Tecla Dozio

Incontrai per la prima volta Tecla Dozio all’inizio degli anni ’90. Il Web non esisteva, Internet c’era ma solo per pochi intimi e sicuramente non per fare e-commerce, e acquistare libri che non fossero bestseller o scolastici – e magari, Dio non voglia, addirittura non in italiano! – non era mica così facile. Io e un gruppetto di amici fidonettari avevamo l’abitudine di fare un ritrovo annuale a Milano in giro per librerie: uno dei nostri passaggi obbligati era la libreria del giallo (la Sherlockiana) in piazza san Nazaro in Brolo. Non che fossimo amanti dei gialli, ma Tecla aveva un’ottima sezione di fantascienza e da ottima libraia qual era sapeva anche darci delle buone dritte.
Quando poi mi trasferii a Milano scoprii che avevamo un amico comune, Aldo Spinelli: mi capitò quindi qualche volta di trovarci negli stessi posti, oltre naturalmente che nella libreria, anche dopo il suo spostamento dietro l’Arco della Pace e fino alla chiusura anche di quella sede. Sapevo che aveva deciso di trasferirsi in Lunigiana, non sapevo che fosse malata.

Quizzino della domenica: orologio primo

Le cifre delle ore su un orologio sono quelle da 1 a 12. Siete in grado di spostarle (non necessariamente tutte…) in modo che la somma di due qualunque cifre vicine sia un numero primo? Chiaramente continuerà ad esserci un’alternanza di numeri pari e dispari, ma per esempio 6 e 9 non potranno essere vicini perché altrimenti avremmo una somma 15.

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p193.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Angela Dunn, Second Book of Mathematical Bafflers)

_Matemago_ (libro)

9788807922336Anche in questo libro (Anna Cerasoli, Matemago, Feltrinelli 2014, pag. 127, € 13, ISBN 9788807922336) Anna Cerasoli si rivolge ai ragazzi della fine delle elementari. Questa volta il libro è strutturato come un racconto di un campo estivo… matematico ma anche informatico, e il protagonista scopre man mano come la matematica entri nella vita di tutti i giorni, e scopre concetti come i diagrammi di flusso e le proprietà del triangolo di Tartaglia che tipicamente vengono presentate a scuola molto più tardi (almeno credo, non ho idea di quali siano i programmi attuali). Il punto fondamentale non è tanto l’imparare formule, quanto avere un’idea di cosa è il “senso matematico”; ad ogni buon conto nel testo sono disseminate tante “sfide”, problemi ricapitolativi. Rispetto a Tutti in cerchio il risultato finale è molto migliore: secondo me non avere l’obbligo formale di seguire un programma scolastico vero e proprio ha favorito lo svolgersi della storia. Consigliato per ragazzi svegli delle medie.

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parcheggio (no, la stringa non è ricercabile) È da mesi che un’auto continua a parcheggiare praticamente tutti i pomeriggi sull’angolo tra due strade dietro a casa mia, rendendo difficile la svolta e facendo in modo che i poveri pedoni che vorrebbero attraversare risultino invisibili – e già su quella strada corrono come dei matti, nonostante ci sia un semaforo cento metri prima e un altro cento metri dopo. L’altro giorno ho persino segnalato la cosa sulla pagina Facebook del comune di Milano.
Ieri sera sono arrivato a casa più tardi del solito e non ho visto l’auto parcheggiata. Nemmeno oggi l’ho vista, e mi sono stupito: poi ho capito il perché. Aveva semplicemente parcheggiato nell’altro angolo, come da documentazione fotografica.

ATM vuole multare gli onesti

Dal prossimo 15 febbraio, ATM chiuderà definitivamente i tornelli in uscita dalla metropolitana: per andarsene sarà necessario timbrare nuovamente il biglietto in uscita… oppure scavalcare per la seconda volta i tornelli, se l’hai già fatto in entrata: ma immaginiamo pure di vivere nel migliore dei mondi possibili, dove tutti gli utenti dei mezzi pubblici pagano regolarmente il biglietto. Peccato che…

Premessa: un biglietto di corsa semplice a Milano ha validità 90 minuti, deve essere vidimato ogni volta si sale su un qualunque mezzo, e nel periodo di validità si possono prendere un numero indefinito di mezzi di superficie e fare una sola corsa in metropolitana e sulla tratta urbana del passante ferroviario. Fin qua nulla di strano, dovrebbe funzionare allo stesso modo in altre città. Bene. Immaginiamo che io esca di casa, prenda il tram timbrando il mio bel biglietto, vada in centro a fare qualche acquisto, e dopo 80 minuti scendo in metropolitana per tornare a casa. Passo il biglietto al tornello: essendo ancora nel periodo di validità il tornello si apre, aspetto il treno e dopo un quarto d’ora arrivo alla mia fermata. Salgo, passo il biglietto in uscita e mi viene sputato dicendo che non è più valido. Giustissimo: i novanta minuti sono passati. Logica vorrebbe dunque che io timbri un secondo biglietto, giusto? Sbagliato. Come ATM mi ha appena risposto (riferimento CAS-1010217-H8Z5K3),

Gentile Maurizio Codogno ,

Con riferimento alla Sua segnalazione, ricordiamo che la normativa prevede che chiunque viaggi deve essere in possesso di valido documento di viaggio (art. 71 del reg. Polizia Urbana). Confermiamo che il biglietto ordinario a tariffa urbana vale 90 minuti. Scaduta la validità oraria, sarà necessario regolarizzare il proprio viaggio acquistando alla MAT un biglietto valido per effettuare la convalida di uscita. Nel Suo caso, il prezzo della regolarizzazione è di 3,00 euro.

