Un po’ come quelli che usano la cintura e le bretelle, io cerco di mantenere più o meno in sincronia tre mie librerie virtuali, su aNobii, Goodreads e LibraryThing. Quest’ultima ha aggiunto una nuova funzione: un istogramma dei libri che ho letto, secondo la classificazione Dewey (quella che trovate nelle biblioteche, per darvi un’idea). Potete vedere se ho ben capito le mie statistiche a https://www.librarything.com/profile/.mau./stats/ddc ; se avete un account su LibraryThing e vi siete loggati sul sito potete vedere le vostre statistiche a https://www.librarything.com/profile/MEMBERNAME/stats/ddc (e questo dal mio punto di vista è ancora più fantastico: una URL che va bene per tutti)
Chiaramente nel mio caso i libri di codice 5xx (e per la precisione 51x, “matematica”) sono preponderanti; quelli di codice 8xx (“letteratura”, la narrativa…) sono in percentuale la metà della media ma comunque molto più di quanto immaginassi. È ovvio che queste statistiche sono completamente inutili: ma volete metere quanto sono carine?
Questo monumentale saggio (Gianfranco Salvatore, 
Simone Fornara e Francesco Giudici sono due insegnanti elementari ticinesi. Sì, per un italiano la parlata ticinese è quella immortalata da Aldo, Giovanni e Giacomo (“Potevo rimanere offeso!”), È anche vero che la lingua parlata in Ticino presenta molti germanismi. Ma all’atto pratico l’educazione linguistica scolastica è la stessa degli italiani, e quindi è improbabile che chi legga questo agile libretto (Simone Fornara e Francesco Giudici,
Io sono sempre stato attratto dal trasporto su rotaia. Magari è un segno inconscio del mio desiderio di avere un numero limitato di scelte da fare. Ad ogni modo, quando in biblioteca ho visto questo libro (Francesco Ogliari,