PIL: Italia -6%, Francia e Germania +0.3%. O no?

Probabilmente ieri avete sentito i dati sulla (de)crescita del Prodotto Interno Lordo nelle varie nazioni europee, così come certificati da Eurostat; e avrete sentito politicanti di destra e di sinistra scannarsi sulle cifre. Si era appena detto che l’Italia nel secondo semestre aveva visto una perdita di sei punti percentuali del PIL, e adesso si scopre che Francia e Germania l’hanno visto crescere. Com’è possibile tutto questo divario?
La risposta è come sempre semplicissima: si stanno confrontando numeri diversi. Andando a vedere la tabella Eurostat (PDF), vi accorgete subito che quei segni positivi sono su base trimestrale, e il risultato globale è negativo per tutti: meno peggiore per la Francia (-2.6% su base annua), quasi come il nostro per la Germania (-5.9%). Nel secondo trimestre, il PIL italiano è sceso dello 0.5% rispetto al precedente: la discesa rallenta (insomma, la derivata seconda è positiva), ma c’è ancora molta strada da fare.
P.S.: questo NON è un post di economia, e per una volta nemmeno di politica. Mi limito a mostrare alcuni numeri.

Ultimo aggiornamento: 2009-08-14 15:30

3 pensieri su “PIL: Italia -6%, Francia e Germania +0.3%. O no?

  1. mfp

    Mah… il PIL e’ un indice cosi’ manipolabile che puo’ essere usato solo a fini demagogici, politici, retorici, sofistici, filosofici… io suggerisco sempre di usare l’Indice di Gini. E’ vero, indica la concentrazione/distribuzione piuttosto che la quantita’; e’ azzardato se non del tutto sbagliato dire che sia la stessa cosa… ma dipende dal modello in cui lo utilizzi. Se ti rendi conto che non puoi valutare, misurare, quante risorse hai avuto, hai, e avrai, perche’ dipende anche e soprattutto da persone piu’ o meno ignote e lontane, allora un modello “relativistico” e’ necessario, e in quello l’indice di gini puo’ essere visto come una generalizzazione del PIL. Lo so, lo so… l’economia non vale niente… ma meglio che dare i numeri come fai tu; io almeno rimango sul qualitativo :)

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