Quizzino della domenica: ancora sui libri più venduti

Nel quizzino precedente raccontavo delle classifiche di vendita dei libri che si trovano nei quotidiani. Ripeto come funzionano: tipicamente si assegnano 100 punti al libro più venduto, e gli altri hanno punteggi relativi a scalare: per esempio un libro che ha venduto la metà delle copie del primo in classifica avrà 50 punti. I punteggi sono sempre arrotondati all’unità: non è però dato sapere se gli arrotondamenti siano per eccesso (quindi un punteggio relativo di 69,01 è arrotondato a 70) oppure all’intero più vicino (69,49 è arrotondato a 69, 69,51 a 70, e diciamo 69,5 anche a 70).

Se i primi cinque libri in classifica avevano questi punteggi: 100, 99, 98, 96, 96 (come la volta scorsa) ma sappiamo che il numero di copie vendute da ciascun libro è stato diverso, quindi i due 96 corrispondono a copie diverse, qual è il minore numero di copie che può aver venduto il primo in classifica per rendere possibile questa classifica? In questo caso immaginate anche che i punteggi possano essere arrotondati per difetto, quindi 69,99 è arrotondato a 69. Naturalmente tutti gli arrotondamenti saranno dello stesso tipo.

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p249.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema originale)

_I maiali matematici_ (libro)

Tutti sanno che i maiali sono molto intelligenti. Ma non tutti sanno che sono anche esperti di logica! In questo libro (Robert Griesbeck, I maiali matematici [Mathematricks], Salani 2016 [2010], pag. 123, € 9,50, ISBN 9788869187971, trad. Alessandro Peroni) Robert Griesbeck racconta di come tre maialini molto furbi e svegli riescono a mettere in scacco il loro insegnante, professor Lardoni, e impedirgli di dare il temibile compito in classe di matematica, sottoponendolo a un fuoco di fila di problemi logici, che il povero professore non riesce mai a risolvere. I problemi sono tutti ben noti; in un paio di casi non garantisco che la traduzione di Alessandro Peroni abbia reso bene il testo originale tedesco, ma generalmente sono tutti risolvibili… beh, forse non già da un bambino di nove anni come indicato su Amazon, ma sicuramente da un ragazzo delle medie. In definitiva, un buon libro per avvicinare i ragazzi alla logica.

OverBook (a mia insaputa)

A inizio aprile, tramite il comune amico Federico, sono stato contattato per sapere se mi interessava partecipare a un progetto di “lettura creativa” che partirà quest’autunno: gli scrittori non parleranno dei propri libri ma di quelli che sono stati per così dire “di formazione”. Rispondo di sì, in fin dei conti è sempre divertente provare a fare qualcosa di nuovo. Nella chiacchierata mi si accenna che si pensava a un evento di promozione in occasione di Tempo di Libri. Io registro la cosa e me ne dimentico, come al mio solito.
Oggi mi arriva un messaggio da Google Alert: lo apro, pensando che ci sarà stato il solito sito che distribuisce copie pirata dei miei libri, e invece scopro che questo sabato alle 19 parteciperò all’evento di presentazione di OverBook al palazzo delle Stelline. L’ingresso è libero: cosa farò, oltre che il “finto studente”, non lo so 🙂

A chi facciamo il test di Turing?

Ieri sulla Stampa è apparso un articolo che racconta delle edit war tra bot in Wikipedia. Traduzione per chi non è addentro: le edit war capitano quando una modifica a una voce dell’enciclopedia continua a venire inserita ed eliminata da due utenti che evidentemente hanno idee diverse su qual è la versione corretta; un bot (abbreviazione di robot) è un software che scandisce le pagine dell’enciclopedia per fare correzioni di tipo sintattico, come sostituire “perchè” con “perché”, che non hanno bisogno di molta attenzione umana e si possono fare automaticamente.

