Non mi è mai stato facile comprendere la logica dietro all’islam. Dopo aver letto questo libro (Giovanni Filoramo (ed.), Islam, Laterza 2008, pag. 434, € 14, ISBN 9788842083658) ho almeno in parte capito il perché. Noi continuiamo a sentire parlare dell’islam come un unicum, cosa che è lontanissima dalla realtà. C’è la differenza di base tra sunniti e sciiti, dove questi ultimi – a parte la venerazione per i primi successori di Maometto – hanno un clero e quindi una struttura che manca ai primi (da cui la difficoltà di trovare interlocutori almeno in Europa); ci sono le due risposte alla crisi ottocentesca, quella wahabita fondamentalista e quella radicale dai fratelli musulmani in giù, che sono diversissime: in Arabia una donna non può uscire da sola, per i radicali deve essere coperta dallo hijab ma può tranquillamente essere medico o architetto; ci sono le soluzioni europee (purtroppo datate, anche solo vent’anni qui contano) su una possibile dimensione individualista dei musulmani in Europa, non avendo un’autorità statale; c’è l’idea di unità armoniosa del mondo, ma ci sono feroci dispute sulla posibilità o meno di interpretazione della sharia, cosa che era data per assodata nel primo millennio; e naturalmente c’è la grande dicotomia tra islamismo e arabismo. Peccato che almeno la versione che ho letto io non abbia un aggiornamento ai movimenti del XXI secolo, il che aiuterebbe ancora di più a comprendere il mondo attuale.
Lutero oggi
Sarà divertente leggere cosa Magister e amici diranno delle ultime esternazioni di papa Francesco, a partire da “Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate: era un riformatore”.
Però la cosa divertente è che se il Lutero dei primi anni del Cinquecento, prima insomma dello scisma, fosse improvvisamente trasportato al giorno d’oggi ed entrasse in una chiesa cattolica e in una luterana, riconoscerebbe forse come “sua” la prima. Certo, poi le situazioni si incancrenirono e il risultato lo si vede – anche se in realtà i luterani, rispetto alle altre chiese evangeliche, sono teologicamente meno lontani. Il fatto è che gli orticelli sono sempre più comodi da gestire, e quindi non credo proprio che all’atto pratico a queste frasi seguirà qualcosa. Ma secondo me Domineddio apprezzerà lo stesso :-)
Addio Vodafone
Martedì mi sono improvvisamente ricordato che non avevo ricaricato la mia sim Vodafone. Dovevano essere passati almeno 12 mesi, perché il numero è indicato come non attivo. Peccato, perché la sim aveva sicuramente più di trenta euro. Certo, potrei spendere 8 euro (o sono 10?) per farmi riattivare la scheda, e probabilmente altri cinque di ricarica. Ma mi sono fermato a pensare – avere letto qualche libro di Matteo Motterlini mi ha aiutato – e ho fatto due conti. Quel numero non lo uso da anni. L’ultima volta che mi è capitato di farci qualcosa è stato in effetti poco più di un anno fa, quando mi sono ritrovato tra i piedi Vodafone Exclusive senza ovviamente che l’avessi chiesto. Quindi, con la scusa di non perdere i trenta e fischia euro, continuavo a mettercene cinque l’anno. Non sono tanti soldi, vero, però il principio è totalmente irrazionale. Ergo, chi per puro caso avesse ancora quel numero (un 348-xxx-xxxx) può tranquillamente buttarlo via.
P.S. Presumo che lo stesso succeda con Tim, Wind e Tre. Non sto insomma facendone un problema di singolo operatore telefonico. Diciamo che è proprio il sistema ad essere bacato.
_Uno spirito puro_ (ebook)
Nei miei anni trascorsi in Normale, la figura di Ennio De Giorgi era un mito. Non perché fosse uno di quei professori algidi e lontani da chiunque, tutt’altro: erano proprio le sue conoscenze incredibili. Si diceva che i suoi studenti lo usassero come un oracolo. Gli raccontavano una congettura: se dopo un minuto non aveva trovato un controesempio allora era presumibilmente vera e si poteva andare a caccia della dimostrazione. Ma questa sua biografia (Andrea Parlangeli, Uno spirito puro : Ennio De Giorgi, genio della matematica, pag. 388, € 2,99, ISBN 9788892565579), a parte un po’ troppa agiografia soprattutto nel racconto della sua infanzia, mostra altre cose. Conoscevo il suo cattolicesimo e l’impegno per Amnesty International, ma per esempio non avrei mai immaginato che avesse tenuto corsi per fare ottenere agli operai la licenza media, né che mentre i suoi colleghi ricevevano laute prebende dal Ministero per tenere corsi all’università di Mogadiscio lui invece andava ad Asmara, in Eritrea, con solo un rimborso spese. L’apparato di note è enorme e ho molto apprezzato lo sforzo fatto da Parlangeli per verificare le affermazioni spesso rammentate da memorie inevitabilmente labili: sarebbero stato molto apprezzabili però gli iperlink nella mia versione epub.
la non-troppo-Buona Scuola
Ricordate le mie disavventure per inviare una PEC alla scuola dei miei gemelli? Bene, oggi sul dorso milanese del Corriere e del Giorno ci sono due articoli sull’altra elementare del nostro plesso (quella dove c’è la segreteria con gli orari 8:45-10 più un’ora per due pomeriggi la settimana), giusto per rimarcare come forse il problema non è soltanto mio.
