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matematto non praticante

L’importanza di esporre i prezzi medi

da https://www.pngwing.com/en/free-png-spzun

E così da oggi i benzinai dovranno esporre quotidianamente il prezzo medio regionale dei carburanti, anche se a quanto pare non ci sono particolari indicazioni su dove posizionare il cartello (che volete, sono liberisti).

Io continuo a non capire perché mai qualcuno dovrebbe cambiare idea sul rifornirsi in una stazione di servizio solo per aver visto la differenza rispetto al prezzo medio, considerando che almeno un’idea dei prezzi nelle varie pompe della zona dovrebbe averla: ma magari sopravvaluto l’italiano medio.

Il senatore Borghi (Aquilini) e il riscaldamento che non ci sarebbe

dal profilo twitter del senatore Borghi Il Senato è in vacanza, e quindi presumibilmente Claudio Borghi ha più tempo libero, che ha scelto di passare su Twitter (ancora più del suo solito), con una solitaria campagna contro le fake news sul riscaldamento globale.
Naturalmente Borghi premette “ho tanti amici X, ma…”, o per la precisione “Ricordando ancora che non sto facendo un discorso contro il riscaldamento globale, ci può benissimo essere”, sta pubblicando posizioni di centraline meteo posizionate negli aeroporti in punti dove arrivano gli scarichi degli aerei. A parte il cherrypicking che candidamente ammette, e a parte che non mi pare che Borghi abbia verificato se le centraline rispettino o no le raccomandazioni WMO (o forse è un gomblotto mondiale?) ci sono due punti – tra loro correlati – che Borghi salta a piè pari nella sua analisi. Il primo è che anche ammettendo che quei dati siano falsati lo sono in maniera coerente, e quindi può venire calcolato un trend storico (fatto salvo un controllo su eventuali aumenti improvvisi di traffico aereo: ma non mi pare si stia parlando di aeroporti con una partenza ogni cinque minuti). Il secondo è appunto che quello che conta non è vedere un valore puntuale, che può essere una fluttuazione statistica, ma un trend sul lungo periodo, calcolando per esempio una media mobile che smorza le fluttuazioni. Quest’ultimo punto sembra però mancare a tutti, almeno su Twitter.

(Ma in effetti per Borghi “la questione non è se le temperature “vere” aumentino o diminuiscano”… Tout se tient)

Quizzino della domenica: Numeri basici

Prendete il numero 13: la somma delle sue cifre è 4 (in qualunque base numerica lavoriamo: se siamo in base 4, naturalmente la somma delle cifre di 13 si indicherà con “10”, ma è sempre lo stesso numero). Consideriamo ora 13 come un numero scritto in base 4: se lo convertiamo in base 10 abbiamo 7. Definiamo dunque 7 numero basico: in generale un numero basico è quello che se espresso in una certa base ha la somma delle sue cifre uguale alla base stessa. Altri esempi di numeri basici sono 9 (se lo scriviamo in base 2 è 1001, e la somma delle sue cifre è 2) e 19 (se lo scriviamo in base 10 continua a essere 19, e 1+9=10). Possiamo avere anche numeri basici in basi maggiori di 10: se usiamo la base 16, per esempio, il numero 106 si scrive 6A, e 6+A è proprio 16, o se preferite 10 scritto in base 16. In compenso, 2 non è basico; in base 2 si scrive 10 e quindi la somma delle cifre è 1, mentre nelle basi superiori a 2 si continua a scrivere 2 e quindi inferiore alla base stessa. Quali sono i numeri non basici tra 1 e 100?

un numero basico

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p654.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Richard Mankiewicz, da Gifted Mathematics.)


Arithmetical, Geometrical and Combinatorial Puzzles from Japan (libro)

Una cosa bisogna dirla subito: Kitazawa è un creatore di giochi sopraffino. Tipicamente questi libri riciclano materiale composto da altri, al più riproponendolo in una forma un po’ diversa: i giochi di questo libro sono invece tutti creati da lui. Anzi, le tipologie stesse di giochi, qui raccolte per capitoli, sono spesso sue ideazioni!
Purtroppo però la traduzione inglese non è esattamente il massimo: spesso ho perso molto tempo a capire non solo quale fosse la soluzione, ma proprio qual era il testo del problema… È vero che la matematica è sempre la stessa, ma le diverse culture la declinano in modo molto diverso!

(Tadao Kitazawa, Arithmetical, Geometrical and Combinatorial Puzzles from Japan, AMS/MAA 2021, pag. 184, $ 35, ISBN 9781470467364)
Voto: 3/5

In duemila anni è cambiato ben poco

L’altro giorno qui nella frazione dove vive mia mamma si festeggiava san Giacomo apostolo (uno dei due Zebedei, non il fratello di Gesù a capo della chiesa di Gerusalemme). Il vangelo del giorno racconta la scena della mamma di Giacomo e Giovanni che arriva da Gesù, lo prende in disparte e gli dice “promettimi che ti terrai i miei figli uno alla tua destra e uno alla sinistra, quando avrai il tuo regno” (traduzione molto libera, ma il senso è quello).

