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parcheggio (no, la stringa non è ricercabile) È da mesi che un’auto continua a parcheggiare praticamente tutti i pomeriggi sull’angolo tra due strade dietro a casa mia, rendendo difficile la svolta e facendo in modo che i poveri pedoni che vorrebbero attraversare risultino invisibili – e già su quella strada corrono come dei matti, nonostante ci sia un semaforo cento metri prima e un altro cento metri dopo. L’altro giorno ho persino segnalato la cosa sulla pagina Facebook del comune di Milano.
Ieri sera sono arrivato a casa più tardi del solito e non ho visto l’auto parcheggiata. Nemmeno oggi l’ho vista, e mi sono stupito: poi ho capito il perché. Aveva semplicemente parcheggiato nell’altro angolo, come da documentazione fotografica.

ATM vuole multare gli onesti

Dal prossimo 15 febbraio, ATM chiuderà definitivamente i tornelli in uscita dalla metropolitana: per andarsene sarà necessario timbrare nuovamente il biglietto in uscita… oppure scavalcare per la seconda volta i tornelli, se l’hai già fatto in entrata: ma immaginiamo pure di vivere nel migliore dei mondi possibili, dove tutti gli utenti dei mezzi pubblici pagano regolarmente il biglietto. Peccato che…

Premessa: un biglietto di corsa semplice a Milano ha validità 90 minuti, deve essere vidimato ogni volta si sale su un qualunque mezzo, e nel periodo di validità si possono prendere un numero indefinito di mezzi di superficie e fare una sola corsa in metropolitana e sulla tratta urbana del passante ferroviario. Fin qua nulla di strano, dovrebbe funzionare allo stesso modo in altre città. Bene. Immaginiamo che io esca di casa, prenda il tram timbrando il mio bel biglietto, vada in centro a fare qualche acquisto, e dopo 80 minuti scendo in metropolitana per tornare a casa. Passo il biglietto al tornello: essendo ancora nel periodo di validità il tornello si apre, aspetto il treno e dopo un quarto d’ora arrivo alla mia fermata. Salgo, passo il biglietto in uscita e mi viene sputato dicendo che non è più valido. Giustissimo: i novanta minuti sono passati. Logica vorrebbe dunque che io timbri un secondo biglietto, giusto? Sbagliato. Come ATM mi ha appena risposto (riferimento CAS-1010217-H8Z5K3),

Gentile Maurizio Codogno ,

Con riferimento alla Sua segnalazione, ricordiamo che la normativa prevede che chiunque viaggi deve essere in possesso di valido documento di viaggio (art. 71 del reg. Polizia Urbana). Confermiamo che il biglietto ordinario a tariffa urbana vale 90 minuti. Scaduta la validità oraria, sarà necessario regolarizzare il proprio viaggio acquistando alla MAT un biglietto valido per effettuare la convalida di uscita. Nel Suo caso, il prezzo della regolarizzazione è di 3,00 euro.

Detto in altro modo, io devo pagare una multa, perché non mi sono messo a fare i conti di quanto tempo è passato e mi sono fidato del fatto che il biglietto fosse passato. Ma c’è di peggio. Io non uso i biglietti, ma la tessera RicaricaMI, dove carico un po’ di biglietti per non rischiare di rimanere senza. Non solo non posso leggere da nessuna parte quando ho timbrato per la prima volta il biglietto che sto usando, ma anche nel caso che mi fossi salvato l’ora da qualche parte non posso farci proprio nulla. Quando faccio passare la tessera, il biglietto che viene vidimato è quello in corso di validità, non è che io possa cliccare da qualche parte e dire “no, timbrane un altro perché sennò poi pago la multa”. O forse secondo ATM dovrei fare il giocoliere e girare sempre con almeno due tessere (e una calcolatrice tascabile per misurare le distanze temporali) in modo da avere sempre a disposizione un biglietto nuovo?

“giornata degli amici”

Presumo sia successo anche a voi, se avete un account Facebook. Stamattina mi è arrivata una segnalazione del signor Facebook che diceva: «Buona giornata degli amici, Maurizio!
Facebook compie dodici anni! Per festeggiare, abbiamo creato questo video sull’amicizia, con te e i tuoi amici.»
Ora, il signor Facebook conosce tantissime cose su di me. E sicuramente sa che io non ho mai aperto nessuno di questi video che regolarmente mi propina, tanto che stavolta non ha nemmeno messo la spunta “dai, se proprio vuoi te ne faccio vedere meno di questi video”. Ora, io capisco che la bacheca di Facebook sia piena di pubblicità più o meno mascherata da post che piacciono agli amici. È il modo con cui Zuckerberg si fa i soldi. Ma non può almeno lasciarmi in pace con questa roba? Che ci guadagna?

