Come forse ricordate, ho perso le statistiche di dicembre per cambio server, ma soprattutto le statistiche di gennaio sono un po’ farlocche perché non ho dati per la prima settimana e poi ho un burst di due giorni quando un bot pensava ci fosse a new kid in town. (Ho poi fatto bloccare quel bot, tra l’altro). Tant’è: ecco i dati del mese.
Visitatori unici 19.124
Numero di visite 48.768
Pagine accedute 124.518
Hits 270.719
Banda usata 3.57 GB
Nessun mese è stato sotto le 1000 visite: a parte i due giorni falsati, il top si è avuto il 23 gennaio con 1330 visite e il minimo il 27 con 1009 visite. La top 5:
- Codice bianco all’Ikea: 834 visite
- Eupnoico:: 682 visite
- Poveri professori: 611 visite
- Matteo Messina Denaro: 516 visite
- Quizzino della domenica: quadrato a pezzi: 484 visite
Oltre le 500 visite abbiamo anche i post sulla radice quadrata (1053 visite), sul problemino dei cappelli (867) e sul romanaccio (587).
Per Google, le ricerche più ricercate sono state
– codice bianco ikea (141 click, 1011 impressions)
– indovinello 100 prigionieri cappelli (86 – 166)
– 100 prigionieri cappello bianco nero (76 – 97)
– indovinello 100 prigionieri (73 – 220)
– problemi di logica (60 – 741)
Notevoli le 1918 impressions a “prova del 9 moltiplicazione”.
Ieri ho ricevuto una mail dall’Espresso con questa bella immagine (sì, non c’è scritto “l’Espresso”, non so esattamente come mai). Tecnicamente non è uno spam: in qualche vita passata ho dato loro la possibilità di scrivermi, e infatti non mi sto lamentando di questo. Se vi interessa divemtare un podcaster, per la cronaca, il sito dove iscriversi al contest (si sa che “concorso” fa schifo) è 
Questo libretto del romanziere marocchino Fouad Laroui è strano, perché è in un certo senso un saggio scientifico/filosofico – Laroui ha una formazione scientifica – che riprende il concetto della follia che assale i matematici quando cercano di toccare con mano l’infinito. Occhei, il concetto è più che abusato, e comunque è falso: quello che però è interessante è che nei tanti capitoletti di due o tre pagine di cui il testo è composto Laroui ha un approccio “mussuilmano” al tema, tanto che cita spessissimo Averroè, che a quanto pare è abbastanza reietto anche nella cultura araba. (Scusate la terminologia impropria). Insomma, una specie di misticismo di tipo diverso da quello a cui siamo abituati, e proprio per questo più interessante, nonostante la tesi di Laroui mi pare un po’ forzata anche rispetto agli esempi che porta nell’ultima parte del libro. È però vero che in fin dei conti per lui i matematici sono quelli più vicini a Dio, e come faccio a non apprezzarlo? Buona la traduzione di Cristina Vezzaro e Luigi Civalleri (che immagino abbia controllato la parte più strettamente matematica).