Io sono una Brutta Perzona™; e mi è subito venuto in mente l’immagine della mamma ebrea (pardon, Momma) che decide cosa deve essere fatto e non si ferma davanti a nulla, con i due apostoli che se ne stanno lì con lo sguardo verso il basso e l’aria di chi dice “noi non avremmo voluto, ma non potevamo dirle di no”…

Cosa volete che siano 30000 euro?

(Sono in ferie e ho tempo di leggere qualcosa di non immediato)
Le parole sono importanti, e quindi l’attuale governo non parla di “condono fiscale” ma di “pace fiscale”, termine che piace tanto alla destra. Una decina di giorni fa, il ministro delle Infrastrutture si è sentito in dovere di dare il suo parere al riguardo. Il “leGGittimato” sicuramente non è farina del suo sacco ma del titolista ignorante di Repubblica, ma il resto dovrebbe rispecchiare il suo pensiero. Cito il virgolettato:

Gli evasori totali per me possono andare in galera e si può buttare la chiave; ma se qualcuno ha un problema fino a 30mila euro che si trascina da anni, chiudiamo la questione. Gliene chiediamo una parte e azzeriamo tutto il resto

Non so per voi, per il suddetto ministro sicuramente sì, ma per me 30000 euro non sono certo pochi. Qualcuno potrebbe dire “sì, ma con i redditi dichiarati in media dagli autonomi ci vanno anni per guadagnarli”, al che io rispondo “certo, ma ci vanno decenni per avere un contenzioso così’. Ma immaginiamo pure che le cifre si siano gonfiate negli anni per interessi e more, e immaginiamo anche che vogliamo per l’ennesima ultima volta dare una mano ai poveretti che non hanno pagato le tasse. L’unica proposta che potrei ritenere accettabile è dire “Bene. Non consideriamo le more ma solo gli interessi legali (perché con l’inflazione a questi livelli pagare in ritardo vuol dire guadagnare soldi), e riduciamo così il totale. Chi vuole aderire a questa pace fiscale avrà uno sconto di 3000 euro (fissi, qualunque sia il totale del contenzioso) che verranno immediatamente cancellati; il resto dovrà essere pagato in un certo numero di anni (ma non settantacinque). I numeri magari possono essere affinati: ma per farlo bisognerebbe avere una statistica sui contenziosi, per capire quante sono effettivamente le somme piccole che sono più un aggravio per lo Stato (e sapendo che in buona parte i soldi di quelli davvero grandi non li vedremo più). Ah sì: e poi cominciamo a controllare di più chi è stato indultato in questo modo.

Però ho come il sospetto che questa idea non verrà considerata…

Alain Elkann e i lanzichenecchi

l'articolo di Elkann L’articolo di lunedì su Repubblica di Alain Elkann (padre dell’attuale direttore proprietario di Repubblica, se ve lo foste scordati), su un suo viaggio in treno dove si è trovato circondato (nonostante fosse in prima classe!) da un gruppetto di “giovani lanzichenecchi”, ha generato una quantità incredibile di commenti, dalle parodie di tutti i tipi alla presa di posizione del CdR di Repubblica agli sberleffi degli altri quotidiani, soprattutto di destra (Il GiornaleIl TempoLiberoIl Foglio). Sono ragionevolmente convinto che Elkann padre si sia trovato in treno con un gruppo di giovani, si sia arrabbiato per qualcosa, e quindi abbia deciso di scriverci su un pezzo che ovviamente gli è stato immediatamente pubblicato. Ma…

Ma è interessante notare come l’occhiello “Un racconto d’estate” sia stato tagliato da tutti i ritagli che ho visto in giro, quasi come se si volesse far sì che il testo venisse letto come un reportage. Beh: io ho dei forti dubbi che per quanto bollito possa essere Alain Elkann, descrivendo quei giovani non avrebbe mai scritto «Nessuno portava l’orologio.» È ovvio che nessuno portasse l’orologio: lo facciamo solo noi boomer per abitudine, ma tanto con un furbofono sempre in mano non abbiamo bisogno di avere uno strumento per vedere che ora è. E a differenza di frasi come «tutti con un iPhone in mano» che fanno tanto “ah, signora mia, in che tempi viviamo!”, avere o no l’orologio non importa proprio nulla a nessuno. Insomma per me Elkann ha voluto fare il pezzo a suo parere arguto: non ci è riuscito per niente, come abbiamo visto, ma la gente lo ha sbertucciato per il motivo sbagliato.

Ottant’anni fa

votazione OdG Grandi

da https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Votazione_odg_Grandi.jpg

Ottant’anni esatti fa (la riunione cominciò alle 17 del 24 luglio, ma la votazione fu intorno alle 2 del mattino del 25) il Gran consiglio del fascismo votò l’OdG Grandi che pur senza dirlo esplicitamente sfiduciava Benito Mussolini, chiedendo al re di assumere il comando dell’Italia. Poche ore dopo, il re tentenna per una volta non tentennò e fece arrestare Mussolini, dando nel contempo al maresciallo Badoglio l’incarico di capo del governo.

Non sono convinto che il fascismo sia finito quel giorno: anche senza considerare la RSI, fino a Cassibile formalmente il PNF continuava a essere il partito unico. Però come data simbolica è direi la migliore. Chissà se oggi in Parlamento se ne parlerà.