Detto in altro modo, io devo pagare una multa, perché non mi sono messo a fare i conti di quanto tempo è passato e mi sono fidato del fatto che il biglietto fosse passato. Ma c’è di peggio. Io non uso i biglietti, ma la tessera RicaricaMI, dove carico un po’ di biglietti per non rischiare di rimanere senza. Non solo non posso leggere da nessuna parte quando ho timbrato per la prima volta il biglietto che sto usando, ma anche nel caso che mi fossi salvato l’ora da qualche parte non posso farci proprio nulla. Quando faccio passare la tessera, il biglietto che viene vidimato è quello in corso di validità, non è che io possa cliccare da qualche parte e dire “no, timbrane un altro perché sennò poi pago la multa”. O forse secondo ATM dovrei fare il giocoliere e girare sempre con almeno due tessere (e una calcolatrice tascabile per misurare le distanze temporali) in modo da avere sempre a disposizione un biglietto nuovo?

“giornata degli amici”

Presumo sia successo anche a voi, se avete un account Facebook. Stamattina mi è arrivata una segnalazione del signor Facebook che diceva: «Buona giornata degli amici, Maurizio!
Facebook compie dodici anni! Per festeggiare, abbiamo creato questo video sull’amicizia, con te e i tuoi amici.»
Ora, il signor Facebook conosce tantissime cose su di me. E sicuramente sa che io non ho mai aperto nessuno di questi video che regolarmente mi propina, tanto che stavolta non ha nemmeno messo la spunta “dai, se proprio vuoi te ne faccio vedere meno di questi video”. Ora, io capisco che la bacheca di Facebook sia piena di pubblicità più o meno mascherata da post che piacciono agli amici. È il modo con cui Zuckerberg si fa i soldi. Ma non può almeno lasciarmi in pace con questa roba? Che ci guadagna?

Luca Bizzarri ce l’ha con Wikipedia

Come ha detto il mio amico Ivo, «gli anglofoni c’hanno lo scazzo con Philip Roth, noi con Luca Bizzarri». A ciascuno il suo.

Confesso che non conosco tutta la storia, e che sto cercando di tirare fuori un senso da quello che vedo in giro, a partire da questo status Facebook (dove nei commenti Bizzarri spiega che è una questione di principio) e questo tweet parallelo. Se qualcuno avrà notizie più precise, aggiornerò il post.

Tutto sembra comunque partire dal fatto che a Bizzarri non piace la foto nella pagina di it.wiki su di lui (questa, per la cronaca), e non vuole che ci sia, tanto che ha caricato su Commons un’altra foto col suo cane (questa, sempre per la cronaca). Al rifiuto di ottemperare alla sua richiesta è partita un’escalation di accuse e controaccuse che ha portato al blocco in scrittura dell’utenza di Bizzarri, anche se a quanto pare alla fine è terminato tutto a tarallucci e vino.

Se le cose stanno davvero così, non capisco quali siano state le richieste di Bizzarri. La foto può essere brutta o bella, ma sicuramente non è spregiativa… e soprattutto è a fuoco, a differenza dell’altra. Non essendo la voce sua proprietà, non vedo il problema. Ma forse c’è appunto qualcosa che non conosco…

(ah: il commento di una immagino sua fan, col testo «Parla col tuo avvocato. ..non possono», è davvero interessante)

semafori e ambulanze

L’incrocio tra via Valassina e viale Fermi/via Populonia a Milano è un casino, perché su una via di ingresso in città, perché bisogna anche fare passare il tram e perché l’automobilista tipico non è mai riuscito a comprendere l’articolo del codice della strada che spiega che non inizi a impegnare un incrocio se vedi che non puoi arrivare dall’altra parte prima che diventi rosso.
Stamattina ero con i bambini, e visto che sarei poi andato in ufficio con i mezzi ho concesso loro come eccezione di prendere il tram che stava arrivando ed era dall’altra parte dell’incrocio. In quel momento ho sentito arrivare su viale Fermi un’ambulanza che proveniva a sirene spiegate da Niguarda. Bene, il semaforo è impazzito (nemmeno per aiutare l’ambulanza, tra l’altro). La direttrice di Valassina ha avuto il rosso ma è rimasta accesa la freccia per girare da Valassina a Populonia, la direttrice Fermi-Populonia è rimasta col rosso, nonostante l’ambulanza, e in compenso quella Populonia-Fermi ha avuto un ciclo verde in più.
Qualcuno ha un’idea di cosa possa essere successo?