Bollettino oculistico

Come ho scrtto ieri, sono stato alla visita oculistica di controllo, l’ultima formalmente post-operatoria. Quello che ho scoperto:
– il fatto che veda spesso lampi è dovuto al fatto che comunque la retina si era rotta. Me lo aspettavo, quello che è buono è che non è un sintomo di un problema ulteriore.
– sapevo che la lente provvisoria che mi sono fatto mettere (3.5 diottrie più 1.5 di astigmatismo) non sarebbe stata definitiva, però ho scoperto che a un mese e mezzo di distanza sono arrivato a 4.5 diottrie (mi aspettavo 4) con zero astigmatismo (immaginavo che fosse ridotto, ma non azzerato)
– ho scoperto che ci vorrà ancora qualche mese prima che il mio occhio si assesti del tutto: peccato, speravo in qualcosa di meno. Terrò questi che sono i miei occhiali di riserva fino a primavera, insomma.
PS: devo fare la prossima visita tra un due-tre mesi. Solo che oggi non era possibile prenotare per inizio gennaio, quindi andrò il 18 dicembre. L’unica cosa positiva è che evidentemente non c’è troppa coda e quindi non hanno pensato ad avere un’agenda 2019…

Ci sono brave persone

Stamattina ho preso la bici per andare alla visita oculistica di controllo (per i miei fan: ne parlo domani). Ho messo nel portapacchi la cartellina trasparente con tutti i miei esami, dentro una di quelle sacchette di plastica colorata. Arrivato a Crocetta, mi accorgo che la sacchetta c’è ancora, ma la cartellina no. Presumibilmente i masselli malmessi nelle vie del centro l’hanno fatta cadere. Torno indietro fino a piazza della Scala per vedere se la trovo: niente. Di per sé la cosa non è un dramma, perché io scansiono sempre tutto: ma è comunque una scocciatura.

Arrivo un po’ in ritardo e trafelato, spiego la cosa al dottore, e mentre lui mi visita mi squilla il telefono. Era il Policlinico (io oggi in realtà ero al Regina Elena, dall’altra parte della strada) che mi avvisa che qualcuno aveva trovato la cartellina e gliel’aveva portata. Grazie, ignoto raccoglitore!

Quizzino della domenica: luoghi

La scorsa settimana, mentre la pioggia lasciava posto al sole, nell’arco di pochi secondi mi sono passati in un baleno immagini di Rossano Veneto (VI), Aranno (Canton Ticino), Giaveno (TO), Verdello (BG), Azzano Decimo (PN), Induno Olona (VA) e Viola (CN). Cosa troverò alla fine?



(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p344.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema mio: immagine di ternsq, da OpenClipArt)

Una casella gmail “perduta”

Stamattina mi è venuto in mente di creare una casella gmail “xmau” perché dire “dotmaudot” è sempre incasinato. Gmail però vuole almeno sei caratteri, quindi ho provato a mettere xmau00… che risultava già usato. Dopo qualche minuto ho pensato “beh, magari sono stato io a creare quell’utenza!” Peccato che non avessi nessuna idea di quale fosse la mia risposta alla domanda segreta – o meglio quella che immaginavo non funzionava – e non era indicato nessun indirizzo a cui farsi inviare un codice di conferma, o se per questo un indirizzo di forward delle mail. Una ricerca rapida nella mia cartella di posta ha stabilito che dovevo aver creato quella casella nel 2009, ma ovviamente la password non era segnata…

Per farla breve, ho provato una decina di password diverse e alla fine sono riuscito a entrare. È stato interessante notare che c’erano tipo seicento messaggi di spam… ma gli ultimi risalivano ad aprile 2016. Dopo un po’ Google si scoccia di salvare posta?

Diego Fusaro e i giornalisti

Giovedì il Giornale ha pubblicato un’intervista ad Aurora Pepa. Chi sarebbe questa signora? La fidanzata di Diego Fusaro. Chi è Diego Fusaro? Se non sapete chi sia, siete fortunati 🙂 La signora Pepa nell’intervista afferma di essere illibata, e per il resto spiega «lui si sveglia, si mette a studiare, io cucino per lui, pulisco per lui, stiro le sue camicie.»

Il migliore giudizio è stato quello scritto ieri dal mio amico Pier Luigi Tolardo, che cito in toto:

Aurora Pepa, fidanzata ufficiale del filosofo Diego Fusaro è ufficialmente, per me, la persona pubblica più spiritosa del 2018 e probabilmente del 2019: ha dichiarato in un’ intervista di essere ancora vergine, che non fa l’amore con Fusaro e di dedicarsi esclusivamente ai lavori domestici che in casa svolge solo lei, in attesa di sposarsi in chiesa.
L’intervista è una deliziosa presa in giro per centinaia di migliaia di italiani e italiane che in queste ore hanno abboccato all’amo e stanno commentando con battute volgari e pensieri più o meno progressisti.

Qualche ora dopo, LVI (nel senso di Diego Fusaro) ha scritto il post che ho scrinsciottato e messo qui in apertura. In effetti ha ragione: un giornalista a cui vengono raccontate queste cose non può “uscire dalla storia” e aggiungere le sue considerazioni. Sarebbe stato molto più corretto che Andrea Riva rifiutasse di pubblicarlo, togliendo così un po’ di pubblicità al fidanzato della signora Pepa. Sarebbe stato meglio per tutti, no?

_Storie di parole arabe_ (libro)

Non fidatevi troppo del titolo di questo libro. (Alessandro Vanoli, Storie di parole arabe, Ponte alle Grazie 2016, pag. 147, € 13,50, ISBN 9788868335342, link Amazon) Come l’autore del resto spiega nell’introduzione, questo non è un trattato etimologico, e le parole raccontate non sono nemmeno necessariamente arabe. La parola chiave è “storie”, nel senso di racconti. Vanoli è uno storico, e si è divertito a raccontare come certi termini di uso comune hanno una storia molto lunga che viaggia su e giù per il Mediterraneo e le sue varie culture nello spazio e nel tempo. I racconti sono tutti molto belli da leggere: solo gli ultimi due, nati prima dell’idea del libro e più lunghi degli altri, avrebbero forse avuro bisogno di una piccola asciugatura per eliminare qualche ridondanza. Una lettura rilassante, soprattutto in questi tempi di odio.