
(da https://openclipart.org/detail/298870/school-colour )
Notate poi che nella Circolare 340 c’è scritto
si conferma che la formazione definitiva di tutte le classi dell’a.s. 2023/2024 e l’assegnazione dei docenti alle stesse, oltre all’orario provvisorio, saranno disponibili per la consultazione sul Registro elettronico soltanto a partire dalle prime ore della mattina del 5 settembre,dopo gli scrutini degli esami degli alunni con giudizio sospeso.
il che significa che non posso nemmeno sapere in che classe sarà. E il registro elettronico, mi direte? Non basta guardare lì? Ma certo. La circolare aggiunge anche che
I genitori dei nuovi iscritti potranno accedere al Registro elettronico, unicamente tramite Spid personale.
(Sì, la virgola è in libertà.) Mi sono connesso venerdì mattina tramite spid personale e mi è arrivato il messaggio di errore “(WAR001) L’autenticazione con SPID è andata a buon fine, tuttavia non è stato trovato alcun profilo utente ad esso collegato. Ti consigliamo di accedere con le credenziali già in tuo possesso in attesa che la scuola completi il processo di abilitazione e verifica dei dati.” D’altra parte io ho due figli: se putacaso entrambi andassero in una scuola con quel fornitore di registro elettronico come fa la scuola a sapere qual è quello giusto?
Insomma, se il buongiorno comincia dal mattino relazionarsi con quella scuola sarà una tragedia.

Da quanto ho capito, i Ladybird Books erano libretti per bambini, probabilmente scritti in rima; anzi è possibile che ne siano ancora prodotti oggi. Però una decina d’anni fa il gruppo Penguin decise di creare una serie “Ladybird Books per adulti” che parodiava i libretti degli anni ’50 e ’60 riciclando le illustrazioni del tempo. Per dire, ce n’è uno su Donald Trump. Questo volume raccoglie un certo numero di possibili titoli della serie. L’idea è molto bella, ma purtroppo c’è ben poco oltre le copertine: qualche riga di presentazione (non sempre), in rari casi alcune pagine dell’edizione come nel caso del libro su Brexit che però esiste, un po’ di paraphernalia e nulla più. Secondo me sarebbe stato meglio ridurre il tour de force sulle copertine, e lavorare di più sui contenuti dei finti libri…


Freak Antoni non si smentiva mai: questo suo libro (forse il primo che ha scritto, e se non sbaglio il seguito della sua tesi di laurea al DAMS) “è dedicato a Pete Best”. Non parla in realtà più di tanto dei Beatles, ci sono molti centoni di traduzioni di loro brani, ci sono discorsi che partono strambi e continuano peggio, e così via. L’intervista a Gianni Celati – che potete leggere a https://www.doppiozero.com/celati-heidegger-e-i-beatles e che è in appendice al libro – è un esempio paradigmatico: se siete interessati al demenziale è perfetta, se volevate cercare qualcosa sui Beatles avete sbagliato testo.