Io personalmente ho apprezzato i manifesti della nuova campagna del PD, con un gruppo di persone che spingono fuori dal cartello le parole che non vogliono come “povertà” o “disoccupazione”. Sicuramente meglio dell’acrostico di Casini (ah, com’è che l’UDC continua a usare bambini nella sua pubblicità?), ma non ci voleva molto.
Però si sa che il post-postmodernismo si basa sulla contaminazione e sulla parodia. Così sono fiorite le immagini di cartelloni taroccati, l’ottimo PaulTheWineGuy ha preparato due generatori di cartelloni (UDC e PD) in modo che chiunque, anche senza conoscenze di Photoshop, possa avere Un Diverso Cartellone, Personalmente Dedicato.
Detto questo, però, il cartellone di gran lunga migliore che abbia visto è quello della Fondazione Daje. Se proprio non avete voglia di cliccarci su, ve lo spiego a parole: i piddìni stanno spingendo via la parola “democristiani” che però appare sul lato opposto del cartellone. Potrei dire che il cartellone ha echi gattopardeschi, o se preferite che rievoca la famosa frase “moriremo democristiani”; ma in realtà quella versione del cartellone seipertré è la dimostrazione di come un’immagine valga più di mille parole. Occhei, l’immagine una parola ce l’ha, ma il rapporto è sempre vincente.
(sullo stesso tema c’è anche la versione altaniana del Dr. Pruno, per la cronaca)
il bello della diretta
Stasera al microfono aperto di Radio Popolare si parlava dei referendum elettorali e della data scelta per svolgerli. Al telefono c’era il professor Guzzetta del comitato promotore, che naturalmente si affannava a spiegare che non sarebbe cambiato nulla sulla rappresentatività anche se fosse passato il referendum: dimenticando di aggiungere che attualmente un partito in coalizione ha il quorum dimezzato. Ma si sa, ognuno tira acqua al proprio mulino.
Il momento più divertente è stato quando un ascoltatore ha telefonato, si è sincerato ci fosse Guzzetta, ha voluto sentire la sua voce e poi è partito a dirgliene quattro su come stesse cercando di affossare lo Stato e via dicendo (il tutto con parole pesanti ma senza parolacce bestemmie insulti: ho apprezzato molto lo stile). Non capita spesso, ma quando succede devo dire che mi diverto :-)
Il dizionario dell’ASCII art
L’ASCII art sapete tutti cos’è: i disegnini fatti usando i caratteri ASCII con un font monospaziato. Ad esempio, ecco un quadrifoglio, ché un po’ di fortuna fa sempre bene:
.-. .-.
( | )
.-.: | ;,-.
(_ __`.|.'__ _)
( .'|`. )
`-'/ | \`-'
( ! )
`-' `-'\
\
)
Bene: se avete bisogno di un disegnino e non avete voglia di farlo – e se vi ricordate la parola inglese corrispondente al disegnino – potete andare a vedere l’ASCII Art Dictionary, da cui per la cronaca ho tratto il quadrifoglio. Andreas Freise, a giudicare dalla fatica che si è fatto, è un Vero Tedesco :-)
sempre bloccato con Ubuntu
Il PC di Anna ha fatto gli aggiornamenti, e adesso è di nuovo senza wifi funzionante.
Network Manager mi dice che lui non gestisce nulla, wicd da solo non parte, se io faccio a manina ifup eth1 poi gira tutto ma a quanto pare non se lo becca dagli rc.local.
Poi uno si chiede perché la gente usi windows.
Aggiornamento: (22 aprile). Non mi vergogno a dirlo. Ho tolto l’interfaccia cablata, ho messo lo script per lanciare il demone wicd, e adesso network manager si è risvegliato. Non voglio sapere cosa sia successo, almeno fino al prossimo aggiornamento :-)
(Ah, con gli aggiornamenti di ieri, tanto per dire, la tastiera logica era diventata USA…)
Lui verrà? O non verrà?
Berlusconi certe cose le sa fare davvero bene. Per anni e anni e anni ha fatto parlare di sé rifiutandosi di andare al corteo del 25 aprile; adesso che la gente si era finalmente stufata della cosa gli è bastato buttare lì un “stavolta forse scenderò in campo” e subito le discussioni si riaccendono.
