Troppi pochi campi

Ho provato a pasticciare un po’ con il feed dei commenti ( commenti.rdf: ci sarebbe anche comments.rdf ma mi sembra peggio), ma il vecchio RSS 0.91 non permette di avere due link, o almeno non ci sono riuscito. Quindi o si mette l’eventuale link al sito del commentatore (come prima), o si mette quello al post (come adesso).
Voi che preferite?

da DNews di oggi

premessa: oggi parlo di DNews semplicemente perché mi è capitato di prenderne una copia. Immagino che molte di notizie siano più o meno presenti altrove. Però è tanto che non commentavo più, e mi è venuta voglia di farlo. Ecco qua qualche chicca, ovviamente commentata.
– pagina 2: nella rubrichetta “il semaforo”, semaforo rosso per Romy Schneider, perché “i suoi genitori sarebbero stati accesi sostenitori del nazismo”. Le colpe dei padri ricadano sulle figlie.
– pagina 6: tra le varie pagine dedicate all’assassinio di Abdel Guibre, abbiamo le lamentele contro gli extracomunitari (con uno che dice “Una volta mio figlio li ha pure rincorsi e picchiati poi abbiamo offerto loro il caffè perchè (sic) ci dispiaceva”) una foto con didascalia “Degrado in via Sammartini – Abba è stato ucciso nella via parallela”. I matematici usano gli intorni con un epsilon piccolo a piacere: i giornalisti usano i dintorni con un epsilon sufficientemente grande.
– pagina 11: Il presidente ATM annuncia che da novembre “i mezzi saranno più puliti: non usciranno dal deposito se non rispetteranno gli standard di pulizia”. Aspettatevi attese molto lunghe alle fermate.
– pagina 12: articolo sui parrucchieri cinesi a poco prezzo. Giovanna Occhino (ma è quella che conosco io?) spiega che molti non parlano italiano, e la giornalista commenta “Addio, dunque, al tipico chiacchiericcio tra parrucchiere e cliente”. Magari è questa la vera ragione del boom di questi parrucchieri?
– pagina 14: “Offriva il proprio cane, un pastore belga di cinque anni, per prestazioni sessuali a pagamento nel proprio appartamento di via Tonale a Milano”. Chissà che ne pensa la Carfagna.
– pagina 19: il sindaco di Verona Flavio Tosi chiede un albo degli imam, tenuto dal ministero degli Interni. Se la cosa in sé potrebbe anche avere una logica, sentirlo affermare che “nella maggior parte non ci troviamo di fronte a luoghi di culti, ma ad associazioni e circoli in cui, tra le altre cose, si prega” mi fa immaginare che Tosi in realtà abbia confuso gli imam coi baristi. Diciamo che tra le 22 e le 6 non si possono servire preghiere verso la Mecca.
– pagina 23: nella sezione “Tendenze” si parla di ricostruzione dell’imene, diventata un’operazione diffusissima anche in Italia, assieme a cose che non avrei mai immaginato tipo la vaginoplastica e la liposcultura del pube. D’altra parte, ritornare come mamma ti ha fatto può avere la sua bella convenienza.
– pagina 30: si parla del progetto “Q.P.G.A. opera pop” di Claudio Baglione che prende l’album del 1972 (Questo piccolo grande amore) e lo fa diventare un doppio, con “36 tracce, 15 delle quali facevano parte dell’idea originale e che non trovarono posto allora nell’album”. Se dal 1972 a oggi non sono mai state pubblicate, magari un motivo c’era.
– pagina 43: “Ronaldo ancora non si arrende – da gennaio giocherà nel [Manchester] City”. Occhiello: “Indomabile”. Beh, se per sei mesi mi pagassero nove milioni di euro come lui, anch’io sarei indomabile.
– pagina 47, titoletto: “Vodafone Italia pensa al degrado”. Ecco perché le telefonate non si sentono più nitide come una volta.
Se uno ci pensa un attimo su, non dev’essere facile riuscire a digerire tutte queste informazioni in un viaggio in metropolitana: meglio le foto di donne nude.

