Le multe calano o crescono?

Marco Marcon mi segnala questo articolo della Stampa che dice di come le multe a Torino siano calate: 194.000 al 18 luglio, contro le 368.000 del 2016. Che c’è di strano, direte? Di strano c’è che il titolo originario del post era “Crescono le multe”, come si vede dall’URL. E 194.000 in 199 giorni sono meno di 368.000 in 366 giorni, è facile vederlo… anche se non subito :)

Ma c’è un altro punto che non torna. La differenza tra il numero di multe 2016 e prima parte del 2017 è intorno al 4%: un po’ poco per potere eliminare effetti stagionali. Diciamo che io non mi sarei azzardato a parlare di trend senza avere i dati al 18 luglio 2016…

_Europeana_ (libro)

Questo è uno dei libri che non lasciano indifferente il lettore: o lo si ama o lo si odia. Scritto al sorgere del XXI secolo, il testo (Patrik Ourednik, Europeana : Breve storia del XX secolo [Europeana], Quodlibet 2017 [2001], pag. 148, € 14, ISBN 978-88-229-0015-9, trad. Andrea Libero Carbone) è a prima vista un’accozzaglia di frasi apparentemente poste a casaccio, a volte ripetute a distanza di una decina di pagine, senza alcuna virgola a scandire il pensiero – e in compenso con una pletora di “e”, come un bambino che continua ad aggiungere parole: al povero Andrea Libero Carbone si deve essere annodato il cervello per tradurlo ottimamente – e senza nemmeno seguire una scansione temporale: puoi trovare scritto “nel 1935 è successo questo e nel 1907 è successo quest’altro”, proprio come se ci si fosse appiccicato in memoria un testo senza averlo capito e si cercasse di ripeterlo senza ricordarselo bene. Leggendolo risulta però chiaro che la scelta di spaccare in migliaia di pezzi la storia europea del secolo scorso per riappiccicarla in quel modo ha un senso ben preciso: lasciare da parte la retorica del qui-ed-ora che ievitabilmente fa capolino nel caso di avvenimeni non troppo lontani da noi per mostrare come invece questi cent’anni hanno spiazzato tutti, a partire dagli storici e dai sociologi. La citazione in quarta di copertina della Barbie vestita da prigioniera di un campo di concentramento segue immediatamente un frammento sulle vittime ed è seguita dalle affermazioni di chi difende la scelta “per far conoscere alle nuove generazioni il problema”; la frase sugli hypercittadini sembra fatta apposta per noi italiani. Non è un caso che il libro sia stato ripubblicato da Quodlibet che si è sempre lanciata sulla sperimentazione linguistica.

Pisapia e l’abbraccio a MEB

È stato interessante vedere le critiche da sinistra – pardon sinistre – a destra (nel senso di PD) alla foto che mostra l’abbraccio tra Giuliano Pisapia e Maria Elena Boschi durante la festa milanese dell’Unità.
Non riesco a capire però cosa ci sia di così strano. Quello che Pisapia vuole fare è rimettere insieme i cocci del centrosinistra, e a parte le battute è ovvio che tra questi cocci c’è anche il PD. Di avere un gruppetto di duri e puri e ultraminoritari non se ne fa nulla; ergo, deve fare da pontiere. Possiamo dire che una simile strategia è velleitaria e non funzionerà mai (è ciò che io penso) ma non possiamo etichettarla come un dietrofront o peggio.

Quizzino della domenica: autoreferenziale

Riuscite a risolvere questo test?


