Nei miei anni trascorsi in Normale, la figura di Ennio De Giorgi era un mito. Non perché fosse uno di quei professori algidi e lontani da chiunque, tutt’altro: erano proprio le sue conoscenze incredibili. Si diceva che i suoi studenti lo usassero come un oracolo. Gli raccontavano una congettura: se dopo un minuto non aveva trovato un controesempio allora era presumibilmente vera e si poteva andare a caccia della dimostrazione. Ma questa sua biografia (Andrea Parlangeli, Uno spirito puro : Ennio De Giorgi, genio della matematica, pag. 388, € 2,99, ISBN 9788892565579), a parte un po’ troppa agiografia soprattutto nel racconto della sua infanzia, mostra altre cose. Conoscevo il suo cattolicesimo e l’impegno per Amnesty International, ma per esempio non avrei mai immaginato che avesse tenuto corsi per fare ottenere agli operai la licenza media, né che mentre i suoi colleghi ricevevano laute prebende dal Ministero per tenere corsi all’università di Mogadiscio lui invece andava ad Asmara, in Eritrea, con solo un rimborso spese. L’apparato di note è enorme e ho molto apprezzato lo sforzo fatto da Parlangeli per verificare le affermazioni spesso rammentate da memorie inevitabilmente labili: sarebbero stato molto apprezzabili però gli iperlink nella mia versione epub.
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la non-troppo-Buona Scuola
Ricordate le mie disavventure per inviare una PEC alla scuola dei miei gemelli? Bene, oggi sul dorso milanese del Corriere e del Giorno ci sono due articoli sull’altra elementare del nostro plesso (quella dove c’è la segreteria con gli orari 8:45-10 più un’ora per due pomeriggi la settimana), giusto per rimarcare come forse il problema non è soltanto mio.
Per quanto riguarda la nostra elementare (la Lambruschini) posso raccontare che verso la fine dell’anno scorso è improvvisamente partito un corso (a pagamento e obbligatorio…) di “danze inglesi” di cui non si è trovata traccia di bando: insomma una scelta autonoma della dirigente scolastica. La stessa dirigente scolastica che ha deciso come data della festa di fine anno… il giorno in cui ci sarebbe stato uno sciopero della scuola. Inutile dire che la festa alla fine non si è fatta perché non si poteva avere la certezza della presenza delle maestre. (ok, dal mio punto di vista l’annullamento della festa è stato un plus, ma è il principio che conta).
Quest’anno direi che la dirigente si è superata. Venerdì 14 ottobre ha inserito nel sito una circolare indicendo le elezioni dei rappresentanti di classe per martedì 18 nelle due primarie (le elementari, per chi è anzyano come me) e giovedì 20 nelle medie. Lunedì 17 ottobre ha emesso una ERRATA CORRIGE E’ PUBBLICATA NELLA SEZIONE FAMIGLIE E DOCENTI LA CIRCOLARE N. 34 ELEZIONI RAPPRESENTATI DI CLASSE CHE ANNULLA E SOSTITUISCE LA PRECEDENTE DI PARI DATA E PROTOCOLLO. Le date si sono scambiate: quindi i genitori delle medie avrebbero avuto un preavviso di un giorno, sempre che avessero un computer e fossero andati a vedere il sito (non essendo responsive, da furbofono non si riesce a leggere nulla), visto che per risparmiare carta gli avvisi non vengono più fatti scrivere nei diari. Notate la chicca di una circolare protocollata sostituita, e non aggiornata. Non sono un giurista, ma non mi pare che sia così legale.
A parte tutto questo, la segnalazione che noi genitori abbiamo fatto a maggio all’ufficio scolastico regionale (i “capi” della dirigente scolastica) non ha mai avuto risposta. Io non sono tendenzialmente contrario al concetto di Buona Scuola con il dirigente a cui sono dati molti poteri. Il guaio è che se non ci sono controlli sull’operato del dirigente, il tutto diventa una barzelletta.
Ah: non mi è arrivata alcuna risposta alla mia PEC della settimana scorsa. Domattina – tra le 8:45 e le 10 – mi presenterò di persona.
Il silenzio li seppellirà
Non è che Bob Dylan mi abbia mai ispirato più di tanto, ma non trovo nulla di male a che abbia vinto il Nobel per la letteratura. Il problema è che forse la mia ipotesi, che cioè l’Accademia di Svezia ci stesse trollando, si potrebbe rivelare falsa: lo scrittore svedese Per Wastberg si è infatti lamentato della maleducazione ed arroganza del buon Zimmerman che fa amabilmente finta di nulla. Sarò una pessima persona, ma con questa controtrollata mi ha guadagnato un sacco di punti…
Eccezioni
È interessante notare come Chiara Appendino abbia affermato che sarebbe “fantascienza” l’ipotesi della candidatura a premier e non abbia parlato di “impossibilità”, visto che il nonStatuto M5S dice che dopo due incarichi non ci si può più candidare e lei è al secondo giro.
