C’è una cosa che non ho capito di questo libro (Edward Dolnick, L’universo meccanico : Il racconto dell’astronomia moderna [The Clockword Universe], Bollati Boringhieri 2014 [2011], pag. 393, € 14, ISBN 9788833925424, trad. Simonetta Frediani): il sottotitolo dell’edizione italiana. Certo, si parla dell’astronomia, e si racconta come da Keplero a Newton le grandi menti del Seicento si siano sforzate di capire come l’universo potesse avere tutta questa perfezione – ad maiorem Dei gloriam, direi. Però il tema principale del libro è il cambio di prospettiva che vede la scienza, o se preferite la filosofia naturale, dedicarsi alla ricerca del *come* funzionano le cose, e non del *perché* come facevano i filosofi da Aristotele fino agli scolastici. Il cambio di paradigma non è stato però netto come immaginiamo oggi: la Royal Society aveva sì come scopi gli esperimenti, ma non era fatta alcuna differenza tra quelli che oggi definiremmo scienziati e chi raccontava degli animali nati con due teste. La storia è raccontata in modo molto piacevole, e ben tradotta da Simonetta Frediani.
reminder
Ieri pomeriggio alle 16:47 mi arriva una mail del medico AVIS che risponde agli auguri di buon compleanno che gli avevo fatto la settimana scorsa e mi dice “ho trovato un sistema rapido per poter fare A MENTE quadrati (questo e’ facile) cubi, radici quadrate e radici cubiche!!!” (don’t ask, il mondo dei donatori di sangue è peculiare). Io leggo la mail, penso Beh, tanto ne possiamo parlare tra due settimane, quando andrò a fare la donazione che sarebbe stata oggi ma ho spostato perché sono marcio”. Poi penso “Ehi! ma l’ECG non l’ho spostato, ed è tra meno di un quarto d’ora!”
Diciamo che ho fatto un elettrocardiogramma “quasi sotto sforzo”, tanto che avevo 138/80 di pressione e 85 pulsazioni al minuto, nonostante i venti minuti di riposo dopo la pedalata verso largo Donatori di sangue (che per fortuna è vicina). Però stavolta ho ricontrollato e aggiunto il promemoria per il 9 giugno :-)
Io sarei lì
Anche quest’anno Openpolis ha fatto il test elettorale, questa volta per le grandi città dove si vota per le amministrative. Ci sono venti domande, così ad occhio una quindicina uguali per tutte e le altre locali. Nell’immagine potete vedere dove sarei finito io.
Premesso che questi sono semplici giochini, vi siete accorti che c’è un problema metodologico di base? (ne parlo sul Post, btw)
Towel Day
Lo stiamo facendo sbagliato
Oggi è uscito un libro che si chiama Age of Discovery. Ho visto un trafiletto sul sito dello Scientific American e ho provato a cliccare sulla pagina di Amazon.com. Questo è il risultato: la versione hardcover costa di listino 27,99$ ma ti viene venduta a 17,94$ mentre quella Kindle costa 21,10$. Notate che su amazon.it la versione Kindle costa – almeno mentre sto scrivendo – 11,67 euro, ed essendo in questo momento l’euro a 1,11 sul dollaro si spenderebbero meno di 13 dollari.
Qui ci vedo almeno due cose: la prima è che è una palla che i libri di carta costano perché c’è la stampa e la distribuzione, se è possibile avere un hardcover appena uscito con quasi il 40% di sconto sul prezzo di copertina. La seconda è che il monopolio Kindle è sempre più pericoloso, e può permetterti di chiederti un prezzo obbrobrioso per darti in licenza un testo (ma è anche vero che a nessun americano verrebbe in mente di avere un account su amazon.it).
Gianluca Comazzi, ancora una cosa
Caro Gianluca Comazzi, dopo averti risposto mi sono reso conto che forse non è stato corretto parlare senza guardare le telecamere: così, mentre riportavo i bimbi a casa da scuola (a piedi) ho guardato anche un po’ in alto in via Fiuggi, e ho visto due delle quindici telecamere. Una di esse è in una posizione che avrei probabilmente scelto anch’io, se fossi stato interpellato, cioè quasi all’angolo con via Murat. (Che poi sia anche vicino a un centro massaggi penso sia irrilevante). La seconda, invece, è stata posta nell’unico isolato dove non c’è nessun portone – i due palazzi hanno l’ingresso da un altro lato e lì c’è il giardino. Da casa mia si vede quel tratto di via e non mi è mai capitato che succedesse nulla di strano, anche se ammetto che la notte dormo e non scruto nella notte illuminata da quelle belle lampade a led.
La mia è una domanda seria, perché non ho alcuna esperienza nel campo ed essendo curioso vorrei imparare qualcosa; e non saprei chiedere ad altri che Te, che evidentemente questa esperienza ce l’hai. Chi ha scelto dove posizionare le telecamere? Esiste un allegato alla delibera che definisce tale posizionamento? Sono messe a caso (e/o a una distanza minima l’una dall’altra)? Sono certo che questo mio piccolo post finirà alla Tua attenzione, o magari qualcuno dei miei ventun lettori Ti conosce e può segnalarTelo. Attendo fiducioso.
Aggiornamento: (5 giugno) Mentre andavo con Anna al seggio ho visto la terza telecamera in via Fiuggi, o meglio all’angolo con via Trescore. A questo punto l’ipotesi che occorra una certa distanza massima tra le telecamere prende forza.
Attacco via querela fasulla
Oggi sta girando il messaggio che si vede cliccando nel riquadro qui a fianco (non temete, è un PNG, danni non fa).
Ora, immagino che solo un analfabeta elettronico può cliccare su un documento che è indirizzato a un generico “Sig. / Sig.ra”, e probabilmente questo analfabeta elettronico si prenderà un ransomware – almeno il file che apre ha come nome 29328841cb0f9fd7164411d6d5d1efd0.pdf. (Ah: ho scoperto solo ora che gmail NON mostra passando sopra il mouse su un link dove veniamo mandati, ma aggiunge un parametro data-saferedirecturl che è quello del primo link, che poi probabilmente dirigerà sul secondo).
Quello che mi stupisce è che l’anonimo phisher ha usato il nome e il numero di telefono di un studio legale davvero esistente (il fax è invece di un’officina salernitana). Chissà se per una volta si potrà sperare in un’iniziativa dell’Escopost. È vero che il messaggio è stato spedito da un server giapponese, ma chissà…
I numeri parlano chiaro
Al momento non è chiaro chi sarà il presidente austriaco: il voto alle urne dà in vantaggio il candidato di estrema destra Hofer con il 51,9% contro il 48,1% dell candidato estremamente ecologista Van der Bellen, ma ci sono ancora i voti spediti per posta, che sono molto più della differenza tra i due. (Poi diciamocelo: perché gli 800.000 voti per posta capovolgano i 144.000 voti di vantaggio, dovrebbero essere divisi 472.000 contro 324.000, cioè 59% contro 41%: improbabile, anche se non così improbabile da essere impossibile).
Repubblica però si spinge a fare raffinate analisi nel suo articolo (backup), spiegando come «Hanno pesato molto, nella crescita nelle urne dell’ultradestra, il tema migranti e la battaglia al Brennero. Nel Tirolo Hofer infatti ha ottenuto il 50,7% dei consensi». Notate nulla di strano?
