Il segreto della massoneria

Pungolato dal mio ex collega Giorgio che affermava che è impossibile trovare informazioni su come entrare in massoneria, ho provato ad andare sul sito del Grande Oriente. Bene in vista c’è la sezione “Massoneria FAQ”, con la sottovoce “Come diventare Massoni”: peccato che se uno ci clicca su trova “Page not found”.

(Per la cronaca, il nome della pagina è http://www.grandeoriente.it/che-cosa-e-la-massoneria/come-diventare-massoni__trashed/ : ho anche tolto il “__trashed” per vedere se era la prima prova di iniziazione, ma niente. Però alla pagina Contatti c’è un indirizzo email e finanche una PEC)

mai demordere!

L’altro giorno è improvvisamente apparso in camera nostra un calzino di Anna (di quelli colorati di Gallo) che era sparito da un anno o giù di lì, e il cui compagno era rimasto silente a vegliare nel cassetto per tutto il tempo.
Nessuno di noi ha capito come il secondo calzino sia giunto sin lì. La mia ipotesi è che sia passato attraverso un wormhole, ma Anna mi ha proibito di usare la datazione C-14 per verificare se ora hanno un’età diversa.

Sei felice dei cookie?

La Cookie Law è un’idiozia totale. L’unica cosa che si può dire è che non è una roba solamente italiana e neppure solamente europea, quindi mal comune mezzo gaudio. Ad ogni modo, bisogna ottemperare alla legge, e quindi ovunque tu vada ti trovi una finestrella che ti ricorda rudemente che ci sono dei cookie: perché al legislatore non è venuto in mente che una volta che avvisi dei cookie potresti anche chiedere di averne uno tracciante che non ti farà vedere più l’avviso, e quindi inserire un codicillo che ti permetta di usarlo.

Visto che ogni tanto guardo le statistiche del sito (aggregate: sapete quanto me ne frega di sapere chi viene a leggermi…) non posso usare la policy di Quintarelli: spero però che il testo che uso (“Ovvio che ci sono dei cookie. Qui c’è il pippone.”) e il pippone siano decenti e soprattutto nel primo caso non troppo invasivi. Però c’è un add-on per WordPress che mi è capitato di trovare su alcuni siti (l’ultimo, il blog di Luca De Biase) e che usa questo testo di default, almeno per la lingua italiana:

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.

Ora, io ho già dei problemi quando qualcuno parla dell'”esperienza X”, che è una cosa che puzza di marchettaro lontano un miglio. Davvero, la mia esperienza, qualunque cosa essa sia, rimane esattamente la stessa con o senza cookie, come si può vedere accedendo al sito con una sessione anonima. Ma assumere che io sia felice è davvero troppo! Luca, se mi leggi (e lo stesso vale per gli altri che hanno quel plugin), per favore metti almeno qualcosa come “noi assumiamo che la cosa non ti dia troppo fastidio”!

E c’era anche da spiegarlo?

Ho scoperto che Paolo Attivissimo ha segnalato come bufala l’immagine che gira in rete da qualche giorno, che mostra da un lato le zone che hanno votato per l’uscita britannica dalla UE e dall’altra le zone che ebbero casi di BSE (la “mucca pazza”) nei primi anni ’90.

Quello che mi chiedo è come sia possibile che qualcuno ci possa essere cascato. Le due mappe, a parte che una è a colori e l’altra in bianco e nero, sono identiche: anche se spesso sembra complicato far passare il concetto “correlation does not mean causation” (trovare una correlazione non significa che ci sia un rapporto causa-effetto), non dovrebbe essere così difficile intuire che una correlazione così perfetta è impossibile. Se non ci si riesce, significa che la competenza matematica è davvero minima, purtroppo.

Per darvi un’idea di una correlazione reale, potete guardare queste due mappe: il voto a favore o contro l’uscita dalla UE in Irlanda del Nord, e la proporzione cattolici-protestanti, sempre in Irlanda del Nord. Come vedete, le mappe non si sovrappongono perfettamente ma c’è chiaramente una certa qual somiglianza. La somiglianza è casuale o no? Non posso dare una risposta categorica, perché non ho abbastanza informazioni a disposizione: ma una causa comune per questo effetto ci potrebbe davvero essere. Le zone più vicine all’Eire, quelle a maggioranza cattolica, hanno più rapporti con i vicini, e quindi dovrebbero aver preferito evitare i problemi di dover innalzare di nuovo un confine, mentre le zone protestanti sono comunque sempre state più vicine all’Inghilterra. Ma queste sono solo supposizioni, mentre le due cartine iniziali danno praticamente una certezza (negativa)!