Un numero al giorno leva il medico di torno

La MAA ha pensato di preparare un blog, Numberaday, che ogni giorno racconta le proprietà di un numero diverso. Partendo dal blog si possono raggiungere altri siti interessanti, sempre naturalmente in inglese, sulle proprietà dei numeri.
Mi chiedo se l’anno prossimo, una volta terminato di ricordare i santi, potrei mettermi a fare qualcosa del genere. È vero che farei concorrenza a wikipedia (vedi un esempio a caso) ma è anche vero che le “curiosità” vengono sconsigliate… che ne pensate?

C’entra poco, che fosse negro

Io non credo che i due che hanno ammazzato Abdul Guibre l’abbiano fatto perché era “uno sporco negro”. Credo che se fosse stato brianzolo dalla pelle bianca l’avrebbero massacrato lo stesso: sarebbero semplicemente cambiati gli insulti nei suoi confronti. Considerando che lui era nato in Italia, immagino parlasse italiano esattamente come gli assassini: e anche se non sembrerebbe, la cosa cambia molto.
Poi sono perfettamente d’accordo con Ricambi Riciclati che afferma che la cosa è tutto meno che tranquillizzante. Non che sarebbe stato tranquillizzante l’opposto! Il punto di base è che in questo momento il concetto “se qualcuno mi ruba, ho il diritto di ammazzarlo” è diventato del tutto normale, alla faccia della reazione proporzionata all’offesa. Se si continua però a parlare del “ragazzo di colore“, mi sa che si perde di vista il vero problema, il che non può che far piacere a chi dice che “se non ci fossero i negher non ci sarebbero tutti questi problemi”.
(per i non milanesi: via Zuretti è la parallela di via Gluck. La attraverso tutti i giorni per andare in ufficio, qualche rara volta la percorro anche)

Nubigrafi

[Nubigrafi] Sabato scorso nel torinese è piovuto. Tanto. Tanto davvero. Me la sono anche presa tutta, come ho scritto.
La pioggia deve però essere tracimata fino a Milano in via Solferino, visto quanto c’era scritto ieri nei titoli di prima pagina – poi la notizia è stata tolta, credo senza correzione. Mi chiedo solo cosa possa esattamente essere un nubigrafo. Si uniscono i puntini da 1 a 47 per disegnare una nuvoletta?
(grazie a Lopo per la segnalazione!)

Legaioli del Sud. Epperò…

Leggo su La Voce un articolo di Tito Boeri e Massimo Bordignon che si lamentano perché nella nuova bozza di federalismo preparato da Simplificius Calderoli ci sarebbe un commino che lascia alle regioni a statuto speciale parte delle accise sui carburanti raffinati nel loro territorio. Il motivo politico di questa aggiunta, come Boeri e Bordignon spiegano, si chiama Raffaele Lombardo, o se preferite MPA; il motivo tecnico non ci sarebbe perché l’accisa è un’imposta sul consumo e non sulla produzione, e quindi si giungerebbe al paradosso che la benzina consumata dai piemontesi darebbe soldi ai siciliani.
Sulla parte politica non credo ci sia molto da dire. Su quella “tecnica”, però, vorrei fare un paio di considerazioni.
1. Una raffineria non è esattamente una bella cosa per chi ci abita vicino, esattamente come un rigassificatore o una centrale a carbone. Da questo punto di vista, l’idea di lasciare parte delle imposte sull’uso di un materiale a chi ha dovuto subire una produzione necessariamente inquinante non è così stupida.
2. Il federalismo fiscale mette però in evidenza la contraddizione che ormai si ha con la differenza tra le regioni a statuto speciale e quelle ordinarie. Perché io residente in Lombardia devo dare dei soldi alla Sicilia (o al Friuli-Venezia GIulia, o alla provincia di Trento)? Qual è il razionale? Nel caso particolare, perché la norma di cui sopra è fatta solo per le regioni a statuto speciale?
Mi piacerebbe che qualcuno di più importante di me chiedesse le stesse cose su un media più importante di queste notiziole, ma intanto inizio da qua.

