Uber Pop

I tassisti non sono tra le mie categorie lavorative preferite, e ritengo che i blocchi sul servizio Uber fatto dalle auto NCC – dover sempre partire dal loro garage – sono pretestuose. Però non vedo nulla di strano nella sentenza del tribunale di Milano che ha bloccato il servizio Uber Pop, quello insomma che poteva fare praticamente chiunque.

Il punto non è la concorrenza sleale. È che in un modo o nell’altro chi ha una licenza da taxi (o da NCC, del resto) ha dei controlli che non vengono evidentemente fatti per un automobilista qualunque. Che poi Uber Pop sia una fregatura per chi fa l’autista è un’altra storia :-)

_Torino un po’_ (libro)

[copertina]Valdo Fusi non era torinese di nascita (nacque a Pavia) ma lo era indubbiamente di adozione. In questa sua opera postuma (Valdo Fusi, Torino un po’, Mursia 1976, pag. 229) – morì improvvisamente poco dopo avere consegnato all’editore Mursia il manoscritto – Fusi racconta dell’architettura dela città sabauda, con particolare attenzione al barocco e un odio viscerale per tutti gli scempi che erano stati perpetrati nel dopoguerra. Chissà, forse è per nemesi storica che il piazzale a lui intitolato è stato sventrato per un parcheggio sotterraneo coronato da un edificio di rara bruttezza.

Ho trovato il testo un po’ ripetitivo. Sicuramente non è pensato per chi di architettura ci mastica un po’, nel senso che i giudizi sono molto impressionistici: devo però dire che lo stile, e i riferimenti esterni vari sono molto interessanti. Molto utili sono poi le schede finali, aggiunte dalla vedova Edoarda dopo averle ripescate tra le carte del marito. Per i curiosi, il piccolo editore torinese Riccadonna ha ultimamente ristampato il testo che altrimenti è rintracciabile – a fatica – solo in biblioteca.

Twitter, Facebook e aforismi

[falso Churchill] Ieri il mio amico Alessandro ha postato la citazione churchilliana qui a sinistra, con il commento “Condivido una bufala ma bella”. Il testo è il seguente: «When Winston Churchill was asked to cut arts funding in favour of the war effort, he simply replied “then what are we fighting for?”» che possiamo tradurre come «Quando chiesero a Churchill di tagliare i fondi culturali a favore dello sforzo bellico, lui replicò “e allora per cosa staremmo combattendo?”»

L’aforisma è carino, ma inequivocabilmente falso. Una rapida ricerca in rete fa trovare una domanda in Quora che non solo riporta la falsità ma aggiunge ulteriori informazioni tra le varie risposte, dall’affermazione più simile (ma comunque ben diversa da quella citata) trovata tra le carte di Churchill alla segnalazione che questa bufala è stata riciclata non so quante volte anche da personaggi famosi come il regista Kevin Spacey.

Qual è la morale di tutto questo? Ce ne sono diverse. Innanzitutto, non fidatevi mai degli aforismi in rete soprattutto se ben formattati: secondo me l’infiocchettamento è fatto apposta per dare una patina di verità al testo. Non è che tutto quello che si trova sia falso, chiaro: per esempio questa risposta di Gianni Morandi è stata effettivamente scritta, come si può vedere sulla sua pagina Facebook. (Nota a latere: ormai è chiaro che Morandi non c’è, ma ci fa; è il mio Digital Champion). Infine, e credo che questa sia la cosa più importante, la rete permette quasi sempre di sbufalare una bufala, sapendo cercare. Siti come Quora o il network di Stack Exchange sono delle risorse fondamentali, e tutti dovrebbero conoscerle; purtroppo sono solo in inglese perché non c’è la massa critica (spero che almeno la volontà ci sarebbe) per avere qualcosa in italiano, a parte il servizio antibufala di Paolo Attivissimo.

Lo so che è più veloce cliccare su “condividi” (no, qui non sto parlando di Alessandro): ma questo non è saper usare Internet. Fatevene una ragione.

Vivere di diritto d’autore

Sto leggendo l’ultimo numero della rivista del Gruppo Mauri-Spagnol, Il Libraio, e per la precisione l’editoriale di Stefano Mauri che racconta i primi dieci anni di GeMS. A un certo punto Mauri ha scritto “abbiamo ribadito a Bruxelles che gli autori di maggior talento di diritto d’autore vivono” e mi sono fermato.

Quanti sono gli scrittori italiani (viventi: meglio specificarlo, con il copyright che permane per settant’anni dopo la morte) che vivono di diritto d’autore? Cinquanta? Cento? Duecento? Mi piacerebbe davvero saperlo. È chiaro che non sto parlando di saggistica: i libri che scrivo io hanno un mercato così piccolo che mi permettono sì e no di andare una volta al mese in pizzeria. Ma anche nella narrativa, e anche considerando i diritti per le riduzioni tv e cinematografiche, non credo proprio che ci sia tutta quella gente che vive di diritto d’autore.

