Il lutto nazionale per la morte di Berlusconi è semplicemente automatico per legge (la 7 febbraio 1987, n. 36), così come le bandiere a mezz’asta sono indicate nel cerimoniale. Io non osserverò nessun tipo di lutto (che non significa che andrò a ballare per la gioia), ma non vedo perché stracciarmi le vesti. Ecco: se la sua interdizione dai pubblici uffici fosse stata perpetua, se ne sarebbe potuto discutere: ma così non è stato.
Aggiornamento: (h 20) In molti mi hanno segnalato che il lutto nazionale non è regolato da legge. È vero, ma è anche vero che – come si può leggere sul sito della presidenza del governo – “E’ dichiarato il lutto pubblico nazionale o locale secondo le modalità e i contenuti indicati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.” Il testo in questione fa parte della Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri 18 dicembre 2002 (governo Berlusconi II). Avete il diritto di pensare che se lo sia scritto pensando alla sua dipartita, ma il testo esiste.





Comincio subito a mettere le mani avanti. Nonostante le apparenze, questo testo è molto tecnico, tanto che parte dai teoremi di indeterminatezza di Gödel e prosegue con le successive semplificazioni ed estensioni. Certo, è nello stile di Smullyan e quindi la trattazione è sotto forma di problemini (e problemoni…) da risolvere: confesso che dopo un po’ ho lasciato perdere i problemi e mi sono limitato a guardare la parte con le soluzioni. Insomma, perfetto per gli amanti della logica a livello universitario, ma non so a chi lo consiglierei.