Gianfranco Bianco

Se non siete piemontesi, non potete capire Gianfranco Bianco, morto stanotte. Per non so quanti anni (decenni?) è stato il giornalista principale nella redazione piemontese del Tg3: alle 19:35 era sempre sul pezzo. Pensate al presenzialismo di Mentana – per esempio mi ricordo durante l’alluvione del 2000 faceva i suoi interventi dal parapetto di un ponte sulla Dora, oppure per i dieci giorni prima del tradizionale concerto di Ferragosto a 3000 e passa metri di altezza faceva la spola su e giù per il cuneese. Pensate al classico riserbo sabaudo, che evidentemente è l’opposto del presenzialismo. Eppure Gianfranco Bianco riusciva a mettere insieme le due cose. Non so come dirlo: lo pensavamo un po’ come una macchietta, ma gli volevamo tutti bene (quasi tutti, la sua voce su Wikipedia era stata cancellata per non enciclopedicità…). Qualche anno fa, quando mi sono accorto che non presentava più il Tg regionale, avevo sentito dire che stava male, ma il riserbo di cui sopra aveva coperto praticamente tutto. Riposi in pace.

Il populismo dell’Unione Europea

Lasciate perdere cosa scrive l’italica stampa sulla risoluzione votata oggi dall’Europarlamento sulla Brexit e nella quale M5S – ma anche la sinistra italiana – ha votato contro, e andate a leggervi direttamente il testo, che tanto è anche stato tradotto in italiano.

Premessa: Il Regno Unito è entrato nell’UE quando si è accorto che altrimenti rischiava di rimanere fuori dal mercato unico, la sola cosa che gli interessava; e in questi quaranta e più anni ha sempre remato contro una maggiore integrazione. Di pancia io sono totalmente d’accordo con la risoluzione, ve lo dico subito. Ma se fossi stato un europarlamentare avrei anch’io votato contro di essa.

Guardando i quindici punti, ce ne sono alcuni, come il 2 «[Il Parlamento europeo] sottolinea che si tratta di un momento cruciale per l’UE e che gli interessi e le aspettative dei cittadini dell’Unione devono essere nuovamente posti al centro del dibattito; indica che è giunta l’ora di rilanciare il progetto europeo», che sono semplici paroloni, senza alcun significato pratico. Ce ne sono altri, come il 4 «sottolinea che i negoziati a norma dell’articolo 50 TUE concernenti il recesso del Regno Unito dall’UE dovranno iniziare non appena sarà stata comunicata la notifica ufficiale», che sono semplici riproposizioni di quanto già scritto nero su bianco. Ce ne sono altri, come il 14 «invita il Consiglio a modificare l’ordine delle sue Presidenze onde evitare che il processo di recesso pregiudichi la gestione delle attività correnti dell’Unione», che sono dettati dal buon senso (come puoi dare la presidenza di turno a una nazione che se ne sta per andare?). Ce ne sono altri, come il 6 «ricorda che l’intesa convenuta dai capi di Stato e di governo nel febbraio 2016 subordinava la sua entrata in vigore alla decisione del Regno Unito di rimanere nell’UE; indica che tale intesa è pertanto nulla» e il 7 «ricorda che non si potrà decidere in merito alle eventuali nuove relazioni tra il Regno Unito e l’UE prima della conclusione dell’accordo di recesso», che sono le vere bombe “peggio per voi”.

Ma c’è anche il primo punto della risoluzione, anzi la sua seconda parte (la prima, «prende atto del desiderio dei cittadini del Regno Unito di uscire dall’UE», è appunto una presa d’atto). Il Parlamento infatti «sottolinea che la volontà espressa dalla popolazione deve essere pienamente rispettata, procedendo non appena possibile all’attivazione dell’articolo 50 del trattato sull’Unione europea (TUE)». Ora, il referendum britannico era consultivo, per l’ottima ragione che le leggi inglesi non prevedono referendum deliberativi ma è solo il Parlamento che può deliberare. Andava benissimo dire “Il Parlamento Europeo chiede al parlamento britannico una decisione immediata se accettare o no la volontà del popolo del Regno Unito”: a chi dice che non si può fare un ultimatum ricordo che nel testo l’ultimatum c’è già al punto 5 – «si attende che il Primo ministro del Regno Unito notifichi l’esito del referendum al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno; indica che tale notifica segnerà l’avvio della procedura di recesso». Ma così l’Europarlamento sta bypassando un parlamento nazionale per seguire la ggggente, e io su questo non ci sto. Le procedure formali in un sistema democratico sono fondamentali.

