commodities

Paul McCartney sta per fare uscire un nuovo album e andrà ancora una volta in tour (almeno negli Stati Uniti, confesso di non sapere se ci saranno date italiane). Immagino che il biglietto non sia esattamente economico: ma la cosa che mi ha fatto pensare è che assieme al prezzo del biglietto ti regalano il CD con le nuove canzoni. Detto in altri termini, il disco è un business residuale, è da altre parti che si fanno i soldi.

MP3: a pensare male…

Magari avete letto articoli come questo di Repubblica, che spiega come al Fraunhofer Institute abbiano sentenziato che l’mp3 è un formato ormai morto. E magari non siete troppo sicuri che il formato continuerà a esistere, come viene spiegato in questi articoli. Bene, vi posso dare un’ottima notizia.

Il formato mp3 (o per essere più precisi il codec audio MPEG layer 3, vale a dire le funzioni di codifica e decodifica di un file audio in formato compresso ma decente) non è libero, ma parecchi degli algoritmi che lo compongono sono stati brevettati, tanto che un qualunque dispositivo che legga gli mp3 deve pagare due euro e mezzo di royalties… al Fraunhofer Institute. Purtroppo per loro, la tutela dei brevetti viene assicurata per un periodo molto minore del copyright per testi e musica; come si può leggere direttamente dal sito del Fraunhofer, il brevetto principale è scaduto il 23 aprile scorso; restano ancora due brevetti, probabilmente minori e che si potevano aggirare, che scadono entro la fine dell’anno. Questo significa che non occorre più fare come Audacity (editor audio) che distribuiva il software senza codec mp3, e diceva “se proprio volete aggiungerlo (wink, wink) ci pare che in questo sito ce ne sia uno. Noi non sappiamo nulla, però.”

Una cosa è vera: rispetto anche solo a dieci anni fa, ci sono codec migliori e soprattutto esistono anche formati lossless che permettono di non perdere qualità sonora, e d’altra parte la quantità di memoria disponibile anche in un telefonino permette di scialare e usare un po’ più di spazio per conservare i file in questi formati. E chissà, magari Fraunhofer ha nuovi brevetti per questi formati. Ma vista l’enorme quantità di file mp3 in giro e la possibilità di avere software libero per crearli e riprodurli immagino che il formato continuerà a essere usato per chissà quanto tempo. Pensate solo al gif per le immagini – un altro formato ai tempi brevettato. Ora esiste png che comprime di più, e non ci vorrebbe molto per aggiungere l’unica caratteristica che gli manca che è quella di fare immagini animate. Eppure le gif continuano a imperversare…

_Il mistero del suono senza numero_ (libro)

Forse ricorderete che Flavio Ubaldini aveva pubblicato per la collana di 40K due ebook che raccontavano in modo romanzato la scoperta dell’armonia e dell’irrazionalità della radice quadrata di due da parte dei pitagorici. Ora il materiale, opportunamente ampliato, è diventato un libro di carta (Flavio Ubaldini, Il mistero del suono senza numero : Pitagora e la musica dell’Universo, Scienza Espress 2017, pag. 144, € 14, ISBN 9788896973349) per i tipi di Scienza Express, così anche chi ama l’odore delle pagine può finalmente essere contento.

Leggendo il racconto, oltre che divertirvi, potrete farvi un’idea di come funziona il metodo scientifico: si formula un’ipotesi e si fanno esperimenti per vedere se essa regge alla prova dei fatti. Meglio ancora, potrete scoprire il Vero Problema dello scienziato: cosa deve fare se scopre che il punto fondante della propria teoria si dimostra errato? La risposta non è affatto scontata, come leggerete, come sarà una sorpresa scoprire qual è il suono senza numero – e accorgersi che in effetti è davvero così.

Venderanno anche le pentole?

Mi era arrivato questo messaggio ieri pomeriggio (“Restano solo 50 posti!”), me n’è arrivato un altro adesso.
D’accordo che a Torino devono mostrare di essere più bravi di Milano, ma la cosa mi sembra più simile a quelle gite per vendere le pentole che andavano tanto di moda vent’anni fa.

(ah: ci sono anche due euro di sconto sul biglietto del Salone, ma il ritorno non è previsto. Sapevàtelo)

intercettazioni sospette

Io capisco che Silvio B. oramai non ha più l’appeal di un tempo, e che al Fatto Quotidiano abbiano fatto un esame costi/benefici e deciso che era opportuno trovare un altro bersaglio, nella fattispecie Matteo R. Nulla di male, bisogna pur vendere.

Però mi fa un po’ specie sbattere in prima pagina l’intercettazione di una telefonata del Matteo al su’ babbo del 2 marzo scorso. Non riesco proprio a credere che Renzi figlio non sapesse che il telefono di Renzi padre potesse essere intercettato; e di per sé quello che appare sulla registrazione a me dà tanto l’aria di uno che si stia parando il culo ad usum giornalorum, consigliando al padre di dire tutta la verità. Quindi la domanda si sposta: quelli del Fatto sono tanto stupidi da pensare che i loro lettori non se ne accorgano, oppure sono abbastanza furbi da sapere che i loro lettori sono tanto stupidi da non accorgersene?

Quizzino della domenica: distanze

Dato il rettangolo ABCD e un punto P, sappiamo che la distanza AP è 11 cm, BP è 13 cm e CP è 7 cm. Quanto vale la distanza DP?
Nota: P può essere interno oppure esterno al rettangolo, come negli esempi della figura qui sotto (non in scala, evidentemente).

[rettangolo ABCD e punto P - due possibilità

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p252.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da Mind Your Decisions)

_Domare l’infinito_ (libro)

Di libri sulla storia della matematica ce ne sono tante, ognuna con il suo taglio: per esempio Carl Boyer ha un approccio più tecnico, mentre Morris Kline è più sul versante filosofico. Il guaio è che in entrambi i casi gli autori presuppongono che il lettore abbia una conoscenza abbastanza buona della matematica per non perdersi all’interno del testo. In questo libro (Ian Stewart, Domare l’infinito : Storia della matematica dagli inizi alla teoria del caos [Taming the Infinite], Bollati Boringhieri 2016 [2009, 2011], pag. 376, € 14.50, ISBN 9788833927985, trad. Angela Iorio) Ian Stewart sceglie un approccio diverso: non può naturalmente eliminare tutta la matematica, ma cerca di ridurla al minimo indispensabile, e soprattutto preferisce un approccio non lineare ma più attento ai vari temi, anche usando terminologie e simboli che non sarebbero apparsi se non molto tempo dopo ma sono più comprensibili ai contemporanei.
Purtroppo il tentativo di Stewart di rendere il testo più accattivante per chi non è matematico, soprattutto nei primi capitoli – andando avanti ha rinunciato, e secondo me il testo ci ha guadagnato parecchio – non rende un buon favore alla materia; e la traduzione di Angela Iorio non migliora le cose, tra le “funzioni strane” e molte altre frasi il cui significato si può intuire solo se si sa già di che si parla. Un peccato, perché l’approccio poteva avere senso per un pubblico colto ma non matematico.
[NOTA: io ho letto l’edizione 2011. Non so se gli errori sono stati corretti successivamente]