Telecom e Vivendi

Le scorse settimane ero al soggiorno marino con moglie e figli, con una connessione internet ridotta ai minimi termini; ho comprato così tutti i giorni il giornale (tipicamente Repubblica, tranne il sabato) e ho seguito la vicenda legata alla vendita di Gvt da parte di Vivendi. Ora io di economia e politica ne capisco ben poco, e chi mi legge lo dovrebbe sapere bene. Però appariva chiaro anche a me che tutto quello che veniva scritto era da considerare wishful thinking nella migliore delle ipotesi e fumo negli occhi del lettore in quella peggiore. La cosa più divertente è che le notizie vere e proprie c’erano (sennò come facevo a capire cosa succedeva?), ma venivano appunto commentate in modo creativo. Per esempio, si scriveva che Bolloré aveva come mandato di fare cassa con le dismissioni e quindi aveva più senso l’offerta di Telefonica, e si chiosava che però di dismissioni ne aveva già fatte tante e quindi poteva essere interessato alle partecipazioni azionarie… senza pensare che a questo punto gli sarebbe stato comunque più comodo acquistare le azioni Telecom da Telefonica invece che mettere soldi per un aumento di capitale.
Intendiamoci: vedendo come le azioni hanno comunque guadagnato valore, può benissimo darsi che ci sia chi scommetta appunto su quest’ultima ipotesi. Ma stiamo parlando di qualcosa di diverso: il tentare di convincere la gente che lo scontro tra Alierta e Patuano sarebbe stato vinto da quest’ultimo, quando era chiaro che così non fosse. Quello che mi chiedo è perché sia stato scelto questo approccio: a Repubblica hanno litigato con Telefonica? C’è stata una velina di Renzi? La vera curiosità è questa..

_Abyss_ (libro)

Questa primavera ero stato invitato a un incontro con Giulio Giorello e Simone Regazzoni in occasione dell’uscita di un loro libro (non insieme, uno ciascuno…) Visto che Regazzoni come oratore era molto vivace ho pensato che avrei potuto sfruttare il soggiorno estivo al mare per leggere la sua opera (Simone Regazzoni, 97888304383549?tag=notizioledima-21″>Abyss, Longanesi 2014, pag. 397, € 14,90, ISBN 978-88-304-3835-4), che non è un saggio come i suoi libri precedenti ma un romanzo d’avventura; roba più leggera, insomma.
Il mio unico problema è che io non leggo questo dipo di romanzi – tanto per dire, non ho mai toccato Il Codice Da Vinci e quindi non sono ben sicuro di che cosa posso dire al riguardo; questa insomma è una recensione più sintattica che semantica. Così ad occhio i topoi del genere sono tutti rispettati; ovviamente il fatto che il protagonista sia un professore universitario di filosofia non è certo un problema, come non lo è nemmeno la quantità di punti in cui bisogna sospendere l’incredulità: diciamo che è roba che ci si aspetta in questi libri. Immagino che anche lo stile di scrittura, con frasi molto brevi e spezzate, sia anche tipico del genere; posso assicurare che il libro scorre bene e si legge velocemente, il che è positivo. Dal lato negativo, però, segnalo un ricorso un po’ esagerato alle frasi clichè del genere e una scena – quella dell’attacco cracker alla NSA – che è tutto tranne che realistica. (Il guaio è che vorrebbe esserlo; altrimenti non ci sarebbe stato nessun problema). Anche l’editor vreso la fine si dev’essere rilassato parecchio, con un “sono passati cinque anni” quando di anni ne erano passati solo due e un mondo con un’atmosfera simile a quella terrestre con il 29% di ossigeno e il 77% di azoto che superano di botto il 100%. Insomma, una lettura proprio estiva :-)

_La dea delle piccole vittorie_ (libro)

[copertina]È la prima volta che mi capita di leggere (su carta) un libro non ancora uscito: Longanesi ha preparato un’edizione fuori commercio di questo romanzo (Yannick Grannec, La dea delle piccole vittorie [La Déesse des petites victoires], Longanesi 2014 [2012], pag. 399, € 17.90, ISBN 9788830438064, trad. Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio) che sarà disponibile in libreria dal prossimo 28 agosto e l’ha inviata a un gruppo di lettori forti di cultura scientifica, quorum ego.

