Un mio miniebook (in regalo)

Se ricordate, un paio di settimane fa avevo raccontato di David Foster Wallace a Torino, in occasione del decennale del suo suicidio. Per prepararmi bene, mi ero scritto una serie di appunti che sono diventati così lunghi da superare il testo tipico non solo di un mio post (quello è facile) ma anche di uno su Medium. A questo punto ho ancora aggiunto qualcosa e ho preparato un ebook, pubblicato per le Elettroedizioni Bipunto che dovreste ben conoscere per i Quizzini della domenica (che tra l’altro questa settimana sono in edicola per Hachette, col titolo “Enigmi seri e meno seri”).

Chi volesse leggerlo lo troverà all’URL http://xmau.com/bipunto/dfw.html in formato epub e mobi. La licenza è CC-BY-NC, il che significa che non lo potete rivendere ma potete usare come volete il materiale ivi contenuto purché per scopi non commerciali. Buona lettura!

Quizzino della domenica: ore palindrome

Un orologio digitale (che segna ore, minuti e secondi sulle 24 ore) ogni tanto mostra un’ora palindroma, se non consideriamo i “:”. Alcuni esempi: 0:34:30, 21:33:12, 1:20:21. Qual è il minore intervallo di tempo tra due ore palindrome?


(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p341.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Varsity Math; figura di JayNick, da OpenClipArt)

_Trash_ (libro)

Ultimamente Codice azzecca una serie di copertine. Questa, con quello che sembra un iceberg ma in realtà è un sacchetto di plastica, è un’introduzione perfetta a questo libro (Piero Marin e Alessandra Viola, Trash: Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti, Codice 2017, pag. 271, € 25, ISBN 9788875787219, link Amazon), che parla di rifiuti di tutti i tipi con una certa qual predilezione per la coprofilia, se devo dirla tutta. Nella cornice del testo ci sono moltissime brevi schede, un paio di pagine ciascuna, che si focalizzano su sottotemi specifici con un occhio di riguardo sia alla depauperazione del nostro pianeta che sulle possibilità di trovare un modo per evitare la proliferazione dei rifiuti. Alla fine del libro c’è anche una biblio- e sitografia per chi volesse approfondire quanto è stato scritto in modo necessariamente stringato.
Credo che un libro come questo sia davvero utile per dare al lettore non tanto un’idea sulla complessità della materia – non è certo un libro divulgativo che può farlo – quanto dell’esistenza di mille sfaccettature. La speranza è che si mugugni di meno quando ci tocca fare la raccolta differenziata, e che proviamo a essere un po’ meno prigionieri della cultura usa-e-getta (la cui nascita è ben raccontata nel libro, tra l’altro).

Oggi ATM non mi ha amato

Stamattina sono andato con Anna dalle parti di piazza Napoli. Per tornare indietro, visto che poi lei doveva andare all’Esselunga di viale Suzzani e io dovevo prendere l’auto per caricare la spesa, abbiamo preso la 90 fino a Lotto per poi andare sulla lilla. Il filobus è arrivato tranquillamente, siamo scesi in metropolitana, e una volta saliti mi sono accorto che i treni terminavano alla stazione Domodossola. Controllo sul sito: c’era un guasto tra Garibaldi e Cenisio. Saliamo e scopriamo che non c’è traccia dei bus sostitutivi, anzi non c’è nemmeno traccia di un omino ATM. Ci incamminiamo verso corso Sempione per prendere un 10: in effetti ce n’è uno, ma è fermo perché il solito coglione ha parcheggiato il suo Duster in modo tale da bloccare la curva del tram. (Nota a latere: secondo me il tram dovrebbe far finta di niente e passare. Tanto era una Carrelli, non si sarebbe fatta nulla). Proseguiamo fino al Monumentale, dove prendiamo un 33 e scendiamo a Garibaldi: a questo punto Anna dice “vabbè, faccio la spesa qua” e io prendo un BikeMi per tornare a casa. Arrivo, poso, e per una volta che non passo la tessera mi accorgo che non mi arriva la mail di riconsegna. Torno indietro: la bici è bloccata, ma non è arrivata la notifica. Chiamo l’infoline segnalando tutta la cosa, compreso numero di bici, stazione e stallo: intanto il led da verde diventa rosso. Risultato: ufficialmente avrei tenuto la bici quasi un’ora, pagando quindi la penale 🙁

Zuckerberg ha pensato a me

Quando Facebook ha deciso che eravamo tutti bimbominka e ha cominciato a fare le animazioni quando scrivevamo “auguri / congratulazioni / baci” e simili mi è davvero saltata la mosca al naso. Ricordate che io sono anzyano, e per me la rete è fondamentalmente testuale: una cosa del genere grida vendetta al cospetto del dio della rete. Il risultato pratico è stato cominciare a storpiare le parole: “augùri / auguuuri / congratulescions” e così via.

Mi sa che non sono stato il solo: da qualche tempo, se uso una di quelle parole chiave appare una crocetta vicino che posso cliccare per evitare le animazioni. Era ora, anche se continuo a non capire perché la semplicità non sia il default.

casse automatiche ma non troppo

Ieri mattina mentre andavo in ufficio mi sono fermato al Carrefour vicino per prendere le schiscette per il pranzo quando vado in palestra, sfruttando i buoni pasto elettronici (che lì si scalano usando il POS del Bancomat). Mentre pago, chiedo alla cassiera se la tessera funziona anche nelle casse automatiche: la risposta è stata “sì, se c’è l’operatore”. Non mi sembra una grandissima idea avere quelle casse, insomma… (In generale tendo a usare le casse automatiche solo in casi particolari: chiaramente sono più lento di un cassiere e non è che gli altri utenti siano degli Speedy Gonzales, quindi si rischia di metterci più tempo anche quando non si fanno errori)