Pi: A Source Book (libro)

Perché questo libro (Lennart Berggren, Jonathan M. Borwein, Peter B. Borwein, Pi: A Source Book, Springer 2004³ [1996], pag. 816, ISBN 9781475742176) si intitola “A Source Book”? Semplice: perché raccoglie articoli su pi greco, generalmente riguardo ai modi in cui può essere calcolato. Gli articoli spaziano per quattro millenni, dalla traduzione della prima formula per calcolare pi greco che conosciamo, tratta dal papiro di Rhind, fino ai giorni nostri. C’è anche un brano di Umberto Eco dal Pendolo di Foucalt, ma è un’eccezione. Il testo è ovviamente nato per essere di riferimento e non letto, anche perché molti degli articoli sono davvero tecnici: e va già bene che in questa edizione Viète e Huygens sono stati tradotti dal latino. Secondo me però si sarebbero potute evitare alcune ripetizioni di temi, che non portano grandi informazioni aggiuntive. Una nota per chi si lamenta che non si arriva mai in fondo ai libri: a pagina 678 c’è scritto che Tolomeo ha approssimato pi greco con 3 + 8/60 + 30/3600, 3,141666… che è il perimetro di un 360-gono regolare inscritto in un cerchio. Ovviamente non può essere così, visto che l’approssimazione è per eccesso.

Ci sono giardinetti e giardinetti

Vi ricordate due settimane fa annuncio della SuperLeague seguito immediatamente da un’alzata di scudi delle squadre italiane di serie A che non erano state invitate? Bene: la Lega Calcio di serie A ha appena proposto di cambiare il format della Coppa Italia, togliendo le squadre di serie C e D che partecipavano anch’esse. Motivo? Esattamente lo stesso: guadagnare di più dai diritti televisivi. Incredibile, vero?

Statistiche del sito per aprile 2021

Rispetto a marzo, potremmo dire “più visitatori, meno pagine”. I visitatori unici sono stati 17490 per 33791 visite; le pagine accedute sono state 91305, con 263844 hit. I weekend 3-4 e 24-25 e sabato 10 aprile hanno avuto meno di 1000 accessi. La top 5 vede tre post del mese:

  1. Eupnoico: 1671 visite
  2. Concentrato di fallacie: 606 visite
  3. Il contagio dell’algoritmo (libro): 476 visite
  4. I bonifici di venerdì santo: 362 visite
  5. Quanti giorni ha la quaresima?: 328 visite

C’è poi Stampa, distanziamenti e quadrati su uno dei miei blog di scorta che è arrivato a 567. L’unico evergreen sopra i 500 accessi sono il solito romanaccio, con 1500 accessi. Infine il mio post sul
Post Come usare i dati e le curve sul coronavirus ha portato ben 486 accessi.
Ah, il librino su DFW è stato scaricato 37 volte (più 19 in mobi) e Matematica liofilizzata 34 volte (più 25 in epub), il che è parecchio strano.

insetti da mangiare

Leggo sul Post che l’UE ha autorizzato il consumo alimentare umano di una specie di insetti (le larve delle tarme della farina, che non fa venire voglia di provarle).

Oggettivamente non ho grandi problemi a mangiare insetti. Mi è capitato di mangiare una cavalletta fritta che aveva portato il mio amico gourmet Carlo Spinelli. Come sanno tutti, una cosa fritta è sempre buona :-) e del resto ho anche mangiato le rane fritte, da buon piemontese almeno di nascita. Quindi non vedo un grande problema. Però sapevo che già da alcuni anni c’erano posti dove poter mangiare insetti. Ergo, cosa diavolo ha fatto l’UE? Prima c’era un’autorizzazione temporanea (che c’è ancora adesso per tutto il resto)? Facevano finta di nulla?

Breve e universale storia degli algoritmi(libro)

Il lettore ideale di questo libretto (Luigi Laura, Breve e universale storia degli algoritmi, Luiss University Prss 2019, pag. 136, € 14, ISBN 9788861054264) è una persona curiosa di sapere perché si parla tanto di algoritmi. Nelle poche pagine del libro si trova infatti di tutto: dalla storia degli algoritmi ai big data, dalla definizione di linguaggio di programmazione ai problemi da risolvere (con le risposte, non preoccupatevi!) Chiaramente gli argomenti non possono essere trattati in profondità, vista la dimensione del libro; però bisogna dire che il titolo del libro è corretto, sia per la brevità che per l’universalità della trattazione.

Atleti trans

Le dichiarazioni di Caitlyn Jenner contro la partecipazione delle ragazze trans negli sport femminili hanno sicuramente fatto un po’ di scalpore (anche se nemmeno troppo qui in Italia, dove abbiamo altre cose a cui pensare).

Sicuramente non si può dare della terf a Jenner. In fin dei conti lei ha gareggiato (e vinto l’oro olimpico…) come maschio. Il problema nelle gare sportive di atletica è che ci sono indubbie differenze fisiche tra maschi e femmine. Poi è chiaro che se io avessi dovuto gareggiare tra le donne sarei comunque finito in fondo alla classifica, ma quella è un’altra storia. Proviamo a vedere la cosa in un altro modo. Se una donna fosse stata imbottita di ormoni maschili fin da piccola, pur senza farle cambiare sesso, sarebbe corretto farla gareggiare con le altre donne?

Ad ogni modo, ricordo ai più giovani che è quasi mezzo secolo che si parla di questi temi. Mi sa che alla fine si decideranno a fare campionati trans…

Fedez, Rai e tutto il resto

Sono due giorni che la diatriba tra Fedez e la Rai per l’intervento del primo nel concertone del primo maggio promosso dal secondo sta riempiendo tutti i media. Posso tranquillamente confessare che non ho nessuna idea di chi abbia ragione e chi torto, non intendendo usare i miei poveri neuroni per valutare i dati che si trovano in giro.

Mi limito quindi a due domande. Per la prima credo di non essere così originale: ma la gente è davvero così interessata a queste cose? (no, non voglio sapere la risposta, lasciatemi sperare). La seconda è forse un po’ più interessante. La Rai non poteva limitarsi a non far vedere il pezzo di Fedez?