Le tracce di italiano all’esame di stato

In questi giorni ho scoperto – con colpevole ritardo, lo ammetto – che non c’è più il “tema” alla maturità ma si parla di “testo argomentativo”, o più precisamente «RIFLESSIONE CRITICA DI CARATTERE ESPOSITIVO-ARGOMENTATIVO SU TEMATICHE DI ATTUALITÀ». (Che la maturità non si chiami maturità lo so da una vita, ma è una di quelle cose assolutamente inutili. Per dire, se io chiamo la segreteria della scuola dei gemelli mi chiedono se frequentano le elementari o le medie, mica la scuola primaria oppure secondaria di primo grado).

Nel mio socialino di nicchia ci siamo naturalmente accapigliati a proposito della traccia sull’iperconnessione, con gli insegnanti che si lamentavano perché tracce così servono solo a far scrivere agli studenti quello che i professori – o peggio ancora i funzionari del ministero che aggiustano le tracce… – vogliono sentirsi dire, e il gruppetto di noi anzyani che dopo decenni di vita lavorativa sappiamo sin troppo bene che scrivere quello che l’interlocutore vuole sentire è fondamentale per sopravvivere. La domanda che mi sono poi posto è leggermente diversa: che cosa vogliamo capire dalla prova scritta di italiano alla maturità? La domanda non è poi così peregrina. All’esame orale si vedono le conoscenze maturate, nel secondo scritto pure, ma la riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo a che serve esattamente?

Paolo “Wolly” Valenti

Non posso certo dire che Wolly fosse un mio amico. Per dire, non sapevo neppure che fosse malato. Era però una di quelle persone con cui ci si conosceva da una vita, quando a essere in rete non eravamo in troppi; ed è sempre stato pronto ad aiutare chi aveva bisogno di qualche dritta su WordPress. (Per dire, il plugin che tiro fuori ogni anno per contare i post che ho scritto è suo). Ecco, quando muoiono le persone come lui il mondo diventa un po’ più triste.

Stocard e l’assistenza utenti

La scorsa settimana di punto in bianco Stocard non si apriva più. Nema problema, penso, tanto avevo caricato sul loro cloud le tessere: basta aprirlo da un altro telefono e controllare. Lo faccio: non vedo nessuna carta. A questo punto comincio a preoccuparmi e scrivo all’assistenza clienti, ottenendo una risposta

Thank you for reaching out to Stocard!

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Rispondo aggiungendo il mio codice utente: nessun feedback. Domenica provo a disinstallare l’app e reinstallarla (dopo avere provato a cancellare cache prima e dati dopo), e tutto torna miracolosamente a posto. Probabilmente l’ultimo aggiornamento era rimasto fermo a metà, anche se non mi è chiaro perché sull’altro telefono non vedessi le mie carte. Scrivo per la terza volta: di nuovo un silenzio tombale.

D’accordo, [MILANESE MODE ON]non pago e quindi non posso pretendere[MILANESE MODE OFF], ma almeno un po’ di messaggi automatici potevano implementarli…

sciopero e presidio

Ieri c’era uno sciopero del gruppo Tim, contro il piano “industriale” (che in realtà, per quel poco che si è riusciti a sapere nei quasi quattro mesi dal momento in cui è stato annunciato, sarà più che altro finanziario). Non conosco le percentuali di adesione e non ho idea di come sia stata la manifestazione nazionale a Roma (che tanto era stata concessa per 1000 persone); quello che posso dire è che il presidio milanese in piazza Cordusio è stato un flop, con un centinaio circa di persone. (La foto mostra solo un gruppetto di persone, perché gli altri erano dietro di me :-) )

Nessuno pensa che lo spezzatino previsto da “Pietro” (Labriola) non ci sarà, nemmeno se ci fosse stata una partecipazione oceanica. Potrebbe anche essere vero che separando societariamente la parte di rete fissa da quella mobile e dai servizi i regolatori toglieranno i paletti che ha TIM: io non ci credo molto, ma chiaramente non ho agganci altolocati. Quello che credo è che con questa mossa Vivendi spera di rientrare almeno in parte dei soldi che ha perso, mentre il governo ha bisogno di trovare un modo di riprendersi la rete fissa; tutto qui. Per il resto, aspettatevi un customer care peggiore dell’attuale (sì, si può); una gestione dei guasti che continuerà il trend attuale (adesso qualche volta arriva ancora il tecnico Tim, in futuro sarà sicuramente un subappaltato). Ma tanto io alla pensione dovrei comunque arrivarci :-P

atlete trans e gare

La FINA ha deciso che le donne trans non potranno partecipare alle gare internazionali con le donne cis, a meno che non abbiano iniziato le cure ormonali per la transizione prima della pubertà. Il motivo sarebbe che «l’aver vissuto la pubertà come maschi darebbe alle donne transgender un vantaggio fisico duraturo e irreversibile rispetto alle atlete cisgender.»

