40k Unofficial è una casa editrice, per la precisione una costola di 40k, che produce ebook di testi troppo lunghi per avere senso in un blog e troppo brevi per essere un libro a pieno titolo: inoltre sceglie gli autori ma poi dà loro carta bianca, con una via di mezzo insomma tra l’autoproduzione e l’editoria standard. In questo ebook (Lia Celi, Diario di una battutista, 40k Unofficial, € 0,99, ISBN 978-88-98001-01-9) Lia Celi, scrittrice satirica fin dai tempi di Cuore, racconta i problemi che si trova ad affrontare una persona, non necessariamente di sesso femminile, che si guadagna da vivere scrivendo battute, che è cosa diversa dall’essere un comico. Il testo è assolutamente serio, anche se qua e là una battuta la trovate anche; leggendolo scoprirete come tra i problemi che ci si trova ad affrontare quello di avere le idee è ben in fondo… anche perché altrimenti probabilmente non si farebbe il battutista. Lettura piacevole.
cadreghini e attak
Ieri, sulla versione cartacea della Stampa, una pagina era dedicata a un codicillo del decreto sulla spending review: non verrà rinnovato l’incarico al Commissario straordinario per il terremoto dell’Irpinia (sul Belice non saprei).
Inutile aggiungere che il commissario attuale, ingegner Filippo D’Ambrosio, non è d’accordo e snocciola i dati sull’ottimo risultato della sua gestione, con 60 progetti su 64 terminati e gli altri quattro appaltati in vari lotti e in fase avanzata di terminazione.
Ma allora, se tutto è a posto, a che serve il commissario?
troppi dati
oggi pomeriggio ho tolto la sim dal telefono, l’ho messa su una chiavetta e mi sono connesso per un’oretta. Ho postato una mail di lavoro, ho fatto tre modifiche a wikipedia, ho risposto a un paio di mail personali, ho inserito un post che avevo scritto offline sul Post, verificando l’url di un altro post, e l’ho pubblicizzato su twitter, facebook e g+: qui avevo spulciato il feed di una persona perché mi serviva un link. Non mi sembrava di aver fatto chissaché, eppure alla fine avevo usato 30 MB in download, e quasi altrettanti in upload. Non potrò mai permettermi un piano dati.
Quizzino della domenica: Parquet
Avete un bellissimo pavimento quadrato di lato n×n che volete tassellare con listelli di parquet di dimensioni 1×2, con l’ulteriore regola che i listelli orizzontali devono essere lo stesso numero di quelli verticali, il tutto ovviamente senza tagliare alcun listello. Qui sotto vedete una soluzione per n=8. Per quali valori di n è possibile?
![[tassellazione]](https://i0.wp.com/xmau.com/quizzini/q046a.png?w=625)
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p046.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
Agosto, blog mio non ti conosco
sul ponte sventola bandiera bianca
Poi qualcuno al Corriere mi spiegherà come una bandiera possa sventolare sulla luna.
Il Perdono d’Assisi
Lo so, oggi si dovrebbe parlare della strage di Bologna. Ci sono tanti blog in giro, che probabilmente sapranno erudirvi molto più di me. Io invece parlo di una cosa di cui sapevo l’esistenza, ma non avevo mai considerato attentamente: il Perdono d’Assisi.
Innanzitutto, per i poco versati nelle cose della chiesa cattolica romana, spiego in due parole che cos’è l’indulgenza plenaria. Per i cattolici la confessione rimette i (manda via la colpa dei) peccati, quindi dopo essersi confessato si rientra in grazia di Dio. Ma resta la pena per i peccati commessi: come diceva il buonanima del mio professore di religione al liceo, io ti posso anche perdonare se con una pallonata hai rotto il vetro della finestra del soggiorno, ma il vetro bisogna comunque ricomprarlo. Risultato? Avrai da stare per un po’ in Purgatorio, ad espiare la pena; a fare lavori socialmente utili, diremmo oggi. Bene: l’indulgenza cancella anche la pena, in parte o – se plenaria – tutta. Essendo Dio infinito, per Lui il costo marginale di un vetro nuovo è nullo, e può permettersi di queste cose.
L’indulgenza si può lucrare (notate il termine) per sé stessi o per i defunti, partendo evidentemente dal principio che non siano finiti all’inferno. Storicamente c’erano due modi per ottenerla: facendo un pellegrinaggio in Terra Santo o altri luoghi importanti e soprattutto sganciando un po’ di soldi alla Chiesa, in un do ut des che ricorda pericolosamente il vigile urbano o il finanziere che si prende la mazzetta se non vuoi avere una multa e che fu una delle cause, anche se non quella scatenante, dello scisma Protestante. Ordunque: leggo da Wikipedia che il Perdono d’Assisi, voluto fortemente da san Francesco che andò appositamente dal neoeletto papa Onorio III, fu il primo esempio di delocalizzazione, e soprattutto gratuità pratica, dell’indulgenza plenaria. Certo furono messi dei paletti, tipo la possibilità di ottenerla solo un giorno ogni anno; però è comunque un segno di quella che poi (non) è stata la Grande Riforma Medievale della Chiesa Cattolica. Sicuramente aiutava il fatto che Francesco, a differenza per esempio di Valdo, stava relativamente vicino a Roma. Però…
parità delle multe
stamattina, mentre passavo al baretto vicino all’ufficio per farmi un cappuccino e cercare di svegliarmi, ho notato un’auto dei vigili urbani (pardon, “Polizia Locale”) che stava facendo manovra. La barista mi ha detto che aveva dato un po’ di multe – nulla di strano, visto che ci sono le strisce blu “di prossimità alla metropolitana” e ora al comune mancano gli introiti di Area C.
Essendo io un tipo curioso, quando sono uscito prima di inforcare la bici ho guardato l’importo della multa affibbiata al tipo che ha parcheggiato sul posto disabili (senza specifica indicazione del numero di permesso, per amor di precisione), e ho scoperto che era di 39 euro: esattamente come per una volgare multa per divieto di sosta. Visto cosa si fa per dare pari diritti?
Aggiornamento: (1. agosto) Ho scritto una cazzata. Stamattina ho controllato: sono strisce gialle, c’è un cartello “parcheggio riservato disabili” ma quello è il parcheggio davanti; il posto dove (a questo punto giustamente) è stata comminata la sanzione da 39 euro è un banale carico-e-scarico.