Perché un romanzo è stato spedito a chi in genere legge saggi? Beh, semplice: in un certo senso è un romanzo storico. L’ambientazione è il 1980: Anna, un’archivista all’Institute for Advanced Studies di Princeton, viene inviata in una casa di riposo per convincere Adele, la vedova di Kurt Gödel a consegnare gli archivi del marito, il Nachlass; inizia così uno strano rapporto tra le due donne. Tutto questo capita nei capitoli dispari: in quelli pari Adele rievoca vari avvenimenti della sua vita con Kurt, da quando lo conobbe alla sua morte. Una specie di biografia per interposta persona, quindi: biografia scritta ovviamente sotto forma di romanzo e che quindi non entra certo in disquisizioni matematiche, ma che comunque recupera non solo gli aneddoti su Gödel ma anche i fatti più famosi. Così si parla del famoso colloquio per ottenere la cittadinanza americana, nel quale il grande logico cercò di spiegare al giudice che lo interrogava come la Costituzione degli Stati Uniti ammettesse la possibilità teorica di abbandonare la democrazia, ma si parla anche della soluzione gödeliana delle equazioni della relatività generale dove il tempo si riavvolge su sé stesso come un uroburo.

Personalmente ho trovato il libro godibile, pur se un po’ sdolcinato nei capitoli dispari: penso che sia un’ottima lettura per chi non è ferrato in logica matematica e voglia avere qualche idea in più non tanto su cosa ha scoperto il grandissimo austriaco quanto su come persino una persona chiusa se non paranoica come Gödel si rapportasse con il mondo del Ventesimo Secolo. Potreste stupirvi.

riposo (si fa per dire)

Per un paio di settimane ce ne andiamo a Chiavari. La casa resta presidiata da Ariel e dai nonni (i secondi a causa della prima); il blog rimarrà penso abbastanza deserto.
Fate un pensierino a me, che odio l’acqua e mi sono ritrovato due figli che ci vorrebbero stare sempre

_Le tribolazioni del filosofare_ (libro)

[copertina]Conosco da vent’anni Achille C. Varzi, e mi sono sempre divertito con i suoi libri, dal primo sulla teorie dei buchi (e di altre superficialità). Inutile dire che quando al Salone del Libro di Torino ho saputo che aveva appena pubblicato con Claudio Calosi una “Comedia metaphysica ne la quale si tratta de li errori & de le pene de l’Infero” (Achille C. Varzi e Claudio Calosi, Le tribolazioni del filosofare, Laterza 2014, pag. 269, € 19, ISBN 978-88-581-1089-8) mi sono fiondato allo stand di Laterza per comprarmelo, sapendo che non sarei rimasto deluso.

L’opera (“scoperta, redatta e commentata” dagli autori, come dice la copertina) è detta “Comedia” per l’ottima ragione che è scritta in terzine dantesche, e mimica la Divina Commedia dantesca. Parecchi versi sono presi verbatim o quasi da quest’ultima, e la struttura è modellata sull’Inferno dantesco, con una guida (Socrate) che porta il Poeta a scoprire quali pene i dannati soffrono. Naturalmente in questo caso non si parla di peccati, quanto piuttosto di errori filosofici, sempre più gravi man mano che si scende nell’Infero; oltre alle somiglianze vi sono anche molte differenze. Vi avviso subito che la lettura non è facile: non tanto per il testo poetico, quanto per tutto l’apparato di note che lo spiega, e che è del resto indispensabile per uno digiuno di filosofia come me. Nelle note vengono segnalate le analogie con molte altre opere, filosofiche e no, scritte nei secoli: il Poeta era davvero preveggente! Pensate che ci sono addirittura pensieri sulla quadridimensionalità spazio-temporale… Bisogna insomma centellinare il testo, ma vi assicuro che ne vale la pena! Per darvi un esempio, ecco alcuni versi che descrivono la Jungla de’ Lussuriosi, coloro che ritennero di poter risolvere i loro problemi filosofici arricchendo oltre misura il mondo nelle cose (IX, 68-75): “cotali apparizioni: un cavalero / che trassesi tirando ‘l suo capello; / un’arca ch’al suo dentro contenero / quell’arche che non si contengon loro; ed un fatal becchino, curvo e nero, / ch’iscava fosse a tutti e sol coloro / che la lor fossa non scavan da soli”. Avete indovinato a chi si riferisce il Poeta?
Un’ultima curiosità: il manoscritto non è completo, mancano infatti alcuni canti di cui si ha solo una sinossi. La cosa più divertente è che il numero complessivo di canti non è 34, come nell’inferno, ma 28: cioè un numero perfetto. Sarà una coincidenza?

