gov.it o App IMMUNI o attendi notifica su App IO

Tutto bellissimo, non ho ben capito perché dover parlare di certificazione verde – va bene non usare Green Pass, ma il verde qui non ci azzecca molto – ma soprattutto ho un dubbio. Che me ne faccio di una certificazione monca, avendo io fatto per il momento una sola dose e non avendo mai fatto test molecolari? Non potevano aspettare la seconda dose (e i 14 giorni successivi) per mandarmelo?

Ultimo aggiornamento: 2021-06-22 19:26

14 pensieri su “Certificazione verde

  1. .mau. Autore articolo

    (mi dicono che la certificazione arriva due settimane dopo la prima dose, in effetti, per farti comunque andare in vacanza un minimo protetto)

  2. j-li

    Per girare in Italia, ma solo in certi casi (cerimonie, concerti, raggruppamenti di una certa entità) serve il certificato (oppure il test anticovid), in altre situazioni non serve.

    Per la Germania, ad ora, il certificato vale solamente dopo 14 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, anche se è a dose unica come J&J.

    Per la Francia più o meno uguale, ma per chi ha fatto la vaccinazione a dose unica l’attesa minima è 28 giorni.

    Anche per la Spagna ci sono i 14 giorni dall’ultima/unica dose, però si accettano già anche i cinesi (i vaccini), mentre in Francia e Germania al momento no.

  3. sonoobsoleto

    la traduzione è abbastanza opinabile comunque ho fatto entrambe le dosi, ho ricevuto 2 messaggi con il codice AUTHCODE, il primo che ho ricevuto funziona (e si riferisce alla prima dose), il secondo che ho ricevuto sia con immuni (app) che sul sito indicato nel messaggio non viene riconosciuto… quindi prima che il sistema collassi meglio avere un certificato

  4. un cattolico

    Non si tratta neppure di una traduzione, essendo solo un’invenzione giornalistica il green pass, almeno stando a quanto scrive Licia Corbolante (non ho verificato se le cose stiano davvero così):
    http://blog.terminologiaetc.it/2021/05/26/certificato-covid-digitale-ue/

    né le istituzioni italiane né quelle europee hanno mai usato il nome green pass. Da dove arriva allora questo anglicismo così diffuso?

    Nei media le prime attestazioni del nome in riferimento alle vaccinazioni si trovano a partire da metà febbraio nelle notizie su Israele, dove in inglese è stata chiamata Green Pass l’attestazione digitale che consente a chi è vaccinato di avere accesso ad attività commerciali e uffici. Il nome fa riferimento al sistema di colori del semaforo: il verde segnala via libera.

    Da allora i media italiani hanno usato il nome israeliano anche per le certificazioni italiane ed europee, senza verificare che corrispondesse effettivamente ai nomi usati dal Ministero della Salute e dalle istituzioni europee.

    Non mi pare che nessuno abbia considerato che in italiano l’anglicismo green è un aggettivo usato in relazione a rispetto e tutela dell’ambiente o per indicare che qualcosa è ecocompatibile o ecosostenibile. Ne è un esempio proprio il nome green pass, finora usato per consentire accesso a veicoli ecologici, per viaggiare in treno rinunciando all’auto ecc. Per segnalare via libera usiamo invece esclusivamente il nome di colore italiano verde.

    In conclusione, l’uso di green pass mi pare l’ennesimo esempio di superficialità dei media italiani: uso disinvolto di anglicismi senza riflettere sul loro eventuale significato figurato e incapacità di verificare la terminologia istituzionale italiana ed europea e assicurare congruenza terminologica.

    1. Licia

      Uomo di poca fede! Tutte le informazioni nel mio blog sono verificate, inoltre se non si tratta di dettagli reperibili facilmente, ad es. in qualsiasi dizionario, riporto sempre link o indicazioni delle fonti.

      PS Una curiosità: “un cattolico” è la stessa persona che su Twitter usa(va?) lo pseudonimo Surrexit Vere?

      1. un cattolico

        Sarò di poca fede, noto però che il 30 marzo, dunque circa 2 mesi prima del “nome concordato dalle istituzioni europee e reso pubblico il 20 maggio con un comunicato stampa: Certificato COVID digitale UE”, la UE usava “EU Digital Green Pass” (senza neppure il virgolettato) in propri documenti preparatori allo stesso:
        https://ec.europa.eu/health/sites/default/files/preparedness_response/docs/covid19_interoperable-certificates_en.pdf

  5. Silvia

    A me arrivata mail e msg su app io (dove ho trovato il qrcode). Anche io fatto solo prima dose, ma mi avevano già dato attestazione di protezione (fino alla data della seconda dose…).
    Mi ha sorpreso l’organizzazione e la celerità.

    1. .mau. Autore articolo

      la domanda che ci facevamo è se daranno la certificazione aggiornata subito dopo la seconda dose oppure 14 giorni dopo…

      1. Silvia

        Update: fatta seconda dose il 29 giugno alle 18:30, qrcode arrivato 1 luglio alle 16:00.

  6. dag68

    Che io sappia, la regola è che questa certificazione per ora è valida fino alla seconda dose, e poi per 9 mesi da quella. La stessa certificazione (con durate diverse) c’è pure per chi ha appena fatto un tampone con risultato negativo.

    1. un cattolico

      Anche qui si apre un bello scenario: chi ha stabilito la durata della certificazione per i vaccinati l’ha fatto su quali dati? Ogni virostar in questi mesi, anche a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, ha lanciato le cifre più disparate: risposta immunitaria garantita per 6 mesi! 8-10 mesi! Un anno! Chi offre di più?

      Né tra i vari CTS nazionali c’è uniformità di vedute, come sapete: come ho già ricordato in queste pagine quello tedesco sconsiglia quelli a mRNA ai minorenni, quello italiano ora de facto lo caldeggia, demonizzando Astra. Si è arrivati persino a offrire loro birre pur di vaccinarsi (iniziative per fortuna morte nell’ignominia…)
      https://www.ilgiorno.it/cronaca/birra-messina-1.6444041

  7. .mau. Autore articolo

    chi ha stabilito la durata della certificazione per i vaccinati l’ha fatto su quali dati?

    Su quelli a disposizione. È sperabile che la durata possa essere maggiore, ma in questo momento non c’è nessuno – nemmeno le persone che hanno fatto la sperimentazione – vaccinato da più di un anno e quindi nove mesi sono un periodo congruo.

    1. un cattolico

      Quali a disposizione? Perché – ripeto – le virostar (Galli, Viola, Crisanti etc…) anche ora dicono, a seconda di chi interpelli, “almeno 8-10 mesi”, “un anno” e non credo (o meglio spero!) che le sparino a caso…

      1. .mau. Autore articolo

        quelle dei primi vaccinati. (E ricorda che un vaccino non ha mai il 100% di efficacia, quindi è normale che possa esserci qualche reinfetto)

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