Sfide Matematiche

Sabato mattina, mentre ero a Usseglio, ho scoperto che era appena uscito Ah! Ci sono! di Martin Gardner, primo volume della collana Sfide Matematiche” di RBA Italia. Ho deciso che 5 euro per l’uscita iniziale non era poi una grande spesa, e me lo sono preso.
Per la cronaca, il libro e la prima metà di questo, ed è una ristampa anastatica dell'(introvabile) edizione Zanichelli che era uscita a suo tempo. Mi ha stupito il fatto che il libro fosse stato stampato in Spagna, poi ho scoperto che RBA è un gruppo spagnolo e il tutto ha iniziato ad avere un po’ più senso.
Potete vedere il piano dell’opera qua. Quaranta volumi a dieci euro l’uno, col trucco di dividerne alcuni in più parti ma anche alcune chicche, come le Ricreazioni Matematiche di Lucas (è roba di fine ‘800, vi avviso subito) e la Matematica Ricreativa di Perelman che non credo fosse mai stata tradotta in italiano.
Mi stupisce la logica di far pagare i libri in abbonamento esattamente come in edicola: dal mio punto di vista, a questo punto mi conviene di gran lunga prendere solamente i testi che non ho, oppure che ho in inglese. Contenti loro…
Dopo averne sparlato per un po’, devo però fare i complimenti a quelli della RBA, che finalmente daranno la possibilità a chi non si trova a suo agio con l’inglese di poter leggere alcuni testi introvabili. Iniziativa meritoria, insomma!
Aggiornamento: (16 settembre) considerando quante ricerche stanno terminando qua, mi sa che gli amici della RBA hanno dei problemi di comunicazione!

Passeggioco

Oggi siamo andati oltreconfine, per partecipare a Passeggioco: ufficialmente una specie di caccia al tesoro promossa dal supermercato ticinese Migros in occasione del suo settantacinquesimo anniversario, all’atto pratico un modo per mangiarsi un po’ di prodotti tipici ticinesi con la scusa di una passeggiata dalle parti di Bellinzona. Nel caso vi chiediate come mai sapessimo dell’esistenza di una simile manifestazione, la risposta è semplice: non certo l’ascolto cella Rete 3 della radio svizzera italiana, ma molto più semplicemente l’ottimo Aldo Spinelli che è stato uno degli organizzatori – portandosi dietro moglie figlio ragazza del figlio e cane – e ancora a luglio mi aveva preannunciato la cosa.
L’unico vero nostro problema è stato l’orario di partenza. Non avendo la vignetta non abbiamo potuto prendere l’autostrada in Ticino, e quindi ici sono volute due ore per arrivare a Sant’Antonino. Sapendo che l’inizio era fissato alle 9:30, siamo partiti alle 7:30 (rhm, diciamo 7:45, si sa com’è), arrivando tra gli ultimi ma comunque in tempo. L’organizzazione svizzera non è riuscita a fare uscire il sole, ma almeno non c’è stato il diluvio: solo qualche goccia d’acqua ogni tanto. In compenso, Aldo ci raccontava di una signora di una certa età che si era iscritta ed è arrivata la mattina dicendo che purtroppo non poteva partecipare perché non stava bene… sono pazzi questi swizzeri! Alla fine comunque c’era una novantina di squadre, e la cosa più piacevole è che c’erano molte famiglie con bambini, e insomma una sensazione piacevole.
Per il resto, le prove consistevano nel farsi una decina di chilometri nella valle vicino al lago di Locarno, andando da uno all’altro dei produttori: a ogni tappa venivano date alcune domande a cui rispondere, ma soprattutto occorreva risolvere una prova pratica, dall’impilare il maggior numero di bastoncini senza farli cadere al soffiare su una pallina da pingpong all’interno di un bicchiere per rmandarla in un altro. Ma il vero scopo della prova era mangiare e bere i prodotti locali (pardon, “nostrani”: in Ticino ogni tanto le parole sono diverse), e il camminare serviva appunto a sentirsi meglio. Per chi proprio non voleva muoversi troppo, c’era persino uno di quegli articolati a forma di trenino che raccoglievano i più stanchi, con un autista che era completamente fuori di testa.
Non so se si potrebbe fare una cosa del genere dalle nostre parti: forse in mezzo alla pianura padana, dove magari ci sono ancora cascine e produttori, e soprattutto ci sono strade dove sguinzagliare trecento persone senza che rischino di essere presi sotto. Comunque posso garantire che mi sono divertito, anche se non ho certo vinto!