Luca Bizzarri ce l’ha con Wikipedia

Come ha detto il mio amico Ivo, «gli anglofoni c’hanno lo scazzo con Philip Roth, noi con Luca Bizzarri». A ciascuno il suo.

Confesso che non conosco tutta la storia, e che sto cercando di tirare fuori un senso da quello che vedo in giro, a partire da questo status Facebook (dove nei commenti Bizzarri spiega che è una questione di principio) e questo tweet parallelo. Se qualcuno avrà notizie più precise, aggiornerò il post.

Tutto sembra comunque partire dal fatto che a Bizzarri non piace la foto nella pagina di it.wiki su di lui (questa, per la cronaca), e non vuole che ci sia, tanto che ha caricato su Commons un’altra foto col suo cane (questa, sempre per la cronaca). Al rifiuto di ottemperare alla sua richiesta è partita un’escalation di accuse e controaccuse che ha portato al blocco in scrittura dell’utenza di Bizzarri, anche se a quanto pare alla fine è terminato tutto a tarallucci e vino.

Se le cose stanno davvero così, non capisco quali siano state le richieste di Bizzarri. La foto può essere brutta o bella, ma sicuramente non è spregiativa… e soprattutto è a fuoco, a differenza dell’altra. Non essendo la voce sua proprietà, non vedo il problema. Ma forse c’è appunto qualcosa che non conosco…

(ah: il commento di una immagino sua fan, col testo «Parla col tuo avvocato. ..non possono», è davvero interessante)

semafori e ambulanze

L’incrocio tra via Valassina e viale Fermi/via Populonia a Milano è un casino, perché su una via di ingresso in città, perché bisogna anche fare passare il tram e perché l’automobilista tipico non è mai riuscito a comprendere l’articolo del codice della strada che spiega che non inizi a impegnare un incrocio se vedi che non puoi arrivare dall’altra parte prima che diventi rosso.
Stamattina ero con i bambini, e visto che sarei poi andato in ufficio con i mezzi ho concesso loro come eccezione di prendere il tram che stava arrivando ed era dall’altra parte dell’incrocio. In quel momento ho sentito arrivare su viale Fermi un’ambulanza che proveniva a sirene spiegate da Niguarda. Bene, il semaforo è impazzito (nemmeno per aiutare l’ambulanza, tra l’altro). La direttrice di Valassina ha avuto il rosso ma è rimasta accesa la freccia per girare da Valassina a Populonia, la direttrice Fermi-Populonia è rimasta col rosso, nonostante l’ambulanza, e in compenso quella Populonia-Fermi ha avuto un ciclo verde in più.
Qualcuno ha un’idea di cosa possa essere successo?

Foibe: il film che non esiste

foibe Domenica scorsa Wu Ming ha pubblicato un post (nemmeno lungo per i loro standard :-) ) sul film Foibe, con un cast di eccezione e ha avuto un unico piccolo problema: non è mai esistito, nonostante per tre anni ci sia stata una voce su Wikipedia (qui la versione della voce salvata da archive.org, e che è fondamentalmente rimasta la stessa per tre anni).

Non ci crederete, ma la cosa non mi preoccupa nemmeno poi tanto. Perché? Beh, semplice. Il titolo del post di Wu Ming che vedete sulla miniatura è falso, e gli stessi Wu Ming lo dimostrano snocciolando tutte le citazioni dell’immaginario film che sono apparse sulla stampa ben prima che un utente anonimo creasse la voce. Per completezza, stamattina il titolo del post è «L’incredibile storia di #Foibe, uno dei più grandi kolossal mai girati (appunto, mai girati). Una bufala da #GiornodelRicordo»: non so se è stato modificato in corsa o cosa sia successo, e non mi importa nemmeno più di tanto. Come ho detto tante volte, Wikipedia punta alla verificabilità (che è oggettivamente misurabile) e non alla verità (ben più difficile da misurare). Se appare una voce che ha come collegamento esterno un articolo del Piccolo (non dell’Araldo di Roccacannuccia), il primo controllo di verificabilità è sicuramente passato. Certo, non è stato il massimo: ma non si può pretendere troppo dalla vita.

