Qual è il numero minimo di figure convesse (in pratica, rettangoli) tutte diverse tra loro che si devono sovrapporre per ottenere la struttura a sinistra nell’immagine qui sotto? Immaginatele trasparenti, con solo il bordo colorato. Se non ci fosse il vincolo della convessità, lo si potrebbe fare con le tre figure a destra (leggermente sfalsate per distinguerle)

(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/quizzini/p343.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Serhiy Grabarchuk Jr, da Brain Games)
_2001 – An Odyssey in Words_ (ebook)
[Disclaimer: Ho ricevuto il libro grazie al programma Early Reviewer di LibraryThing]
Nel centenario della nascita di sir Arthur Clarke, la Newcon Press ha chiesto a molti autori di fantascienza di scrivere un racconto per questa antologia (Ian Whates e Tom Hunter (eds), 2001 – An Odyssey in Words, Newcon Press 2018, pag. 273, € 4,30, ISBN 978, link Amazon) con la particolarità che il vincolo dato loro non era sul tema da trattare, ma che la lunghezza del racconto dovesse essere esattamente di 2001 parole. Diciamo, in perfetto stile oulipiano, che un vincolo così debole non costringe a scrivere testi per forza interessanti, anche se molti autori hanno comunque usato un tema in stile clarkiano. Il problema non è insomma la lunghezza di racconti quanto la troppa libertà concessa dai pochi vincoli. Ho così trovato pochi racconti memorabili: Ouroburos di Ian R. McLeod, The Escape Hatch di Matthew De Abaitua, Dancers di Allen Stroud, The Ontologist di Liz Williams, Roads of Silver, Paths of Gold di Emmi Itäranta, Last Contact di Becky Chambers, Providence di Alastair Reynolds. In definitiva, un tributo sicuramente valido, anche per i minisaggi che lo completano, ma che sarebbe potuto essere migliore.
Prisma – Matematica, giochi, idee sul mondo (rivista)
Ieri è uscito in edicola il primo numero di Prisma, una rivista che ha come sottotitolo “Matematica, giochi, idee sul mondo”. Tranquilli: io non c’entro nulla. È un progetto partito dal Centro PRISTEM della Bocconi, quello tanto per dire che gestisce i Giochi Internazionali di matematica.
Io avevo già letto il numero, perché era stato stampato come numero zero e distribuito il mese scorso alla presentazione della rivista. Rispetto alla rivista MATE dalla breve vita, mi sembra che si sia scelto di evitare il sensazionalismo e puntare più sul mostrare come la matematica sia una parte nascosta ma importante della nostra vita quotidiana. Nessuna formula, che comunque non avrebbe senso in quel contesto. Articoli di italiani e traduzioni di bei pezzi dalle riviste e siti di alta divulgazione in lingua inglese Tutto questo è molto positivo: ho più dubbi sulle 16 pagine di giochi, che mi paiono tante nel contesto della rivista, ma magari mi sbaglio io.
Insomma: compratela :-)
Comunicazione politica odierna
Martedì sera è uscito questo comunicato della Presidenza del Consiglio (leggasi, Rocco Casalino). Un mio amico ha commentato “sembra scritto da un bambino di sei anni”, e io ho ribattuto “no, è scritto per un bambino di sei anni”.
Prendete un qualunque esempio di comunicazione dei nostri governanti e dateci un’occhiata. Vedrete subito che la sintassi è molto semplificata: in questo caso cinque frasi, due senza subordinate, due con una relativa (il jolly che va bene con tutto) e una consecutiva (il minimo sindacale: in pratica è un’altra frase, solo senza il punto che la separa dalla precedente). Intendiamoci: i muri di testo della Vera Stampa Comunista sono illeggibili e non vorrei certo tornare ad essi. Però qui siamo davvero scesi di livello. Peggio ancora, passiamo alla semantica. Controllate pure: non è stato detto nulla. Ci sono due “confermiamo” (ma non si dice cosa sia confermato). L’ultima frase è poi un capolavoro di non-dire. “Abbiamo lavorato a disegnare” (non “Abbiamo disegnato”); “accelerare la discesa del rapporto debito/Pil in modo consistente nell’arco del triennio.” (rispetto a cosa? Nel 2017 è stato al 2,3%, per il 2018 a giugno si prevedeva l’1,9%). Non siamo arrivati alle derivate terze citate da Nixon, ma abbiamo comunque un vuoto cosmico: esattamente quello che serve per riempire il non-cervello delle masse.
Poi è chiaro che ogni leader ha la sua firma: Salvini (pardon, il gestore media di Salvini) per esempio tende a un approccio più diretto con i suoi fan e chiama spesso i commenti. Di Maio (idem) sbaglia un congiuntivo per post in modo da sembrare più vicino alla gente. Conte? Beh, mostra il nulla anche nei testi. Però sotto sotto lo stile è lo stesso. Ricordatevi, però: commentare sui post non serve a nulla se non si usa lo stesso stile.
