Quizzino della domenica: divisori

Ho dato ai miei quindici studenti un numero diverso da 1 a 15, e poi ho scritto un numero positivo (abbastanza grande…) alla lavagna, chiedendo loro se era divisibile per il loro numero. C’è stato qualche mormorio verso il fortunato che si era beccato il numero 1, ma alla fine tutti hanno detto “sì, quel numero è divisibile per il mio numero”. In realtà, però, due studenti hanno detto il falso; i due studenti tra l’altro avevano numeri consecutivi. Bene: qual è la somma di quei due numeri?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p208.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Math StackExchange).

_Giocando con l’infinito_ (libro)

rosza-peter La prima cosa da sapere su questo libro (Rosza Péter, Giocando con l’infinito [Játek a végtelennel : Matematika kívülállóknak], BUR 2010 [1954, 1973], pag. 354, € 11,90, ISBN 9788817038966, trad. Giulio Giorello) è che Péter è il cognome di una matematica ungherese del ‘900, che oltre ai suoi lavori accademici scrisse questo testo di introduzione ai temi matematici che ebbe un grande successo in tutto il mondo, con traduzioni in svariate lingue tra cui per l’appunto l’italiano. Onestamente ho trovato l’approccio seguito un po’ pesante per i miei gusti, un po’ per la traduzione di un allora giovane Giulio Giorello che seguiva chiaramente lo stile dell’epoca, ma soprattutto perché il testo mi ha dato l’idea di sfruttare sempre casi particolari per giungere a una generalizzazione che però non ha un vero fondamento. La cosa si vede molto bene nella parte iniziale, dove si comincia con le operazioni elementari: certo che andando avanti fino ai teoremi di indeterminazione di Gödel e all’induzione transfinita di Gentzen (sì, Péter arriva sin là, cosa che negli anni ’50 del secolo scorso non era per nulla scontata) le cose migliorano. Ho qualche dubio sull’approccio che dai disegnini discreti porta allo studio delle curve, ma lì il problema potrebbe essere mio.
Un’ultima nota. Io ho letto la prima edizione italiana del libro, pubblicata da Feltrinelli nel 1973, e nella quale c’erano alcuni errori nel testo (anche stupidi, come scrivere 2/6 e 2/10 anziché 6/2 e 10/2). Per curiosità ho dato un’occhiata alle versione attuale, edita nel 2010 da Rizzoli, e almeno quell’errore è rimasto intatto. Ci deve essere stata una grande fiducia nella traduzione originale, insomma!

semafori e faidatè

Non essendo ancora riuscito a capire a chi segnalare il semaforo malmesso in piazza Stati Uniti d’America, e aizzato dal mio collega Damiano, oggi a pranzo gli ho dato un po’ di botte e ora punta nella direzione giusta (anzi qualche grado oltre, ma non si può pretendere una grande precisione dal sottoscritto). In effetti ha troppo gioco, ci credo che l’imbecille di turno l’abbia girato.

Aggiungo che nessuno mi ha fermato, nonostante il teorico spiegamento di forze dell’ordine.

Associazione S.O.L.E.

Un paio di settimane fa, mentre Anna e io passavamo attraverso il mercato di via Eritrea, ho visto una macchina ferma, con uno striscione di una “Associazione S.O.L.E.”. La mia religione mi vieta di chiedere informazioni sul posto, così mi sono mentalmente annotato il nome e sono andato (con la calma che è la virtù dei forti) a cercare informazioni in rete.

I risultati sono stati strani. L’associazione S.O.L.E. (Società Onesta Libera Etica) esiste. I suoi scopi mi ricordano qualcosa, a parte le virgole a caso: 🙂

«S.O.L.E. nel suo obbiettivo principale vuole quindi dare, finalmente il potere al popolo, quel potere che in Italia il popolo non ha mai avuto. Ciò potrà avvenire attraverso la realizzazione di un progetto politico che preveda, la totale liberalizzazione dell’informazione, una profonda riforma delle istituzioni, nel sistema elettorale, nelle funzioni dei due rami del parlamento ed in alcune altre specifiche funzioni istituzionali.
Progetto che metterà gli italiani nelle condizioni di interferire sull’operato dei governi, e qualora questo si discostino ripetutamente dalla volontà popolare, porti attraverso una serie di passaggi automatici anche alla fine anticipata della legislatura ed a nuove elezioni.»