In realtà un controllo più approfondito avrebbe dovuto far sorgere qualche dubbio: l’articolo del Piccolo è del 2011, la voce è del 28 gennaio 2013 e inizia con «Foibe è un film che è stato presentato il 10 febbraio 2013, nel Giorno del ricordo dei massacri delle foibe.» Ci sono due cose strane. La prima – e dovreste esservene accorti tutti – è che la voce narra al passato di un evento futuro. La seconda dovrebbe invece essere lampante a ogni wikipediano: affermare che un film è stato (o sarà) presentato ufficialmente è la tipica notizia per cui serve una fonte, e per cui trovare una fonte – se la notizia è vera – non è poi così difficile. Se mi fosse capitata sotto gli occhi quella voce quando è stata creata, avrei messo al futuro la prima frase e avrei aggiunto una nota “CONTROLLARE” segnalando che io la presentazione non l’ho mica trovata in giro. Probabilmente sarebbe lo stesso rimasta così per tre anni, ma almeno si sarebbe instillato il dubbio in chi fosse passato a vedere quella voce (in media sette-otto visite al giorno, secondo le statistiche: i dati di gennaio sono falsati dalle ricerche dei Wu Ming).

Un’ultima curiosità: io una voce sul film la scriverei davvero, proprio per tutti gli articoli che apparvero al tempo sulla stampa :-)

_How Not to be Wrong_ (libro)

9780718196042 Nota: questo libro è anche disponibile in italiano (I numeri non sbagliano mai, tradotto per Ponte alle Grazie da Carlo Capararo) ma io ho letto la versione originale.
Tecnicamente questo libro (Jordan Ellenberg, How Not to be Wrong : The Power of Mathematical Thinking, Penguin Press 2015 [2014], pag. 480, Lst. 9,99 ISBN 9780718196042) parla della teoria della probabilità. A volte ci sono anche dimostrazioni, pur con parecchio handwaving, come nel caso del calcolo della percentuale di successo del lancio dell’ago di Buffon – non perdetevela, è fantastica. Ma definirlo così è davvero riduttivo. Ellenberg è infatti riuscito a fare un’opera coerente.che si legge come un romanzo. Qualcuno potrà lamentarsi delle battutine, una triste abitudine dei matematici; qualcun altro potrà lamentarsi di una certa quantità di reiterazione, necessaria per legare le varie sezioni. Ma secondo me in questo caso essi sono dei pregi, proprio per l’unità del risultato finale. Probabilmente non è una lettura troppo semplice per chi non ha un background scientifico, nonostante i disegni appositamente malfatti che mostrano come non bisogna mai prendersi troppo sul serio, perché si può avere un’idea di base anche senza una precisione estrema; anzi, come Ellenberg afferma nell’ultimo capitolo in una delle parecchie sue frasi memorabili, un matematico non è trovare tutte le cifre decimali ma solo tutte quelle necessarie. Ma ritengo che valga comunque la pena di leggerlo, per avere un’idea di come non avere torto!

#Milagno

A quanto sembra, dopo la lunghissima sperimentazione dell’ultimo anno dal 15 febbraio tutti i tornelli della metropolitana in uscita saranno bloccati, e occorrerà timbrare il biglietto anche in uscita. Il post Facebook del comune di Milano che comunica la cosa è pieno di commenti negativi. Il commento che ci si può immaginare da un milanese (“così si perderà tempo” è molto presente, ma non è quello vincente: sono davvero in tanti a chiedere di bloccare di più i tornelli, impedendo alla gente di scavalcarli (è abbastanza facile), anche tenendo conto che a quanto afferma ATM l’addetto al mezzanino non può fermare i portoghesi. (Poi ci sono sempre i soliti commenti su #razza_a_caso che non paga mai: la casistica che ho osservato io a dire il vero mi fa dire che lo sport del salto del tornello è praticato in ugual percentuale relativa da tutte le etnie).

P.S.: io al momento mi lamento perché sono almeno due settimane che al tornello largo a Maciachini non funziona la parte di controllo tessera. Quando va male è sbarrato e basta, quando va bene è aperto, ma per portare i bimbi (che non pagano) in palestra li devo mandare di là, fare il giro, pagare il mio biglietto e riprenderli…