Inutile aggiungere che è vero che io avrei votato come M5S ma per la ragione opposta, visto che loro non hanno appunto seguito il loro mantra “il potere alla ggggente”: ma se loro vogliono abdicare ai loro principî, io non lo faccio con i miei.

Yahoo esiste ancora

Stamattina all’alba mi è arrivato questo messaggio, dall’utente “Yahoo” (noreply@yahoo-inc.com) e dal titolo “Sign in attempt prevented”:

Someone attempted to sign in to your Yahoo account (puntomaupunto) from an app that doesn’t meet Yahoo’s security standards. We blocked this sign in attempt, which was made on:
Tue, Jun 28, 2016 9:24 AM GMT+4:30 from Iran.

La mail sembra valida. Ho scoperto così di avere un login Yahoo! – la cui password avevo cambiato nel 2013, ed è diversa da tutte le altre password che io ho in giro. Considerando che il nome dell’account mi pare sufficientemente riconoscibile (se fosse stato un semplice “mau” posso immaginare che qualcuno pensasse per sbaglio che l’account fosse il suo) mi chiedo come sia possibile che un’app possa bypassare i controlli standard sulla password e connettersi: o se preferite che anche ultimamente Yahoo! abbia subito un furto di password (ma non ho trovato il mio account tra quelli pwned). Non mi pare una bella cosa in ogni caso.

Non solo Virginia Raggi

Voi tutti sapete come io sia un grande fan del Codacons e del suo ineffabile presidente Carlo Rienzi. I suoi esposti – l’ultimo che ho notato è quello sulle spese per la collettività a causa dell’installazione di Christo – hanno sempre punte di dadaismo. Quello che però non sapevo è che l’ineffabile si era presentato alle elezioni comunali di Roma! Potete leggere cosa è successo direttamente sul loro sito o nella versione archiviata. In pratica, il candidato sindaco ha raccolto 2760 voti, appena più di un terzo di quelli di Mario Adinolfi. L’ineffabile riesce comunque a fare confusioni tra i voti a sindaco e quelli di lista, come spiegato TUTTO IN MAIUSCOLO nel comunicati: «VOGLIO DIRE CHE SE LA BRAVISSIMA SVETLANA CELLI ENTRERA’ AL COMUNE, COSA DI CUI LA NOSTRA LISTA E’ FELICISSIMA, LO FARA’ CON SOLI 1800 VOTI OTTENUTI A FRONTE DEI 2710 RACCOLTI DA RIENZI, E QUESTO PER LO STRANO GIOCO DELLA LEGGE ELETTORALE»: peccato che al più l’ineffabile può avere avuto 2578 preferenze.
Ma soprattutto riesce a cominciare il piagnisteo scrivendo «CON 30.000 EURO ABBIAMO DATO VISIBILITA’ AI PROBLEMI DEI CITTADINI ROMANI CHE NON CI HANNO VOTATO MOLTO, UN PO’ PER COLPA DEI MEDIA UN PO’ PERCHE’, COME UN CANE CHE SI MORDE LA CODA, SE I MEDIA TI IGNORANO L’ELETTORE PENSA SUBITO CHE IL VOTO A TE E’ UN VOTO SPRECATO» e terminando poi con

«ECCO L’ELENCO DELLE CITAZIONI (CIRCA 500) CHE LA LISTA E QUINDI IL CODACONS HANNO RACCOLTO DA QUANDO LA LISTA HA ANNUNCIATO LA SUA PRESENAZIONE (sic) ALLE ELEZIONI A SINDACO IN MENO DI 4 MESI SU GIORNALI ROMANI E SITI DI INFORMAZIONE DEDICATI ALLA CAPITALE, ANCHE GRAZIE AL NOSTRO EFFICIENTISSIMO – MENO EFFICIENTE NEL RACCATTARE VOTI – APPARATO DI UFFICIO STAMPA:

NESSUN’ALTRA LISTA CANDIDATA HA AVUTO UN PARI NUMERO DI CITAZIONI SULLA STAMPA PERCHE’ NON HA FATTO MAI NULLA DI CONCRETO!!!»

(no, per la precisione poi c’era la lista di circa 500 titoli delle citazioni, ahimé senza link).
Insomma, caro Codacons, deciditi: i media ti hanno o no ignorato?