La mia libreria in Dewey

Un po’ come quelli che usano la cintura e le bretelle, io cerco di mantenere più o meno in sincronia tre mie librerie virtuali, su aNobii, Goodreads e LibraryThing. Quest’ultima ha aggiunto una nuova funzione: un istogramma dei libri che ho letto, secondo la classificazione Dewey (quella che trovate nelle biblioteche, per darvi un’idea). Potete vedere se ho ben capito le mie statistiche a https://www.librarything.com/profile/.mau./stats/ddc ; se avete un account su LibraryThing e vi siete loggati sul sito potete vedere le vostre statistiche a https://www.librarything.com/profile/MEMBERNAME/stats/ddc (e questo dal mio punto di vista è ancora più fantastico: una URL che va bene per tutti)

Chiaramente nel mio caso i libri di codice 5xx (e per la precisione 51x, “matematica”) sono preponderanti; quelli di codice 8xx (“letteratura”, la narrativa…) sono in percentuale la metà della media ma comunque molto più di quanto immaginassi. È ovvio che queste statistiche sono completamente inutili: ma volete metere quanto sono carine?

Statistiche del sito per luglio 2017

Mi aspettavo una debacle ancora maggiore a luglio rispetto a giugno, invece è andata male ma non malissimo. I visitatori unici sono ancora leggermente scesi a 20.227 con 38.961 visite (minimo storico), ma per esempio il numero di pagine è leggermente cresciuto a 79.011. Mi sa che sia passato un bot domenica 23.

I cinque post più visti sono stati

  1. Stupri di serie A e di serie B: 1112 visite
  2. La dura legge dei numeri: 669 visite
  3. Le multe calano o crescono?: 398 visite
  4. Paolo Villaggio: 384 visite
  5. Funerali e domenica: 362 visite
  6. Come potete notare, due vecchi post, il che significa che i lettori affezionati sono in ferie :-(

    Il file più scaricato, con 114 hit, è il numero 32 di Telematicus… chissà perché.

Vaccini obbligatori

Ieri è stata definitivamente approvata la legge sui vaccini obbligatori (e gratuiti); entra anche quello contro la varicella. Peccato che noi avessimo già vaccinato (a pagamento) i gemelli :-)

(in realtà avremmo comunque dovuto vaccinarli a pagamento, perché a quanto pare l’obbligo vale solo per i nati da quest’anno)

_I primi quattro secondi di Revolver_ (libro)

Questo monumentale saggio (Gianfranco Salvatore, I primi quattro secondi di Revolver, Edt 2016, pag.489, € 17.50, ISBN 9788859232674) ha come scopo principale quello di raccontare cosa è successo nella scena britannica tra il 1966 e 1967, partendo dall’album Revolver e per la precisione dal suo inizio, il finto conteggio che precede l’harrisoniana Taxman. Il testo è pieno di dati, anzi ce ne sono fin troppi: soprattutto verso il fondo, quando Salvatore parla degli influssi del blues americano e della musica indiana, il povero lettore viene inondato da nomi luoghi date. Il vero guaio del libro non è però questo, bensì la ridondanza in tutte le pagine. Leggendo mi sono trovato la stessa cosa scritta due o tre volte, quasi come se più di un saggio questo fosse la trascrizione di una serie di lezioni universitarie (Salvatore è un professore). In conclusione, il testo è utile come fonte, anche per tutte le note che contiene; come lettura però non lo consiglio.

Quizzino della domenica: Sempre in ritardo

Una strada corre parallela alla ferrovia per un tratto, poi fa una svolta per oltrepassarla al punto B, come in figura. Un uomo di solito pedala sulla strada alla velocità costante di 12 miglia l’ora, e mentre passa sul ponte viene superato da un treno che viaggia, anch’esso a velocità costante, nella sua stessa direzione. Un giorno l’uomo esce di casa 25 minuti dopo il solito, e nota che il treno lo supera nel punto A, a sei miglia prima del ponte. Qual è la velocità del treno?

percorso

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p262.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da P.M.H. Kendall e G.M. Thomas, Mathematical Puzzles for the Connoisseur; figura di Greg Ross, da Futility Closet))

