Il Corsera presenta i risultati di uno studio britannico che ha dimostrato come scrivere SMS mentre si guida peggiora (“deteriorates” nell’originale) notevolmente i riflessi del guidatore. Diciamo che ci saremmo arrivati tutti, e tutt’al più è interessante vedere quanto si rimane appannati: quasi il triplo di chi è ubriaco.
Tradurre un articolo è però sempre difficile, e una parola come “deteriorare” in italiano non si usa. Così Simona Marchetti scrive nel sottotitolo «I tempi di reazione si riducono del 35%» e ribadisce nel testo «perché i tempi di reazione in caso di possibile impatto si ridurrebbero del 35%» (grassetti miei).
Se questo fosse vero io, e credo tutti i miei ventun lettori, inizieremmo subito a scriverci mentre siamo in giro in auto: ridurre i tempi di reazione significa infatti reagire più in fretta. Invece no: i processi mentali si rallentano, e quindi i tempi di reazione aumenteranno del 35%. Ma magari la giornalista faceva come me, e si occupava di qualcos’altro mentre stava scrivendo l’articolo…
(e in effetti sono riuscito a credere che l’articolo fosse stato corretto, mentre invece non è vero. Fortuna che non sto guidando)
Aggiornamento: (22 settembre) Dopo che Licia ha fatto notare la cosa (nei commenti a un articolo di Marco Pratellesi, responsabile di corriere.it, dal titolo “Le gaffe dei quotidiani online”…) le correzioni sono arrivate… nel testo. L’occhiello è rimasto lo stesso :-)
Aggiornamento: (23 settembre) Adesso anche l’occhiello è stato corretto. Sul mio posterous, le immagini.
L’Arena in amministrazione controllata
Martedì scorso l’Arena di Verona è stata commissariata. Occhei: se andate sul sito del ministero dei Beni Culturali, potete leggere che «Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sen. Sandro Bondi, ha nominato oggi il suo capo di gabinetto, Salvatore Nastasi, commissario straordinario della Fondazione lirico-sinfonica Arena di Verona. Il commissariamento, che avrà una durata non superiore a 60 giorni, si è reso necessario per affrontare la delicata situazione patrimoniale della Fondazione ed è stato deciso in accordo con il sindaco di Verona, Flavio Tosi.». Ma il significato pratico è quello.
Uno si potrebbe chiedere come faccia l’Arena ad andare in bancarotta, con il costo dei suoi biglietti. Ma io, come Alessio da cui ho scoperto la cosa, preferisco chiedermi com’è che per venire a sapere queste cose uno debba leggere il Guardian. Suggerirei al nostro poeta-ministro una soluzione all’italiana: invitare caldamente gli amministratori dei nostri teatri a spogliare le attrici. Almeno potranno trovare posto nella colonnina di destra dell’italica stampa online.
I polli di Renzo
In questi giorni si parla tutti di Alitalia, ma c’è in corso una vertenza che tocca ancora più persone: quella Telecom, con Bernabè che quest’estate ha detto “devo far fuori 5000 persone” sulle 57000 che costituiscono la forza lavoro del gruppo in Italia.
A settembre sono partite le consultazioni con i sindacati, che sono poi state aggiornate di qualche giorno rispetto alla scadenza iniziale del 13.
Ieri mi è arrivato un comunicato FISTel (CISL) che dice
«La FISTel-CISL, le cui posizioni emergono espressamente e chiaramente dagli O.d.G. del 23 luglio (FISTel) e del 2 settembre (RSU Unitario) sta faticosamente lavorando dal 10 settembre, insieme agli altri, per la tenuta del tavolo unitario.
Ci dispiace dover registrare, che a macchia di leopardo, girino messaggi ed e-mail con posizioni strumentali tese a minare l’unitarietà sindacale, NON CI STIMO A QUESTO GIOCO AL MASSACRO e non consentiremo a nessuno, attraverso la non assunzione di responsabilità, di mettere a repentaglio la tutela dei nostri lavoratori».
Stamattina mi è arrivato un comunicato SLC (CGIL) che dice
«In relazione al comunicato del 17 Settembre a firma della Segreteria Nazionale della Uilcom, come SLC- CGIL ribadiamo che abbiamo sempre dimostrato il nostro senso di responsabilità che, però, non vuol dire non trattare seriamente, non fare sindacato, pendere dalle labbra dellazienda.
Non siamo quindi disposti a scendere ai livelli del documento farneticante della Uilcom, che oggettivamente, giungendo a meno di 24 ore dallincontro al Ministero del Lavoro, indebolisce il Sindacato e le capacità negoziali verso lazienda.
Ribadiamo limportanza dellunità tra tutti i lavoratori di Telecom Italia, proprio per le difficoltà del momento e per quanto si annuncia già per i prossimi mesi.
Ribadiamo che stiamo trattando per cercare di garantire a tutti, a chi rimane e a chi esce, diritti e tutele.»
Non mi è arrivato nessun comunicato UIL (non conosco nessuno); né ve n’è traccia nella “bacheca sindacale elettronica” tanto strombazzata a luglio, quindi non so assolutamente quali siano i punti in discussione: e se non li conosco io che leggo i comunicati e ho una certa esperienza di sindacalese, figuriamoci gli altri. Mi resta però questa fastidiosa sensazione che non solo ce la prenderemo in quel posto, ma faremo il possibile perché la cosa sia la più dolorosa possibile: essere semplicemente masochisti insomma non basta più.