Io non ho le competenze per affermare che questo sia vero. Posso solo pensare che non ha molto senso dire “sì, ma ci sono donne che hanno comunque tassi di testosterone altissimi”, perché loro sono nate così. Quello che però mi chiedo è cosa succede se un maschio cis si bomba di ormoni androgeni da ragazzo senza gareggiare ufficialmente e poi smette. Si accorgeranno del doping pregresso? Se a questa persona viene impedito di gareggiare la misura mi parrebbe equa: altrimenti abbiamo un problema ancora maggiore di quanto si possa immaginare, e soprattutto staremo sempre più avvicinandoci ad avere un esercito di cyborg che faranno le gare al posto nostro. Mi sa che il “citius, altius, fortius” sarà sempre più problematico…

etica peculiare

I gemelli stanno guardando The Good Place. Sono arrivati all’episodio in cui Michael tira fuori il dilemma del tram: un tram sta per uccidere cinque persone legate sui binari, ma noi possiamo farlo deviare e farlo finire su un altro binario dove c’è una sola persona. Cosa facciamo?

La risposta di Cecilia è stata “è la stessa cosa, tanto prima o poi muoriamo tutti”.

Quizzino della domenica: le moltiplicazioni sono gratis

Partendo dal numero 1 (che ha costo 0), si possono ottenere tutti i numeri interi positivi sommando o moltiplicando due di quelli già ricavati. Al primo passo si può solo ricavare 2 (1+1); al secondo passo si può arrivare a 3 (1+2) e a 4 (2+2, oppure 2×2). C’è però un piccolo problema: mentre le moltiplicazioni sono gratis, ogni addizione ha costo 1. Pertanto il numero 2 ha costo 1, il numero 3 ha costo 2, mentre il numero 4 ha costo 1 (conviene fare la moltiplicazione e non l’addizione). Qual è il più piccolo numero che costa almeno 3? E il più piccolo che costa almeno 4?


free products!
(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p591.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Dai Problem of the Week di Stan Wagon.)


Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino (libro)

Il mio amico Paolo Gualandris ha presentato questo libro nella sua rubrica su La Provincia di Cremona. Ho visto la videointervista, ho letto alcune pagine dell’anteprima e ho deciso che il libro doveva essere mio; e non mi sono affatto pentito.
Per darvi un’idea di che tipo di libro sia, pensate a una via di mezzo tra il primo Benni e Aldo Giovanni e Giacomo che fanno gli svizzeri. La storia di per sé è surreale; un bambino ticinese di dieci anni (il Tullio: mi raccomando l’articolo) che sta per iniziare l’ultimo anno delle elementari trova questo animale mutante che si nutre principalmente di biscotti con le gocce di cioccolato fondente e dentrificio a doppia azione sbiancante e ci si affeziona immediatamente. Ma d’altra parte la famiglia Ghiringhelli è tutto un programma, con la mamma che praticamente tiene da sola in piedi la filiale locale della Banca d’Elvezia gestendo i vari vicedirettori, vicevicedirettori e vicevicevicedirettori, il babbo che è un poeta avanguardista che per lavoro traduce manuali di istruzione ma lo fa solitamente in versi, e una sorella adolescente che è come tutte le ragazze adolescenti. Dimenticavo: la famiglia è italosvizzera, ma a essere italiana è la mamma. Nel corso del libro vediamo le trasformazioni di Tullio e dell’eolao durante tutto l’anno scolastico, troviamo tantissimi personaggi sia intorno al Tullio che nella sua testa (e in quella di qualcun altro), impariamo tantissime cose sugli eoleolaolai – il plurale è irregolare, ma d’altra parte il libro è pieno dei cosiddetti superlativi iperbolici, e troviamo una caterva di gatti di casa Ghiringhelli, tutti battezzati dal padre del Tullio con avverbi o congiunzioni. In tutto questo Rigiani riesce anche a infilare temi seri, come la compagna di banco del Tullio che ha due mamme; il risultato è che tutta la classe comincia a stilare una classifica delle differenze tra i loro genitori per capire quali di essi sono i “più diversi”. (Spoiler: il fatto che siano dello stesso sesso non dà molti punti).
Unica pecca del libro, e anche in questo mi torna in mente Benni, è il finale del libro; personalmente l’avrei terminato una pagina prima, quando l’eolao “rinato” torna dal Tullio. Nota di merito, invece, la citazione della vorace bestia bugblatta mentre mezzo canton Ticino (e un po’ di genovesi) si trova nel palazzo della fantaveterinaria. È chiaro che Rigiani ha studiato i grandi classici.

(Davide Rigiani, Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino, Minimum fax 2022, pag. 480, € 19, ISBN 9788833893235)

Voto: 5/5