Nulla di male, intendiamoci, non è che tutti debbano vivere di diritto d’autore: però non mi pare che questo sia un argomento da portare così tanto in giro…

Il buon preside della buona scuola

Non ho seguito più di tanto le iniziative contro il disegno di legge della Buona Scuola, e questo è indubbiamente colpa mia. Stamattina però, ascoltando Radio Popolare – quindi non certo un megafono del regime – mi è parso di capire che il punto più dolente della proposta sia che i presidi potranno scegliere gli insegnanti.
Vorrei ora capire esattamente cosa significa tutto questo, e dunque lo chiedo a chi ne sa. Per quanto ne so io, al momento la teoria dovrebbe essere questa: ci sono ogni tanto dei concorsi per C cattedre: vincono il concorso C insegnanti e ne vengono abilitati altri P. I primi C insegnanti, in ordine decrescente di punteggio, scelgono la scuola dove prendere servizio. Man mano che si liberano posti, e fino al concorso successivo si chiamano quelli dalla posizione C+1 alla C+P. Non so se i precari siano questi ultimi o persone che hanno iniziato a fare scuola senza l’abilitazione e si sono per così dire fatti le ossa sul campo.
Se il ddl diventasse legge senza modifiche, quale sarebbe il risultato pratico? Da quello che ho capito io il preside potrebbe prendere chi vuole tra i C vincitori, senza guardare ai punteggi. Oppure potrebbe anche “licenziare” (nel senso statale, quindi dirgli semplicemente “tu te ne vai in un’altra scuola”) insegnanti già presenti, sempre prendendo quelli nuovi tra i primi C? Oppure potrebbe anche scegliere tra i semplici abilitati? Sono tre opzioni profondamente diverse, e prima di decidere cosa io ne penso vorrei sapere qual è quella giusta…

Quizzino della domenica: Il 18 lo rifiuto!

– Sei capace di ottenere 18 usando solo i numeri 2, 3, 4, 5 una volta ciascuno e le operazioni aritmetiche?
– Certo, è facilissimo! Eccoti qua.
– Sì, ma senza usare le elevazioni a potenza: bastano solo le quattro operazioni.
– Ah, davvero? Vabbè, ecco qua.
– No, no! non puoi attaccare le cifre tra di loro! Sono numeri, non cifre!
– Uffa! La fai sempre così complicata….

E voi, siete capaci a ottenere 18?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p171.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto dal Wall Street Journal)

_Writing on the wall_ (libro)

9781620402849 Qual è stato il primo “muro” della storia, dove ognuno scriveva le proprie cose lasciandole disponibili a tutti? Probabilmente l’antica Pompei, o perlomeno – causa eruzione del Vesuvio – ce li siamo trovati lì a disposizione per capire come comunicavano gli antichi romani. La tesi di base di questo libro (Tom Standage, Writing on the Wall : Social Media – The First 2,000 Years, Bloomsbury 2014, pag. 288, Lst 11,99, ISBN 9781620402856) è che la gente ha sempre voluto comunicare, non solo faccia a faccia ma anche se separati dallo spazio o dal tempo, e che gli “old media” – stampa, radio e tv – sono in effetti una semplice parentesi di un secolo e mezzo nel modo in cui le notizie si propagano, e quindi non sono davvero così vecchi. Dopo il primo capitolo in cui espone questa tesi Standage parte con una carrellata storica che inizia da Cicerone – un lettore, e non solo uno scrittore, compulsivo! – per arrivare ad accennare a quello che succede oggi. Spesso le sue tesi sono un po’ forzate, anche perché dobbiamo sempre ricordarci che chi scambiava informazioni in passato era una ristretta élite a differenza di oggi. Poi, da buon italiano, trovo che manca un capitolo sulle pasquinate; a parte l’antichità il libro è infatti molto sbilanciato su quello che è successo in Gran Bretagna, Francia e USA. Però leggendo il libro si scoprono cose interessanti, come il fatto che prima della rivolta del tè ci fu una rivolta per le tasse sulla stampa e che Lutero sfruttò pesantemente i social media dell’epoca per contrastare i testi ufticiali di Roma, ma che proprio quella liberalizzazione portò alla parcellizzazione del protestantesimo. La lettura è di sicuro interesse per tutti i curiosi che vogliono rileggere la storia da un punto di vista un po’ diverso.