Scommetto che alla fine non lo vedremo certo non dico sfilare ma nemmeno sul palco, con la scusa che i comunisti–excomunisti–postcomunisti coglierebbero l’occasione per fare un attentato contro di lui. Pur tenendo conto dell’imbecillità di certa gente, la cosa è assolutamente incredibile, ma almeno metà degli italiani lo crederà lo stesso. Molto più probabilmente, sarebbe stato subissato di fischi; un delitto di lesa maestà per Lui, un modo per esprimere la propria disapprovazione per me (diciamo che io non sarei stato certo a sentirlo e comunque non l’avrei fischiato in continuazione, ma mi sarei riservato il diritto di farlo ogniqualvolta avesse detto una fola). Ma tanto il punto non è quello, visto che non verrà :-)
apriorismi
Massimo Mantellini racconta che da ieri è attivo un numero verde (800732999) per segnalare a Telecom “la ricezione sulla propria linea telefonica di chiamate indesiderate a fini commerciali e promozionali da parte di operatori telefonici effettuate diirettamente o per conto di Telecom Italia.” Dopo un po’ di commenti e di battute varie (contro Telecom e contro Mantellini che è ormai visto come un embedded bloggher) Pier Luigi Tolardo fa notare come “è stata lAgcom con unapposita delibera ad imporre a Telecom listituzione del Numero Verde” (e già ancora battute su Telecom che si bulla di fare una cosa che è stata costretta a fare)
Mi sembra molto indicativo il fatto che parecchi non pensino ad aspettare a vedere se l’iniziativa funzionerà o no, ma affermino subito che è tutta fuffa, salvo poi essere costretti a cambiare idea (un po’ come Telecom è stata costretta a mettere il numero verde…) e dire che è una vergogna che lo pubblicizzino. In effetti se la cosa fosse stata tenuta ben nascosta non ci sarebbero state segnalazioni e sarebbe andato tutto bene, no? Dal mio punto di vista, Telecom ha fatto bene a sfruttare l’obbligo per metterlo in positivo e pubblicizzarsi: peccato che ormai ci siano così tanti pre-giudizi che forse sarebbe meglio rivedere la strategia complessiva. Non che si possa rendere tutti felici e contenti; sicuramente gli aprioristi non cambieranno mai idea. Ma iniziare a fare piccole cose, come avvisare immediatamente di un consumo anomalo, potrebbe fare molto.
Zio Pesce (ristorante)
Non ho ben capito se sia parte di una catena in franchising o cos’altro, anche se sono ragionevolmente certo che ci siano altri locali con un target diverso nella stessa catena. Ad ogni modo, sabato siamo andati a cenare al ristorante Zio Pesce di via Cicco Simonetta a Milano. (È all’8 e non al 7 come afferma Google, il che significa un isolato e mezzo di distanza, tra l’altro)
I miei giudizi enogastronomici non sono mai molto validi, mi sa; devo dire però che ho apprezzto sia i miei ravioli di pesce con gamberoni e porcini – occhei, secondo me i funghi c’entravano poco o nulla – che la bistecca scottata di tonno con patè di olive taggiasche. Anche il conto – 39 euro a testa – è accettabile. In compenso, assoluto pollice verso per il vino bianco consigliato per il menu (un Catarratto o qualcosa del genere, che aveva anche un buon bouquet ma un retrogusto di un acido da fare paura); e poi c’è il solito problema di tutti i ristoranti a Milano, che hanno troppi tavoli e un’acustica pessima che costringe a urlare per farsi sentire e mi fa perdere il gusto del mangiare che già non ho in quantità enorme.
categorie
A quanto pare ho dei problemi con le categorie delle mie notiziole, nel senso che nessuno legge la categoria (tranne quelli che hanno il feed con i soli titoli e il riassuntino dei post, perché lì gliela forzo da una vita). È vero che uno dovrebbe capire di cosa parlo dal contesto, ma a volte non capita, soprattutto quando cerco di fare l’iperbolico umorista o il freddurista.
Sul sito adesso il nome della categoria è scritto più grande e con un colore diverso, anche se probabilmente ne dovrei scegliere un altro ancora – anzi, vado subito sul grigione; spero di aver messo qualcosa anche sul feed completo, ma non ci giurerei, e finché non posto non lo so :-)
Aggiornamento: (21 aprile) a quanto pare alcune modifiche sono state fatte su file che vengono amabilmente riscritti da Movable Type e si sono perse. Per quanto riguarda il feed, quello modificato è solo quello di scorta. Stasera spero di migliorare.
Però vorrei aggiungere una cosa. Se non si capisce cosa e come scrivo, la colpa principale è indubbiamente mia: lo dicono tutti i manuali di scrittura. Però, vivaddio, potreste anche fare qualcosina voi :-)