Ci sono brave persone

Stamattina ho preso la bici per andare alla visita oculistica di controllo (per i miei fan: ne parlo domani). Ho messo nel portapacchi la cartellina trasparente con tutti i miei esami, dentro una di quelle sacchette di plastica colorata. Arrivato a Crocetta, mi accorgo che la sacchetta c’è ancora, ma la cartellina no. Presumibilmente i masselli malmessi nelle vie del centro l’hanno fatta cadere. Torno indietro fino a piazza della Scala per vedere se la trovo: niente. Di per sé la cosa non è un dramma, perché io scansiono sempre tutto: ma è comunque una scocciatura.

Arrivo un po’ in ritardo e trafelato, spiego la cosa al dottore, e mentre lui mi visita mi squilla il telefono. Era il Policlinico (io oggi in realtà ero al Regina Elena, dall’altra parte della strada) che mi avvisa che qualcuno aveva trovato la cartellina e gliel’aveva portata. Grazie, ignoto raccoglitore!

Quizzino della domenica: luoghi

La scorsa settimana, mentre la pioggia lasciava posto al sole, nell’arco di pochi secondi mi sono passati in un baleno immagini di Rossano Veneto (VI), Aranno (Canton Ticino), Giaveno (TO), Verdello (BG), Azzano Decimo (PN), Induno Olona (VA) e Viola (CN). Cosa troverò alla fine?



(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p344.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema mio: immagine di ternsq, da OpenClipArt)

Una casella gmail “perduta”

Stamattina mi è venuto in mente di creare una casella gmail “xmau” perché dire “dotmaudot” è sempre incasinato. Gmail però vuole almeno sei caratteri, quindi ho provato a mettere xmau00… che risultava già usato. Dopo qualche minuto ho pensato “beh, magari sono stato io a creare quell’utenza!” Peccato che non avessi nessuna idea di quale fosse la mia risposta alla domanda segreta – o meglio quella che immaginavo non funzionava – e non era indicato nessun indirizzo a cui farsi inviare un codice di conferma, o se per questo un indirizzo di forward delle mail. Una ricerca rapida nella mia cartella di posta ha stabilito che dovevo aver creato quella casella nel 2009, ma ovviamente la password non era segnata…

Per farla breve, ho provato una decina di password diverse e alla fine sono riuscito a entrare. È stato interessante notare che c’erano tipo seicento messaggi di spam… ma gli ultimi risalivano ad aprile 2016. Dopo un po’ Google si scoccia di salvare posta?

Diego Fusaro e i giornalisti

Giovedì il Giornale ha pubblicato un’intervista ad Aurora Pepa. Chi sarebbe questa signora? La fidanzata di Diego Fusaro. Chi è Diego Fusaro? Se non sapete chi sia, siete fortunati 🙂 La signora Pepa nell’intervista afferma di essere illibata, e per il resto spiega «lui si sveglia, si mette a studiare, io cucino per lui, pulisco per lui, stiro le sue camicie.»

Il migliore giudizio è stato quello scritto ieri dal mio amico Pier Luigi Tolardo, che cito in toto:

Aurora Pepa, fidanzata ufficiale del filosofo Diego Fusaro è ufficialmente, per me, la persona pubblica più spiritosa del 2018 e probabilmente del 2019: ha dichiarato in un’ intervista di essere ancora vergine, che non fa l’amore con Fusaro e di dedicarsi esclusivamente ai lavori domestici che in casa svolge solo lei, in attesa di sposarsi in chiesa.
L’intervista è una deliziosa presa in giro per centinaia di migliaia di italiani e italiane che in queste ore hanno abboccato all’amo e stanno commentando con battute volgari e pensieri più o meno progressisti.

Qualche ora dopo, LVI (nel senso di Diego Fusaro) ha scritto il post che ho scrinsciottato e messo qui in apertura. In effetti ha ragione: un giornalista a cui vengono raccontate queste cose non può “uscire dalla storia” e aggiungere le sue considerazioni. Sarebbe stato molto più corretto che Andrea Riva rifiutasse di pubblicarlo, togliendo così un po’ di pubblicità al fidanzato della signora Pepa. Sarebbe stato meglio per tutti, no?

_Storie di parole arabe_ (libro)

Non fidatevi troppo del titolo di questo libro. (Alessandro Vanoli, Storie di parole arabe, Ponte alle Grazie 2016, pag. 147, € 13,50, ISBN 9788868335342, link Amazon) Come l’autore del resto spiega nell’introduzione, questo non è un trattato etimologico, e le parole raccontate non sono nemmeno necessariamente arabe. La parola chiave è “storie”, nel senso di racconti. Vanoli è uno storico, e si è divertito a raccontare come certi termini di uso comune hanno una storia molto lunga che viaggia su e giù per il Mediterraneo e le sue varie culture nello spazio e nel tempo. I racconti sono tutti molto belli da leggere: solo gli ultimi due, nati prima dell’idea del libro e più lunghi degli altri, avrebbero forse avuro bisogno di una piccola asciugatura per eliminare qualche ridondanza. Una lettura rilassante, soprattutto in questi tempi di odio.

Le simmetrie che non ci sono

Vi sarete sicuramente accorti che non ho parlato della vicenda del talk di Alessandro Strumia al 1st Workshop on String Theory and Gender (Nota che mi alienerà la totalità delle mie lettrici: l’idea di fare un colloquio con quel nome mi pare assolutamente balzana. Sarebbe per me stato molto più logico introdurre le quote rosa nelle presentazioni dei convegni. Il gender è evidentemente un problema, ma è un problema sociale, non della teoria delle stringhe)

Ad ogni modo, con una settimana di ritardo leggo il pippone di Andrea Giammarco e non ho molto da aggiungere. Innanzitutto, la presentazione è stata ritirata dal sito del Cern a causa della possibile diffamazione nella slide 15 (con nomi e cognomi di chi avrebbe fatto fuori Strumia). Io personalmente avrei semplicemente tolto la slide incriminata, ma non è un problema mio: tanto le slide sono recuperabili più o meno ovunque.

Quello che però mi pare molto più interessante, e che Giammarco mi ha fatto il favore di verificare, è che i dati portati da Strumia hanno un bias. Da un lato ha scientemente nascosto che per esempio nel famigerato concorso la commissione era composta da sette persone di cui una sola donna, e che i vincitori sono stati cinque ma dei risultati degli altri quattro non ha fatto parola. Ma soprattutto i suoi dati statistici non hanno tenuto conto di altri fattori che potevano modificare il risultato, un po’ come quando scrisse dei paper per spiegare un effetto che in realtà non c’era (per i non fisici, soprattutto i non fisici teorici: non è un peccato scrivere su qualcosa che poi si verifica essere un errore sperimentale, fintantoché l’articolo è scritto in modo scientifico e sensato. Tanto tutta la teoria delle stringhe funziona più o meno così 🙂 ) Nel caso in questione Strumia non ha tenuto conto delle condizioni al contorno, cioè che in genere per un maschio è più facile che per una donna poter aspettare una quindicina d’anni dopo il dottorato prima di ottenere un posto sicuro. Dal mio punto di vista di matematico questo chiude la faccenda indipendentemente da tutto il resto.