Carnevale della Matematica #85

[Carnevale della matematica]

“zampettando tra i cespugli”
(dalla Poesia gaussiana)

Benvenuti all’ottantacinquesima edizione del Carnevale della Matematica! Ve lo dico subito: Il numero 85 non ci dà molte soddisfazioni numeriche – ma neppure chimiche: chi ha mai visto dell’astato? Al limite ho scoperto che esiste una codifica Ascii85 che codifica quattro caratteri binari in cinque caratteri stampabili, e che parrebbe essere usata all’interno dei PDF. È un numero difettivo, decagonale e ottaedrico; inoltre è un numero triangolare centrato e quadrato centrato. È somma di due quadrati in due modi diversi; se non si vogliono usare 0 e 1 è il più piccolo numero con questa proprietà. I curiosi potranno al più avventurarsi in territori inesplorati: 85 è un numero idoneo e un numero di Smith. Fine: ce la siamo cavata in fretta, no? Ma passiamo alla parte seria del Carnevale: i contributi dei partecipanti.

Iniziamo subito con Dioniso! Anzi no, abbiamo davvero iniziato con lui perché la cellula melodica che vedete in alto è opera sua. Ma per chi non ama la musica e preferisce la buona tavola, su Pitagora e dintorni Dioniso ci presenta un Dialogo su una bottiglia di Klein. Cito: «…E così è nata l’idea del Ristorante Superficiale con ricette euclidee e non, camerieri vestiti da gesuiti, tavoli di Möbius e musica di Battiato…»

Spartaco Mencaroni e il suo coniglio mannaro ci deliziano invece con il racconto Esecuzione perfetta: come ci racconta l’autore, «un racconto bizzarro, sfuggente come una foglia d’autunno, parla più della poesia e della musica che della matematica e della geometria nascoste dentro alle cose. Ma tant’è, siamo a maggio e si vede.»

Gianluigi Filippelli questo mese si è scatenato, e spazia a 360 gradi (o se preferite 4πsteradianti: anche noi abbiamo le notizie in 3D!) Ecco qua la lista dei suoi contributi:
Manoscritto matematico di Alan Turing: ritrovato e venduto all’asta un manoscritto del matematico britannico.
Il compleanno di Cheryl e altre facezie: un post leggero su uno dei quesiti logici delle ultime olimpiadi matematiche asiatiche diventato virale sul web (e che ha avuto anche successo nelle classi dove l’ho proposto!)
L’articolo matematico più breve al mondo: speed post su un articolo scientifico di 4 righe sulla congettura di Eulero.
Trisecare con gli origami: presento un paio di tecniche di trisecazione che fanno uso dell’antica arte del piegare la carta.
L’entropia di un documento: è possibile applicare l’entropia alla letteratura e al linguaggio? A quanto pare sì!
I problemi della teoria dei numeri: ritornano i Rompicapi di Alice con un post in cui metto in fila un po’ di problemi tipici della teoria dei numeri, iniziando con il problema dei tre marinai e finendo con i quadrati magici.

Zar si è invece dato alla geometria, con Un paradosso geometrico (che secondo un illustre membro del il socialino araba fenice è stato proposto da Lewis Carroll) e la sua soluzione. Inoltre ha recensito Scienziaggini, un elettrolibro di Cristiano “Mix” Micucci uscito per #altramatematica. La sua recensione è qui: potete anche leggere la prefazione di Peppe Liberti o se non avete nulla da fare quanto ho scritto io.

Abbiamo poi una new entry: Mathisintheair, un blog dedicato alla divulgazione della matematica applicata… cioè quella che non vi insegnano mai a scuola. Per saperne di più (su chi fa parte di Mathisintheair) potete leggere la loro presentazione. Se invece volete saperne di più sulla matematica applicata, in questo mese hanno scritto tantissimo!
Come volevasi crittografie: introduzione alla crittografia – un articolo introduttivo sulla crittografia che parte da Snoopy ed arriva a crittografare “Luke sono tuo padre”, passando per Cesare e Turing
– Probabilità al ristorante cinese (parte 1 e parte 2) – una serie di post dedicato alla probabilità per i palati più sottili. Si parte con l’aperitivo e si proseguirà fino al dessert
Messi, il mondo dei più, come si fanno gli alberi e la funzione esponenziale – dal campione di calcio agli alberi, ai batteri ed alla crescita esponenziale
Data Mining: scavare fra i dati come i sette nani o zio Paperone – un articolo che parla del “fantomatico” Data Mining ovvero lo scavare fra i dati (anzi i Big Data) usando la matematica
Biscotti orologi e militari: l’aritmetica modulare: un post che parla dell’aritmetica modulare spaziando da Biancaneve ed i sette nani fino ai generali cinesi ed i loro eserciti.

