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matematto non praticante

Quadrati magici di Fermat (libro)

[copertina] Terza parte della raccolta di Lucas, questo libro (Edouard Lucas, Quadrati magici di Fermat – Ricreazioni matematiche III [Récréations mathématiques], RBA Italia 2009, pag. 212, € 9,99, trad.Alessandro Ravera) soffre probabilmente del fatto che non sia stato rivisto dall’autore improvvisamente morto, ed è stato assemblato dai suoi amici a partire dai suoi appunti ritrovati. Tra le ricreazioni più interessanti, almeno dal mio punto di vista, ci sono quelle sui percorsi all’interno di un grafo e sulle trasformazioni dei quadrati magici che ni preservano la “magicità”. Forse chiamarle ricreazioni è un po’ fuorviante, e “trattazioni analitiche” sarebbe un termine migliore; la vera utilità consiste nell’avere una trattazione passo passo che in genere non si trova nei testi. La traduzione è corretta ma pedissequa; ad esempio non si usa la terminologia italiana nella formula che lega facce vertici e spigoli di un poliedro, oppure si omette di aggiungere che la “dimostrazione” di Kempe del Teorema dei Quattro Colori è stata poi vista essere fallace.
Curiosità: il dorso del libro ha il titolo errato.

Carnevale della Matematica #14 – GOTO Matematica2005

Anche questo mese abbiamo il Carnevale della Matematica, ospitato da Elena (con qualche ora di anticipo perché si vede che Splinder non permette di postdatare un messaggio).
Ricordo che il 14 luglio i Rudi Matematici faranno gli onori di casa, e poi siamo di nuovo a coda vuota (occhei, la vigilia di ferragosto mi ci metterò io che tanto sarò a fare nulla). Prenotatevi subito, che a settembre e ottobre tutti hanno voglia di vedere matematica!

gioco della domenica: Dots

Stanchi di perdere tutte le volte la sfida con il computer? Potete provare allora Dots, trasposizione online del vecchio giochino “completa i quadretti” di cui non vi spiego nemmeno le regole, perché sono sicuro che le conoscete già. Dopo avere mostrato la vostra abilità, potete anche passare a risolvere la Torre di Hanoi e il solitario inglese, quello dove bisogna eliminare tutte le palline meno una a furia di scavalcarle e toglierle.
come al solito, via Passion for Puzzles

Fignon, il cancro e il doping

È notizia di ieri: Laurent Fignon ha annunciato di avere un cancro (brutto, tra l’altro, visto che ha già varie metastasi). La cosa mi dispiace (in maniera generica, non avendo mai avuto a che fare diettamente o indirettamente con lui non è che possa dire nulla di più). Però una cosa non mi torna: alla domanda se il doping avesse a che fare con la sua malattia, ha risposto che «secondo i medici, sembra di no», ma ha anche chiosato «Alla mia epoca tutti facevano la stessa cosa, come oggi tutti fanno la stessa cosa. Se tutti i ciclisti che si sono dopati dovessero avere il cancro, ce l’avremmo tutti».
Sono dissacrante, lo so: però mi viene in mente la barzelletta del vecchietto che va dal dottore dicendo che ha un ginocchio che gli fa sempre male, col dottore che gli spiega “è un problema di artrosi: sa, lei ormai ha i suoi anni” e l’altro che gli ribatte “ma l’altro ginocchio ha esattamente la stessa età, eppure non mi fa mica male!”. Più seriamente, vorrei ricordare ai miei ventun lettori che quando si parla di statistica non c’è affatto un rapporto di causa-effetto, ma una semplice probabilità maggiore. Non per nulla si parla di “fattori di rischio“: è un po’ come dire che lanciando un dado che è stato appesantito su una faccia ci conviene puntare sull’uscita della faccia opposta, ma non ci possiamo certo stupire se esce un altro numero. Purtroppo affermazioni come quella di Fignon sono pericolose perché inducono una falsa sicurezza in chi magari è indeciso se doparsi o no (e ce ne sono sempre troppi, mi sa tanto), perpetuando i rischi.

