Ah, questa sesta minore
Come sapete, io canto in un coro. Ieri sera abbiamo cominciato a studiare il Magnificat di Vivaldi, e tanto per cambiare ero l’unico basso. Nulla di veramente grave, in genere io leggo a prima vista. Solo che qui dovevo prendere un intervallo ascendente di sesta minore che non mi veniva proprio. Con la sesta maggiore ho il trucco, il “Libiamo” della Traviata; qui nulla. Che faccio, allora? Chiedo a Claude se mi trova un esempio sul canone beatlesiano. Lui mi risponde “certo! Prendi l’inizio di Michelle, Mi-Chelle!” al che gli faccio notare che lì la nota è la stessa. Al limite puoi pensare all’intro di chitarra, ma non è banale. Mi tira fuori anche un brano non beatlesiano che però non conosco. Allora lo presso, dicendogli che tanto se sbaglia me ne accorgo. Risultato: ho rotto Claude. Continuava a dirmi “questa risposta non è stata caricata”; a un certo punto ha persino tirato fuori un improbabile “blocked by filter polict ” e quando gli ho chiesto che razza di filtro avessi toccato la candida risposta è stata “Nessun filtering, scusa — stavo semplicemente girando in tondo tra candidati senza commettermi, il che è peggio che dare una risposta imperfetta.” (Notate il “commettermi”: non credo di aver mai sentito la traslitterazione di commit neppure dai più sfegatati anglofili).
Solo alla fine ha tirato fuori l’inizio di “The Entertainer” di Scott Joplin (La stangata, insomma), che in effetti funziona. Ma è stata dura. Ah, alla fine ho deciso che il metodo più semplice per me per cantarla è pensarla come un’appoggiatura sulla dominante e via…




Cosa si intende per “bullshit”? In italiano sono le cazzate, o forse meglio le stronzate, nel senso di affermazioni che non solo necessariamente false (anche se di solito lo sono), ma sono infiocchettate in modo da cercare di impressionarci o convincerci, senza preoccuparsi che siano vere o false: con un giro di parole, notizie false e tendenziose. Un esempio che portano gli autori è scrivere la recensione di un libro senza averlo letto. (Io il libro l’ho letto, ma non è questo il punto). È molto facile farlo con i numeri e le statistiche, e infatti questa è la parte principale del libro; ma lo si può fare in tanti altri modi, come per esempio i clickbait dei siti web di “notizie”. Ma a parte tutti gli esempi portati, i due capitoli finali “accorgersi delle stronzate” e “confutare le stronzate” dovrebbero essere letti da tutti per formarsi gli anticorpi sempre più necessari in un mondo dove creare testi fasulli è diventata una banalità.