Cosa vi aspettereste da un testo che nel titolo ha il nome “Guida” e fa parte di una collana “Math Explained”? Ok, non certo un manuale per imparare il tema del libro da zero, ma almeno qualcosa che sia comprensibile anche a chi non ha conoscenze dirette della materia ma comunque ha un’infarinatura sufficiente. E invece no. Già la scelta di mettere insieme algebra e trigonometria, due rami della matematica che sono nati e cresciuti in periodi diversissimi, mi fa pensare che la scelta sia stata fondamentalmente “uniamo materie incomprensibili ai più”. L’approccio nel testo è storico, il che probabilmente per la trigonometria va bene, anche se poi leggendo il testo si scopre che paradossalmente non trovate praticamente nessuna formula trigonometrica. Per l’algebra questo approccio serve per capire come il significato del termine sia mutato da quando nacque ai tempi degli arabi, ma rende impossibile capire qualunque sviluppo nel XX secolo, se non un generale “l’astrattezza è sempre più aumentata”.
La parte che si salva è quella con le brevi biografie di matematici nei due campi e i glossari finali, uno per sezione: comunque poca roba.
William L. Hosch (ed.), The Britannica Guide to Algebra and Trigonometry, Britannica Educational 2010, pag. 279, $30, ISBN 9781615301133
Voto: 2/5
Dopo un bel po’ di tempo in cui nessuno dalle Poste mi contattava, sono stato beccato da due diverse persone dell’ufficio postale vicino a casa. Per toglierli dai piedi, sono andato a dire che tanto i pochi soldi che ho nel libretto li dovrò spendere tra poco: ma la prima cosa che mi è stata chiesta è di aggiornare l’anagrafica con la nuova carta d’identità. Gliel’ho data – non era certo un problema – ma poi mi è venuto un dubbio. Io ho rifatto la CIE, ma la vecchia carta cartacea sarebbe scaduta l’anno prossimo. Come facevano a sapere che ne avevo una nuova? La risposta è stata “sa, noi siamo comunque statali e ci è arrivata l’informazione dall’anagrafe”. La cosa non mi torna affatto. Voi ne sapete qualcosa? 
Ogni tanto mi capitano su Facebook dei messaggi che sono evidentemente di phishing ma che Zuckerberg ha cancellato prima che potessi leggere. Stavolta però sono riuscito a prenderne uno, il cui testo potete vedere qui sopra. Posso immaginare che le “meta politiche” dell’ultima riga siano una pessima traduzione di “Meta politics”, e posso immaginare che ci sia abbastanza gente così imbecille da cliccare su quell’url. La cosa più interessante è che però dopo una sfilza di puntini per lasciare spazio vuoto ci fosse un elenco di pagine, tra cui la mia, ma anche alcune che non avevano un collegamento, come “Ogni Giorno Ha Bisogno di Bellezza”. Le pagine avevano in comune alcune parole chiave: potevano avere “bisogno”, “mau” appunto, “sign” La mia ipotesi è che quello sia il modo per mandare un unico messaggio a più persone (ed è per quello che ho lasciato in chiaro il link phishing, tanto non ci dovrebbero essere dati miei), ma non capisco la mancanza di alcuni link…
Se volete chiacchierare con una AI, non ci sono problemi. Se volete trovare la risposta a una domanda matematica, io ci starei attento. Nella figura qui sopra vedete l’incipit della risposta di ChatGPT alla domanda “49 + 610 + 320 è primo? Come lo posso dimostrare?”. Se andate 
Prima delle ferie io e i gemelli abbiamo rifatto la carta d’identità. Almeno a Milano le macchinette per le fototessera sono monopolio della romana Dedem: abbiamo fatto tre foto in tre cabine diverse, tutte con loro. Quando poi ho dovuto
Non ho nessuna idea di che vino sia il Bursôn, e per me Bagnacavallo è solo il paese del personaggio di Faletti che esordiva con “Anatrema su di voi!”. Però mi ha stupito scoprire che un’insegna (nemmeno tanto bella, ma non importa) dopo l’alluvione in Romagna di fine maggio