L’ancora per poco grande azienda dove lavoro si vanta di essere la prima telco al mondo per inclusività. Peccato che dopo che il governo non ha più prorogato il lavoro agile 5/5 per i lavoratori fragili la suddetta azienda si è affrettata a dire che costoro devono immediatamente rientrare in sede come gli altri. Stiamo parlando di 350 persone circa, e soprattutto di persone la cui fragilità è stata certificata dal medico aziendale: prima bastava la certificazione del medico di base, ma qualche mese fa è stato deciso che non bastava. Questa della certificazione aziendale è una cosa che posso comprendere: ma proprio per questo perché non lasciare le misure alternative? Continuo a pensare che il lavoro agile sia visto come una bestemmia verso il dio della produzione, che purtroppo bisogna almeno in parte accettare…
(Immagine di noonespillow, da OpenClipArt)
Aggiornamento: (h 12:30) Stanotte è stato siglato un accordo per l’ennesimo contratto di solidarietà: durante la trattativa il sindacato (almeno il mio, ma immagino anche gli altri) ha chiesto con forza che ai lavoratori fragili fosse prolungata la possibilità di lavorare da casa 5 giorni su 5, al che l’azienda ha inizialmente risposto “ma noi abbiamo sempre rispettato le norme di legge” (e ci mancherebbe anche). Stamattina pare che «i lavoratori fragili che hanno ricevuto la mail per il rientro in sede il 2 aprile riceveranno in giornata un’ulteriore mail che confermerà la continuità delle prestazioni lavorative da casa.» Certo che rimane l’amaro in bocca a pensare che anche questa cosa sia stata usata dall’azienda come merce di scambio.
La coppia Sistema 1 – Sistema 2 resa nota dal duo Kahneman-Tversky è spero ben nota a tutti e ventuno i miei lettori. In pratica i due psicologi hanno postulato che noi esseri umani possiamo prendere decisioni in due modi diversi: valutando attentamente i dati che abbiamo a disposizione, oppure “di pancia” (occhei, applicando euristiche che ci fanno risparmiare tempo e si spera diano spesso una risposta non troppo sbagliata). Inutile aggiungere che noi siamo pigri e usiamo quasi sempre le euristiche, a meno che non siamo costretti a fare altrimenti. Ecco: Kahneman, morto ieri, aveva sicuramente meritato il Nobel per l’economia per avere spiegato agli economisti che l’homo oeconomicus non è razionale (come pensava Von Neumann) né egoista (come pensava Nash) ma semplicemente frettoloso. Mi dispiace solo che non gli sia stato assegnato dieci anni prima, perché avrebbero potuto premiare anche Tversky.
Come noto, “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. E i due John (Von Neumann e Nash) sono sicuramente dei duri. La teoria dei giochi è una branca moderna della matematica: i primi risultati sparsi risalgono all’inizio del secolo scorso, e bisogna aspettare la metà del secolo per avere la prima formulazione completa (con Von Neumann e Morgernstern) e la generalizzazione alle situazioni dove non esiste una scelta ottimale per tutti (con Nash). Nel volume racconto la parte di base della teoria, senza addentrarmi (troppo) nei particolari e soprattutto senza parlare di giochi ripetuti, che sono probabilmente la parte più interessante perché non basta la matematica ma occorre anche capire come la gente si comporta. Ma d’altra parte già il dilemma del prigioniero fa capire che non basta essere razionali per arrivare alla soluzione migliore, ma occorre anche tanta fiducia nel prossimo…
Ovviamente al ministro Valditara non importa un fico secco della chiusura del fatto che a Pioltello mezze classi se ne stiano a casa per Eid al-Fitr e quindi il consiglio di istituto dell’istituto comprensivo Iqbal Masih ha deliberato nel fare il calendario scolastico di metterlo come giorno di vacanza. E immagino sappia benissimo che la scuola ha tutti i diritti di fare una simile scelta. (Per dire: mia figlia allungherà le vacanze di Pasqua… hanno cominciato apposta una settimana prima). D’altra parte persino l’arcivescovo di Milano 
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]