L’articolo riprende uno studio dello scorso febbraio sul comportamento dei bot nella versione in inglese di Wikipedia tra il 2001 e il 2010 (!), e poi continua con un esempio sull’edizione nostrana riguardo alla voce su papa Benedetto VIII, spiegando come «La sera del 28 febbraio è iniziata una lotta di correzioni reciproche tra due bot» sul fatto che i conti di Tuscolo siano “conti” con la minuscola o “Conti” con la maiuscola. I due bot sono “Yuma” e “Fra00”. Ora, mi pare troppo pretendere che qualcuno che non sia un contributore assiduo a Wikipedia in italiano sappia che qui da noi tutti i bot devono terminare con “bot” per poterli riconoscere al volo; però non mi pare troppo provare a vedere le due pagine utente per scoprire che Yuma e Fra00 sono due esseri umani in carne e ossa, e non dei bot. Ma forse ho capito male io: è l’articolo della Stampa ad essere stato scritto da un bot, che sarebbe quasi riuscito a passare il test di Turing se non fosse stato per quella svista…

I misteri di Android

Il mio Sony Xperia Z2 tipicamente non consuma tantissimo, almeno con il mio uso: posso caricarlo una volta ogni due giorni. La scorsa settimana, però, mentre ero in montagna il livello della batteria ha iniziato a scendere di brutto. D’accordo, lo usavo di più: ma non fino a quel punto, e comunque l’app che consumava di gran lunga di più era Google Play Services. Ho tolto la ricerca wifi (che tanto non avrebbe dato risultati) e l’ubicazione: niente da fare. Ho chiuso tutte le app, spento il telefono, aspettato mezz’ora, riacceso: niente da fare. Domenica, tornato a casa e rimesso il wifi, tolgo l’accesso ai dati. Miracolo: il consumo anomalo della batteria si blocca. Anche rimettendo l’accesso dati il telefono è tornato normale: per dire, ancora ieri pomeriggio, a trenta ore dall’ultima carica, la batteria è all’80% e l’app che ha consumato di più è “Cellulare in standby” 🙂

Cosa può essere successo?

Attenti ai telefoni (nuovi)

Da un po’ di tempo il telefonino di Anna è in realtà intestato a me, infilato nel bundle con la linea di casa (in realtà visto il suo tipo di lavoro pago un’ulteriore opzione per minuti più o meno illimitati, ma questo è irrilevante nel contesto) Il problema è che in tutte quelle opzioni non sono compresi affatto gli SMS e quindi pago separatamente per 500 messaggi ogni mese (30 giorni? 28 giorni?), pagamento che è fatto separatamente a quello del telefono.
Venerdì, mentre io e i bimbi eravamo in montagna, Anna mi chiama e mi dice che non riesce più a inviare messaggi e di guardare sul sito come mai. Io le rispondo che la password non me la ricordo, ma sarà sicuramente sul mio PC che era rimasto a casa, e che poteva controllare direttamente lei. Torno domenica, poso le valigie, prendiamo e andiamo a pranzo dai nonni, e lei mi rammenta che non ho ancora fatto il controllo. Ok, le dico, chiama il 40916 e senti se hai credito. Risposta: meno 0,03 euro.
Rientrati finalmente a casa guardo cosa è successo, e mi trovo una sfilza di notifiche di SMS inviato a quindici centesimi cadauna. Le notifiche partono dal 2 aprile, quando Anna ha cambiato telefono (e SIM, ma questo non dovrebbe contare). Prendo il suo telefono e scopro che nei settaggi le notifiche sono automaticamente abilitate.
Ora direi che è una fortuna che io non avevo messo la ricarica automatica, e quindi alla fine dei conti sono usciti sette euro di notifiche. Però consiglio a tutti di controllare attentamente le impostazioni di default! (Ah, Anna vedeva gli sms flash con la notifica del corretto invio, ma pensava che fosse una feature del nuovo telefono 😉 )