Ma se si guarda il sito Facebook esso è fondamentalente dormiente, così come il blog – lo vedete da qui. Presumo che Angelo Alessandro Palmeri, che si direbbe un nome importante all’interno dell’associazione, abbia fatto questo e questo, ma ciò non spiega non tanto come mai l’associazione si fosse persa dopo il 2015 – cose che capitano – quanto la sua inaspettata presenza due settimane fa. Qualcuno ne aveva mai sentito parlare?

il colpo di stato in Turchia

La notizia di oggi è che il governo turco ha chiuso più di cento tra giornali, tv, riviste e altri media. Ma d’altra parte ricordo che ai docenti universitari è stato tolto il passaporto – qui potete leggere il messaggio di Betül Tanbay, presidentessa della Società Matematica Turca, e quanto scritto dal Consiglio scientifico dell’Unione Matematica Italiana.

Questo giusto per ricordare a tutti cosa sta succedendo a due passi da casa nostra.

provateci voi, a segnalare un semaforo malfunzionante

All’incrocio tra via della Moscova e piazza Stati Uniti d’America (lato filiale BPM), il solito imbecille ha girato il semaforo che indicherebbe ai pedoni quando attraversare la via, il che rende la cosa pericolosissima. Uno potrebbe pensare che con la quantità di polizia che gira da quelle parti data la presenza dei consolati americano, francese e giapponese e la sede dell’Agenzia delle Entrate qualcuno se ne fosse accorto, ma a quanto pare non è così.
Io sono un cittadino responsabile, e ho cercato di segnalare la cosa. Al sito del Comune di Milano – sezione “Contattami” – ho fatto la segnalazione l’altro ieri, ma non mi è nemmeno arrivato un cenno di risposta: strano, visto che la faccio da utente registrato. Il mio amico Massimo mi ha detto che sono quelli di A2A a gestire i semafori: bene, ho pensato, vado sul sito e faccio la segnalazione. Peccato che a2a.eu è evidentemente studiato per chi vuole diventare cliente o nella peggiore delle ipotesi per chi è già cliente e ha un guasto: o almeno io non sono riuscito a trovare nulla.
Non è che forse ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo?

Addio Salone del Libro a Torino?

Leggo sulla Stampa che l’Associazione Italiana Editori ha deciso: si lascia perdere il Salone del Libro di Torino (che se si terrà ancora sarà più che altro una fiera di campagna) e si fa il grande progetto MiBook, di cui non si sa ancora nulla ma deve essere sicuramente una figata. Pesano tutti gli scandali torinesi, pesano i costi (ma davvero l’affitto del Lingotto, nonostante uno sconto del 50% appena generosamente offerto, è il triplo di quello della Fiera, come dice la Busiarda? Repubblica non è d’accordo), ma immagino pesino soprattutto i grandi gruppi, Mondadori-RCS in primis ma anche GeMS e Giunti.
Certo, dal mio punto di vista trovarmi il Salone a due passi da casa è un vantaggio, e magari riuscirò anche ad andare a vederlo – in questi ultimi anni ci sono solo riuscito quando sono stato a presentare i librini di Altramatematica. Certo, per fare soldi il Salone di Torino aveva sempre stand molto improbabili e che con i libri avevano ben poco a che fare. Ma la mia sensazione è che MiBook sarà una roba per i grandi editori, quelli che ho sempre saltato a piè pari perché tanto li vedo anche in libreria. Ma d’altra parte il libro è una merce.

Père Jacques Hamel

Se non ho capito male mentre stamattina ascoltavo la rassegna stampa di Radio Popolare, il cardinale Tauran ha cercato di minimizzare il più possibile l’omicidio del sacerdote francese avvenuto ieri. Comprendo le ragioni politiche dietro questa scelta, ma non posso non notare che l’assassinio è stato commesso in odium fidei, e che quindi padre Hamel è un martire, almeno per la chiesa cattolica. D’altra parte papa Francesco ha anche esplicitamente detto che l’arcivescovo Oscar Romero è stato martire due volte (la seconda per motivi tutti interni alla Chiesa…), tanto che ha fatto immediatamente partire la sua beatificazione proprio come martire.
Cosa farà in questo caso? Io personalmente credo che ci voglia un segnale forte, e che questo segnale possa essere dato in modo positivo e non negativo. Ma nel mondo di oggi ciò non è detto.