Toh, i marò

In questo momento c’è solo una cosa che io imputo a Salvatore Girone (e in misura minore a Massimiliano Latorre, che in effetti mi pare al momento defilato): essersi prestati a questo balletto mediatico. Sarebbe stato molto meglio che una volta arrivato in Italia si fosse rifiutato di fare alcunché in pubblico.
Detto questo: i due marò hanno sparato ai pescatori indiani, uccidendoli? Probabilmente sì. Sono andati oltre alle loro regole di ingaggio? È possibile. Devono essere giudicati? Indubbio. All’India interessa giudicarli? Per nulla. A parte le polemiche tra governo federale e statale, per loro tutta la storia è politica, non criminale. O qualcuno si stupisce che le gare vinte da Finmeccanica in India siano state annullate neanche due settimane dopo che la corte dell’Aja ha stabilito che i marò potessero restare in Italia in attesa di stabilire chi dovrà tenere il procedimento? (O se preferite vederlo in altro modo: vi stupite che per un crimine così efferato non sia stato fatto subito partire il procedimento, battendo sul tempo eventuali richieste di avere un processo internazionale?)
Purtroppo però da noi in Italia c’è una ragione politica uguale e contraria che li vuole far rendere degli eroi – non si sa bene di cosa – il che non semplifica certo la situazione.

Giro d’Italia 2016

Vincenzo Nibali ha vinto il Giro. Non ho problemi ad ammettere che martedì non avrei scommesso un centesimo. Certo, ha avuto molta fortuna, tra la caduta di Kruijswijk venerdì e il meteo che sabato è stato clemente: se la perturbazione di domenica fosse arrivata un giorno prima, avrebbero annullato probabilmente la tappa e la sua rimonta sarebbe rimasta incompiuta. Ma la fortuna da sola non basta, e bisogna riconoscere che Nibali (e anche la squadra, intendiamoci) ci ha messo del suo, soprattutto di testa: perché a quei livelli le gambe non bastano.
Poi sappiamo tutti da decenni che i risultati delle gare ciclistiche, come scriveva Giampaolo Ormezzano, sono s.d., “salvo doping”: ma la mia sensazione è che più o meno tutti prendono le stesse cose, anche perché sennò non sopravviverebbero per tre settimane a quei ritmi; quindi il risultato cambia poco. Un applauso a Nibali, insomma.

Quizzino della domenica: prendere un caffè

Cinque logici vanno al bar Gödel. La barista chiede loro “volete tutti il caffè del giorno?” La prima logica risponde “non lo so”. La seconda logica risponde “non lo so”. La terza logica risponde “non lo so”. La quarta logica risponde “non lo so”. Il quinto logico risponde “no, voglio un frappuccino”. Quanti caffè del giorno porterà la barista, che è anch’essa una logica?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p202.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Dick Hess, Mental Gymnastics).

_L’universo meccanico_ (libro)

9788833925424C’è una cosa che non ho capito di questo libro (Edward Dolnick, L’universo meccanico : Il racconto dell’astronomia moderna [The Clockword Universe], Bollati Boringhieri 2014 [2011], pag. 393, € 14, ISBN 9788833925424, trad. Simonetta Frediani): il sottotitolo dell’edizione italiana. Certo, si parla dell’astronomia, e si racconta come da Keplero a Newton le grandi menti del Seicento si siano sforzate di capire come l’universo potesse avere tutta questa perfezione – ad maiorem Dei gloriam, direi. Però il tema principale del libro è il cambio di prospettiva che vede la scienza, o se preferite la filosofia naturale, dedicarsi alla ricerca del *come* funzionano le cose, e non del *perché* come facevano i filosofi da Aristotele fino agli scolastici. Il cambio di paradigma non è stato però netto come immaginiamo oggi: la Royal Society aveva sì come scopi gli esperimenti, ma non era fatta alcuna differenza tra quelli che oggi definiremmo scienziati e chi raccontava degli animali nati con due teste. La storia è raccontata in modo molto piacevole, e ben tradotta da Simonetta Frediani.

reminder

Ieri pomeriggio alle 16:47 mi arriva una mail del medico AVIS che risponde agli auguri di buon compleanno che gli avevo fatto la settimana scorsa e mi dice “ho trovato un sistema rapido per poter fare A MENTE quadrati (questo e’ facile) cubi, radici quadrate e radici cubiche!!!” (don’t ask, il mondo dei donatori di sangue è peculiare). Io leggo la mail, penso Beh, tanto ne possiamo parlare tra due settimane, quando andrò a fare la donazione che sarebbe stata oggi ma ho spostato perché sono marcio”. Poi penso “Ehi! ma l’ECG non l’ho spostato, ed è tra meno di un quarto d’ora!”
Diciamo che ho fatto un elettrocardiogramma “quasi sotto sforzo”, tanto che avevo 138/80 di pressione e 85 pulsazioni al minuto, nonostante i venti minuti di riposo dopo la pedalata verso largo Donatori di sangue (che per fortuna è vicina). Però stavolta ho ricontrollato e aggiunto il promemoria per il 9 giugno 🙂

Io sarei lì

Io sono qui Anche quest’anno Openpolis ha fatto il test elettorale, questa volta per le grandi città dove si vota per le amministrative. Ci sono venti domande, così ad occhio una quindicina uguali per tutte e le altre locali. Nell’immagine potete vedere dove sarei finito io.
Premesso che questi sono semplici giochini, vi siete accorti che c’è un problema metodologico di base? (ne parlo sul Post, btw)

Lo stiamo facendo sbagliato

prezzi Oggi è uscito un libro che si chiama Age of Discovery. Ho visto un trafiletto sul sito dello Scientific American e ho provato a cliccare sulla pagina di Amazon.com. Questo è il risultato: la versione hardcover costa di listino 27,99$ ma ti viene venduta a 17,94$ mentre quella Kindle costa 21,10$. Notate che su amazon.it la versione Kindle costa – almeno mentre sto scrivendo – 11,67 euro, ed essendo in questo momento l’euro a 1,11 sul dollaro si spenderebbero meno di 13 dollari.

Qui ci vedo almeno due cose: la prima è che è una palla che i libri di carta costano perché c’è la stampa e la distribuzione, se è possibile avere un hardcover appena uscito con quasi il 40% di sconto sul prezzo di copertina. La seconda è che il monopolio Kindle è sempre più pericoloso, e può permetterti di chiederti un prezzo obbrobrioso per darti in licenza un testo (ma è anche vero che a nessun americano verrebbe in mente di avere un account su amazon.it).