Per quanto riguarda la nostra elementare (la Lambruschini) posso raccontare che verso la fine dell’anno scorso è improvvisamente partito un corso (a pagamento e obbligatorio…) di “danze inglesi” di cui non si è trovata traccia di bando: insomma una scelta autonoma della dirigente scolastica. La stessa dirigente scolastica che ha deciso come data della festa di fine anno… il giorno in cui ci sarebbe stato uno sciopero della scuola. Inutile dire che la festa alla fine non si è fatta perché non si poteva avere la certezza della presenza delle maestre. (ok, dal mio punto di vista l’annullamento della festa è stato un plus, ma è il principio che conta).
Quest’anno direi che la dirigente si è superata. Venerdì 14 ottobre ha inserito nel sito una circolare indicendo le elezioni dei rappresentanti di classe per martedì 18 nelle due primarie (le elementari, per chi è anzyano come me) e giovedì 20 nelle medie. Lunedì 17 ottobre ha emesso una ERRATA CORRIGE E’ PUBBLICATA NELLA SEZIONE FAMIGLIE E DOCENTI LA CIRCOLARE N. 34 ELEZIONI RAPPRESENTATI DI CLASSE CHE ANNULLA E SOSTITUISCE LA PRECEDENTE DI PARI DATA E PROTOCOLLO. Le date si sono scambiate: quindi i genitori delle medie avrebbero avuto un preavviso di un giorno, sempre che avessero un computer e fossero andati a vedere il sito (non essendo responsive, da furbofono non si riesce a leggere nulla), visto che per risparmiare carta gli avvisi non vengono più fatti scrivere nei diari. Notate la chicca di una circolare protocollata sostituita, e non aggiornata. Non sono un giurista, ma non mi pare che sia così legale.
A parte tutto questo, la segnalazione che noi genitori abbiamo fatto a maggio all’ufficio scolastico regionale (i “capi” della dirigente scolastica) non ha mai avuto risposta. Io non sono tendenzialmente contrario al concetto di Buona Scuola con il dirigente a cui sono dati molti poteri. Il guaio è che se non ci sono controlli sull’operato del dirigente, il tutto diventa una barzelletta.
Ah: non mi è arrivata alcuna risposta alla mia PEC della settimana scorsa. Domattina – tra le 8:45 e le 10 – mi presenterò di persona.
Il silenzio li seppellirà
Non è che Bob Dylan mi abbia mai ispirato più di tanto, ma non trovo nulla di male a che abbia vinto il Nobel per la letteratura. Il problema è che forse la mia ipotesi, che cioè l’Accademia di Svezia ci stesse trollando, si potrebbe rivelare falsa: lo scrittore svedese Per Wastberg si è infatti lamentato della maleducazione ed arroganza del buon Zimmerman che fa amabilmente finta di nulla. Sarò una pessima persona, ma con questa controtrollata mi ha guadagnato un sacco di punti…
Eccezioni
È interessante notare come Chiara Appendino abbia affermato che sarebbe “fantascienza” l’ipotesi della candidatura a premier e non abbia parlato di “impossibilità”, visto che il nonStatuto M5S dice che dopo due incarichi non ci si può più candidare e lei è al secondo giro.
Ma già: il Presidente del Consiglio NON È ELETTO DAL POPOLO!!!!11!!!!
Anche se fosse vero, perché dovrei aprirlo?
Ieri ho dato un’occhiata alle caselle email che non uso mai, tanto per buttare via un po’ di spam, e mi sono trovato un messaggio datato 19 ottobre da noreply@gruppoespresso.it avente come titolo “GRUPPO ED.L’ESPRESSO-Variazione Sede Legale” e come testo “Vi preghiamo di prendere nota che in data 1 settembre 2016 Gr.Editoriale l’Espresso Spa ha cambiato sede legale. In allegato tutte le informazioni complete.” In allegato c’è un pdf (di 45 KB)
Ora sono anche abbastanza disposto a credere che il messaggio provenga dal gruppo editoriale l’Espresso: a parte il mio indirizzo email scritto TUTTO IN MAIUSCOLO (loro l’hanno salvato così) tra le righe di header del messaggio ho trovato
Received: by S659CC2B.REPUBBLICA.LOCALE (IBM OS/400 ANYMAIL/400 MIME V5R4M0) Wed, 19 Oct 2016 16:27:39 +0200
X-From-OFFICEVISION:
e non credo proprio che nessun phisher o ransomer arriverebbe a una finezza tale. Ma tanto l’allegato non l’ho comunque aperto.
Il punto è al solito un altro. D’accordo che chi usa ancora OS/400 per gestire la posta elettronica è probabilmente rimasto nell’altro millennio, tanto che non trova nulla di strano a inviare una comunicazione quasi cinquanta giorni dopo l’avvenuta modifica. Ma sarebbe stato molto più logico scrivere nel corpo del messaggio qual è la nuova sede, e tutt’al più aggiungere un link alla pagina del sito aziendale che sicuramente è stata approntata; il tutto a costo zero.
Mi sa che questi qua hanno spedito l’email con la morte nel cuore perché si era loro rotto il fax.