D1. Qual è la prima domanda che ha (c) come risposta corretta?
(a) D3 - (b) D4 - (c) D1 - (d) D2

D2. Qual è la prima domanda che ha (a) come risposta corretta?
(a) D4 - (b) D2 - (c) D3 - (d) D1

D3. Qual è la prima domanda che ha (d) come risposta corretta?
(a) D1 - (b) D2 - (c) D4 - (d) D3

D4. Qual è la prima domanda che ha (b) come risposta corretta?
(a) D2 - (b) D4 - (c) D3 - (d) D1

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p261.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema tratto da ILoveMathsGames; figura di Arnoud999, da OpenClipArt))

Acqua

Duemila anni fa i romani avevano costruito acquedotti verso l’Urbe da tutti i dintorni, e la città era letteralmente piena d’acqua (occhei, con il piccolo problema del piombo che ha minato la salute di chissà quante persone). Ora si rischia il razionamento.

Lo so, oggi Roma ha il triplo di abitanti di allora e consumerà trenta volte tanta acqua; ma è comunque qualcosa che fa pensare.

_The Puzzle Universe_ (libro)

Ivan Moscovich è uno dei più famosi progettisti di giochi. Ha già passato i 90 anni, quindi vi lascio immaginare quanto ha potuto fare negli anni. Questo libro (Ivan Moscovich, The Puzzle Universe : The History of Math in 315 Puzzles, 2015, pag. 396, $39.95, ISBN 9781770854758) è una coloratissima opera che di matematica non parla più di tanto, se non per avere una scusa per parlare di giochi, storici e moderni, da carta e penna, da tavola, o da manipolare. Soprattutto per quanto riguarda gli ultimi anni ho scoperto cose che non avevo mai sentito nominare. Il guaio è che la versione americana che ho acquistato (è poi uscita anche la versione italiana, Matemagica, che però non ho letto) ha parecchi refusi e le figure sono spesso malfatte nei punti dove si incontrano più colori; inoltre le soluzioni sono spesso scritte troppo in piccolo. In definitiva una buona opera di riferimento, ma sarebbe potuta essere meglio.

Il posto delle biciclette (2)

Ho scoperto solo in questi giorni questo post di BikeItalia che spiega come posizionarsi ai semafori quando si è in bicicletta. Tutte regole di buon senso, che sono applicate automaticamente da chiunque giri seriamente in bicicletta per la città e sia ancora vivo e vegeto (d’accordo, se volete questa è un’applicazione della probabilità bayesiana, ma non partiamo per la tangente). Peccato che tutte queste regole siano contro il codice della strada. Sì, anche quelle in cui ci si mette in coda dietro l’ultima auto restando al centro della corsia: il codice prevede infatti che la bicicletta stia sempre il più a destra possibile.
Detto in altri termini: non prendetevela proprio sempre con le bici: certi loro posizionamenti sono fatti per puro spirito di sopravvivenza. (Poi ne ho visti tanti altri che nascono da volontà di morire giovani, intendiamoci)

Il posto delle biciclette (1)


Ieri pedalavo dai bastioni di Porta Venezia e stavo per girare in direzione corso Buenos Aires, quando dall’altro lato della strada ho visto la transenna mostrata nella foto qui sopra. Ho attraversato apposta la strada per fotografarla.
Cosa succede? Dal lato di viale Majno ci sono dei lavori in corso, che bloccano il passaggio pedonale. Quindi i solerti operai dell’impresa che sta facendo i lavori hanno messo un cartello avvisandoli. (In realtà, come vedete, le strisce pedonali sono assolutamente libere: quello che non si può fare è continuare su Majno). Come si avvisano i pedoni? Bloccando la pista ciclabile, è ovvio. Ma quel che è peggio è che il povero ciclista che arriva da corso Buenos Aires e pensa di svoltare a destra per andare sui bastioni va a sbattere contro la transenna. Tutto questo mostra come il concetto di pista ciclabile è completamente alieno: d’altra parte stamattina in via Volturno (marciapiedi di tre metri di larghezza) mi sono trovato tutta una famiglia con trolley che si è spostata dal marciapiede in questione sulla pista ciclabile, evidentemente perché riteneva che il rossastro dell’asfalto facesse pendant con le ruote dei trolley… o forse che l’asfalto rosso le rovinasse meno. Non ce la possiamo fare.