Annalisa pensa invece a Expo, e su Matetango ci racconta La pasta perfetta…..matematica?. Il tema dell’alimentazione legato a Expo 2015, ricordi di famiglia, curiosità storiche e naturalmente matematiche le hanno ispirato questo post, tutto dedicato alla “pasta”. (buon appetito!)

Leonardo Petrillo ha postato il suo contributo sul Tamburo riparato: il post si intitola Triangoli e trapani: il triangolo di Reuleaux ed è incentrato su una particolare figura geometrica che si ottiene tracciando da ogni vertice di un triangolo equilatero un arco di circonferenza avente per raggio il lato del triangolo e per estremi i vertici opposti: il triangolo di Reuleaux.

Mister Palomar ci presenta un “bi-post” (prima e seconda parte): Quante sono le possibili scale musicali? La faccenda è, ovviamente, essenzialmente matematica, ma anche strettamente collegata alla storia della musica del Novecento, in particolare alla ricerca di Olivier Messiaen e ai suoi “modi a trasposizione limitata”.

MaddMaths! ha molto parlato di fumetti in giro per l’Italia. Che c’entra questo con la matematica? Beh, leggete Da Rat-man a Math-man: il reportage, che racconta di come è andata la gita di Leo Ortolani al Dipartimento di Matematica “Giuseppe Peano” dell’Università di Torino. Ci sono poi due puntate delle Ripetizioni di Davide Palmigiani: “Mappa” e “Quotidiano”. Roberto è alle prese con la matematica che proprio non gli piace. Riuscirà Davide ad interessarlo? C’è poi la serie dei quattro video delle conferenze della serie Matematici al lavoro, che si sono svolte a Roma dal 9 al 30 aprile 2015, in occasione della mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Numeri. Tutto quello che conta, da zero a infinito. Il primo incontro si è svolto il 9 aprile, ed era con Piermarco Cannarsa (Università di Roma “Tor Vergata”) e Adriana Garroni (Sapienza Università di Roma), aveva come titolo ALLA RICERCA DEL MASSIMO E DEL MINIMO, ed era condotto da Luigi Civalleri. Il secondo incontro si è svolto il 16 aprile, ed era con Paolo Baldi (Università di Roma “Tor Vergata”) e Marco Isopi (Sapienza Università di Roma), aveva come titolo EPPUR SI MUOVE (A CASO), ed era condotto da Silvia Bencivelli. Il terzo incontro si è svolto il 23 aprile, ed era con Francesco Pappalardi (Università di Roma Tre) e Enrico Arbarello (Sapienza Università di Roma), aveva come titolo NUMERI E GEOMETRIA, ed era condotto da Rossella Panarese. Infine, il quarto incontro si è svolto il 30 aprile, ed era con Roberto Natalini (IAC-CNR) e Emanuele Caglioti (Sapienza Università di Roma), aveva come titolo LA MATEMATICA E LA REALTÀ, ed era condotto da Stefano Pisani. Infine segnala l’avvincente cronaca della finale della Gara a squadre delle Olimpiadi di Matematica 2015, tenuta da Luigi Amedeo Bianchi. (La cronaca, non la finale!)

I Rudi Matematici hanno la grandissima fortuna di avere Alice che raccoglie e Doc che invia. Nel mese trascorso:
– Continua la saga sulla teoria dei gruppi: opera magna del Capo che ha trovato posto anche in un premiato libro dei Rudi.
– Il Compleanno del mese è intitolato a Oscar Zariski e ha scatenato una lunga discussione sul rapporto tra poesia e matematica.
– Un Quick&Dirty che ha infiammato i loro lettori abituali: Testa e croce sbilanciato.
– La solita soluzione del problema del mese, un problema di logica (ninfe al bivio) che ha trovato tutti in disaccordo.

E io che ho scritto? Poca roba, invecchiando divento pigro. Sul Post trovate una parola matematica: mantissa (dall’origine addirittura etrusca!) e un post, Dai numeri immaginari ai quaternioni, in cui cerco di mostrare cosa manda in brodo di giuggiole un matematico – no, non è semplicemente “fare matematica”, quello sarebbe troppo facile. Qui sulle Notiziole trovate qualche quizzino della domenica (Pensa a un numeroDin donGuardatemi! e alcune recensioni: Matematica in cucina, che parla della matematica nel pelare le patate; How to Build a Brain, opera prima di Richard Elwes che però mi è piaciuta meno delle sue seguenti; e se proprio volete Superfici ed essenze, che in effetti parla anche di analogie nelle operazioni matematiche. Infine occhei, mi sono perso, dove prendo un articolo di giornale e cerco di capire che cosa vogliono davvero dire.

A giugno Il coniglio mannaro ospiterà il Carnevale #86: preparatevi!