Di cosa parlerà la collana Matematica? Un po’ di tutto quello che riguarda la matematica, ovviamente. Come potete vedere dall’elenco dei volumi, gli argomenti spaziano davvero tanto, e alcuni dei temi finali sono da corso universitario. Naturalmente non dovete aspettarvi un libro di testo, che non avrebbe senso: ma nemmeno una trattazione all’acqua di rose senza nessuna formula, che non avrebbe parimenti senso. Quello che abbiamo fatto è partire da esempi i più semplici possibili per dare un’idea di quello di cui si sta parlando, e proseguire un po’ in modo che il curioso possa vedere come un matematico parta dagli assunti iniziali per costruire qualcosa che a prima vista è astruso ma in realtà è una conseguenza logica dei punti di partenza.
Ci sono teoremi e dimostrazioni? Teoremi sì, perché la matematica non è tale senza di essi. Dimostrazioni solo alcune, quelle più semplici da seguire e che soprattutto possono dare qualche informazione in più. Per esempio, la dimostrazione euclidea del teorema di Pitagora è una “trappola per topi”, come disse Schopenhauer; ha senso nel contesto del primo volume degli Elementi, dove mostra come tutto quello fatto in precedenza serve proprio per arrivare a quel risultato, ma non è certo qualcosa da presentare così per mostrare quanto si è bravi. Molto meglio usare altre dimostrazioni più visivamente coinvolgenti.
Per il resto, come ho già detto, ogni volume racconterà la biografia di uno o più matematici, narrata da Sara Zucchini, allontanandosi un po’ dallo stereotipo “cosa ha fatto in matematica” – anche se naturalmente qualcosa lo si dirà – e guardando la sua vita e opere nel contesto del suo tempo. I miei giochi matematici sono come quelli che se mi leggete conoscete già, con una notevole differenza: leggendo il testo vi porterò verso la soluzione, spiegando qual è la strada giusta (e a volte partendo apposta da una strada plausibile ma sbagliata: un matematico mica è un oracolo!) Spero che in questo modo possiate sopportare le ambientazioni implausibili che spesso mi sono inventato, ma soprattutto non vi scoraggiate leggendo un testo dove non trovate nessun appiglio…




Uno si aspetterebbe qualcos’altro da un testo con sottotiolo Ä Tutorial Introduction. Invece Stone va subito sul difficile, e i Key Point che terminano i paragrafi aiutano sicuramente a capre dove si sta andando, ma non danno chissà quale ripasso. Più che un’introduzione, insomma, lo definirei un testo di riferimento per chi sa già di che si parla. Ah: l’ultimo capitolo ccon applicazioni non immediate è interessante.
Ieri nel primo pomeriggio sono stato al Policlinico per una visita di controllo. Tornando indietro, vista la bella giornata, ho pensato di prendere il BikeMi per tornare in ufficio. Arrivo alla cerchia dei navigli e alla sua pseudopista ciclabile: faccio il solito slalom per evitare le auto parcheggiate; arrivato all’incrocio con via Passione (nomen omen) vedo due pedoni che vorrebbero attraversare la strada e mi fermo. Subito dopo mi sento sbattere da dietro: la bici va un po’ avanti (i pedoni per fortuna non erano ancora partiti), io cerco di mantenermi in equilibrio ma poi casco (senza farmi nulla, non preoccupatevi). Chi mi ha tamponato? Un idiota con una cargo bici che evidentemente guardava il telefono anziché cosa c’era per strada, e si è anche incazzato perché mi sono fermato. Anche quello non sarebbe stato un problema, visto che per fortuna passava un’auto della polizia che si è fermata per verificare che tutto andasse bene. Certo che la vita è difficile.