_L’inizio di tutte le cose_ (libro)
Sono sicuro che qualcuno si lamenterà perché un teologo ha deciso di scrivere un libro dove si parla di scienza. Non credo che questi qualcuno si siano lamentati degli scienziati come Fritjof Capra che hanno scritto libri “teologici”, ma poco mi importa: preferisco per quanto possibile partire senza pre-giudizi. E in effetti questo libro di Küng (Hans Küng, Linizio di tutte le cose [Der Anfang aller Dinge: Naturwissenschaft und Religion], Rizzoli 2006 [2005], pag. 263, € 18, ISBN 9788817012737, trad. Valentina Rossi), che racconta dell’inizio dell’universo, con una postilla sulla sua fine, merita la lettura. Innanzitutto Küng ha una prosa molto chiara e nemmeno troppo arzigogolata, anche se la sua formazione si sente chiaramente nello scrivere alcune parole con un trattino per farne risaltare l’etimologia e nel suddividere minuziosamente il libro in una gerarchia di sezioni e sottosezioni. Ma soprattutto, lavorando a Tubinga, ha avuto la possibilità di chiedere lumi ai suoi colleghi: e questa sinergia ha fatto sì che le parti in cui spiega il modello standard della fisica e la crisi dei fondamenti della matematica siano delle eccellenti introduzioni per chi non ha una formazione specialistica.
A parte le solite frecciate al Vaticano e al suo oscurantismo, citando ad esempio un documento di Pio XII che ancora nel 1941 ammoniva che il darwinismo non aveva nessuna prova a proprio favore, Küng non ha nessun problema ad accettare le teorie fisiche, né si mette a dire che la Bibbia “raffigura poeticamente il Big Bang”; anzi è contro questo modo di vedere le cose, perché ribadisce che il campo d’azione della filosofia e della teologia è separato e complementare a quello delle “scienze dure”. Trovo assolutamente corretto il suo affermare che, proprio per la natura stessa del metodo scientifico, questo non può applicarsi alla metafisica e chiedersi ad esempio “che cosa c’è prima del Big Bang”; sulla sua proposta di un percorso collaborativo tra i due campi scientifico e filosofico resto perplesso, anche perché non sono riuscito a comprenderla esattamente. In definitiva, però, un libro che ci permette di vedere le cose in maniera un po’ diversa dal solito, e ci costringe a mettere in azione il nostro cervello. Un plauso infine a Valentina Rossi e alla sua ottima traduzione, compresa di apparato di note.
Una chicca finale: da buon teologo, Küng riformula il teorema di incompletezza di Gödel dicendo che nessun sistema finito di assiomi può essere completo…
“Qui non si parla di politica, qui si lavora”
Cosa non si fa per i soldi
Leggo dalla BBC che tale Eoin Colfer – che poi sarà anche un autore famoso, sono io a non conoscerlo – è stato incaricato di scrivere un seguito alla Guida Galattica dell’Autostoppista del fu Douglas Adams. Il tutto corredato dalla dichiarazione della vedova che afferma che “non poteva pensare a una persona migliore per portare Arthur, Zaphod e Marvin verso nuovi pascoli” (Ford Prefect no, vabbè).
Di per sé non ho nulla in contrario a portare avanti una saga dopo la morte del suo autore, in generale. Ma faccio notare che quando Douglas Adams scrisse “Mostly Harmless” (“Praticamente innocuo”, anche se io avrei preferito l’avverbio “fondamentalmente”) fece in modo che il finale fosse tale da impedire un qualunque sequel, e sono ragionevolmente certo che quella sia stata una sua scelta precisa, per la serie “mi prendo ancora un pacco di soldi con questo libro, visto che mi stanno rompendo da anni, ma poi basta sul serio”. Perché si vuole far finta di niente e dimenticarsi della sua volontà?
Henri Cartan
Scopro solo oggi via Gravità Zero che il 13 agosto è morto il matematico francese Henri Cartan. Probabilmente il suo nome non dice nulla al 95% dei miei lettori che non sono matematici, e non è infatti un caso che non abbia nemmeno trovato un trafiletto sui giornali che leggevo nel mio periodo di disintossicazione da internet.
Henri Cartan (bisogna usare nome e cognome perché anche suo padre Élie fu un importante matematico) è stato uno dei fondatori di Bourbaki, e quindi della matematica novecentesca, e sono suoi i concetti di filtro e ultrafiltro in algebra. Ma a parte questo, è sempre stato una persona interessata a cosa accadeva nel mondo: si è speso per la liberazione di scienziati imprigionati per le proprie convinzioni politiche, ed è stato persino presidente del Movimento Federalista Europeo, quello fondato da Altiero Spinelli.
Ma la parte forse più interessante è notare l’anno di nascita di Henri Cartan: il 1904. Il nostro è insomma vissuto 104 anni. Vedete? fare matematica allunga la vita!
Alitalia: tutti stanno facendo la propria parte
Considerando che in questo momento far volare un aereo è una perdita per Alitalia, scioperare e far annullare voli è un atto d’amore.