Come si soffia sul fuoco
Ieri il Giornale intitolava Pacchia per 5mila rom: anche loro prenderanno il reddito di cittadinanza. In realtà potrebbero essere molti di più. Secondo Stefano Zanero, dei 140.000 rom / sinti che vivono in Italia la metà è cittadina italiana; molti di loro hanno redditi vari, ma possiamo immaginare che qualche decina di migliaia di loro rientreranno nei criteri. E no, non li si può escludere, mi spiace: è tutta colpa dell’articolo 3 della Costituzione, che immagino sia anche quello che viene citato per la decisione di introdurre il reddito di cittadinanza.
Il problema in realtà non si dovrebbe porre: per i cittadini italiani di origine rom e sinti, esattamente come per quelli di origine lombarda, napoletana o altoatesina, accedere al reddito di cittadinanza significherà anche dover accettare i lavori proposti, e nel caso di reiterati rifiuti perdere il reddito stesso. Quindi se effettivamente “i rom non vogliono lavorare” la misura sarà solo temporanea; altrimenti lavoreranno e avranno meno “tempo per rubare”. Ma tutto questo è chiaro ai lettori del Giornale? (al titolista immagino di sì)
archive.org ha “aggiustato” Wikipedia!
Sapete tutti che archive.org, tra le tante sue iniziative, raccoglie le pagine web per salvarle in modo che non si perdano come lacrime nella pioggia quando un sito viene chiuso (oppure, per i cattivi dentro come me, per verificare cosa dicevano inizialmente…)
Ordunque, lunedì gli amici di archive.org hanno annunciato di avere completato un loro meritorio progetto. Hanno scorso le voci delle 22 edizioni linguistiche di Wikipedia più importanti (tra cui quella in italiano), selezionato i link che non funzionavano più, verificato se la pagina corrispondente era salvata da loro e nel caso sostituire il link rotto con quello funzionante. Ora, è vero che i BOFH in ufficio da me impediscono di accedere ad archive.org, ma questo è un mio problema. Immaginate però quanta roba è tornata a essere disponibile – sono stati modificati nove milioni di collegamenti – e gioite con me :-)
quando Google non sa spiegare perché non funziona Google
Da ieri mattina Google Backup and Sync non funzionava più sul mio computer d’ufficio. In effetti nel weekend avevo visto che a casa stava risincronizzando tutto, ma non ci avevo fatto caso più di tanto (i vantaggi di una connessione in fibra :-) ), ma la situazione qui era molto peggiore. Mi era già capitato che non si connettesse, ma di solito erano problemi di firewall: occorre un proxy NTLM-compliant, e quindi devo fare qualche magheggio. Ma stavolta non era quello il problema.
Ho provato di tutto: sconnessione e riconnessione dell’account, reinstallazione dell’app, spegnere-e-riaccendere il computer: nulla da fare. Ho persino provato a sincronizzare un altro account, per capire se il problema ero io e non lui: nisba. Quel che era peggio è che il codice di errore – otto caratteri esadecimali – infilato nella casellina di ricerca di Google non dava nessun risultato… o meglio, dava altri problemi con Google Backup e Sync ma codici di errore diversi. Una ricerca sulla mancata sincronizzazione non aveva nemmeno lei portato risultati, se non le solite cose di cui sopra. Alla fine mi sono deciso a scrivere su Facebook. Poco dopo il mio amico Max Negro mi ha dato il link a una pagina che da solo non avrei mai trovato, che tra le altre cose suggeriva di cancellare la directory sotto %appdata% relativa a Google Drive: e in effetti è ripartito tutto. Occhei, sta ripartendo tutto, perché nei vari tentativi ho spostato la directory dove mantenevo i file condivisi che ora si stanno lentamente scaricando.
La mia ipotesi a questo punto è che sia cambiato qualcosa nell’applicazione. Ma perché allora Google non ha fatto in modo di ripulire quella directory, che tra l’altro il 99% degli utenti non vede perché di default è nascosta? Non è venutoloro in mente che questi programmi dovrebbero essere i più trasparenti possibile per l’utente finale? Qual è la deriva googliana?
Statistiche del sito per settembre 2018
Gli utenti unici continuano a esere pochi, ma ho il record annuale di pagine visitate. Per la precisione, a settembre ho avuto 20.060 visitatori con 48.265 visite; le pagine accedute sono 115.960 e gli accessi 288.184. Ecco la top 5, con due classici in testa e tre post del mese:
- Eupnoico: 1112 visite
- Centro Operativo Postale: 1010 visite
- Quizzino della domenica: A B C: 831 visite
- Dizionario degli anglicismi: 807 visite
- I silenzi assordanti: 797 visite
Gli altri tre post oltre le 500 visualizzazioni “native” sono la recensione di Aga Magèra Difùra con 736 visite, Italiasubs e i diritti magmatici con 607, e Non troppo buona scuola con 558. L’epub del mio microlibro su DFW è stato scaricato 100 volte, il mobi per il kindle solo 29.
(ah, per la riforma europea del copyright ho ben 30 accessi da reddit. So’ cose)