Giggino e i ministri

Così Luigi Di Maio ha fatto un giro al Quirinale per presentare la lista dei “suoi” ministri quando la settimana prossima vincerà le elezioni: chiaramente Mattarella non si è fatto trovare.
Il problema non è che Di Maio non sappia che in Italia non esista il concetto di lista preventiva di ministri, e quindi la sua passeggiata era destinata al fallimento formale. Lo sapeva benissimo, e anche se non l’avesse saputo qualcuno gliel’avrebbe detto. La sua è stata una scelta ben precisa per mostrare come “la Ka$ta ci impedisce di governare!!!!1!!!1!”. Ecco. Se qualcuno credeva ancora che il moVimento fosse diverso dagli altri partiti, sappia che non è affatto vero.

Quizzino della domenica: botti

Centocinquant’anni fa, quando c’erano ancora i dazi per portare i beni in città, due commercianti di vini arrivano a Parigi, uno con 64 botti piene di vino e l’altro con 20 botti. Tutte le botti hanno lo stesso valore. Non avendo denaro sufficiente per pagare il dazio, il primo lascia cinque botti più 40 franchi, mentre il secondo lascia due botti e riceve indietro 40 franchi. Qual è il prezzo di una botte e quello del dazio corrispondente?

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p302.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Walter Rouse Ball, citato da Federico Peiretti, Il grande gioco dei numeri; immagine di kevie, da OpenClipArt.)

_È tutto un gioco_ (libro)

Premessa: questo libro (Giulia Bernardi e Roberto Lucchetti, È tutto un gioco: Il dilemma del prigioniero e altri giochi non cooperativi, Francesco Brioschi 2018, pag. 177, € 19, ISBN 9788899612221, link Amazon) non è un manuale sulla teoria dei giochi. Sì, ci sono delle formule, opportunamente incasellate in riquadri in modo da poter essere saltate senza problemi; ma ritengo che saltarle durante la lettura è non solo possibile ma anche consigliato. In fin dei conti questo libro non è un manuale ma un’introduzione alla teoria dei giochi, o almeno alla parte di essa legata ai giochi non cooperativi; secondo me il risultato è ottimo, a partire dalla scelta di cominciare con la trattazione degli equilibri di Nash e non con il minimax di von Neumann che è temporalmente precedente ma non dà un vero vantaggio espositivo. Molto apprezzabile è poi la scelta di parlare degli studi di Aumann sull’equilibrio correlato, perché in questo modo si riesce a vedere meglio l’utilità della teoria dei giochi che altrimenti rimane spesso confinata in esempi più o meno artificiali che sono difficili da associare alla vita reale. In appendice, brevi biografie di von Neumann, Nash e Aumann permettono al lettore curioso di scoprire che i matematici non sono affatto uguali a come vengono generalmente immaginati.

Dell’inesistenza della linea 70

Stasera, dopo aver preso al doposcuola Cecilia, siamo andati a recuperare suo fratello che era stato a giocare con il suo compagno di classe. Il compagno in questione abita a una fermata di metropolitana, oppure quattro fermate di bus: una distanza che io mi sarei tranquillamente fatto a piedi, ma conoscendo la mia prole le ho detto “andiamo a prendere l’autobus, e poi torniamo tutti con la metro”. (Ricordo che a Milano il biglietto vale sì per 90 minuti, ma con una sola corsa in metropolitana). Siamo arrivati, c’era un po’ di gente alla fermata e non era indicato nulla sulla palina elettronica. Dopo dodici minuti finalmente è arrivato il messaggio con l’attesa prevista: 12 minuti. A questo punto ho deciso di prendere subito la metro. Peccato che ovviamente il problema si sia ripresentato al ritorno: siamo usciti alle 18:45, e la prima 70 è passata alle 19:12. Per la cronaca, i passaggi sono previsti ogni 9 minuti. Non trovate ci sia qualcosa che non va?

Ditelo, che non volete vendere

Io non mi lamento del fatto che questo libro costi 37 euro. Immagino che non abbia chissà quale mercato, e a questo punto anche il costo di stampa e di distribuzione diventa importante, oltre alla giusta necessità di tirare fuori qualche soldo per l’autore. Ma più di 27 euro per la versione elettronica mi pare sia un modo nemmeno troppo educato di dire “no, non te lo vogliamo dare in formato elettronico”.
Immagino che vivrò tranquillamente senza quel libro, in fin dei conti leggerlo sarebbe stata solo una curiosità. Però non capisco il modello di business.

Tanta fatica per niente

Come avete capito sin troppo bene, è uscito Scimmie digitali. Come si fa oggidì, abbiamo preparato una pagina Facebook e ieri ho invitato un po’ dei miei amici a mettere un like. Visto che non ho mai sopportato le richieste indiscriminate, mi sono messo a controllare uno per uno i miei 550 amicici, ne ho selezionati una sessantina e ho mandato loro l’invito, modificando il testo di default e spiegando che appunto avevo fatto una cernita (oltre che assicurando loro che non era affatto necessario metterlo, quel benedetto like). Peccato che quel mio testo non sia stato passato a nessuno, e sia solo arrivato un testo anodino “Ciao XYZ, Maurizio Codogno ti ha invitato a mettere “Mi piace” a Scimmie digitali”.

Caro Mark, non ti pare che forse se vuoi che i contatti tornino ad essere la parte principale di FacciaLibro dovresti stare un po’ più attento a queste cose?

Recensioni collage

Come sapete, oggi esce ufficialmente Scimmie digitali, anche se da un paio di settimane era possibile ordinare il libro su Amazon. Magari riesco anche a fare una recensione seria, prima o poi. Ma non è di questo che voglio parlare.
In rete si trova una “recensione”, di una “Testata online indipendente”, che parla effettivamente del nostro libro, usando frasi indubbiamente tratte dal nostro libro ancorché non virgolettate. Il problema è che le frasi sembrano messe insieme senza una grande logica, e il nome dell’autore dell’articolo è assolutamente ignoto a san Google. Secondo voi, una cosa del genere ha un senso pratico oppure no?