Gioco per ferragosto: Duzzle!

Il gioco di oggi, Duzzle!, è stato scritto da Fernando Fiorenzano; lo trovate anche qui, e l’autore mi ha detto di avere una versione Android e una Windows.
Scopo del gioco, come spiegato nella finestra pop-up iniziale, è quello di rimettere in ordine crescente i numeri da 1 a 25 disposti in un quadrato 5×5. Quello che si può fare è spingere una riga o una colonna: un numero uscirà fuori dal quadrato e prenderà il posto lasciato libero dagli altri che si sono mossi. Più facile da vedere che da spiegare. Ci sono cinque livelli diversi, ciascuno con 24+1 schemi (l’ultimo è in realtà illimitato); i primi cinque schemi sono di allenamento, e se uno fa una mossa sbagliata questa viene annullata.

Ci sono alcune curiosità, tipo il fatto che nello schermo non sia indicato il tempo trascorso per giocare ma l’ora attuale (Fernando mi ha spiegato che lo ha fatto perché così non rischia di perderci troppo tempo…) e non ho problemi ad ammettere che le mie capacità logiche si fermano già alla seconda mossa. Però credo che per chi ami questo tipo di sfide a sé stesso il gioco non sia male!

Carnevale della matematica #76

[Carnevale della matematica]

“canta, canta nella luce”
(dalla Poesia gaussiana)

Benvenuti alla settantaseiesima edizione del Carnevale della Matematica! Essendo in agosto, anche se un anagramma di “settantasei” è “intasa testè”, non credo che questo post intaserà i vostri browser, anche se comunque c’è sempre parecchia roba. Iniziando al solito con le proprietà del numero 76, mi è toccato riconoscere che non è poi così interessante. È un numero automorfico (il suo quadrato termina con le stesse cifre del numero di partenza). È inoltre un numero telefonico: se abbiamo sei utenti telefonici A,B,C,D,E,F ed elenchiamo gli insiemi delle possibili chiamate che si possono fare in contemporanea, come (A-B), (A-C E-F), oppure la “non chiamata”, mentre (A-B B-C) è impossibile, troviamo 76 possibili casi. Ho infine scoperto che è un numero di Erdős–Wood. In pratica, esiste una lista di 77 numeri consecutivi, da a a a+76 tale che ciascuno di loro ha un fattore in comune con almeno uno dei due estremi della lista. Peccato che non sappia darvi un esempio: OEIS indica qual è il più piccolo numero iniziale possibile a solo per i precedenti numeri di Erdős–Wood, e quello per 70 è 13151117479433859435440 pari a 2·2·2·2·5·7·23·29·29·41·47·47·13405136047. Fortunatamente ci sono altre proprietà non-matematiche: 76 è il numero chimico dell’osmio, ma soprattutto il nome dei 76ers di Philadelphia. Poi il musical “The Music Man” finisce con la marcia dei 76 tromboni…

Il tema di questo mese è “matematica estiva”, ma come sapete io non mi sono mai troppo preoccupato del seguire o no il tema, quindi presento la rassegna dei contributi di questo mese in ordine sparso. Iniziamo con Paolo Alessandrini che nella sua rassegna dei Premi Turing stavolta parla di Edsger Wybe Dijkstra: «colui che nel 1956 ideò il famoso algoritmo del cammino minimo che fa funzionare i nostri navigatori, ma che è noto anche per avere ideato l’algoritmo del banchiere e quello per analizzare espressioni matematiche in notazione infissa, per avere introdotto nei linguaggi di programmazione degli anni Sessanta i primi costrutti per la ricorsione, per avere proposto il concetto informatico di semaforo e per avere messo in guardia contro l’utilizzo del GOTO: e in quest’ultimo caso non si trattava di una campagna di sensibilizzazione contro la diffusione dell’alcolismo in Veneto :-)».