Ma già: il Presidente del Consiglio NON È ELETTO DAL POPOLO!!!!11!!!!
Anche se fosse vero, perché dovrei aprirlo?
Ieri ho dato un’occhiata alle caselle email che non uso mai, tanto per buttare via un po’ di spam, e mi sono trovato un messaggio datato 19 ottobre da noreply@gruppoespresso.it avente come titolo “GRUPPO ED.L’ESPRESSO-Variazione Sede Legale” e come testo “Vi preghiamo di prendere nota che in data 1 settembre 2016 Gr.Editoriale l’Espresso Spa ha cambiato sede legale. In allegato tutte le informazioni complete.” In allegato c’è un pdf (di 45 KB)
Ora sono anche abbastanza disposto a credere che il messaggio provenga dal gruppo editoriale l’Espresso: a parte il mio indirizzo email scritto TUTTO IN MAIUSCOLO (loro l’hanno salvato così) tra le righe di header del messaggio ho trovato
Received: by S659CC2B.REPUBBLICA.LOCALE (IBM OS/400 ANYMAIL/400 MIME V5R4M0) Wed, 19 Oct 2016 16:27:39 +0200
X-From-OFFICEVISION:
e non credo proprio che nessun phisher o ransomer arriverebbe a una finezza tale. Ma tanto l’allegato non l’ho comunque aperto.
Il punto è al solito un altro. D’accordo che chi usa ancora OS/400 per gestire la posta elettronica è probabilmente rimasto nell’altro millennio, tanto che non trova nulla di strano a inviare una comunicazione quasi cinquanta giorni dopo l’avvenuta modifica. Ma sarebbe stato molto più logico scrivere nel corpo del messaggio qual è la nuova sede, e tutt’al più aggiungere un link alla pagina del sito aziendale che sicuramente è stata approntata; il tutto a costo zero.
Mi sa che questi qua hanno spedito l’email con la morte nel cuore perché si era loro rotto il fax.
Quizzino della domenica: pesi
Come compito a casa, Pierino deve pesare quattro oggetti diversi e scrivere sul quaderno il loro peso. Ma la cosa gli pareva troppo semplice: così ha pesato tutte le coppie possibili di oggetti, ottenendo i seguenti risultati (in etti): 6, 8, 10, 12, 14, 16. Arrivato a scuola, mostra il suo lavoro: quando la maestra gli dice che da questi valori non si può ricavare il peso dei quattro oggetto, Pierino ribatte che invece è possibile. Ha ragione oppure torto?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p214.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema dell’NSA :-), tratto da BGR)
_Numeri surreali_ (libro)
È stato molto bello vedere tradotto in italiano questo libretto (Donald E. Knuth, Numeri surreali : Come due ex studenti scoprirono la matematica pura e trovarono la vera felicità , Franco Angeli 2016 (1974), pag. 110, € 15, ISBN 9788891728012), che ha inaugurato la collana Scienza FA di Franco Angeli. Io avevo letto l’edizione originale una ventina d’anni fa e l’ho sempre ricordata con piacere. Il libro tecnicamente è una “novelette”, ma non si può leggere come un romanzo, perché di matematica ce n’è parecchia. Ma d’altra parte non è nemmeno un manuale di matematica, anche se alla fine surrettiziamente Knuth ha aggiunto qualche esercizio. In realtà è un modo per vedere come si fa davvero matematica. Si parte da una serie di regole – quelle di JHWH Conway sono solo due, proprio un insieme minimale – e si verifica da un lato che siano coerenti e dall’altro che creino una teoria interessante. Nel testo si vedono delle false strade, dei ripensamenti e a un certo punto ci si accorge di un errore fondamentale dovuto al pensare troppo per analogia: tutte cose che capitano, ma che i libri di testo nascondono accuratamente. Non è probabilmente un libro per tutti, ma gli appassionati di matematica non dovrebbero farne a meno. La traduzione di Francesco Oliveri è molto ben fatta dal punto di vista matematico, ma a mio parere avrebbe dovuto osare un po’ di più nelle parti più discorsive, che sono rimaste un po’ piatte. Sicuramente meglio così che una traduzione fiammeggiante ma incomprensibile, intendiamoci!
Un mio articolo sulla Stampa
Probabilmente lo sapete già da un pezzo, ma mercoledì La Stampa – più precisamente l’inserto Tuttoscienze – aveva un articolo scritto da me sulle stranezze della matematica. Ne parlo sul blog dedicato.