Tre classici

Ci sono alcuni problemi matematici che sono ben noti a chiunque abbia una collezione di libri di giochi matematici. Questi problemi si dividono in due categorie: la prima consiste in quelli per cui occorre mettersi alla caccia di carta e penna per fare conti su conti – un esempio? prendete 12 palline, di cui 11 identiche e una che pesa un po’ di più oppure un po’ di meno, non si sa, e cercate di scoprire qual è la pallina farlocca avendo a disposizione una bilancia a due bracci e tre pesate – e che a me personalmente non piacciono più di tanto.
Poi c’è la seconda categoria: problemi che assomigliano agli altri ma hanno invece un punto debole, dove chi trova il grimaldello giusto può risolverli senza stancarsi più di tanto. Per uno fondamentalmente pigro come me, questi problemi sono molto più simpatici.
Alcuni dei miei ventun lettori sanno di cosa sto parlando (ma tacete… e ad ogni buon conto questa è robba nuova); per tutti ho pensato di inaugurare l’ennesima sezione del mio sito, con tre problemi di questo tipo. Per la gioia di chi non ama sbattere troppo la testa, i problemi hanno un aiutino: cliccate, e vi sarà dato un indizio per mettervi sulla buona strada.
Spero la cosa vi piaccia :-)

liceo coreutico

Ho dovuto aprire il dizionario per sapere che diavolo significasse la parola (per la cronaca, “relativo alla danza”; e ancor più per la cronaca, il De Mauro registra il sostantivo “coreutica” ma non l’aggettivo).
Ad ogni modo, oggi Mary Star ha presentato la riforma dei licei. Essendo ventisette anni che non ho più a che fare con i licei non so dare un giudizio al riguardo, soprattutto poi partendo solo da un articolo di giornale. Devo però dire che il concetto della riforma mi pare Berlinguer, con la parola liceo che veniva messo davanti a tutto per nobilitare la scelta di prendersi un diploma che servisse a qualcosa subito (vabbè, al liceo coreutico in effetti non c’era arrivato nemmeno lui) e il numero abnorme di indirizzi, non mi è mai piaciuto.
Però mi chiedo: che senso ha raggruppare il tutto in sei tipi di liceo se poi ci sono gli indirizzi? E soprattutto, sarà bello aumentare le ore di matematica e di scienze e le lingue straniere, ma che senso ha fare i licei scientifici dove ufficialmente non si studierà più latino? (indirizzo scientifico-tecnologico) E che senso ha “l’insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera” (a parte al linguistico, intendo)? Ma ce li abbiamo professori capaci a insegnare in una lingua diversa dalla loro?
Se qualcuno dei professori liceali tra i miei ventun lettori avesse voglia di commentare (o mettere un link a un post chez eux) gliene sarei grato!

rimborsi al comitato promotore dei referendum

Spinto da un commento del Più Cattivo (è il #6 qui) sono andato a vedere qual è la normativa per i rimborsi elettorali. Nonostante le promesse di Simplificius Calderoli, che io sappia non esiste ancora una banca dati pubblica di tutte le leggi attualmente valide, quindi ho dovuto fare una ricerchina che spero ma non garantisco essere completa.
La normativa di riferimento è la legge 157/99, intitolata “Nuove norme in materia di rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici”. All’articolo 1, comma 4 si legge (grassetto mio):
In caso di richiesta di uno o piu’ referendum, effettuata ai sensi dell’articolo 75 della Costituzione e dichiarata ammissibile dalla Corte costituzionale, e’ attribuito ai comitati promotori un rimborso pari alla somma risultante dalla moltiplicazione di lire mille per ogni firma valida fino alla concorrenza della cifra minima necessaria per la validita’ della richiesta e fino ad un limite massimo pari complessivamente a lire 5 miliardi annue, a condizione che la consultazione referendaria abbia raggiunto il quorum di validita’ di partecipazione al voto. Analogo rimborso e’ previsto, sempre nel limite di lire 5 miliardi di cui al presente comma, per le richieste di referendum effettuate ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione.
La successiva legge 156/2002, “Disposizioni in materia di rimborsi elettorali”, non tocca l’impianto se non aumentando i rimborsi per la legislatura (da 4000 lire per legislatura a 1 euro l’anno), quindi non ci interessa. In pratica, ogni referendum che raggiunge il quorum dà un po’ più di 250000 euro al comitato promotore: questa in effetti può essere una buona ragione per non votare ai referendum, per indicare non tanto che non si accettano le modifiche quanto che non si accetta il comitato promotore ;-)