Spartaco Mencaroni e il suo Coniglio mannaro ci raccontano invece Il mondo ciambella, Come scrive Spartaco, «La matematica estiva? Può condurre a voli pindarici, che poi si traducono in “mondi”, del tutto frutto di fantasia (non si sa mai che qualcuno ci creda…) Però il mondo ciambella funziona, è plausibile, ha il suo equilibrio termodinamico, orografico, climatico. È popolabile, potete ambientarci tutte le storie che volete, inventarvi una storia, una cosmogonia (chi l’ha costruito?), cambiarlo, distruggerlo o farlo spazzare via da una supernova. O anche no, potete solo divertirvi a guardarlo. E scaricare l’infografica, naturalmente: per appenderla in camera». La parte matematica è naturalmente quella che racconta la struttura geometrica del pianeta (ma tanto il carnevale della fisica si è perso, e qui noi accogliamo volentieri i transfughi)

Leonardo Petrillo, per esempio, è uno che non si spaventa dell’estate. Su Scienza e Musica ha infatti scritto La risonanza: come lui stesso dice, «Trattasi di un corposo articolo di carattere fisico-matematico sul fenomeno della risonanza, fenomeno che può dar risposta a domande come: “Perché un bicchiere può rompersi sotto l’effetto di un’onda sonora? Come fanno i suoni prodotti dalle corde di un violino ad essere amplificati?”». Ma non preoccupatevi: c’è anche spazio per diverse curiosità inerenti alla risonanza e non solo!

L’estate ha fatto sparire Piotr Rezierovich Silverbrahms, così i Rudi Mathematici stavolta sono presentati da Alice Twain, che fa notare come «siamo in estate e si sa, che d’estate la matematica si fa in spiaggia e non sui computer». Citazione da Stephen Smale? Ad ogni modo, lasciamole la parola.
«Il PM del mese, che non manca quasi mai, stavolta è su pezzi di cerchi quadrabili, un miracolo di impaginazione di formule che senz’altro sono qui e là da correggere ma nessuno si è preso la briga. C’è poi un gioco, che nessuno ha ancora commentato, ma non si sa mai che qualcuno lo stia effettivamente giocando in spiaggia con i bastoncini dei gelati e tra qualche giorno si decida a scriverci; un Quick & Dirty con i quadrati, di quelli che fanno divertire tanto, ed in effetti… Infine la soluzione al problema del mese, uno dei migliori esempi del nostro modo caotico di proporre i problemi così che le soluzioni sono tutte diverse perché risolvono ognuna un problema diverso.»

Annarita Ruberto ci porta due contributi. Matematica in Egitto e in Mesopotamia, la segnalazione (ragionata) di un documento di Annette Imhausen, e Gregorio Ricci Curbastro, il gentiluomo padre della teoria dei tensori, una biografia del grande e per molto tempo misconosciuto matematico.

Dai Madd:Maths!, come al solito, c’è materiale per tutti i gusti, estivi o no che siano. Per la rubrica Madd-Spot abbiamo Errare è umano, perseverare è matematico; quanti sono i modi in cui è possibile “sbagliare”, mentre si fa matematica? Errori utili, errori impegnativi, errori belli, … Ce ne parla Emiliano Cristiani. Per L’Alfabeto della matematica, Corrado Mascia ci parla di un teorema matematico strettamente legato all’entropia: H come H-teorema. Stefano Pisani intervista il due volte medaglia d’oro Dario Ascari: Le Olimpiadi di Matematica stimolano la creatività. Nell’Angolo arguto abbiamo Il punto di vista di una giovane ricercatrice, ovvero tante considerazioni e nessuna conclusione: un “monologo interiore” di Alessia Violin, dottoranda nel settore della Ricerca Operativa, tra dubbi, entusiasmi, algoritmi e pause caffè creative. (E fidatevi: le pause caffè sono importantissime per la matematica!)

Zar ha pensato bene di essere estivo, e ci presenta Codici PIN di quattro cifre che potreste voler utilizzare.. Inutile dire che il primo codice è 0042. Continua poi con «la recensione di un libro di fisica (che quindi non c’entra nulla col carnevale della matematica, perché si sa che i fisici sono un po’ così), che però sottolinea una parte multidisciplinare, e cioè il capitolo “a cosa serve la ricerca pura?”, che ha a che fare anche con la matematica, e parla di una classica domanda universale da studenti: “proooof, ma a cosa ci serve questa roba nella vita reale?”». Il libro è “Particelle familiari” di Marco Delmastro, e come dicevo sopra noi matematici siamo così buoni che parliamo anche di fisica.

Annalisa Santi nel suo Matetango ci racconta di Meteo, matematica e…….farfalle: post «in tema con “Matematica estiva” anche se in questi giorni sembrerebbe quasi un paradosso visto che il tema presumerebbe l’esistenza della matematica e dell’estate. …..ma l’estate quest’anno pare proprio non arrivare mai!»