_Giocare con le parole_ (libro)

Simone Fornara e Francesco Giudici sono due insegnanti elementari ticinesi. Sì, per un italiano la parlata ticinese è quella immortalata da Aldo, Giovanni e Giacomo (“Potevo rimanere offeso!”), È anche vero che la lingua parlata in Ticino presenta molti germanismi. Ma all’atto pratico l’educazione linguistica scolastica è la stessa degli italiani, e quindi è improbabile che chi legga questo agile libretto (Simone Fornara e Francesco Giudici, Giocare con le parole, Carocci 2015, pag. 110, € 12, ISBN 978-88-410-7661-1) si accorga della nazionalità degli autori. Il capitolo introduttivo di Fornara non dà molti spunti, anche perché cerca di teorizzare un’attività eminentemente pratica; si può insomma passare direttamente a quelli successivi, dove la ludolinguistica è messa all’opera con svariate attività per bambini di età variabili dall’inizio della primaria alle superiori. Per ogni esercizio viene indicata l’età più adatta, quindi non ci si può sbagliare. La risorsa è preziosissima per gli insegnanti, ma utile anche per chi ha voglia di giocare con le parole, appunto.

_Milano in tram_ (libro)

Io sono sempre stato attratto dal trasporto su rotaia. Magari è un segno inconscio del mio desiderio di avere un numero limitato di scelte da fare. Ad ogni modo, quando in biblioteca ho visto questo libro (Francesco Ogliari, Milano in tram : storia del trasporto pubblico milanese, Hoepli 20 [2006], pag. 231, € 39, ISBN 9788820345624) me lo sono subito preso in prestito. Il formato molto grande delle pagine serve per mostrare le fotografie (e i disegni, nella prima parte che è anteriore ai dagherrotipi) che snocciolano una storia del trasporto pubblico milanese che ormai tocca i due secoli; molta enfasi è data alle caratteristiche tecniche di tram e metropolitane, con un’apposita sezione al termine del libro. Dal mio punto di vista il testo è un po’ scarno, c’erano molte altre cose che si potevano dire; soprattutto poi manca quasi del tutto la parte cartografica, che a mio parere è imprescindibile per avere un quadro d’insieme dell’evoluzione (e involuzione…) del trasporto su ferro a Milano. Nonostante ciò, l’opera è caldamente consigliata.

Debunking sì, debunking no

Roberta Villa su Stradeonline racconta di un nuovo studio di Fabiana Zollo e del gruppo di Walter Quattrociocchi sull’effetto in Facebook delle echo chamber (le camere ad eco, i gruppi di amici in rete ma non solo) dove senti dire solo le cose che piacciono a te. Non solo sono impermeabili agli accessi esterni, ma i tentativi di debunking, cioè di smontare razionalmente le credenze false, di solito sortiscono l’effetto opposto. Peggio ancora i “blastatori”, coloro che assumono un atteggiamento molto aggressivo: generano cori da stadio tra i loro fan, ma non spostano di una virgola i consensi.

Io ho il vantaggio di fare divulgazione matematica, e quindi la gente scappa prima. Ma che si può fare in genere? Non lo so. Io è da un pezzo che non entro in queste questioni, perché ho capito che non c’è sordo peggiore di chi non vuole sentire; se escono argomenti nuovi vado a cercare dati e li fornisco, ma nulla di più. Non ho tempo per impelagarmi in risse verbali inutili. Credo però che una cosa utile sia produrre informazioni, che è cosa diversa dal darle. Dando per perso chiunque abbia opinioni tagliate con l’accetta (ce ne sono da entrambe le parti, altrimenti i blastatori non avrebbero tutto quel successo) resta il grosso di chi non sa le cose, e seminare in rete i mezzi per informarsi può giovare loro. È poi vero che se la stampa non facesse da cassa di risonanza certi atteggiamenti acritici avrebbero meno successo: ma è anche vero che io avrei meno possibilità di vedere cosa c’è fuori dalla mia bolla informativa, e forse sarebbe peggio.

Voi che ne pensate?