Da Zibaldone scientifico abbiamo tre contributi. Due vertono sui solidi più o meno regolari: I (noti) solidi platonici e I solidi ignoti (sui solidi archimedei); più storico – numerico invece Tartaglia, sull’omonimo matematico o se preferite sulle barzellette “politically scorrect”.

Gianluigi Filippelli ha post da due blog: in quello “calabrese”, Stipaturi, presenta due news. RoboCup Junior 2014: l’ITIS Monaco campione del mondo racconta di come la scuola superiore di Cosenza vince una delle categorie della RoboCup 2014 e sfrutta l’occasione per riscoprire un po’ di informazioni sulla logica fuzzy. Giuseppe Marino: il matematico calabrese più influente al mondo spiega che secondo la Reuters, che ha stilato un’apposita lista, uno dei matematici italiani più influenti al mondo è Giuseppe Marino dell’Università della Calabria. Su DropSea troviamo invece Matematica automobilistica: curve di Bézier e metodo della continuazione, due applicazioni della matematica analitica del XX secolo al mondo delle automobili; Dimostrazioni senza parole: differenze tra cubi, dove il titolo dice già tutto (e poi se la dimostrazione è senza parole che si può scrivere?); La curva di Carroll, per la serie dei Rompicapi di Alice, parla di una curva proposta (scoperta?) da Carroll in uno dei suoi tantissimi rompicapi.

Probabilmente sapete poi che molti di noi pazzoidi matematici abbiamo scritto degli ebook (per gli amici, “librini”) nella collana di 40k Altramatematica, che è tutto meno che roba pesante: non è insomma strano che tra i contributi “estivi”di questo mese se ne parli. Così Dionisoo, in Matematica sotto l’ombrellone, racconta della collana in genere e del suo “La Musica dei numeri”, mentre Paolo Alessandrini recensisce in La narrativa di “Altramatematica” i due librini di narrativa (matematica, sì…) usciti fino ad oggi, cioè “Partiton”, “Racconti matematici”, mentre Il calendario, la matematica e il Giorno del Giudizio che invece recensisce “Di 28 ce n’è 1″. Sì, siamo autoreferenziali, cosa che in matematica è assolutamente accettata, a meno di paradossi!

Come abitudine, termino con i miei post: non preoccupatevi, non sono molti. Sulle Notiziole abbiamo Statistiche per fare bella figura, una serie di valori statistici infilati in un articolo ma che non hanno in pratica nessun senso, e due recensioni: Kangourou dell’informatica 2013, i testi dell’edizione 2013 dei giochi di informatica per le scuole, e Chaotic Fishponds and Mirror Universes, un testo di Richard Elwes dove l’interconnessione della matematica si nota anche nella divulgazione. Sul Post, invece, c’è una pillola, La tua matematica preferita?, dove chiedo quali sono i temi matematici che vi piacerebbe vedere trattati in cinque minuti, e tre post: Numeri primi illegali, dove presento un esempio piuttosto divertent che mostra come le leggi che regolano la crittografia siano sempre difficili da far applicare al 100%; Divulgare è barare?, che era partito dicendo che non è facile trovare la giusta via tra semplificazione e correttezza e nei commenti ha preso tutta un’altra strada; Non solo Fields!, dove parlo degli altri premi assegnati dall’IMU.

Ricordo infine che il 14 settembre la settantasettesima edizione del Carnevale (nome in codice “all’alba melodioso”) sarà tenuta da Mr. Palomar e avrà come tema Matematica mostruosa, spaventosa, vertiginosa. Buona matematica!

mancate sinergie

Stasera, mentre rientravo a casa, ho visto due auto dei vigili ferme su viale Marche: una all’angolo con viale Zara e l’altra a quello con via Veglia. Non so bene che facessero, era un po’ tardi (18:05) per verificare l’eventuale esondazione odierna del Seveso, e comunque non ce n’erano su via Murat.
Però, già che tanto erano lì, non potevano mettersi a multare quelli che anche stasera parcheggiavano sulla pista ciclabile? (moto che la usavano non ce n’erano tante, ma non si sa mai). Ah, no: a dire il vero una delle auto era parcheggiata in un posto che tecnicamente non era pista ciclabile ma avrebbe comunque costretto il malcapitato velocipedista a scartarla andando verso il centro dell’incrocio. Insomma, non sarebbe sembrato serio da parte loro.